giuliano

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IL TOMO

venerdì 30 marzo 2018

IO SONO QUI TU DOVE SEI? ovvero: il motore a 'schioppo' (6)




































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Siamo qui! (5/1)

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Armi & (im)morali (7)














Il titolo è preso in prestito da un vecchio Saggio di Lorenz, il quale ci introduce nel fantastico mondo della Natura da lui esplorata con molto successo, nella volontà manifesta di sopprimere tutte quelle ‘trincee’ caratteristiche nelle  quali l’osservatore osservato ed Evoluto conosce e disconosce il mondo donde nato dalla deriva, appunto, della caccia ove il tutto Nato compiuto e profeticamente ordinato quale vero ed unico compito dell’uomo derivato.  Dall’introduzione del Saggio scorgiamo o forse meditiamo con nostalgia una Primavera sofferente che stenta prendere il dovuto volo prossima ad una mensa nel quale in nome del Sacrificio si appresta a compiere la nuova mattanza per conto di un Dio mal interpretato e fors’anche mai del tutto capito… Ed ogni creatura o Agnello che sia imbandire la Grande Notizia allietare ed appagare la dovuta umana violenza per ogni… sacrificio compiuto…:




…Un sistema è una totalità nella quale diverse parti sono in relazione reciproca; nessuna di queste può mancare, pena l’annullamento del carattere del sistema detto. Nell’insegnamento la comprensione di ogni sistema incontra le stesse difficoltà che nella ricerca. Le illustrerò servendomi di un esempio generico. Immaginiamo di dover spiegare a qualcuno che ne sia completamente ignaro il funzionamento del comune motore a scoppio (e l’esempio ci torna utile per spiegare non solo la Natura e le sue reciproche corrispondenze e connessioni ma come queste spesso esulano dalla Storia, ovvero, come spesso detto, se questa fosse scritta da una conchiglia e l’Universale Equiangolare Spirale donde l’universale codice genetico scritto dipinto ed ammirato, scopriremmo non solo gli inganni, ma anche come, sottratti alla dovuta vera Gnosi assente allo sviluppo della stessa nel suo corretto dispiegamento evolva in cieca medesima spirale dall’Archimede descritta: entrambi Spirali ma di diversa ed opposta Natura crescere oppure degradare verso un unico ripetuto gesto saziare ciò che l’istinto non proteso in un volo antico di saggia e dovuta conoscenza e reciproca intesa, ma involuta e precoce demenza… e cieca violenza…cresciuta…).




Si può iniziare da dove si vuole, si può ad esempio dire: ‘Il pistone, scendendo, aspira dal carburante una miscela esplosiva’, anche se è evidente che queste parole non significano nulla per l’ascoltatore cui sono rivolte. Si spera che egli serbi per ognuna di esse un riquadro vuoto, da riempire in seguito con un concetto. Si usa lo stesso principio nel tracciare un cosiddetto diagramma di flusso, che nelle sue caselle vuote lascia posto per delle funzioni al momento ancora ignote. Questo schema provvisorio dell’intero sistema è necessario, poiché l’allievo, e come lui il ricercatore, deve – per così dire – riservare uno spazio libero per delle funzioni, ognuna delle quali è a sua volta un sistema, un ‘sottosistema’ che si arriva a comprendere a patto di avere capito tutti gli altri. Da dove, cioè, il pistone tragga l’energia che gli permette di avere un’azione aspirante, l’allievo lo comprenderà previa la comprensione di tutte le funzioni parziali che forniscono l’energia necessaria al volano. Pur con un certo margine di imprecisione, la funzione di un sistema può essere definita come un insieme di sottoinsiemi, suscettibile di essere compresi solamente tutti insieme o per nulla. 




Con sistema intendiamo, invece, una molteplicità di strutture e di funzioni pressoché tutte interagenti, ma come totalità separate dai processi dell’ambiente circostante in modo sufficiente da permettere di riconoscervi una funzione comune. Solo in questo senso dovrà essere l’arguto aforisma: ‘Un sistema è tutto ciò che è abbastanza unitario da meritare un nome’; infatti non tutto ciò che merita un nome, si capisce, è un sistema. Già la parola che si tratta di un’unità composta da più parti, laddove le parti hanno a loro volta assai spesso carattere sistemico. Tracciando un diagramma di flusso, come pure analizzando un sistema, la nostra comprensione procede sempre dalla totalità alla parte e non dalla parte alla totalità. Prima di poter comprendere le singole funzioni delle parti di un ‘motore a scoppio’, dovremo avere intuito la funzione del tutto, del motore come fonte meccanica di quella energia (nel sottoinsieme descritto di Spirale di Archimede nel quale si riconosce generalmente il detto Progresso ‘meccanico’)…




Nel post precedente con la scusa del censimento e nel tracciare in medesimo tentativo caratteristiche umane e sociali confinate isolate ed ancorate in confini ben precisi, ci accostiamo ad opposte e divergenti ideologie, il cercare di risolverle e comprenderle, così come la trincea che divide un ricercatore dal singolo colpo del motore a scoppio donde il tutto derivato come uno sparo, fa nascere il bisogno della Storia (e con essa della Ricerca), la quale dal mondo ove l’Idea ‘vola  nidifica e nuota’ insegna molto più di quanto fin qui maturato e ciclicamente tornato pur essendo ‘humano divenuto’…[ *1 ]




