giuliano

giuliano
IL TOMO

martedì 13 ottobre 2020

MI SCUSINO LORO SIGNORI (presto pagherò il debito) (14)

 









Precedenti capitoli circa...:


L'orientamento (11/3)


Prosegue con la Rima...:


Mi scusino lor Signori... Se ho turbato l'asta delle vostre passioni (15)


Prosegue con la...:










Ovvero Sogni e Realtà di un Eretico  & Processo agli untori (Secondo capitolo)


Prosegue ancora con...:


Colori....  e  impressioni d'Autunno








Un monito mi sembra doveroso, per tutti coloro che celebrando il giusto orientamento, ed esercitando non tanto il libero arbitrio, ma la verità circa ogni fatto disquisito in riferimento e non solo al diritto vilipeso per ogni ambiente aggredito, possano essere congiuntamente   avvelenati da tutti coloro che a tutela dei propri interessi ed incaricando terzi si celano nella tentata truffa e non solo a danno dell’ambiente detto.

 

Ma dell’intera Natura!

 

Per Ambiente e Natura intendiamo una più elevata espressione ispirata e motivata da un più solenne enunciato e principio, e non certo un singolo umano ecosistema che ne viola ogni diritto avversato dagli impropri meschini affari di codesti ciarlatani; uniti congiunti nella rimossa coscienza dei piccoli affari quotidiani… nei sottintesi ciarlati, e da loro impropriamente nominati: lavoro rispetto e decoro, ed in cui non si distingue certo la Ragione ma il peggiore istinto che da lei mai deriva o dovrebbe…




La Ragione e con essa l’Intelligenza e non certo la pazzia che da questi deriva, sottintende la Verità per ogni principio da Lei accordato in comune con il buon Dio se pur pregato continuamente offeso nei principi regolatori della Vita.

 

La Vita mi detta ed ispira la forza per rispondere a tutti coloro circa la mancanza d’ogni paura al loro piccolo meschino cospetto, e se pur tentano ogni sorta di avvelenamento non più il buon senso, neppure l’inutile disquisizione per l’ottusa ragione che mai comprende, semmai la forza che da essa deriva per principiarne la paradossale differenza.




Mi scusino loro signori se non abbiamo paura dei loro falsi proclami uniti da pretese di rimborso per l’offesa subita, sappiano fin d’ora che come la Natura insegna paleserò più forte di prima ogni Verità al loro cospetto negata e punita con il soldo coniato della perenne calunnia accompagnato dall’eterna intimidazione braccare la Ragione.

 

Ogni torto subito va contraccambiato!

 

Così come e chi difeso mi vedo costretto a difendermi da calunnie infamanti, istituzionalizzate e certificate con ‘carte bollate’ se pur immancabilmente false, mi si contesta in sede giuridica da presunta parte offesa, di aver appunto esercitato il diritto d’offesa e aver oltre tutto molestato una indifesa servitrice dell’altrui causa, incaricata di chieder conto del danno subito.




Mi si contesta nel mio divagare e pellegrinare nel giusto corretto orientamento lontano da siffatto palcoscenico privo di natura e ogni forma di bellezza che da lei deriva oltre l’intelligenza, di aver offeso una piccola casina chiusa nel piccolo edile piano di cemento poco abitata dal medesimo, colma dell’altrui immobiliare focolare, ed  occupata solo (senza compagnia alcuna che non sia calunnia) da chi con il cemento edifica ogni corretto o corrotto pensiero ed al buio della luce medita falsa dottrina contraria alla vita; dacché chi scrive per conto della propria universale dottrina privo di riparo come ogni Natura la qual merita giusto e maggior rispetto di quanto dovremmo verso questi esseri più in basso, e mai siano nominati esseri umani…  




Scusate signori al sicuro riparo se ho offeso l’animale detto, giacché non abito il vostro intestino se ancor non ci avete digerito perché di questo non mi nutro; noi l’abbiamo fuggito pascoliamo un po’ più in alto evitando  tutta la meschinità che contraddistingue la vostra veloce spedita eleganza per ogni calunnia e truffa ben edificata!

