giuliano

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IL TOMO

sabato 31 ottobre 2020

LA GRANDE SPEDIZIONE

 








Prosegue con...:


La Seconda Parte...

 







INTRODUZIONE


 

 

Sono più che certo di poter ripercorrere questo antico Sogno non solo di ricchezza ma di conoscenza intera, di rinnovarlo per l’appunto, prendendo in prestito a mo’ di  storica esperienza e riproponendola nella promessa quale speranza d’un futuro migliore per l’intera Sfera, e non solo dell’Epica America narrata, con la vera audacia che contraddistingue il Genio contrapposto ai brevi meschini affari del ‘mandato’ dell’attuale ammiraglio (e/o presidente) incaricato…

 

In quanto la Storia, lo ricordiamo, si costruisce con più duratura lungimiranza; giacché questo intrepido uomo d’affari del suo Tempo non meno del nostro con l’opera abdicata a capaci incaricati collaboratori nel futuro interesse del comune Genio - e non solo economico - a beneficio d’ognuno, la incarna nel Viaggio intrapreso…


 

La glaciologia come l’antropologia assieme a molti altri studi devono l’amore nascente del patrimonio studiato, odiernamente conteso e vilipeso, facenti parte della Natura in cui poter rapportare e confrontare i valori raccolti… d’un comune patrimonio non ancora del tutto perso, circa questa immensa eredità abdicata ai posteri della Terra intera…, rappresentano l’amore non solo dell’avido guadagno o del successo, proteso e seminato con l’inganno; bensì ‘Scienza’ nell’intento della globale opportunità - oltre del Progresso - quale specchio e riflesso del proprio ed altrui Tempo, congiunta  coniugata e confrontata nella globale Verità delle diverse Dottrine (e/o Scienze) che l’hanno maturata sino al Secolo della nostra èra…

 

Quindi non solo Scienza del Progresso, bensì Scienza ‘nel e al’ di fuori del proprio limitato Tempo.




In questa Visione e/o Viaggio possiamo riconoscere il reale valore adottato (il quale contraddistingue la vera Ricchezza seminata nonché tutelata) anche nel beneficio Economico che siffatta dottrina applicata intende, aiutando, e non certo d’ostacolo all’uomo, e prima di lui l’intera Natura in cui opera per la reciproca indispensabile globale tutela…

 

Quando intendiamo, o ancor peggio traduciamo, la Scienza a beneficio dell’Economia qual solo Verbo nell’erronea interpretazione del Progresso, avremmo escluso le altre Voci emerite dal Capitolo intero…

 

Giacché sappiamo - e giammai ignoriamo - che un ottimo Tomo riposto indistintamente sullo scaffale della Biblioteca come della Storia ad uso e beneficio della stessa (per non essere solo conservato nominato e censito) si compone e divide in molti Capitoli non meno della Storia della Terra; e non certo composto da un singolo breve Paragrafo disgiunto da un comune contesto Logico in cui letto.




La Logica come la Verità, come ogni Conoscenza andrebbero compromesse e irrimediabilmente perdute, a vantaggio o meglio svantaggio, dell’intera umanità che con il giusto e/o errato ragguaglio delle ‘dottrine politiche’ non confacenti con il Sapere protese al giusto favore e/o sfavore della Storia (non meno di tutti gli Elementi che la compongono) nel beneficio della Natura intera…, ne ‘avvista’ ed ‘interpreta’ e non solo per l’equipaggio (come un Tempo antico che pensavamo sorpassato), un Mare piatto confondendolo - e ancor peggio interpretandolo, nell’esclusiva esclusione della sfericità donde, in Verità e per il Vero, proviene una più elevata Idea…

 

In attesa che suddetta Terra prosegue nella propria ed altrui ‘retta’ sfericità eleviamo cotal Viaggio nell’augurio d’una nuova partenza rinnovata nella speranza…






LA GRANDE SPEDIZIONE

 


 

Sono passati più di 100 anni da quando Edward Henry Harriman ha riunito un equipaggio d’élite di scienziati e artisti e li ha portati in un Viaggio di due mesi della costa dell’Alaska. La spedizione del 1899 fu la più grande e famosa che il mondo avesse mai visto. Folle entusiaste hanno acclamato la loro partenza; i giornali di tutto il mondo hanno pubblicato la storia in prima pagina.

 

Centoventisei passeggeri e l’equipaggio viaggiarono con il magnate delle ferrovie sulla buona nave George W. Elder. Per la famiglia di Harriman è stata una battuta di caccia e una vacanza avventurosa; ma per gli scienziati a bordo era una cosa seria. La spedizione è tornata con oltre cento bauli di esemplari e più di 5000 fotografie e illustrazioni a colori.




