CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

domenica 4 marzo 2018

OGNUNO & NESSUNO (ha pur vinto e perso la sofferta contesa fra i 'falsi' di questa e ogni arte in nome e per conto della Vita...) (97)












































Prosegue in:

(hora te porgo questo mio 'tomo' alla grotta inciso medita &

cogita tutto lo dipinto e non guardare la tr... altrimenti trema

la Terra intera...):






















...E che Sant'Antonio ci protegga ed assista per ogni Sentiero e Via

di questa 'corrotta' esistenza...(98) &

Il Tempo fuori del Tempo (99)

Precedenti capitoli:

...I grandi e piccoli falsari della 'democrazia' (9695)












La scena è popolata di personaggi…





Non obbediscono al richiamo ammonitorio del quadro!
Ciascuno per proprio conto a lume di una lampada (oggi potremmo dire illuminata dalla meccanica ragione del silicio…) in un gran cumulo di oggetti materiali (come se in verità e per il vero avessero smarrito coscienza e Spirito… Anima e saggezza, occhio e ciò che di più nobile la compone in nome della Ragione…), e cercando non già se stessi, bensì ciò che ognuno ritiene che gli aspetti (anche dove un tempo il Pensiero se pur perseguitato potea esser cogitato… dal 1984 di mirabile traguardo…).




Gli oggetti del mucchio si trovano frammischiati alla rinfusa con imballi, come quelli che venivano usati per le spedizioni, ciascuno con la sigla del proprio destinatario, ed il senso di questa commissione è evidente: in casa, nel lavoro, nel divertimento, e anche nella scienza (tra gli altri oggetti a destra un libro aperto) ognuno va cercando ciò che (pensa) aspettargli, proprio come farebbe in un mucchio di pacchi in arrivo.

Una figura curva, provvista di occhiali e di lume (qual lume illumina codesta dubbia ragione lo abbiamo già e più volte espresso), vaga cercando nel mucchio, e altre uguali fanno lo stesso, più in là: tutte portano scritto sull’orlo della veste il nome Elck, Ognuno.

Sotto la figura principale, confuso fra gli altri oggetti, sta un orbe, simbolo del mondo; quest’elemento può sottolineare l’universalità di significato della figura o anche ricordare la tragica perdita di chi, perseguendo il proprio (materiale) fine nelle cose più minute non meno di quelle immense, perde di vista il mondo intero…




La figura di un uomo ormai vecchio, sembra infatti oltrepassare senza averlo veduto il mondo che è ai suoi piedi, e questa cecità circa un oggetto tanto vistoso contrasta tragicamente con gli occhiali, l’attitudine curva per il lungo cercare (così dovrei meditare giusto distinguo fra chi, cercando l’essenza ed il Principio in nome e per conto di Dio abbandonando la Ragione nella contemplazione del Creato, o almeno ciò di cui rimasto; e chi, al contrario, perseguitando tal spirituale intento uguale e simmetrico a colui che cercando e evocando ortodosso [quello per sempre pregato e ben conservato] Dio nelle scritture recitato… in nome e per conto del Verbo pregato, si accumuna al medesimo Uno braccato dall’ateo negato; e in codesto breve enunciato di due opposti - annullandosi reciprocamente - confermare medesimo il risultato prossimo allo zero, pur anche questo differente dal Nulla con cui formulo distinguo: giacché nell’immateriale insieme celare più di quanto il conto compone l’ordine del proprio dire, da quando cioè, la Storia numera e tiene di conto circa se stessa non intendendo invisibile e superiore Primo Enunciato prossimo al Nessuno di codesto mirabile quadro, scusate sto parlando allo specchio dell’Infinita Natura perdonate la Rima e con essa l’espressione poca gradita neppur ancora verso da Ognuno recitato…: il fuoco del rogo di questa vostra secolare cultura divampa e rimembra specchio di antica tortura… nell’Apocalisse dell’atto al Secolo ben recitato… ).




Il commento latino dice:

Ognuno cerca il proprio vantaggio ovunque,/ Ognuno cerca se stesso in tutto ciò che fa, / Ognuno battaglia ovunque per il proprio rendiconto, / Questo tira dalla sua parte, quello dall’altra, / Ciascuno ha uguale amore per il possesso. /

Più i vari Ognuno si immergono nella ricerca di ciò che è proprio e più sembrano affossarsi nelle cose, perdendo di vista (e come poco sopra detto, uguagliandosi nel morbo di siffatto incompiuto istinto del tutto umano, ‘recitano’, ecco perché il grande amore per la Natura…, anche lei ama chi nato dal proprio grembo e nulla ha pur rinnegato per poi prendersi cura e contraccambiare quanto donato provando similare intento di Ognuno cercare in medesimo grembo tutto divorare per proprio diletto, ma Lei state pur certi conserva il proprio egoismo per ciò che fu vero dono in nome della vita cui assieme riflettere ‘quadri’ meditati…) se stessi ed il mondo intero: uno ha la testa quasi affondata in una cesta, un altro è entrato, per cercare, in un gran sacco; in primo piano a sinistra si vede uno di questi tristi cercatori, isolati come immersi nell’abisso di se stessi, che si è calato con gli occhiali e la lampada in una botte, nella cui angustia appare imbottigliato e quasi sepolto.




Sullo sfondo, un Elck in ricerca, con la propria lampada (al silicio illuminarne medesimo profilo…), appare accanto alla schiera e alle tende di un esercito, come a ricordare che la filosofia egoistica di Ognuno regola anche le contese fra i popoli.

Nella tavola di Bruegel, come nella tradizione letteraria, la figura di Elck (Ognuno) si contrappone negativamente a quella di Nessuno.

Ognuno cerca se stesso ma invano, nei beni e negli interessi del mondo (anche alle soglie di quel mondo che non gli appartiene, purtroppo oggi lo scenario, o meglio l’orrore, si compone anche di siffatto traguardo contrario ad ogni morale decoro e natura… alla quale ci dilettiamo con occhio velato di nostalgia per ogni ‘panorama’ perso  nello Spirito quanto nella Natura e Principio di cui la genetica conserva lontana memoria cancellata…); Nessuno raffigurato nel quadretto appeso al muro, trascura ogni cosa per conoscere se stesso contemplando nello specchio il proprio volto (e parlare con chi in vero l’ha partorito ma all’oculo… lampada di Ognuno barattato per un povero ed inetto pazzo….).

(Vizi e Virtù e Follia nell’opera grafica di Bruegel il Vecchio… con Nessun commento!)
























(Prosegue...)


















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