 

Ci scusino loro signori se siamo fuggiti su vasti altipiani questo silenzio ci ispira circa il vostro nutrimento, siamo digiuni dei vostri piani congiunti per ogni caccia ben imbandita.

 

Ci scusino lor signori se non accordiamo denaro alcuno circa l’offerta richiesta, il raggiro non fa parte di questa dottrina, siamo esiliati da tempo antico verso la Cima mai nell’Abisso del vostro intestino…

 

Ci scusino se per respirare saliamo ancor più in alto il veleno ci prende alla gola ed ogni parola udita brucia ogni elemento della Ragione e divenire sterco per nutrire la più nobile zolla di Terra…

 

A voi l’onore della latrina!




Ci scusino loro signori se siamo assenti e ci reclamano e braccano come pazzi, la Storia ci conferirà giusto riparo ed a loro l’onore dell’ingiuria assieme all’ottima carta igienica!

 

Ci scusino loro signori per codesta Rima ispirata ma è la Natura aggredita reclamare e pretendenre replica al palcoscenico d’ogni offesa subita per ogni infamia data, per ogni raggiro al nuovo piano urbanistico al di sotto rettamente defluito nonché istituito.

 

Ci scusino, quindi, loro signori se alle vista delle loro belle e linde case, delle loro ville, dei piani ben innalzati e edificati per ogni metro di tubo là ove un tempo regnava ogni Elemento e Dio senza tombino, fuggiamo come il Vento che ci ispira pregando Bufera.

 

Ci scusino loro signori se abbiamo rubato loro un sorso d’acqua l’abbiamo pagata dieci volte il valore pattuito.

 

Ci scusino loro signori se come il tempo antico dimoriamo in un piccolo riparo un tugurio qual ultimo asilo, lo abbiamo pagato il doppio di quanto pattuito, preferiamo l’odore del vento della neve del ramo d’ogni più vero elemento del loro rifugio preferito.




 Ci scusino loro signori se non abbiamo udito l’ultimo grido di disprezzo apostrofato e ciarlato siamo intenti ad ammirare un diverso Dio per ogni elemento avvelenato.

 

Ci scusino loro signori se non abbiamo avvelenato il loro cemento rubato eravamo in un diverso luogo ove parlare e dialogare con il Vento, lo seminano ogni giorno andata e ritorno, quindi ci scusino di nuovo loro signori se assieme a loro attendiamo Bufera…    




 Il danno reclamato della suddetta ‘facciatonda’ dai tempi di esemplare novella, quando codesti meschini accompagnati nel comune raggiro uniti da noti ciarlatani, chiede parcella dell’ambiente offeso, ovvero una nera casa al chiuso della luce d’ogni possibile Verità rinnegare il principio della Vita e chi da vero esiliato la alimenta; ed ove codesti animali si dilettano ad avvelenare la vita pretendendo danni morali subiti e mai sia detto a questa ciurma di rinnegati e nobili ciarlatani, quelli arrecati e con cui accompagnati e devotamente comandati.

 

Il mio amico, mi raccomanda seduto alla stessa mia panchina, senza più collare e guinzaglio solo ucciso dal morbo della calunnia provenire dai quei luoghi ove l’intolleranza sposa l’onesta causa della persecuzione, di esser più che attenti a difendere ogni indifeso e non solo l’ambiente detto; di esser accorti della morte con cui avvelenano il comune diritto non meno del senso della vita, di esser accorti lungo il cammino, giacché dietro ogni volto si nasconde la maschera della beffa unita alla congiunta infamia.