[ *1 ]  La conoscenza intesa come Gnosi permanente dello Spirito Umano che nasce dall’ardente desiderio di possedere un sapere capace di risolvere tutti gli enigmi del mondo e di indicare il metodo per porre fine allo scandalo del male, a partire dal momento in cui il ‘disincanto del mondo’ ha tolto ogni plausibilità al pensiero mitico-religioso è stata, per così dire, costretta ad assumere forme criptiche. E’ accaduto che coloro che ho chiamato gli ‘orfani di Dio’ hanno cercato una soddisfazione surrogatoria dei loro bisogni metafisici rimasti ‘scoperti’ dal progressivo ritirarsi del sacro dalla scena; e lo hanno fatto elaborando teorie nelle quali l’umanità appare come un Dio degradato in marcia verso il suo (presunto) originario stato di perfezione. La reazione romantica contro l’illuminismo, da Rousseau sino all’idealismo tedesco, è stata essenzialmente un disperato tentativo di eliminare la spaventosa solitudine in cui si sono venuti a trovare gli intellettuali abbandonati dalla fede ma non dal desiderio di assoluto, riallacciando l’Antica Alleanza fra l’uomo e il mondo. E’ così riemersa la Gnosi sotto forma di filosofie della Storia, le quali, grazie all’immanentizzazione dell’eschaton giudaico-cristiano - il millenario Regno di Dio -, hanno riattualizzato la visione provvidenzialistica della realtà. Il che ha dato luogo alla nascita di nuove religioni spesso presentate come tutto il contrario di una religione, il Capitalismo da un lato (sino alle odierne sue evoluzioni e paradossali condizioni), e il comunismo annunziato da Marx non meno di Hegel… (con le proprie aberrazioni e connessioni di similar natura… e dittatura…) dall’altro.




Nel 1898 apparve un libro, scritto da un banchiere di Varsavia, I.S. Bloch, nel quale era formulata una accuratissima previsione dell’odierna guerra totale. Bloch ‘vedeva con chiarezza che un grande conflitto non poteva essere differito per molto tempo e sosteneva che, nell’eventualità di una guerra europea di vaste proporzioni, lo sviluppo tecnologico delle armi e l’utilizzazione a scopi bellici di tutte le risorse politiche ed economiche delle grandi potenze avrebbero inevitabilmente portato le forze armate dei paesi belligeranti ad una situazione stagnante. Il risultato sarebbe stato la più spaventosa calamità per le popolazioni civili, con i vincitori che avrebbero sofferto quanto i vinti e il finale collasso dell’organizzazione sociale’. Alla stessa conclusione sarebbe giunto Lenin qualche anno più tardi! La guerra civile europea non esplose, ché il patriottismo si rivelò, alla prova dei fatti, molto più forte dell’internazionalismo proletario. Ma, in compenso, agli inizi del 1917, il regime zarista crollò di schianto, travolto da un colossale ammutinamento popolare.

Nasce così la prima dittatura monopartitica del XX secolo…

…E l’Isola precedentemente descritta evolverà la propria ‘cultura’ da una Natura dall’alto avvistata nel volo che divide ciò di cui il motivo del Ricercatore e con lui del  profetico dono della dovuta comprensione e distinguo fra ciò che Pensa e Vola e ciò che fermo immobile nella propria opposta acuta caccia…




Con la dittatura evolvono i campi non più di detenzione ma ora di concentramento, ove la popolazione di prima censita aumentare il proprio numero grazie a processi sommari di cui Lenin in persona si fa carico di dirigere la ‘macchina infernale’ del terrore totale. Così non appena il nascente partito bolscevico si impossessò del potere, fu prontamente avvertita l’impetuosa esigenza di istituire un ‘luogo di scarico’ in cui concentrare tutti gli elementi impuri e inassimilabili, di modo che essi non contaminassero la società. Il Gulag fu, per l’appunto, questo luogo di scarico delle impurità (certo ci troveremmo in grave difetto se immaginiamo con il successivo crollo e la rinascita degli zar di medesimo impero credere e sperare che qualcosa sia evoluto quanto da noi dall’alto sorvolato, giacché i metodi nella libertà ottenuta ed in nome e per conto di ugual economia maturata - diversi opposti - ma  uguali nell’isolamento da cui il sociologo non meno del filosofo di turno intuire e intravedere la globalità condivisa e dal computer gestita e similmente ‘scaricata’ per l’interesse di ciò che in fondo ad ugual ‘fogna’ governata nutrire il Capitale solido strumento di reciproca intesa ed opposta ‘religiosa’ controversia… in nome e per conto della libertà del singolo proclamata e gestita…). Nacque così un vasto sistema di scarico di campi di concentramento ove furono rinchiusi tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, il Partito considerava portatori di tendenze nocive.




Il risultato ottenuto medesimo dell’odierno cielo sorvolato: non solo la rivoluzione fu concepita come una lotta di annientamento dei nemici esterni; fu anche concepita come ‘una guerra a morte contro i nemici interni’ e la paura e il sospetto si installarono (ieri non meno di ora) nel cuore dello stesso partito…

Molto probabilmente Hannah Arendt ha colto nel segno quando ha affermato che i movimenti totalitari – che sono ‘organizzazioni di individui atomizzati e isolati’ – costituiscono una risposta globale – affettiva, morale, organizzativa ecc.  – al processo di massificazione (con il permesso del Cambridge detto o sottinteso….).

La mèta che la rivoluzione proletaria non meno della capitalistica persegue in nome del potere è l’‘annientamento metodico dell’individuo’ attraverso una progressiva  ‘lobotomia spirituale’ al termine del quale le ‘idee pericolose’ e i ‘cattivi pensieri’ saranno asportati dalla mente del portatore di tendenze negative e questi quindi cesserà di essere un agente di contagio morale; il processo di manipolazione totale della psiche, di cui George Orwell ci ha lasciato una insuperabile descrizione nel suo capolavoro 1984, può essere ignorato e non compreso nelle dinamiche evolute solo da chi non ha la dovuta conoscenza del sistema e le parti che lo compongono come nell’introduzione espresso, divenendo meccanismo di un motore, da cui, con difficoltà nella natura innestata incapace di comprenderne meccanismi in povertà di mondo accresciuto divenirne inconsapevole, o peggio, consapevole elemento o combustibile celebro-leso in nome e per conto della libertà che corre vola e globalmente… matura caccia e divora…