Il Viaggio ha prodotto alcune nuove importanti scoperte scientifiche, ad esempio un fiordo e un ghiacciaio precedentemente sconosciuti, ma il suo valore come valutazione e rilevamento di un ambiente dell’Alaska in continuo mutamento non ha eguali. 

 

Gli scienziati hanno prodotto tredici volumi di dati che hanno richiesto dodici anni per essere compilati.

 

La spedizione arrivò quando lo splendore incontaminato dell’Alaska di pura natura selvaggia costiera stava iniziando a offuscarsi a causa dell’uso massiccio delle sue risorse naturali. La corsa all’oro era in pieno svolgimento, le industrie conserviere di salmone lavoravano 24 ore su 24 e le colonie di foche esportavano migliaia di pelli ogni anno. Le popolazioni native dell’Alaska in alcune zone erano già state ridotte a attrazione turistica; in altri luoghi, i nativi dell’Alaska competevano con i lavoratori cinesi per lavori a basso salario nelle fabbriche di pesce.




In molti casi, gli spedizionieri hanno osservato e catalogato la flora e la fauna di un paese delle meraviglie incontaminato e idealizzato. Eppure i segni di civiltà e progresso erano difficili da ignorare. La spedizione Harriman ha raccontato un’Alaska sull'orlo di inevitabili e, in alcuni casi, devastanti cambiamenti ambientali.

 

I passeggeri della nave da spedizione erano alcune delle persone più famose e influenti d’America dell’epoca.

 

Edward Harriman era il magnate delle ferrovie più potente della nazione e C. Hart Merriam era uno dei suoi scienziati più eminenti. John Burroughs era lo scrittore naturalista più venduto dell’epoca e John Muir era il padre molto ammirato del movimento americano per la conservazione. Con questi uomini ha viaggiato un’eminente assemblea di artisti della natura, geologi, botanici, forestali e zoologi.




La nave lasciò Seattle il 31 maggio 1899. Per i due mesi successivi, l’Elder navigò per quasi 9.000 miglia lungo le coste della Columbia Britannica e dell’Alaska. Fecero una cinquantina di soste, a volte brevi visite che duravano un pomeriggio, a volte escursioni più lunghe. In diversi luoghi, molti dei viaggiatori sono scesi a terra con attrezzature da campeggio e hanno pernottato, in modo da poter raccogliere più esemplari o fare escursioni in una foresta o attraverso un ghiacciaio. L’‘Anziano’ si sarebbe diretto in qualche altro punto, quindi sarebbe tornato a prendere i campeggiatori all’orario concordato.

 

La vita sulla barca era lussuosa sotto ogni punto di vista. Le cabine e i saloni erano stati recentemente rifatti. Uno chef ha preparato pasti costantemente eccellenti. Harriman aveva persino fornito spazio per il lavoro sulla conservazione dei campioni e semplici spazi di laboratorio per la ricerca. C’era una biblioteca con oltre 500 libri sull’Alaska e in molto spesso gli scienziati tenevano conferenze sulle specifiche aree di competenza.




Questo lusso era certamente in contrasto con la vita in Alaska nel 1899. Il territorio era stato sotto il controllo russo fino al 1867, quando gli Stati Uniti comprarono ‘Seward’s Icebox’ per $ 7.200.000. La popolazione era di 63.000 abitanti e comprendeva molti nativi dell’Alaska che lottavano per mantenere le loro culture tradizionali di fronte all’occupazione russa e poi americana. Né i russi né gli americani erano stati particolarmente saggi nei loro rapporti con i nativi dell’Alaska; in alcuni casi, erano stati spietati. La vita era difficile anche per le centinaia di cercatori d’oro che erano venuti in Alaska durante la corsa all’oro. Per ogni uomo che ha fatto fortuna ce n’erano centinaia rimasti senza un soldo.

 

La spedizione Harriman differiva da altre spedizioni in Alaska in quanto gli scienziati e gli artisti a bordo non rimasero molto a lungo in nessun punto e c’erano poche possibilità di esplorazione scientifica approfondita.

 

Ma questi scienziati e naturalisti erano attenti osservatori e avidi raccoglitori di esemplari. I loro record e le loro collezioni ci hanno fornito un punto di riferimento con cui possiamo valutare 100 anni di cambiamento lungo la costa dell’Alaska. Il fatto che a bordo dell’Anziano ci fossero così tanti scienziati di prim’ordine rende le loro osservazioni ancora più preziose.