Questi esseri, mi racconta il mio fidato amico, si unisono e riconoscono per ogni osteria e taverna ove alla giusta gradazione alcolica dispensano verbo e calunnia; bisogna essere accorti a non molestare chi molesta e non solo la Natura, perché si rischia di esser multati per eccesso d’amore per ogni cosa più vera del meschino linguaggio ciarlato in volgare morbo appestare la Terra…

 

Bisogna esser accorti nell’incontrare la morte pretendere pronta riscossione  a passo di frode, con solo la compagnia del raggiro qual motto ben scolpito, e coniare i propri falsi denari con l’oro rubato dell’altrui bisaccia da ogni onesto viandante accompagnato dalla Natura e da buona creanza….








sabato 10 ottobre 2020

SAPERSI ORIENTARE (11)

 










Precedenti capitoli circa un...:


Clima contraffatto... (9/10)


Prosegue nel giusto...:


Orientamento (12)  & il Capitolo completo: ovvero la Foglia ingiallita (13)








Innumerevoli dibattiti premi (Nobel) e discussioni rivalse e false conclusioni con meriti e attestazioni in apparente conferma dello scorrere del Tempo, mentre la peste inghiotte o almeno sembra, ogni nuova speranza, ma il sapersi ‘orientare’ richiede un amore sviscerato per la Natura esulando da quella umana, giacché è proprio la Natura che modella l’uomo nel bene e nel male in cui lo stesso decide la propria costante affermazione - e/o sete di dominio - a prescindere, cioè, di come scritto il corretto punto cardinale genetico del dovuto ‘orientamento’…

 

Decide il ‘proprio’ - e purtroppo o troppo spesso come la Storia non conforme alla vera Natura insegna – ‘altrui’ agire (anche quando costantemente in difetto di vera Ragione e Verità da cui l’intero ‘atto della Storia detta’, e da cui deriva o dovrebbe, un più profondo intendimento tradotto nei termini della presunta ma non certo dedotta Ragione seminata e raccolta ogni giorno in nome della stessa… ma in perenne difetto della linfa che a lei giova… o dovrebbe… )…

 

Sicché è facile ammirare due opposti panorami di Vita in siffatto Autunno premessa dell’Inverno!

 

…Ed anche se leggo che in Parlamento taluni non siano del tutto convinti dell’immenso danno che costantemente arrechiamo all’intera Natura (compresa, ovviamente, l’umana derivata), è mio (idealistico-utopistico) intento ristabilire equilibrio terreno, in ugual medesima terra donde vi scrivo, e dove, la Natura con i suoi grandiosi panorami parla e conferisce Pensiero e Parola, di rimando, per chiedere costante aiuto in nome e per conto della Ragion persa




…In questa giornata infatti si celebra lo Stato della dovuta salute mentale, e paradossalmente le parole dell’incaricato di turno - o Presidente incaricato – qual dottore proteso verso il malato del morbo antico in aggiunta al più aggiornato e agguerrito Virus mi ricordano la famosa parabola di Cechov, quando il solitario medico - anche lui incaricato - costretto alla medesima corsia ove presidiato e curato per lo stesso male di cui comandato dallo stesso Stato…  


Per qualche istante, in silenzio, si lisciò le ginocchia, e poi disse:

 

‘Io non mi sono neppur sognato di offendermi per quel che avete detto. La malattia non si comanda mica, lo capisco benissimo. La vostra crisi di ieri sera ci ha fatto paura, tanto a me che al dottore, e ci siamo trattenuti un pezzo a parlare di voi. Amico mio, perché non volete pensare seriamente alla vostra malattia? Vi pare possibile andare avanti così? Scusate la mia franchezza d’amico’,

 

…e Michail Averjanyc abbassò la voce:

 

‘voi vivete in un ambiente così disagiato, nessuna assistenza, nessuna possibilità di acquistar medicine... Amico mio caro, io e il dottore vi preghiamo con tutta l’anima, date ascolto al nostro consiglio: vogliate entrare all’ospedale! Là il vitto è sano, l’assistenza non manca, e c’è modo di curarsi. Evgenij Fedorovic è un po’ MAUVAIS TON, a dirla fra noi, ma nel suo campo è competente, e ci si può pienamente fidare di lui. Egli mi ha dato la sua parola d’onore che si occuperà di voi, vi manderà quando può dei soldi che faranno comodo a voi come a tutte le ‘famiglie’ che curate, sapete sono molte… e non tutte…

 

Andrej Efimyc fu toccato dalla sincerità di queste premure, e dalle lacrime che d’improvviso luccicarono sulle guance dell’ufficiale di posta.  