Ora una cultura individualistica non può non essere particolarmente sensibile ai diritti dei singoli. Questi devono essere difesi, protetti, tutelati, in una parola garantiti. E lo possono essere solo se il potere pubblico è strutturato in modo tale che esso trovi un qualche limite davanti a sé; solo, cioè, se non è onnipotente e se è frenato da precisi vincoli normativi. In breve, la cultura individualistica postula il governo della legge, il solo di fronte al quale i diritti degli individui hanno qualche possibilità di non essere calpestati. Questo significa che la società moderna non è una società di sudditi, bensì di cittadini, cioè di governati dotati di un pacchetto di diritti inalienabili, che essi stessi fanno rispettare partecipando, direttamente o indirettamente, alla produzione delle leggi, e quando queste violate da coloro i quali dovrebbero provvedere agli interessi dei singoli, i suddetti retrocessi e derivati nella mancata ‘democrazia’ applicata debbono di conseguenza meditare il ‘tutto’ e le ‘parti’ di cui composto l’intero artifizio del ‘sistema’ detto, quindi alla dovuta produzione e conseguente applicazione dell’azione elettiva e dei conseguenti diritti individuali violati con i quali la stessa democrazia si inoltra nel vasto mondo della Modernità e con essa della presunta evoluzione annunziata… e reclamata dal nuovo o vecchio Impero… Con una sostanziale precisazione: che il fenomeno della universalizzazione dei diritti di cittadinanza (civili, politici e sociali) non è una cosa automatica, bensì il prodotto delle lotte degli ‘esclusi’ finalizzate all’allargamento del perimetro borghese della democrazia liberale. In questo senso, la lotta dei singoli che si oppongono oggi come ieri ad ugual sistema, e un tempo nominata ‘lotta di classe’ è un elemento essenziale della società moderna.




Da ciò discende un altro tratto della Modernità: la sua predisposizione al cambiamento. Gli uomini della società tradizionale hanno scarse opportunità di modificare la struttura normativa vigente in quanto questa, oltre ad essere onnipervasiva – non c’è manifestazione della vita umana che non sia da essa plasmata e regolata -, è rivestita di sacertà e ciò la rende intangibile. Il modo tipico, infatti, della società tradizionale irremovibile nella rappresentazione dei benefici goduti grazie al favore di taluni ‘eletti’, è quello di evitare qualsiasi cambiamento giudicato pericoloso per l’equilibrio raggiunto (oppure, ancor peggio, non gradito dall’Impero in cui impropriamente taluni riconoscono una Comunità-Stato al servizio del singolo e questo non inteso come individuo ma al contrario singolo interesse economico raggiunto e ben difeso in nome della ricchezza godere la convalida della reciproca stima… al banchetto che ne deriva - e/o - futura guerra a difesa del Capitale globalmente ed impropriamente raggiunto…; infatti la razionalizzazione capitalistica richiesta dalla ‘moneta’ o ‘materia’ che sia non si è limitata ad investire il citato mondo dell’economia bensì ha investito anche le altre sfere della condotta e del pensiero e ha altresì stimolato la formazione di una mentalità prometeica che percepisce il mondo intero come una gigantesca macchina [e qui concludo donde partito il ‘volo di codesto Pensiero] da dominare, manipolare, sfruttare, trasformare. Certamente fenomeno affascinante ed inquietante al tempo stesso, cui si devono risultati straordinari  ed anche all’opposto ‘terrificanti’ nel campo della tecnica del sapere e della coscienza che regola e governa limiti perimetri e finalità fra il permesso e il non concesso, ma anche non poche abominevoli aberrazioni mentali e morali, e con esse violenze che permettono e giustificano la mercatizzazione universale e l’elevazione dell’utile ad unico criterio di valutazione di uomini e cose e come sempre e sottinteso l’antico gioco della guerra o contesa che da tutto ciò deriva…). Tutto ciò non vuol dire che la società tradizionale sia del tutto immobile, ma che le innovazioni proposte possono essere legittimate a una tassativa condizione: che esse non risultino in aperto conflitto con la ‘traditio’ (e questa intesa con privilegio).  

(G. Taccola e A. Martina, la Rotta della vita; al punto 1 di cui l’asterisco il Lorenz detto, Io son qui & tu dove sei?) 















          

martedì 20 marzo 2018

LA CIMA DI SATANA & L'ISOLA DEL DIAVOLO (4)








































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I Diavoli ovvero: i Geni della Foresta (3/1)

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Siamo qui! (5)














A codesto punto mentre mi appresto al misero pasto alla radice composto, la parabola - mia nemica - ne soffia una nuova, io Albero per questa segreta cima, io Straniero di questa strana Vita, scorgo da lontano un alpinista innominato reduce e maestro anche lui della Grande Notizia dal Vento narrata.

Si racconta di lui che alto mentre vagava in cerca della vera cima da lontano scorge strane figure o abominevoli uomini delle nevi; tutti neri anche loro con l’impronte ben distinte e visibili sulla neve, solamente che questa specie avvistata, e da Satana annusate, di Rima più scura e non certo solo per il freddo, da quassù con Satana accompagnato mi diletto in questo breve Frammento di Pensiero che dovrebbe far riflettere nel corretto componimento dell’intera Via conquistata: scambiati per animali non certo da me che tanti ne accompagno su per questa cima con il peso della parola udita giammai della corda o dello zaino pesante come una croce, Satana mio fidato amico li osserva da lontano giacché è lui il capobranco di questa breve avventura…




…Insomma, dicevo, che all’improvviso dopo un Viaggio alquanto strano mi ritrovo su’ per questa innominata cima in Franco solido terreno o soldo di una strana cordata, lo Yeti già annunziato fu avvistato da Satana in persona gli si para incontro con la coda festosa e mi fa cenno che trattasi di esseri una volta umani e non certo caduti dal cielo come spesso del germanico parente Franco si racconta e ciarla. Questi, mezzi assiderati negri - per loro sfortunata natura - sia per lo Yeti che per il prode Franco - furono, per il diritto di cronaca tramandata, annunziati e salvati da Satana capobranco tanto che in cor loro (degli animali non certo degli umani) debbono provare una grande compassione per simil spettacolo…

Dal Rifugio denunziato!

Fuggiti da ogni confino accompagnati da accidenti e strani accadimenti mi cascarono alle ginocchia implorando il bene del nostro Dio non sapendo in verità e per il vero che in codesto nuovo Viaggio sono accompagnato da Satana fedele scudiero…




Ho pensato, dopo averci ben ragionato di scrivere una Lettera al Papa e proporgli di spartirci non più l’Universo intero ma anche la Sfera che da questo deriva visto il miserando spettacolo che agli umani Yeti nei loro governi si paventa, giacché non esiste bene o male che ci possa dividere su questa disgraziata vista, la quale per il dovere di cronaca nel Giardino dell’Eden celebrata o zoo dell’uomo evoluto dal progresso nominato, fui arrestato in flagranza di reato.