Un’altra differenza si è distinta; questo era il progetto di un individuo. Edward H. Harriman ha ideato, pianificato e pagato personalmente il Viaggio. I giornali dell’epoca lo elogiavano molto per questo, e diversi redattori editoriali chiesero ad altri milionari americani di sponsorizzare tali viaggi. E. Harriman ha certamente lasciato il segno sull’intero viaggio. Fu lui a insistere che la barca attraversasse la stretta e poco profonda insenatura del Prince William Sound che si apriva su un fiordo precedentemente sconosciuto. È stato lui a scegliere di includere le soste a Kodiak e in Siberia e, quando il viaggio è finito, è stato lui a pagare per la pubblicazione degli scritti scientifici dei partecipanti.

 

Ci sono voluti 50 specialisti per la parte migliore di un decennio per studiare, catalogare, modificare e pubblicare i tredici volumi che coprono le osservazioni scientifiche e i risultati del viaggio. Alcuni dei volumi sono semplicemente elenchi di note di campo e campioni raccolti. Questi hanno ancora valore: presentano un quadro di riferimento delle specie animali e vegetali comuni all’Alaska costiera nel 1899. Altri volumi, in particolare lo studio sul ghiacciaio scritto da Grove Karl Gilbert, sono stati giudicati importanti rapporti che hanno aperto nuovi orizzonti nel campo scientifico. studia. Nel complesso, questi volumi, insieme a diari, lettere, resoconti di giornali e recensioni scientifiche, costituiscono un record monumentale di questo viaggio di due mesi in Alaska.




Di uguale interesse è la vasta collezione di esemplari animali e vegetali del viaggio. C’erano 8000 insetti, 344 dei quali erano stati precedentemente sconosciuti agli scienziati. Le collezioni includevano migliaia di molluschi, uccelli e piccoli mammiferi e persino un piccolo numero di grandi esemplari di mammiferi. Questo tesoro di storia naturale, in gran parte ora allo Smithsonian Institution, conserva un grande valore di ricerca. Nuove tecniche di test possono, ancora oggi, essere utilizzate su alcuni di questi esemplari, promettendo nuove informazioni sugli ecosistemi dell’Alaska di un secolo fa.

 

Un aspetto interessante di queste collezioni è il modo in cui sono cambiate le nostre idee su questo tipo di collezionismo. Considera il caso dei grandi mammiferi. Al giorno d’oggi sarebbe impensabile che il capo di una spedizione scientifica sparasse a una femmina di grizzly e un cucciolo fuori stagione sull’isola di Kodiak, ma è quello che è successo all’inizio di luglio durante la spedizione di Harriman. Un altro tipo di raccolta - prendere i manufatti dei nativi dal villaggio disabitato di Cape Fox - violava gli standard civili e scientifici che troveremmo accettabili oggi. I manufatti dei nativi americani sono ora protetti dalla legge e, di fatto,

 

Rivisitare questi eventi ci ricorda che la spedizione Harriman del 1899 era della sua era, una spedizione lanciata alla fine del XIX secolo per indagare su una regione poco conosciuta del Nord America. Ora, proprio all’inizio del 21° secolo, possiamo rivivere questa spedizione e trovare quelle cose che ci connettono e ci separano dal passato.





  

Partecipanti originali

 

 


Ci sono molte teorie sul motivo per cui Edward Harriman ha scelto di organizzare un viaggio in Alaska trasformato in spedizione. Alcuni sostengono che avesse pianificato di costruire una ferrovia attraverso il territorio, o forse che originariamente voleva solo cacciare il grande grizzly. Durante il viaggio ha mostrato chiaramente un interesse per le risorse minerarie dell’Alaska. Altri dicono che era perché la spedizione accademica faceva appello ai suoi obiettivi filantropici e desiderava essere riconosciuto per le sue buone opere.


(Prosegue con...)








martedì 27 ottobre 2020

FOTOGRAFIA NATURALISTICA (6)

 











Precedenti capitoli:


Dell'Homo Salvatico (5/1)








Io e mio fratello eravamo entrambi felici di vedere il primo numero di Bird-Lore e di approfittare dell’occasione per congratularci con i nostri naturalisti e amici della fotografia attraverso l’Atlantico per avere una rivista così pratica e molto interessante per aiutarli nelle loro incantevoli ricerche. Una simile pubblicazione sarebbe stata una vera manna per noi quando avremmo iniziato la nostra fotografia di storia naturale.




 …Dato che abbiamo avuto una buona esperienza nell’eludere l’astuzia e la timidezza della maggior parte delle creature presumibilmente selvagge, secondo il gergo del mancato ‘protezionista’, per noi solo Nobili Pensieri ancorati alla comune reciproca Natura d’un Tempo perso ed ora ‘catturato’, le quali  vivono nelle isole e continenti di tutto il mondo, propongo taluni suggerimenti per al meglio adottarli per ugual immortal fine, e nello stesso tempo, come abbiamo prodotto alcune delle nostre foto più rare…




 Prima di tutto, dovrei spiegare che non usiamo mai altro che una fotocamera da mezzo piatto con struttura robusta, sconsigliamo il piatto intero, lo Spirito ne risalterebbe appesantiti, ed inoltre di non far uso di sedute ‘Spiritiche’ con tavoli a sei e più gambe prima dopo e durante tal ‘caccia’, la mira ne risulterebbe irrimediabilmente errata.