 

‘Amico mio, non prestate fede!’.

 

…gli mormorò, ponendosi una mano sul cuore.

 

‘Non prestate fede a quell’uomo! Non è che un inganno! La mia malattia sta tutta nel fatto che nel corso di vent’anni ho trovato, in tutta la città, un solo uomo intelligente, e questo era un pazzo. Malato, io, non sono minimamente: il fatto è che sono incappato in un cerchio magico, dal quale non c’è modo di uscire. Di nulla m’importa più, sono pronto a ogni cosa.

 

‘Entrate all’ospedale, amico mio’.

 

‘Per me, dovunque è lo stesso, andassi pure in una fossa’.

 

‘Promettetemi, caro, che seguirete in tutto i consigli di Evgenij Fedoryc’.

 

‘Se vi fa piacere, ve lo prometto. Ma ripeto, buon amico, che sono incappato in un cerchio magico. Ormai tutto, perfino il sincero interessamento dei miei amici, cospira a un sol fine: alla mia rovina. Io sto precipitando nell’abisso, e ho la virilità di rendermene conto’.

 

‘Ma caro, voi guarirete!’.

 

‘Che scopo c’è a dir così?’.

 

…esclamò Andrej Efimyc con esasperazione.

 

‘Pochi sono quelli che, sul finire della vita, non hanno a provare quello che appunto ora provo io. Quando vi si dirà che avete qualcosa sul genere di un rene malato, o di un ingrossamento al cuore, e voi comincerete a farvi curare; o quando vi si dirà che siete un pazzo, o un criminale, e insomma tutto d’un tratto la gente rivolgerà su di voi la sua attenzione: ebbene, sappiate che allora voi siete incappato in un cerchio magico dal quale non avrete più modo di uscire. Farete dei tentativi per uscirne, e non otterrete che di perdervi peggio. Cessate ogni resistenza, giacché non c’è sforzo umanamente possibile che riuscirà a salvarvi. Così credo io’.

 

In questo frattempo, allo sportello dell’ufficio, s’accalcava il pubblico.

 

Andrej Efimyc, per non disturbare, si alzò e fece per congedarsi.

 

Michail Averjanyc volle da lui la riconferma di quella promessa, e lo accompagnò fino alla porta di strada…

 

Era ormai il crepuscolo. Ivan Dmitric stava sdraiato sul suo giaciglio, con la faccia affondata nel guanciale; il paralitico sedeva immobile, piangendo senza rumore e muovendo le labbra. Il grosso contadino e l’ex impiegato postale dormivano.

 

Lo stanzone era silenzioso.

 

Andrej Efimyc si era seduto sul giaciglio di Ivan Dmitric e aspettava. Ma passò una mezz’ora, e invece di Chobotov entrò in corsia Nikita, tenendo fra le braccia un camicione, qualche capo di biancheria e un paio di ciabatte.

 

‘Favorite vestirvi, Eccellenza’.

 

disse tutto calmo.

 

‘Questo qua è il vostro letto; favorite venire qua’.

 

…soggiunse, accennando a un lettuccio vuoto che era stato evidentemente portato da poco.

 

‘A Dio piacendo, vi rimetterete’.

 

Andrej Efimyc comprese tutto. Senza dire una parola, passò oltre, fino al giaciglio che Nikita gli indicava, e vi sedette… e aspettò il bollettino medico… e gli aiuti da Mosca…

(A. Checov Reparto n. 6)




 …E qualcuno raccoglierne e interpretarne la Rima, dall’uomo, ma soprattutto dal ‘politico’, aggiungendo breve schiera di altri soggetti appartenenti agli ‘eletti’ a furor di popolo quale illustre rappresentanza della razza cosiddetta umana e non solo padana…: 

economisti e commercianti sempre accompagnati da immancabili piccoli medi e grandi industriali protetti da noti e vigili consulenti finanziari - e non per ultimi - incaricati dell’ordine sia pubblico che privato dell’intero ‘ecosistema’ dato, a codesto punto dell’intera Commedia dalla Sicilia all’Alpe recitata mi sovvengono le note parole e Rime del poeta anche lui esule della propria Terra: ‘perdete ogni speranza o voi che camminate meglio rimare ed ammirare la Natura intera e non entrare’……  