Caro Papa sembrerà strano o fors’anche il ‘roverso’ di quanto da noi per secoli discusso talché potremmo disquisire, in verità e per il vero, chi il vero demonio che governa la Sfera intera e con essa l'Universo detto!

Rischio la galera e non solo quella forse anche l’Isola del Diavolo cioè l’isolamento dal mondo intero, cosa altro potrei aggiungere rispetto alla brevità di tale Rima…


  

...Erano luoghi di Sabba, e chissà quale ridda si sarebbe svolta tra breve su pei monti diabolici!

Sentivo Satana alle mie calcagna; ansava forte, la lingua fuor di bocca e mi cacciava il muso tra le ginocchia, e andava e veniva inquieto. Ci accostammo fin sotto la parete grigia che saliva subito altissima come il muro d’una prigione.

Eravamo giunti.

Da quel punto levando il capo nulla si vedeva del monte: lo scorcio della rupe imminente finiva subito nel cielo. Sostammo noi pure; si sciolse la corda dal collo di Satana, si smisero le giubbe sulle quali cane esperto si accovacciò, rassegnato ad attenderci per lunghe ore...

Quanto tempo trascorse da questo momento a quello che ci vide giungere in vetta? Furono brevi minuti o tutto un lungo giorno? Fu un volo il mio o strisciai penosamente come un verme sul pel muro? Quando tutto fu compiuto, e la cima conquistata con il grande.... Diavolo delle Dolomiti e con Satana alla testa, la schiera de’ miei compagni s’avviò giù per la sassaia verso l’albergo e in breve scomparve; si perdé poco a poco nella valle il rumore dei passi. Rimasto solo ai piedi delle torri, le contemplavo ancora una volta; volevo prolungare quel giorno troppo breve, chiuderlo nel raccoglimento di un muto colloquio colla montagna, fissare per sempre ne’ miei occhi la visione dei piedistalli sublimi sui quali, per un momento della vita, m’ero sentito felice. 




Ritrovo sul mio taccuino segnate fedelmente le… ‘Bestemie’ di Piaz che raccolsi e scrissi… lassù; in quel momento non v’era per me proprio null’altro da fare.

Né s’imprechi all’insensibilità del cuore d’un vecchio alpinista; io era freddo e calmo come giova di essere in simili frangenti; di fronte alle evenienze più tragiche, l’animo umano sorpreso in piena lotta si mantiene forte e sereno. Non ero inconscio, giacché ricordo che, in quei lunghi minuti passati nel dubbio, affrontavo con… straordinaria lucidezza dello spirito e rapidità di pensiero il problema assai difficile del soccorso, qualora vi fosse un ferito e quello più dolente, ma assai più facile di un abbandono, qualora fosse accaduto… di peggio…

Ricordo che, quando Piaz ebbe sfogato la piena del suo sdegno, io raccolsi tutta la mia dignità di seniore e gli dissi con fermezza:

Piaz se perdete la testa voi, chi di noi ha da conservarla? E questo bastò;




Tacque, con mirabile coraggio si slegò, scese da solo rapidamente nel precipizio, e, avvicinatosi al margine d’un (foglio d’un rigo…) salto, interrogò:

– Fraulein, wie geht’s?

E, come la signorina era muta e nessuno di sotto rispondeva, discese ancora e interrogò più forte:

– Ugo! come sta la signorina?

– Pare che vada meglio!

Rispose la voce lontana dell’amico e quanto mi fu caro l’udirla!

E questo ci è di conforto… a noi quanto al mondo intiero…

















mercoledì 14 marzo 2018

LA SFERA DELLA MORTE 1191-1911 (inversioni spazio-temporali ovvero la Freccia del Tempo) (1)































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La sfera della morte (2)













Verso il 1191 un cistercense inglese scrisse un trattato che ebbe un ruolo importante nella nascita e nella diffusione del purgatorio…, Il purgatorio di san Patrizio…
Si tratta del racconto di un’avventura, di una credenza, di una pratica che si situano in un’isola, Station Island, al centro di un lago, il Lough Derg (il Lago Rosso), nel nord dell’Eire attuale, vicinissimo alla frontiera con l’irlanda del Nord britannica. Questo trattato – che presenta una lunga serie di visioni, di viaggi immaginari......, 




(varianti caselli & pedaggi, soste & patemi, saldi & aumenti, anatemi & formule alchemiche di materia risorta alla borsa ricomposta; ferreriere & ferrari senza posta & sosta; saldi al museo della cultura ove anche il nìno trema paura da siffatta velata e dubbia natura; felicità & incidenti…, strani accidenti accompagnati da miracoli predicati; verbi posati in papiri rinati alla casta risorti quali geroglifici incompresi promuovere lavoro globalizzato in nome dei faraoni di stato - al quinto mandato possono edificare piramide & dormire sonni tranquilli nonché eterni in onor dello schiavo con loro sacrificato - ; signori & padroni del mito ove anche il tempo un inutile pretesto & dettaglio - un contrattempo all’olimpo comandato -; fiabe in terza dimensione al cellulare narrate dalla stessa cultura ove ogni parabola manifesta & promessa & anche infelicemente interpretata &d espressa annunciata dal ‘verso’ quale messaggino di sapere raggiunto in volgare sputato o forse solo ubriaco o narcotizzato - qual debito al templare in ogni loro animo taciuto al compromesso giurato &........