 Quindi proseguiamo il cammino lungo il Sentiero, dicevamo, dotarsi di obiettivo stigmatico Dallmeyer, il quale ci sembra un ‘buon obiettivo’, rispetto ai soliti altri, soprattutto quando arriviamo al bel mese di Novembre, quando i ‘soliti altri’… ‘ignoti obiettivi’ ben mirati colpiscono soprattutto Pensieri più elevati…

 

Quindi dotarsi, altresì, di una ‘miniatura’ regolabile nella parte superiore, in attesa che venga utilizzata come una sorta di mirino quando avvistate il vostro prescelto obiettivo, il quale si avvicina, fate attenzione di non farvi accorgere che lo avete visto, sappiate che la divergenza di obiettivi sul piano focale posta all’infinto crea tutti i noti fotogrammi avversi alla luce, cioè esposizione contro-luce, ove edificate nonché celebrate le maggior ragioni della Storia, non meno della Natura intera. Infatti, se osservate bene, dall’alto appare questo alone inconfondibile qual marchio indistinguibile del loro obiettivo avverso ad ogni lume della Ragione…

 

Esposizione contro-luce…




Pur adoperando gli espedienti dei Fotoni di luce, tendono a coglierla ed imprigionarla in opposto moto e sentimento da come questa Creata, quindi, pur anch’essi dispensatori di Luce difettare della Ragione della Natura intera, con la quale si è soliti illuminare il misero Sentiero.

 

Come già detto codeste sofferte esposizioni ‘contro-luce’, pur nate dalla stessa, date al doppio della frequenza e frazionata nel suo uso, dacché chi le dispensa in genere ha un doppio ricavato dato dal normale uso della suddetta.




 L’effetto contro-luce sconsigliato a tutti gli amanti della Natura, lascia nell’ombra i dispensatori quali puri negazionisti risaltandone profili fittizi ed oscuri, rispetto gli effetti salutari della...


Luce della Verità.

 

La Luce della Ragione.

 

La Luce della Saggezza.

 

La Luce della Giustizia.

 

La Luce dell’uguaglianza e così via….

 

Raccomandiamo quindi di evitare esposizioni contro-luce…    

 

Procediamo ora con i dovuti ragguagli tecnici…




 Quando fissato in posizione, e la sua messa a fuoco è stata impostata esattamente come il suo compagno di lavoro al di sotto di esso, entrambi sono estratti nello stesso rapporto dalla vite che domina l’apparato più grande che, quando caricato con uno scivolo scuro e fermato in base alle esigenze di luce e velocità di esposizione, non necessita di ulteriore attenzione.

 

Fate molta attenzione all’altrui messa a Fuoco.

 

In genere accompagnata da riti propiziatori, in cui l’immagine rovesciata data da un diverso obiettivo, tende a distorcere rendendola confusa opaca, quasi eretica, nei miseri resti ritratti  dal Fuoco della Ragione.

 

Inoltre codesti concorrenti adoperano apparecchi sofisticati i quali però, nascondono un ‘obiettivo’ comune, molto facile nell’utilizzo ad uso della cosiddetta (Ragione) messa a Fuoco.

 

Dotarsi altresì di un buon riparo personale oltre l’indumento adeguato onde meglio sopportare cotal ‘messa a Fuoco’, si consigliano Grotte, Bivacchi, Alti Arbusti, ove dimorano Geni. Cercate di non mettere al Fuoco della Ragione cotal fotografico avverso concorrente, soprattutto quando l’esposizione appare, come detto, Contro-Luce.




 Quando la combinazione è in uso, il fotografo mette a fuoco con la mano destra e, tenendo la sfera d’aria o il serbatoio del suo tubo pneumatico nella sua sinistra, il vetro smerigliato della telecamera in miniatura. Ciò consente all’operatore di concentrarsi fino all’ultimo istante e di selezionare l’atteggiamento migliore del suo ‘sitter’.

 

Infatti è la mano da tenere per la dovuta tutela avversa all’improprio Progresso adottato e da cui obiettivo dotato, quindi e successivamente, posto al Fuoco del retto progresso mirato.

 

Datosi che con la sinistra cerchiamo di apostrofare, senza dislessia alcuna, miglior accorgimenti e ragguagli tecnici circa la Messa Fuoco da adoperare nell’esercizio di tale siffatta disciplina o dottrina… ad uso della Ragione unita...