 

…Dacché deduciamo e poniamo giusto distinguo ma non certo confino, fra l’ottuso e chi intelligente per propria Natura traducendo i comuni interessi in un vasto doppio panorama - come appena detto - non certo del tutto ammirato neppure capito, quindi, nonostante gli sforzi, dal politico non giustamente né rapportato né proporzionato al popolo da lui rappresentato…

 

Rendendosi pericoloso per se medesimo e il popolo che nonostante tutto rappresenta non essendo, se pur ed in qual tempo celebra, ogni Poeta contrastato…

 

La Poesia bandita!




I tempi dei Poeti - statisti e rimatori - della propria gente sono ormai passati, ciò ci duole molto, a loro posto dei noti ciarlatani che non intendendo la Rima della Storia incamminati nei vari Gironi dell’Inferno dato qual immancabile impegno per il popolo confinato nella più nota bolgia di stato e contro-stato, convinti della Vita ma omaggiando in perenne Danza della più famosa Compagnia… la morte…

 

Forse perché proprio in codesta ‘falsa eresia’ non del tutto capita transitata dalla nota Bulgaria hanno conservato i tratti peggiori riguardo la Vita?

 

Sicuramente!

 

Per nostro conto pur essendo anche noi Eretici omaggiamo la Vita e con lei Dio che così bella l’ha donata…

 

Quale interprete della Natura proseguo la Rima perseguitata!

 

Ogni tanto scorgo da lontano in questo Girone transitato in compagnia della mia Beatrice qualche anima sofferente se pur benestante, ricca agiata ed anche razzista oltraggiata, da qualche spirito accompagnata ad alta gradazione alcolica in perenne agitazione e ben ‘loggiata’ la quale apostrofa anche lei rima non del tutto compresa, sembrano accidenti omaggiati da insulti, odio donato qual benvenuto!




L’accoglienza, ne deduciamo, rivolta ad ogni esule è cosa Seria, in queste lontane steppe della Grande… Russia unita…

 

…Fino alla lontana America…

 

Sono ben accolti e ben accetti solo i re di ‘denari’ accompagnati da alloggiati interessi schierati ed in perenne difesa-offesa di un infausto disegno politico di cui la (presunta) Ragione data (solo fra i promessi  connessi a breve lunga gettata e distanza se pur in pandemica adunata e non solo cementata qual  frequenza di pensiero e parola, la quale viene suggerita  dedotta e suggellata dalla più nota ‘cabina’ al ‘Graal unita, giacché ne deduciamo ancora che è severamente vietato l’uso del proprio ‘va’ pensiero’ da mascherina in codesta tavola rotonda ben imbandita oltreché benedetta, va da se che Cartesio quello del Girone della meccanica parabola regna sovrano… Asso di Spada quivi rappresentata...); pur se accompagnata - la Ragione - prima della parentesi aperta - con nostalgiche ma improprie ed incomprese rappresentazioni dell’asso di ‘bastoni’; irrimediabilmente sconfitta quindi codesta partita ragionata per ogni briscola cappottata (cappottata: termine adoperato non per incidente dato in uso con proprio mezzo e/o cavallo, bensì e si badi bene, breve riposo dato sul ciglio del nuovo asfalto accompagnato dalla nota radiolina della Giostra riunita al ritmo di Spada tratta… il Cavaliere, cioè, medita la sventura della vita quando impavido lottava contro ogni lumaca non ancora digerita…) alla taverna giocata dal più noto leghista di pontida…


(Prosegue...)







lunedì 5 ottobre 2020

L'ORIENTAMENTO DEL BRANCO (& relativo capo-branco) (8)

 

























Precedenti capitoli circa...:


L'Orientamento  (1/7)


Prosegue in un...:


Clima 'contraffatto' (9)


& con opposte correnti (di orientamento) [ovvero capitolo completo] (10)








Per specificare ed intendere ancor meglio le parole dell’esule, e chi con lui alleato avversare un comune nemico o cancro sociale ben consolidato quale comune veleno respirato, provo a figurare il teatro sceneggiato di chi si orienta, e di conseguenza qual capo-branco, orienta l’altrui istinto o atroce innominato pandemico destino…

 

…Dalla valle del Virus vi apostrofo e scrivo!