......votato il demone è così appagato -; cemento & catrame polveri & rifiuti armi & guerre convenuti, spie & strategiche economie velate combattere giostre e accadimenti - contendere benessere & paradiso -; sguardi incrociati tra falsi allarmi di stati amici armare e difendere il domani paradiso sperato dall’inferno predicato & il boia comandato - templare velato di nero vestito - annunciare secolare riscossa alla borsa promessa: armare terrore all’incudine della nuova lega quale invincibile arma forgiata ove ogni mura promette gambero condito alla città affogata & tornare - così - a galoppo spedito alla cinta qual fondamento del feudo difeso - tal storia è così narrata in attesa di procedere in Omerico mito ove Ulisse attende di riprendere sofferto cammino dal barbaro tradito & anco nutrito; nobili & miseri disgraziati entro le mura cinte del feudo difeso ammirare il concime scendere qual promessa di neve imbiancare la manna nominata progresso gridare al miracolo rinato affogato in sottile polvere..... 




......inalata in brevi intervalli sospesi fra un purgatorio & il paradiso tacendo l’inferno del negato martirio; commercianti & osti felici concimare piazze e fiere ambulanti nel pil che cresce e scende animare piste artificiali & (r)impianti sofferenti rimembrare passo antico non avendo - in verità et per il vero - bene compreso alchimica formula dal mago taciuta affogare cotal natura dell’eretica vita così perseguitata nello spirito promosso e condito qual miglior vigna & regale pasto nel ricordo della panza qual fiero e vero elemento nonché concreta sostanza… per ogni osteria lungo il passo e la via…; seppellire in apocalittico avvenire  viaggi immaginari e virtuali in algoritmo innestato & in parabola a reti unificate predicato quale traguardo & araldo di benessere raggiunto nel girone ove tutto possibile nel bilancio falsato di codesto purgatorio donato: traguardo di un futuro paradiso nell’inferno raggiunto quale vera Apocalisse celata - o solo velata - nella falsità di ogni giorno predicata, giacché basta........ 




......pagare il dovuto obolo o sana ‘mazzetta’ al Giubileo promosso o ad altro illustre ciambellano di corte o di stato presenziato e nominato qual secolare incaricato per l’opera dovuta del regno promesso nel templare compresso di pace & benessere alla culla del Bambino tradito & purtroppo anche così miseramente custodito per ogni sala parto ove - in verità e per il vero - abortito dal primario templare macellaio di stato) nell’aldilà ispirati dalla letteratura apocalittica ‘giudeo-cristiana’ ma trasposta all’attuale potremmo anche dire… ‘arabo-globalizzata’ e fortemente influenzati da Beda il Venerabile (inizio XIII secolo… all’attuale Venerabile Maestro al lago Rosso travestito) – è il primo in cui si parli esplicitamente di purgatorio per indicare un luogo specifico, separato, nell’aldilà (ove - se per questo - neppur il Venerabile Maestro al Curmayer del suo ‘girone’ affiggere la lista di rosso vestita ma di nero nutrita raccogliere neve sperata condir regale pasto predicato - salita & discesa cui destina l’altrui e nostro cammino al purgatorio della vita… - o forse solo bosco smarrito… - Dante è bene tacere in codesto paradiso…).




Redatto in latino, il ‘Purgatorium Sancti Patricidi’ sarà molto presto tradotto in francese dalla celebre poetessa Maria di Francia (per l’intero popolo affranto ed appuntito il qual - in verità e per il vero - spera in miglior destino alla giostra ove il Venerabile cantica e professa più lieto destino in ogni piazza e luogo ove calunniare il Trovator & con lui ogni verità taciuta alla poesia convenuta & tradotta - è cosa nobile & di fiera italica cultura per altro segreto qui & per ora taciuto… all’intera Compagnia convenuta…)… e conoscerà in ‘Parabola’ connessione segreta nel XIII secolo (questo par ovvio…) numerose versioni in latino e nonché nelle elette lingue volgari le quali abbiamo avuto modo di udire tra un intervallo e l’altro della reclamata papale democrazia a reti unite convenute quale tridimensionale prospettiva di ciò che appar ma non è vera via… effetto speciale di una più triste vita…
Mi sono chiesto che cosa il ‘Purgatorio di san Patrizio’ ci rivelasse riguardo alla concezione dei gesti del purgatorio da parte di un monaco della fine del XII secolo…
Costituivano i gesti un elemento di rilievo del nuovo luogo (potremmo anche dire ‘logo’) dell’aldilà’?
Se vi erano notati, apparivano come puramente casuali e disordinati, oppure erano collegati ad un sistema?
Potevano dirci qualcosa circa il ruolo del corpo nella concezione cristiana del destino umano? 
Il trattato del monaco di Saltrey riporta l’avventura raccontata da un cavaliere irlandese, Owein, un’avventura che è all’origine di un pellegrinaggio, tuttora praticato, al luogo chiamato ‘Purgatorio di san Patrizio’ nell’isola pedonale del… Secondo questo racconto san Patrizio, per convincere gli irlandesi increduli aveva ottenuto da Dio l’apertura di un accesso all’aldilà in una cavità presente fra la Cupola & l’isola pedonale…

















martedì 13 marzo 2018

LA SFERA DELLA MORTE 1191-1911 (3)





































Precedenti capitoli:

La sfera della morte (2/1)

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La sfera della morte (4)














…Or ben vedi quanto la religione o la semplice storia qui narrata diversa ora comporre al quadrante della Memoria e Tempo da quello del politico ignorante il qual accompagna ed edifica…; e perché meglio tu lo scorga, attendi ai detti miei…
Quell’eterna essenza che creò la fisica natura, ed in essa il sole affinché illuminasse il mondo materiale ove anche il nobile Owein combatteva i terrestri demoni, formò, infatti, la natura umana, ed in essa la ragione affinché rischiarasse il mondo morale. L’uomo fu detto il Micro-cosmo, perché dee corrispondere al Cosmo; e siccome questo offre l’ordine universale, così quello dee produrre l’ordine parziale, la perfetta società umana. Nel sistema mondiale, ogni parte serve al tutto (ma non certo come tu lo intendi e servi… ognuno, cioè, il qual tradisce il libero arbitrio e non solo, ma ogni principio perfetto nella e dalla Natura nato…), e non per converso; e nel sistema sociale, ogni parte dee concorrere all’armonia, bada bene e comprendi bene, all’armonia del tutto, ciò che tu raccogli è diversa polvere e ingegno seminato è....




