giuliano

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IL TOMO

martedì 19 gennaio 2016

PENSIERI 'VUOTI' PER UN MONDO COLMO DI VIOLENZA













































In memoria di John Ruskin:

08/02/1819 - 20/01/1900

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Visioni senza Tempo














Tempi brutti, jetsune kuchog - disse, dopo aver finito l'ispezione.
Lo spirito degli uomini è rivolto alla cattiveria, pensano solo a
farsi del male.
Cercando solo il proprio bene, preparano la loro rovina.
Sono ciechi; gli manca la tranquillità nella quale sviluppare la 'vi-
sione profonda' (ed anche quando pensano di ottenerla, la muta-
no a proprio vantaggio) che produce saggezza.
(A. David-Néel)

La geologia ha assodato che vi sono nel pianeta delle 'linee di
frattura' dove l'assestamente interno del globo non è ancora ter-
minato.
Intorno a quelle 'linee di frattura' si verificano i terremoti con tutti
i danni e le vittime che determinano (siamo arrivati proprio a ques-
to fiume mio 'amur', di una terra già ampiamente esplorata...).
Quando con l'andar del tempo, una linea di frattura si sistema, i
terremoti cessano e gli abitanti della zona possono finalmente vive-
re tranquilli. Succede pressapoco qualcosa di simile per quanto
si riferisce alle lotte degli Stati ed alle rivalità degli Imperi.
Vi sono delle linee di frattura sulle quali le nazioni e le stirpi non si
sono ancora assestate.
Quelle zone sono sismiche.
Vi si ammassano le fortificazioni, vi si condensano gli intrighi, vi
si arroventano le passioni fino a che si determina il piccolo terre-
moto, la crisi, od il grande terremoto, la guerra.....
Poi vi è una vasta terra che pensi di scorgere, scrutare, spia-
re...vedere... ma.......(P. Autier)
(M. Appelius)




























Un tempo, quando si voleva combattere gli uni con gli altri, ci si
misurava in base alla forza fisica; adesso basta un solo uomo che
imbracci un fucile dall'alto di una collina perché sia possibile sop-
primere migliaia di vite.
Questa è la civiltà.
Una volta, gli uomini lavoravano all'aria aperta soltanto finché pia-
ceva loro. Adesso migliaia di operai si ritrovano assieme e, per
matenersi, lavorano nelle fabbriche e nelle miniere. La loro condi-
zione è peggiore di quella delle bestie.
Sono obbligati a svolgere, a rischio delle loro vite, le più pericolo-
se mansioni, per il bene dei milionari....
Questa civiltà è tale che si dovrà solo avere un po' di pazienza e
si autodistruggerà.
(Ghandi)

E' mia ferma convinzione che l'Europa oggi non rappresenti lo
spirito di Dio o del cristianesimo, ma lo spirito di Satana.
E i successi di Satana sono tanto maggiori quando egli appare
con il nome di Dio sulle labbra.
L'Europa, oggi, è cristiana soltanto nominalmente.
In realtà adora Mammona.
(Ghandi)



















Voglio lo sviluppo, voglio l'autodeterminazione, voglio la libertà,
ma voglio tutte queste cose per l'anima.
Dubito che l'età dell'acciaio sia un avanzamento rispetto all'età
della pietra.
Mi è indifferente.
E' all'evoluzione dell'anima che l'intelletto e tutte le nostre facoltà
devono dedicarsi.
(Ghandi)

Vorrei che i nostri capi ci insegnassero a essere moralmente su-
premi nel mondo. Questa nostra terra, ci dicono, una volta era la
dimora degli Dèi.
Non è possibile concepire che gli Dèi abitino una terra resa pos-
sibile ed orribile dal fumo e dal fracasso di mille ciminiere e con
esse mille violenti in loro onore.
Fabbriche le cui strade siano traversate da motori rombanti, che
trascinano numerose vetture affollate di uomini la maggior parte
dei quali non sanno cosa cercano, che sono spesso distratti e i
cui temperamenti non migliorano per essere disagevolmente
pressati come sardine in scatola; che si ritrovano in mezzo a
completi estranei che li spingerebbero via, se potessero, come
essi butterebbero fuori quelli nello stesso modo, a loro volta.
Menziono queste cose perché sono considerate simboliche del
progresso materiale.
Ma non aggiungono un atomo alla nostra felicità.
(Ghandi)





















Il mondo è forse migliorato di qualche misura grazie ai veloci
mezzi di locomozione?
Come possono questi mezzi favorire il progresso spirituale?
E c'è un qualche limite all'ambizione dell'uomo?
Una volta ci accontetavamo di viaggiare a qualche miglio al-
l'ora; oggi abbiamo bisogno di superare centinaia di miglia al-
l'ora; un giorno potremmo desiderare di volare attraverso lo
spazio.
Quale sarà il risultato?
Il caos.
(Ghandi)

....Per concludere...
Detesto di tutto cuore questo folle desiderio di annullare la
distanza e il tempo, per incrementare gli appetiti animali e an-
dare in capo al mondo per poterli soddisfare.
Se la civiltà moderna sta in tutto questo, e io ho capito che è
così, ....LA DEFINISCO SATANICA.....
(Ghandi)















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