 

Onde evitare, datosi i Fotoni viaggiare ad onde propagate, il noto effetto ‘contro-luce’, annebbiato nonché opaco nei fini di celebrati ma non certo migliori industriosi Fotoni Riuniti &d Associati.




 Abbiamo un otturatore silenzioso incorporato dietro l’obiettivo e per lavori molto rapidi, come studi di ‘inni  volanti’, utilizziamo un otturatore sul piano focale Thornton & Pickard che lavora fino alla millesima parte di secondo.

 

Evitare accuratamente diversi dispositivi non silenziosi, giacché il rumore ottenuto potrebbe offendere l’esercizio dell'altrui Ragione e volgerla all’innaturale Risveglio, detto infatti, insonnia della Ragione, propensa a raccogliere ed immortale siffatti Inni per il più consono Sonno della stessa…

 

Se adoperati in improprio ed articolato Fotosintetico esercizio e fine, si rischia l’immagine volgere e procedere all’oscuro dell’obiettivo contro-luce, non finalizzando, cioè, cause e motivi tecnici dello stesso, in precoce morte del Fotone medesimo non meno del povero disgraziato fotografo…




 Un buon apparato, che funzionerà in quasi tutte le condizioni con precisione e certezza, deve essere posseduto per la realizzazione di un’opera di storia naturale di successo. Usiamo i piatti più veloci realizzati nel vecchio paese per la maggior parte del nostro lavoro, anche se, naturalmente, per gli oggetti fissi pieni di colore, non possiamo battere i piatti cromatici Ilford.

 

…Si sconsigliano vivamente ‘piatti’ carnivori, datosi che il soggetto fotografato tende a procedere in ugual intestino, infatti le intestinali esposizioni e predisposizioni della Storia, data appunto, nell’esercizio più o meno corretto nella Luce in cui riflessa…

 

…Le note ‘rivolte intestinali’ rimembrate nonché immortalate date da tutti i predatori ivi riprodotti nelle varie pose ad uso ed esercizio dell’istinto, oltre e non per ultimo, motivo della Storia più volte detta…




 Scoprimmo presto che era assolutamente impossibile immaginare molti predatori timidi da vicino senza un naturale accorgimento in cui la telecamera e il suo operatore potevano essere effettivamente nascosti.

 

Passiamo poi a una riflessione su come fotografare gli oceani, le uova e i giovani di tali rapaci come aquile, falchi e corvi, che si riproducono, nelle scogliere più inaccessibili.

 

La prima attività è quella di assicurare un paio di corde da arrampicata. Avevamo fabbricato appositamente per noi, dalla migliore canapa di manila, un produttore di funi londinese di buona reputazione. Sono ciascuno lunghi duecento piedi. La corda di guida ha una circonferenza di un pollice e mezzo e la corda discendente, che ha tre anelli ad un’estremità per il fotografo, è di due pollici di circonferenza. Si vedrà quindi che entrambe le corde sono piuttosto robuste, alcune persone potrebbero dire inutilmente robuste, ma è meglio stare dalla parte della sicurezza, poiché una rottura e una caduta di tre o quattrocento piedi su falesie frastagliate o nel mare destinerà il fotografo in pensione perpetua.




 Con tale corda è bene allontanarsi e/o calarsi da suddette scogliere, in quanto detti predatori intenti nella continua molteplice solidale reciproca edificazione dei loro nidi d’amore.

 

Per evitare ogni pericolo, quindi, calarsi dalla scogliera, ed ivi ammirarne il passaggio che èra, cioè di una diversa èra e mai più sarà…

 

…Quando si poteva ammirare lo scoglio intero sottratto al più rinomato spaghetto di mare, detto anche spaghetto allo scoglio, o la più rinomata Rondine di Primavera, la più bella villa con nido e vista sulla scogliera intera.

 

Quindi dopo aver calato la corda a mo’ di scialuppa, procedere verso l’asilo nido, ove riconsegnati dalle forze dell’ordine precostituito per aver vilipeso nonché offeso ed oltraggiato il riposo della Natura così nidificata a più elevato scoglio contro luce esposta…




È curioso, ma tuttavia vero, che i fiction abbiano fissato un’idea nella mente del pubblico in merito al pericolo che si presenta a un uomo sospeso su un precipizio all’estremità di una corda; vale a dire, che tutto il suo pericolo deriva dalla probabilità che uno o due dei fili della sua corda si sfreghino in due su una roccia aguzza.