 diverso principio corrotto predicato… Se altrimenti fa, è membro spurio, anzi nocivo alla società, e come tale dee recidersi come io sono all’esilio comandato… Chi allettato dall’aspetto d’un bene, giovando a se nuoce altrui, nuoce senz’avvedersene anche a se stesso. Quel bene che lo determina all’azione è un falso bene ed un mal reale, male ch’ei fa altrui in atto, a se medesimo in potenza. Egli, in verità e per il vero, offende se medesimo nella persona del suo simile, viola il proprio diritto nell’altrui. L’uomo cittadino, ogni uomo cittadino il quale tu agogni  sogni predichi crei e coni, il quale invola all’altro o la roba o la vita, solo perché è fuori dall’occhio della legge, o ancor peggio, perché si pensa superiore a questa e con essa ad ogni forma di diritto negato, nel turbar l’ordine stabilito dalla natura e nel diritto perseguitato per superiore motivo, rinunzia, in verità e per il vero, alla propria sicurezza e diritto, ma non solo, ad ogni ordine dalla natura partorito sovvertendo ogni principio edificare nebbia precipitare polvere sottile




di un diverso - antico e moderno feudo ristabilito… - & alla ragione rinato. A quella legge, chè suo bene e principio di ogni Elemento perseguitato tradito taciuto, chè cagione e suo bene, sostituisce quest’altra, chè suo male: chi senza testimonio può fare a me altrettanto, io acconsento che il faccia cotal misfatto raccolto, poiché io il fo: io pongo la mia vita, pensare favellare ragionare rimare e cogitare…, la roba mia alla disposizione di qualunque rapitore e malfattore, purché accorto sappia, come – in verità e per il vero – sappia eludere la legge come in pochi sappiamo… - compiere e comporre la visibile opera sua edificata… E così, nell’arrogarsi un ‘dritto’ (giacché diritto parola arguta di difficile natura alla sua vera ‘dritta’ via…seminata) pernicioso sopra un sol uomo, accorda il ‘dritto’ stesso a milioni d’uomini sopra se medesimo. Nel farsi ladro o assassino d’un solo, ei si crea tanti ladri ed assassini (e non solo…) quanti son coloro che possono impunemente involargli l’esistenza e la sostanza. L’elemento e Dio. L’ordine e il Creato…

(Prosegue...)     













      

lunedì 12 marzo 2018

IL MODO GIUSTO DI SBAGLIARE 1891-1981 (5)




































Precedenti capitoli:

La Sfera della morte (4)  (3)  (2)  (1)

Prosegue in:

Il modo giusto di sbagliare 1891-1981 (6)












                                                                  1891


….La parola ‘crittografia’ deriva dal greco, sembra contenere due parole: ‘kryptos’, che vuol dire ‘qualcosa che è nascosto o celato’, e ‘graphein’, che vuol dire semplicemente ‘scrivere’…  Insieme vogliono dire essere in grado di comunicare con gli altri in un modo segreto che per i non iniziati non significa nulla, ma che per gli iniziati ha tutti i significati del mondo…
Il mio primo contatto con il mondo della ‘crittografia’ è avvenuto da giovane avrò avuto circa 16-17 anni, e quando non avendo abbastanza denaro per mandare un telegramma a casa e farmi spedire il biglietto di ritorno, rimasi bloccato a Chetopa, in Kansas, con una piccola compagnia in tournée…. Desideravo andarmene da quella bella città tanto velocemente quanto potevano permetterlo le invenzioni dell’umanità. Ma ahimè! - non avendo abbastanza denaro per comprare un francobollo, non parliamo di un Viaggio in treno, -  andai al telegrafo per inviare un messaggio ‘a carico del destinatario’. Dopo una lunga conversazione con uno degli impiegati o operatori, questi accettò il mio telegramma e io sedetti ad aspettare una risposta da ‘casa dolce casa’.




Mentre aspettavo, un anziano signore fece il suo ingresso nell’ufficio, lo ricordo bene, sì che ricordo! Aveva un aspetto distinto da esule, mi disse poi l’impiegato che era fuggito quale esiliato dalla sua terra nel Sud dell’Italia, si chiamava Gabriele… Comunque questa distinta persona pagò il servizio richiesto e uscì. Non appena l’uomo se ne fu andato, l’operatore mi chiamò al banco e disse: ‘Ecco, lei che è un mago, mi dica cosa significa’. Rimasi in quell’ufficio il tempo necessario per decifrarlo: era composto da una lunga serie di lettere in apparenza incomprensibili. Notai che, sostituendo le lettere, alla fine ero riuscito a ricostruire l’intero messaggio, che recitava così: ‘Tua madre sofferente cerca di perdonarla in Tempo altrimenti per sempre natura guasta, Papà!’.
L’operatore del telegrafo sembrò trovarla una grande prodezza e, proprio mentre ne parlavo, arrivò la risposta: ‘Forse non fu sua la colpa, vittima della Storia arrivo presto…’.




Presi il treno anch’io e potei tornare a casa, fui molto scosso durante il Viaggio di un uomo inseguito per tutto il treno il quale cercò scampo anche nel mio vagone. Mi raccontò di chiamarsi Buster-Pietro, nome d’arte, ed anche lui al seguito di una compagnia di ‘Trovatori’, ma il controllore l’aveva ‘trovato’ sprovvisto del biglietto e con quello della giusta direzione del Tempo; però mi disse anche… strano a raccontare, che anche lui non aveva colpa di quanto successo e mi raccontò nel breve e difficile quanto periglioso inseguimento, una Storia strana, una Eretica verità nella quale il principio della buona fede può essere salvato per il comune bene dello spettacolo, scusate del Creato…





                            
                                                                  1981


…Un moderno Trovatore o meglio Ricercatore sta mettendo in ordine vecchi documenti di famiglia quando scopre uno strano manoscritto detto ‘quipu’… Per cominciare, riesce facilmente a leggere la parte scritta in spagnolo da Pedro de Illanes: ‘L’indio Juan Tacquic Menendez de Sodar mi diede, prossimo alla morte, questo manoscritto’… forse per comunicarlo alla Storia o forse per porre retta direzione all’equazione del Tempo, comunque, mi consegnò una borsa contenente alcuni Frammenti di ‘quipu’ e questo scritto redatto in lingua latina probabilmente da un sacerdote. Chiunque egli sia, ha scritto una pagina di Storia veramente drammatica circa i Conquistadores…