 

Immaginate la delirante scena delle Alpi Orobie e una grande bufera d’autunno per la Natura anch’essa e di conseguenza avvelenata:

 

torrenti straripare e pioggia precipitare senza tregua come chi urla ed impreca la propria disperazione, chiedendo la dovuta cura; certo una grande balena non ancora spiaggiata nella costa della perenne umana deriva, nuota e scalcia ferita come per ricordarci che il capitano, dal fumo della propria ed altrui stiva, le da la caccia, solo per rimembrare quanto ‘piccina’ sia la propria statura proporzionata all’intera sciagura in cui riuscirà sconfitto.

 

Il capitano urla ed impreca dalla scialuppa di continuare la caccia, in premio un ‘doblone’ e l’onore dell’intera ‘ciurma’ o baleniera non ancora affondata (il cemento la giusta ‘cura’ giacché il buon legno o Genio con cui costruito il fragile veliero al rogo dell’eterno ‘focolare’ sembra anch’esso ribellarsi al suo ‘padrone’ e tornare alle rive fracassandone ogni principio, quando cioè, teneva ben salde le redini del potere nel segreto d’un Bosco ben cinto quale principio della ‘parola’, ed in cui le radici ove si ispirano e nutrono trattenendo e prevenendo il male antico in cui Achab ben si distingue nei propri deliranti vulnerabili fragili edil sogni o panorami disgiunti dalla Natura: “guarda Omar quant’è bello ispira atroce tormento!”…) accompagnato dalle dovute bevute di coraggio in cui i solidali reietti marinai si distinguono in nome e per conto della patria (quale patria questo il dilemma non del tutto approfondito) unita; più ubriachi che orientati, più ciucchi che sani, più disperati che ben alloggiati, più confusi che ben informati.   

 

La ciurma, l’intera ciurma, combatte contro l’impavida Natura, il veleno con cui l’ha ben nutrita ogni tanto emerge dall’onda ed urlando la propria disperazione affoga qualche prode di un’epoca che pensavamo affogata.

 

Qualcuno addetto alla stiva legato ed incaricato al legno marcio di siffatta mareggiata, all’orecchio aggiornato dell’ultima ‘ondata’ (o puntata telecomandata) mi rimprovera di aver spostato un ‘vaso’, ove un tempo aveva seminato il fiore del proprio desiderio non del tutto cresciuto solo naufragato come un amore perso:

 

appassito in primavera e resuscitato in inverno, poi raccolto d’estate lungo una costa, là ove l’intera riviera non ne rimembra il nome, solo un amore perso partorito in Sicilia e battezzato a Rimini… senza più onore e stagione…

 

…Mi rimprovera per proprio altrui nome in serra coltivato - alla stiva ed ombra del capitano - di non toccare i ‘vasi’ così ben ornati in onore e motto della Ragione (o striscione), giacché l’occhio pretende la propria parte, è bene ornare la piazzola del condominio là ove il popolo medita l’universale pandemico unanime destino…

 

Nella Valle del Virus!

 

E si faccia attenzione a non appropriarsi dell’altrui bottino, giacché il contabile non ancora commercialista o amministratore delegato, qual prestanome… dell’intero condominio, non si è ancora affacciato con le tavole della Legge cementate nel fiero Legno… anche lui fuggito a miglior Genio o partito, il buon legno s’intende non certo l’idiota innominato dell’eterno Giardino cementato!  




 Cosa c’entra un movimento autonomista come la Lega con uno Stato centralista quale la Russia, che dall’epoca degli zar conduce campagne di sopraffazione linguistica, culturale e religiosa contro le sue minoranze nazionali?

 

Sulla carta non c’entra proprio nulla.