 

Le fiction vengono covate a puntate, pregasi quindi di non puntare l’obiettivo verso lo scoglio, in quanto stiamo alla sesta o settimana… non ricordo o perso la trama…

 

Per la corretta e dovuta nidificazione si prega di attendere la fine della finction…

 

Che come tale non avrà mai un fine…

 

Dopo di che si può comodamente gustarla alla Parabola…




Ho sentito molte storie terribili sulle corde di sfregamento spezzate, vite interrotte sul finale, corde tese e da acrobati attraversate, ma in realtà ci sono pericoli mille volte più grandi se meno pittoreschi; come, ad esempio, una piccola pietra prosaica, non più grande di un’arancia, che viene resuscitata più morta che viva fuori dal suo letto da una delle corde quando il fotografo viene trascinato - assieme ad essa - su una scogliera e, dopo essere caduto a una decina di metri, scendendo paffuto sulla testa del sospetto cineoperatore della fiction.

 

…Con il dovuto gran  finale gettonato e mozzato di vite infrante allo scoglio…

 

Folle commosse ed in lacrime!

 

Mio fratello ha avuto una o due cadute di questo tipo, sebbene mai l’ombra di una dovuta ad una corda spezzata.

 

Abbiamo già accennato al pericolo!




 Dopo esserci messi in viaggio per fotografare gli occhi degli uccelli nidificanti, ci equipaggiamo con (1) le nostre corde; (2) un piede di porco robusto; (3) un bravo, forte, assistente di livello (gli assistenti nervosi o negligenti dovrebbero essere evitati studiosamente, poiché un tipo di uomo è pericoloso come l’altro), su cui si può fare affidamento; (4) un revolver; (5) una fotocamera; (6) un fotografo che, oltre ad essere un buon atleta e ginnasta, non possiede affatto i nervi e, di conseguenza, può stare sul labbro stesso di una scogliera a mille piedi a picco, come farebbe su il bordo della grondaia di un marciapiede, e guarda dritto sotto di lui.




Consiglierei a tutti coloro che non possiedono le qualità di cui sopra, di lasciare la fotografia ed imbracciare un robusto fucile e così facendo,  camminare all’indietro in un abisso sbadigliante, anche all’estremità di una buona corda robusta ci deve essere un uomo più che in grado di comprendere Madre Natura; la frammentata fucilata la dedichiamo all’idiota quasi invalido….

 

Sento di aver appena toccato il limite del mio argomento in questo breve articolo, ma non ho dubbi sul fatto che all’uomo dotato di una fotocamera decente e un genuino amore per la natura, i suggerimenti che ho dato saranno sufficienti per impostarlo su lavoro nella fotografia di storia naturale e, da vecchio contadino, conosco abbastanza l’ingegnosità americana nella fabbricazione di strumenti per convincermi che nel mondo occidentale non ci sono nobili progenitori che non possano essere fotografati, vivere, amare e ammirarli nelle loro case libere e all’aperto. Ad ogni modo, ogni lettore di Bird-Lore ha i migliori auguri dei fratelli Kearton.

 

(‘Vita selvaggia a casa’ di Kearton, protetto da copyright di Cassell & Co., Ltd.)







domenica 25 ottobre 2020

L'HOMO SALVATICO (4)

 










Precedenti capitoli:


Parlano i monti (1/3)  (& Capitolo completo, dell'homo salvatico sui Monti...)


Prosegue nella...:


Zona A (ovvero ad alta protezione ambientale) (5)








Nessuno va ad arrampicare nel Cadore senza ‘il Berti’…

 

…Così un breve lungo Viaggio vien rimembrato, rendendo immortale l’Anima quanto lo Spirito di quest’uomo forse dimenticato. Amante della Natura come solo i nostri nonni sapevano conciliare. Sicché per celebrarla, la sua quanto la stessa dal Berti (più che amata qual Beatrice sposa diletta dell’Intelletto) conquistata, mi vedo costretto e proteso, non ai soliti diagrammi e temperate notizie provenire innanzitutto da chi dispensandole - non volendo - rimuove con rigetto dal corpo repudiate; corpo associato con chi, in qual tempo, contemplandone nella compiuta Verità incisa nel dovere così come nel Diritto circa il Bene e la Salute del rispetto d’ognuno (ovviamente negato, proclamando l’opposto), rinnega a beneficio di ogni economico vantaggio ottenuto richiesto qual benefico unguento spacciato come e più del rinomato ‘ciarlatano’…

 

Dacché benvenute più per i profeti ad uso dell’anticristo al consumo & servizio associato dell’avaro petrolio, i quali accompagnati da ogni motivata coscienza negata per ogni accordo siglato… possono astutamente rimuoverle dall’industrioso profitto dell’anarchico mercato…, al quale è grato, tanto l’homo civilizzato quanto il futuro dell’iper-formicaio così coltivato privo di Anima (mundi) non men del braccato Spirito. Proclamando il beneficio ottenuto per ogni disgraziato e/o imbecille che fornirà il proprio ‘votato’ contributo alla caccia del suddetto!  