Eccone il breve sunto…

PERU’, circa 1610: Il gesuita Joan Antonio Cumis inizia la stesura del documento scrivendo alcune pagine in latino nelle quali disegna grossolanamente un ‘quipu’ letterario relativo al canto ‘quechua’ ‘Ruru-curipac’ (Uovo-d’oro), quindi fornisce una lista di parole-chiave. Nel redigere il suo testo, Cumis dichiara anche di avvalersi delle informazioni fornitegli dall’ex curaca (capotribù) indio Mayachac Azuay, il quale disegna di suo pugno sul documento una rappresentazione della cosmologia incaica. Il testo latino di Cumis si conclude con la sigla Jac (le iniziali del nome) e una data leggibile solo in parte, forse il 1610. 

PERU’ 1637-1638: Un altro gesuita, padre Joan Anelio Oliva, riprende in mano il documento di Jac-Cumis e vi aggiunge – in due momenti diversi – alcune pagine in cifrato-numerico nelle quali non rivela né il proprio nome né quello dell’autore del testo latino (ma fornisce una serie di indizi che hanno permesso di identificare entrambi). Quindi disegna un enigmatico ‘quipu-grafico’ con spiegazioni in numeri. Terminati i suoi due testi cifrati – ...















domenica 11 marzo 2018

1891 - DECIFRARE L'UOMO CHE FU E SARA' (7)







































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Il modo giusto di sbagliare (6/1)

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1891-Decifrare l'uomo che fu e sarà (8)













Talvolta si è voluto mettere in rapporto ambiente desertico fenomeno religioso…
Ci si è domandati se c’è una religione nel deserto, se il deserto predisponesse a un tipo piuttosto che a un altro di esperienza religiosa. In particolare, si è pensato che il  deserto favorisse il misticismo. All’incirca cento anni fa’, nel 1881 nella sua ‘Histoire du peuple d’Israel’ Ernest Renan affermava non senza audacia: ‘il deserto è monoteista’. Queste tesi che, in ultima analisi, si fondano su un determinismo geografico alquanto semplicistico, oggi non possono essere più prese per buone.
Ma il deserto – vero o immaginario – ha avuto una parte importante nelle grandi religioni eurasiatiche: giudaismo, islamismo, cristianesimo. Di solito, rappresentò i valori opposti a quelli  della città e, per questo, deve interessare la Storia della società e della cultura. Nel cristianesimo medievale, l’ideologia del deserto si presentò in una forma inedita: il deserto fu la foresta.




…Ma il deserto è anche il luogo di incontro con Satana e i dèmoni, benché questo tema della spiritualità orientale del deserto non abbia incontrato l’Occidente dell’alto Medioevo lo stesso successo che in Oriente. Eucherio accenna solo di passaggio alle tentazioni del Nemico che si aggira invano intorno all’eremo come il lupo intorno all’ovile. Il pericolo che insidierà l’eremita occidentale nel deserto è la noia esistenziale e metafisica: l’accedia. Il deserto insulare è stato ancora più ricercato dai monaci celtici e nordici. Essi hanno scritto un grande capitolo dell’antropologia storica del deserto marittimo, dei deserti del mare e del freddo. ‘Il mare ha sostituito per questi monaci il deserto egiziano’. San Brendano, le cui peregrinazioni marittime sono state narrate da un libro di successo nel Medioevo, la ‘Navigatio sancti Brendani’, va di isola in isola, incontrando mostri e cose meravigliose, scansa l’isola dell’Inferno e approda infine all’isola del Paradiso. Nella vita di uno di questi monaci erranti sull’Oceano scritta negli ultimissimi anni del VI secolo da uno di loro, Colomba, si dice che essi ‘speravano di trovare il deserto nel mare insormontabile’.
Ma questi eremiti insulari e marittimi non saranno che la frangia estrema ed effimera dei marginali del deserto in Occidente. In questo mondo temperato senza grandi distese aride, il deserto – cioè a dire la solitudine – assumerà un aspetto del tutto diverso, il contrario, quasi, del deserto sotto il profilo della geografia fisica: sarà la foresta.




Qual è stata la ‘realtà’ della foresta nell’Occidente medievale?
Per Gaston Roupnel, nella sua celebre ‘Histoire de la campagne francaise’, la foresta è stata per l’uomo, dal Neolitico alla fine del Medioevo, ad un tempo lo spazio indispensabile che ‘prolungava e completava i suoi campi’ e il luogo delle sue ‘paure leggendarie’: ‘su questa soglia sacra che tutto proteggeva, il dissodatore primitivo arrestò una volta per tutte le sue imprese profane’. Charles Higounet ha redatto l’inventario e la carta delle foreste dell’alto Medioevo, epoca che ha conosciuto, dal 500 al 1200circa, una fase climatica calda e, dunque, ‘un ritorno offensivo della foresta’. Fra queste foreste europee, Higounet distingue la foresta d’Ardenna, che dal tempo dei celti era la foresta per eccellenza. Registra l’apparizione, a fianco dell’italiano e dello spagnolo ‘selva’, che continua il latino ‘silva’, e del germanico ‘wald’, di ‘forestis’ o ‘foresta’, che darà ‘foret’ in francese, ‘forst’ in tedesco, ‘forest’ in inglese.