 

Eppure Matteo Salvini si presenta come il governante occidentale più in sintonia con il Cremlino. Così come lo è stato Umberto Bossi vent’anni fa. Conoscendo quella che il cofondatore della Lega, Giuseppe Leoni, ha definito la ‘confusione’ dottrinale del movimento, qualcuno potrebbe essere tentato di alzare le spalle e ritenerla una delle sue inspiegabili contraddizioni.

 

Una spiegazione invece c’è.

 

L’illogico allineamento politico della Lega al Cremlino è infatti uno dei risultati della campagna d’infiltrazione politica e contaminazione ideologica condotta da quelli che chiamo ‘i postnazisti di Saluzzo’. I primi a scoprire Mosca dopo il crollo dell’Unione Sovietica sono proprio i redattori di ‘Orion’, che, in seguito all’uscita di scena di Michail Gorbačëv, assieme ai loro confratelli francesi e belgi aprono un canale di comunicazione con chi in Russia si oppone al processo di occidentalizzazione.



La più evidente dimostrazione del sincretismo tra postnazisti e leghisti la trovo ancora una volta su ‘Orion’ che pubblica, sparata su due intere pagine, una foto di uno striscione visto a Pontida. Lo slogan, a grandi lettere, dice:

 

CENTO BANDIERE, CENTO NAZIONI, CENTO LIBERTÀ, LEGA NORD, SEZ. SALUZZO.

 

E nella didascalia che accompagna la foto si legge:

 

‘All’interno della Lega sono riscontrabili presenze e tendenze sicuramente antimondialiste come dimostrato dallo striscione esposto sulla collina che dominava la valle e che qui riproduciamo’.




È ora di presentare il terzo infiltrato postnazista nella Lega, dopo Alberto Sciandra e Mario Borghezio. L’agente postnazista la cui copertura è rimasta più segreta, quello che si è incuneato nei gangli vitali del movimento raggiungendo il massimo potere di influenza nel modo più efficace: senza farsi notare. Mi riferisco all’ispiratore occulto della prima svolta postnazista della Lega nell’era di Bossi e al manovratore della seconda, ancora più drammatica, nell’era di Salvini, di cui è diventato ‘uno dei fedelissimi’ (classificazione dello stesso ministro). Il suo nome è Gianluca Savoini, fa il giornalista e da decenni è in contatto con Maurizio Murelli, la migliore rappresentazione del soggetto in questione l’ho trovata nel motto di un blogger che si firma con lo pseudonimo di Der Wehrwolf:

 

‘Sarà qualcun altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica’.

 

 Con l’avvento di Matteo Salvini alla guida del Carroccio, Gianluca Savoini e Andrea Mascetti, che hanno iniziato la propria carriera a fianco del consigliere regionale leghista Attilio Fontana, acquisiscono ruoli in importanti posizioni di potere in campo finanziario. Nel giro di poco, Mascetti, viene nominato membro della Commissione di beneficenza della Fondazione Cariplo (che guarda caso finanzia la sua stessa associazione), del cda di Intesa San Paolo Private Bank di Lugano e del cda della controllata di Banca Intesa a Mosca, istituto presieduto da uno dei pochissimi occidentali che si possa ritenere veramente ‘vicino’ a Putin, l’ex collaboratore di Berlusconi Antonio Fallico.




Apro qui una brevissima parentesi per dare un’idea precisa della natura di quel regime, facendo un elenco sommario di critici o oppositori che si sospetta siano stati assassinati per ordine del Cremlino:

 

il politico democratico Sergej Jušenkov, assassinato a Mosca il 17 aprile 2003;

 

il direttore dell’edizione russa della rivista ‘Forbes’ Paul Klebnikov, assassinato a Mosca il 9 luglio 2004;

 

la giornalista d’inchiesta Anna Politkovskaja, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006;

 

l’ex agente segreto Aleksandr Litvinenko, avvelenato con il polonio il 23 novembre 2006 a Londra;

 

la giornalista Anastasija Baburova, uccisa il 19 gennaio 2009 a Mosca;

 

l’avvocato difensore dei diritti umani Stanislav Markelov, ucciso lo stesso giorno anche lui a Mosca;

 

l’attivista dei diritti umani Natalja Ėstemirova, rapita e uccisa il 15 luglio 2009 a Groznyj, in Cecenia;

 

l’avvocato e paladino anticorruzione Sergej Magnitskij, morto il 16 novembre 2009, otto giorni prima della prevista scarcerazione dopo un anno passato in galera senza processo.