 Quindi da ‘Omo Salvatico’ braccato… propongo di rinnovarlo…, l’accordo cioè, fra Ragione Dio Spirito Diritto e Coscienza, non meno il diritto alla salute negata d’ognuno…

 

…Rinnovando l’orrore, soprattutto quando proviene da un Primo Cittadino - o Papero -  privo di qual si voglia cultura e sapere, circa i Virus che simmetrici avanzano, motivandone il dovuto rigetto circa l’Ambiente detto, quando e soprattutto l’appetito e la paura per ogni economica certezza in bilico sulla Cima della cresta combattono con il nuovo drago e/o morbo che avanza dalla grotta dell’abisso; ciò dispensato vesto i panni di San Giorgio ed affliggo il cerbero Drago con due teste che morde e uccide l’avvenire d’ognuno.

 

Sposandosi con ogni Virus di questa martoriata crosta di Terra…

 

Fra i due mali indistintamente ignorati da chi nel male crea e fonda il proprio potere, corre reciproco accordo e dipendenza, e se tutto ciò non motiva Verità, ma rigetto, innalzo e rinnovo l’elmo antico ma pur sempre infinito della Natura non del tutto affondata, e chi la seppe e sa’ ancora celebrarla e pregarla al meglio. Una Foglia ingiallita, e così in rispetto al mio credo la rendo Infinita e simmetrica al ciclo dell’intera Natura… ed attendo felice Primavera.




Codesta l’Eretica Preghiera braccata.

 

Per il resto, mio caro boscaiolo taglialegna e cacciatore oppure raccoglitore, dall’altrui ‘potere’, non affaticarti a seguire l’immateriale mio ed altrui ingegno, dacché il tuo vien albergato e dispensato da ben altro intento con cui accompagnato… Noi Eretici siamo soli deboli e calunniati… e solo accompagnati dalla forza di un più elevato Dio… dimenticato…

 

…Ora e per concludere il Sentiero si fa’ montagna quasi difficile nei suoi passaggi nelle impervie vie, nelle Rime e Poesie, abdicando alla Natura il compito dell’impervia Cima… non meno della scrittura con cui risponde alla tua critica…




  

AI LETTORI NEMICI 

 

Non meno necessari, voialtri. L’Omo Salvatico, che odia il mondo per santa obbedienza al suo Signore Gesù Cristo, deve essere odiato dal Mondo e dai suoi dragomanni e curiali, che siete voialtri, e vi chiamate, come i vostri consobrini sotterranei, Legione.

 

Ogni uomo esiste in virtù dei suoi nemici.

 

Chi non ha nemici ha forma d’uomo ma è, nelle cateratte delle generazioni, una gocciola insapora, senza nome e senza luce. I nemici son necessari al forte per dimostrare la sua potenza; allo stoico per mettere a prova la sua inalterabilità; al superbo per sentire i suoi limiti, e finalmente ai cristiani che dai nemici imparano l’umiltà e il più difficile amore.




 Amati nemici, vi offriamo in queste pagine molte nuove ragioni di odiare (o, se volete, di spregiare o sbeffare) due bestie refrattarie all’addomesticamento della luciferissima civiltà contemporanea.

 

Sono agnelli che gemono nel martirio o lupi che cercano di poggiare il muso sulla manica di un santo?

 

La sentenza l’aspettiamo dalle vostre labbra sottili, dalle vostre penne appuntite. Non dite, però, che vogliamo tornare al Medio Evo. Il Medio Evo è appena finito, se pure è finito. È storia di ieri l’altro. Noi vorremmo tornare assai piri addietro nei secoli; al di là del Golgotha, al di là del Giordano, al di là di Ur in Caldea. Abbiamo la nostalgia inguaribile del Primo Evo: e la nostra vera epoca è quella che fu la vigilia del Diluvio Universale.





BIVIO E/O SEGNALETICA

 

 ZONA ‘A’ ovvero ‘a maggior tutela’ per ogni specie di Flora e Fauna, quindi con la speranza, se transitate l’odierno Parco ammirato, di esser ammazzato con l’intera selvaggina con cui accompagnato.