La più antica attestazione conosciuta del termine associa d’altra parte l’idea di foresta all’idea di solitudine. Si tratta di un diploma di Sigeberto III, del 648, per l’abbazia di Stavelot-Malmédy: ‘nella nostra foresta chiamata Ardenna, vasta solitudine dove si riproducono le bestie selvagge’. La parola deriva senza dubbio dall’espressione ‘silva forestis’, una selva che dipende dal tribunale, ‘forum’ del Re. Designa all’origine una ‘riserva protetta di caccia’; ha un significato giuridico. Così gli uomini della seconda funzione indoeuropea, i guerrieri, i ‘bellatores’, gli uomini della forza fisica, hanno tentato di appropriarsi della foresta durante il Medioevo, e di farne il loro terreno di caccia. Ma hanno dovuta dividerla con gli uomini della Prima funzione, gli ‘oratores’, coloro che pregano, gli uomini Pagani Eretici Eremiti e Santi e talvolta in questo  apparente paradosso anche Gnostici…, che ne hanno fatto il deserto dei loro eremiti; e con gli uomini della terza funzione i ‘Laboratores’, che, per via della raccolta, della legna, del carbone, del miele e del ‘ghiandatico’ ne hanno fatto un territorio supplementare dell’attività economica.
Ma tutti, in realtà, vi sono andati soprattutto per marginalizzarsi, per comportarvisi come uomini della… Natura, fuggendo il cosiddetto mondo della ‘cultura’ in tutti i significati della parola…





Decifrare l’uomo che sarà: falso mito nel progresso scritto…


(*)….A codesto punto premetto ed intendo sia al volgo che al diletto intelletto, sia Laura Beatrice della diletta mia via, sacro Sentiero della vita, torniamo per un momento al Faggio della pagana favola di Natale e guardiamo l’albero della foresta con un diverso occhio… E più non dico ma scrivo affinché tutti possano meglio comprendere il principio della fine, ed annunciare al Nino che fu’ e sarà una certa e prematura dipartita nel principio della vita, e con lei della Natura in precoce morte annunciata al Teschio della Storia. Nel mito qui e per sempre scritto… ed anche pregato… Che la Filosofia, l’Eretico pensiero, l’Ortodossa via, ci accompagni per un migliore domani dal deserto di codesta morte prematura la quale va narrata e spiegata in tutta la limitata sua opera… In tutta il limitato intento… In tutta la limitata cultura…




…Gli anni 90 sono stati il decennio più caldo mai registrato dagli strumenti meteorologici, quelli seguenti lo sono e saranno ancor di più, tutti indistintamente caratterizzati da eventi estremi quali gravi alluvioni in Asia  America ed Europa. E se un umile e secolare Faggio può farci meglio comprendere la Natura del mito della credenza della speranza della dovuta fede dell’uomo io narro di Lui ed al suo anello mi (ri)compongo quale uomo nato…
La ‘dendrocronologia’, la scienza che studia gli anelli degli alberi, ha una lunga storia. Leonardo da Vinci fu il primo ad osservare che gli anelli degli alberi si formano annualmente. E’ però grazie all’astronomo Andrew E. Douglass (1867-1962) che tale disciplina diviene scienza accreditata. Il suo uso in Ecologia è più recente, e per quanto concerne il clima, nei suoi anelli abbiamo rivelato e rilevato alcune inoppugnabili certezze. Le temperature minime notturne sono salite più di quelle diurne, gli eventi estremi sono aumentati così come le precipitazioni alle medie e alte latitudini, mentre ai tropici sono diminuite, con conseguenti problemi di siccità. Perché allora esiste tuttora un notevole scetticismo nel mondo della ricerca e si sentono voci che non ritengono sufficientemente provata l’origine antropica dei mutamenti climatici?
 
Torniamo quindi al Crittogramma uomo e cerchiamo di spiegare…

Uno degli aspetti più importanti dell’Evoluzione della terra è la formazione dell’atmosfera, dal momento che è la sua combinazione di gas ad avere consentito alla vita di emergere dagli oceani e di svilupparsi. Si è ipotizzato, già a partire dagli anni 50, che l’atmosfera terrestre fosse costituita da gas provenienti dall’interno del pianeta, emessi dai vulcani. Ma gli scienziati si sono chiesti se questo processo si sia svolto improvvisamente circa 4,4 maliardi di anni fa’ quando il nucleo si differenziò, o se piuttosto abbia avuto luogo gradualmente nel tempo.
Per rispondere a questa domanda, Allègre e colleghi hanno studiato gli isotopi dei gas rari. Questi gas, tra cui elio, argo e xeno, hanno la proprietà di essere chimicamente inerti, vale a dire di non reagire in natura con altri elementi. Due di essi sono particolarmente importanti per gli studi sull’atmosfera: argo e xeno. L’argo ha tre isotopi, uno dei quali, l’argo 40, è il prodotto di decadimento del potassio 40. Dei nove isotopi, quello con numero di massa 129 ha due diversi origini. Lo xeno 129 è stato prodotto per nucleo sintesi prima che si formassero la terra ed il sistema solare, ma lo stesso isotopo è derivato anche dal decadimento dello iodio 129, radioattivo, che non esiste più sulla Terra. Questa forma di iodio era presente agli albori della terra, ma in seguito scomparve, e lo xeno 129 ne è il lascito. Queste coppie di isotopi costituiscono eccellenti cronometri… I risultati sono davvero eccellenti. I calcoli indicano che per l’80-85% i gas componenti l’atmosfera sono stati emessi nel primo milione di anni di vita della Terra; il resto è stato liberato dai vulcani lentamente, ma costantemente, nei successivi 4,4 miriadi di anni.




La composizione di questa atmosfera primordiale era quasi certamente dominata dall’anidride carbonica, con l’azoto secondo in ordine di abbondanza. I dettagli dell’Evoluzione dell’atmosfera primordiale sono oggetto di dibattito… Successivamente si presentò ai vari studiosi un altro enigma da risolvere: quanta anidride carbonica poteva esserci nell’atmosfera primordiale?
L’anidride carbonica terrestre è oggi incorporata in rocce carbonatiche come i calcari, ma non è chiaro quando cominciò ad essere intrappolata in queste rocce. Ai nostri giorni il carbonato di calcio è prodotto soprattutto dall’attività biologica; nel corso dell’Archeano il carbonio potrebbe essere stato rimosso da reazioni inorganiche. La rapida emissione di gas da parte del pianeta liberò enormi quantità di acqua dal mantello, dando origine agli Oceani e al ciclo idrologico dal quale la vita così come ci appare dipende. Gli acidi presenti nell’atmosfera erosero le rocce, formando altre rocce ricche di carbonati. L’importanza relativa di un simile meccanismo è comunque oggetto di dibattito.