 

Chiusa parentesi.




 L’Associazione Lombardia Russia non ha alcun legame formale con Matteo Salvini e il suo partito, ma la sua sede legale, al civico 18 di via Colombi a Milano, è su un altro lato dello stesso palazzo in cui la Lega ha la sua sede storica, in via Bellerio. Appena venticinque metri separano un ingresso dall’altro. Oltre a essere stato scelto come portavoce di Salvini a seguito della sua elezione a segretario federale, il presidente e dominus dell’Associazione, Gianluca Savoini, è responsabile dei rapporti con la Russia.

 

Insomma, al di là della forma, i legami sono forti.

 

Ancora più forti sono quelli con la Russia di Putin.

 

Il 13 febbraio 2014, presentando la sua associazione al pubblico nella Sala eventi del Consiglio regionale della Lombardia, Gianluca Savoini si assicura di metterli bene in evidenza, sottolineando anche il fatto che il presidente onorario è Alexey Komov, membro del World Congress of Families e responsabile internazionale della Commissione per la famiglia del Patriarcato ortodosso di Mosca. I soci fondatori sono invece Irina Shcherbinina (moglie di Gianluca Savoini), Luca Bertoni e Gianmatteo Ferrari.




Passiamo al suo capo, o Capitano.

 

Il quale si cimenta subito con una serie di interventi online sulla questione spinosa (per gli altri, non per lui) del referendum in Crimea. 12 marzo 2014:

 

‘Mi domando perché per Usa e Unione europea l’indipendenza di Bosnia e Kosovo andava bene e invece quella della Crimea no’.

 

17 marzo 2014:

 

‘Crimea, Veneto, Catalogna, Scozia. Quando i popoli decidono, è sempre una buona notizia’.

 

Il 10 ottobre 2014, nel suo primo anno da segretario federale della Lega, Salvini si reca per la prima volta a Mosca. Lo comunica ai fan con un video sulla sua pagina Facebook:

 

‘Cari amici, primi due incontri importanti della Lega Nord a Mosca. Il primo con il presidente della commissione esteri [Aleksej] Pushkov. Totale sintonia per dire no alle sanzioni contro la Russia che costano a loro ma costano anche all’Italia. […] No all’immigrazione incontrollata, no al terrorismo islamico e totale collaborazione sia a Strasburgo che a Bruxelles tra la Lega e Russia Unita’.




Poi annuncia che su questo stesso fronte:

 

‘ci saranno delle sorprese’.

 

Determinato a dare prova del proprio entusiasmo per i successi del regime putiniano posta anche un breve video con il Cremlino sullo sfondo:

 

Piazza Rossa, Mosca. Città pulita. Non c‘è un mendicante, non c’è un lavavetri, non c’è un Rom, non c’è un clandestino, non c’è un rompiscatole. Di notte, alle due, le ragazze prendono la metropolitana e tornano a casa tranquillamente, senza il terrore. La polizia c’è, è discreta ma fa il suo lavoro. E se sbagli, paghi. Mi domando perché qua si può vivere con serenità mentre a casa nostra devi avere il terrore a uscire di casa. Quindi non dico che dobbiamo imparare da altri, però Mare Nostrum sicuramente qui non si sognerebbero mai di finanziarlo, di farsi invadere, di aiutare gli scafisti’.

 

(dedicato alla memoria dei caduti [E NON DALLE SCALE] martiri della libertà e del libero arbitrio vilipeso: Sergej Jušenkov, Paul Klebnikov, Anna Politkovskaja, Aleksandr Litvinenko, Anastasija Baburova, Stanislav Markelov, Natalja Ėstemirova, solo alcuni dei tanti, dei troppi, in ogni luogo…)

 

[Dalle memorie di Silvana Sacerdoti]