giuliano

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IL TOMO

lunedì 12 marzo 2018

IL MODO GIUSTO DI SBAGLIARE 1891-1981 (5)




































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La Sfera della morte (4)  (3)  (2)  (1)

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                                                                  1891


….La parola ‘crittografia’ deriva dal greco, sembra contenere due parole: ‘kryptos’, che vuol dire ‘qualcosa che è nascosto o celato’, e ‘graphein’, che vuol dire semplicemente ‘scrivere’…  Insieme vogliono dire essere in grado di comunicare con gli altri in un modo segreto che per i non iniziati non significa nulla, ma che per gli iniziati ha tutti i significati del mondo…
Il mio primo contatto con il mondo della ‘crittografia’ è avvenuto da giovane avrò avuto circa 16-17 anni, e quando non avendo abbastanza denaro per mandare un telegramma a casa e farmi spedire il biglietto di ritorno, rimasi bloccato a Chetopa, in Kansas, con una piccola compagnia in tournée…. Desideravo andarmene da quella bella città tanto velocemente quanto potevano permetterlo le invenzioni dell’umanità. Ma ahimè! - non avendo abbastanza denaro per comprare un francobollo, non parliamo di un Viaggio in treno, -  andai al telegrafo per inviare un messaggio ‘a carico del destinatario’. Dopo una lunga conversazione con uno degli impiegati o operatori, questi accettò il mio telegramma e io sedetti ad aspettare una risposta da ‘casa dolce casa’.




Mentre aspettavo, un anziano signore fece il suo ingresso nell’ufficio, lo ricordo bene, sì che ricordo! Aveva un aspetto distinto da esule, mi disse poi l’impiegato che era fuggito quale esiliato dalla sua terra nel Sud dell’Italia, si chiamava Gabriele… Comunque questa distinta persona pagò il servizio richiesto e uscì. Non appena l’uomo se ne fu andato, l’operatore mi chiamò al banco e disse: ‘Ecco, lei che è un mago, mi dica cosa significa’. Rimasi in quell’ufficio il tempo necessario per decifrarlo: era composto da una lunga serie di lettere in apparenza incomprensibili. Notai che, sostituendo le lettere, alla fine ero riuscito a ricostruire l’intero messaggio, che recitava così: ‘Tua madre sofferente cerca di perdonarla in Tempo altrimenti per sempre natura guasta, Papà!’.
L’operatore del telegrafo sembrò trovarla una grande prodezza e, proprio mentre ne parlavo, arrivò la risposta: ‘Forse non fu sua la colpa, vittima della Storia arrivo presto…’.




Presi il treno anch’io e potei tornare a casa, fui molto scosso durante il Viaggio di un uomo inseguito per tutto il treno il quale cercò scampo anche nel mio vagone. Mi raccontò di chiamarsi Buster-Pietro, nome d’arte, ed anche lui al seguito di una compagnia di ‘Trovatori’, ma il controllore l’aveva ‘trovato’ sprovvisto del biglietto e con quello della giusta direzione del Tempo; però mi disse anche… strano a raccontare, che anche lui non aveva colpa di quanto successo e mi raccontò nel breve e difficile quanto periglioso inseguimento, una Storia strana, una Eretica verità nella quale il principio della buona fede può essere salvato per il comune bene dello spettacolo, scusate del Creato…





                            
                                                                  1981


…Un moderno Trovatore o meglio Ricercatore sta mettendo in ordine vecchi documenti di famiglia quando scopre uno strano manoscritto detto ‘quipu’… Per cominciare, riesce facilmente a leggere la parte scritta in spagnolo da Pedro de Illanes: ‘L’indio Juan Tacquic Menendez de Sodar mi diede, prossimo alla morte, questo manoscritto’… forse per comunicarlo alla Storia o forse per porre retta direzione all’equazione del Tempo, comunque, mi consegnò una borsa contenente alcuni Frammenti di ‘quipu’ e questo scritto redatto in lingua latina probabilmente da un sacerdote. Chiunque egli sia, ha scritto una pagina di Storia veramente drammatica circa i Conquistadores…

Eccone il breve sunto…

PERU’, circa 1610: Il gesuita Joan Antonio Cumis inizia la stesura del documento scrivendo alcune pagine in latino nelle quali disegna grossolanamente un ‘quipu’ letterario relativo al canto ‘quechua’ ‘Ruru-curipac’ (Uovo-d’oro), quindi fornisce una lista di parole-chiave. Nel redigere il suo testo, Cumis dichiara anche di avvalersi delle informazioni fornitegli dall’ex curaca (capotribù) indio Mayachac Azuay, il quale disegna di suo pugno sul documento una rappresentazione della cosmologia incaica. Il testo latino di Cumis si conclude con la sigla Jac (le iniziali del nome) e una data leggibile solo in parte, forse il 1610. 

PERU’ 1637-1638: Un altro gesuita, padre Joan Anelio Oliva, riprende in mano il documento di Jac-Cumis e vi aggiunge – in due momenti diversi – alcune pagine in cifrato-numerico nelle quali non rivela né il proprio nome né quello dell’autore del testo latino (ma fornisce una serie di indizi che hanno permesso di identificare entrambi). Quindi disegna un enigmatico ‘quipu-grafico’ con spiegazioni in numeri. Terminati i suoi due testi cifrati – ...















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