 Il Trofeo sarà esposto sulla pubblica piazza, oppure al Castello; le giostre con dame e cavalieri non meno di urla grida e imprecazioni sono ammesse e concesse qual ordine vigilato dell’ordine pubblico, successivamente multato nella vigile attesa della pubblica piazza, alla berlina ben segnalata dalla Comune Storia…

 

…Che pensavamo ben d’evitare…

 

Non solo insulti calunnie e ruota della morte qual pubblica penitenza in cagione di future lotte fra materia e Spirito ivi transitato o deambulato, e mai siano dette intestine, giacché il povero ‘umiliato’ nonché povero ‘pedone’ in medesimo Sentiero tracciato tanto dalla Storia quanto dal morbo che l’avvelena e rinnova, digiuno e per giunta anco un poco impaurito quasi stracco, ma di Spirito come dicevo, elevato nonché rinnovato… quasi rinato; ed i protettori allo contrario, forti dell’altrui coraggio così mirato, quindi perBacco potranno celebrarne il sacrificio sperato e farne bottino così come si è soliti circa la Natura intera...




 …In siffatta Giostra vinceremo di sicuro, quanto al cavaliere con l’elmo a forma di papero, avremmo l’intuizione di riporlo al giusto pollaio donde nato e allevato…

 

Si raccomanda per cotal cerimonia e/o Giostra detta di indossare la mimetica divisa, nonché l’immancabile giubbotto cespugliato, il pantalone militarizzato, l’elmo, e il cane accompagnato e ben connesso. La mira di siffatta disciplina richiede coraggio ad oltranza soprattutto quando la misera selvaggina pensa e vola in più elevato solitario sentimento. Si prega di attendere il segnale precostituito e se pur uno accordarsi con i rimanenti tre della invisibile comitiva…

 

Se ammiri hora l’homo selvatico non dartene rammarico, sai le specie sono tante…

 

A: ovvero ad alta tutela… 

 


 

Abba pater

 

 ‘Omnia tibi possibilia sunt: transfer calicem hunc ad me; sed non quod ego volo, sed quod tu’.

 

Così Cristo (Signore, Maestro, fratello, Salvatore e vittima dell'uomo), nell’ora più triste della sua Passione, ci ha insegnato a pregarti, non già di fare la volontà nostra, che può esser torta, ma la tua ch’è diritta e paterna, perché muove dall’Amore Infinito che tutto penetra ed ama. Noi siamo fratelli di nostro padre, di nostra madre, dei nostri fratelli, dei nostri amici, dei nostri nemici; ma di Te solo siamo figli, o ineffabile Padre non nato di madre, o padre e madre, inaccessibile, unitrino, increato, onnipulsante cuore da sopra i Cieli. Questa nostra carne corruttibile, che non appartiene a noi ma alla morte, racchiude qualche cosa che è tua, che v’accendesti dentro, che non morrà. Benedici dunque. Padre, la nostra anima, la nostra parola, la nostra penna; benedici i lettori di quest'opera: coloro che si rallegreranno, coloro che si rattristeranno, coloro che s'offenderanno, coloro che ci fraintenderanno e odieranno; e se, deboli e fragili come siamo, avremo offeso qualcuna delle tue sante leggi, perdonaci, Padre e Signore, tu che sei potenza e bontà.




 Abbiente

 

Cè l’abbiente e il non abbiente. Ma il vero, autentico, assoluto non abbiente, e il più pericoloso di tutti, è il Poeta, il Santo, l’Artista, l’Omo Salvatico; esso non possiede che i suoi sogni, le sue estasi, le sue immagini, la sua insocialità; cioè non possiede nulla di ciò che veramente è, di ciò che vien custodito nelle banche, di ciò insomma senza di cui non si può essere, secondo gli abbienti, buoni cittadini. Eppure questo non abbiente (cosa incredibile per gli abbienti) è il più gran proprietario del mondo perché, non avendo che la propria immaginazione, si fabbrica con essa una miriade di paradisi e in essi vive beato, almeno in tutti quei momenti che può sfuggire, toccato dall'arte o dalla grazia, al paradiso dei porci. 

 

Abilità 

 

È la prima delle quattro virtù cardinali registrate nel catechismo dell’Anticristo. Le altre sono: Ingiustizia, vigliaccheria, crapula. Abili: il giocatore politico di bussolotti; il commerciante di merda caramellata; il fallito a borsa piena; l’alteratore di conti che controllati non fanno una grinza; il bottegaio che mette un pezzetto di piombo sotto il piatto della bilancia per defraudare il cliente d’una fetta di mortadella; il prete creduto casto che frequenta, vestito in borghese, nell’ore bruciate, i postriboli; il ladro in guanti gialli che, a forza d’oneste frodi, è arrivato a conseguire contemporaneamente la commenda, il milione e il titolo di senatore per censo, ecc. Da ciò deriva che l’abilità consiste nel parere e l’inabilità nell’essere. Essere onesti, intelligenti, buoni, è il colmo dell’imbecillità. La vera saggezza sta tutta nell’esser mediocri e furfanti e nell’apparire precisamente il contrario. Dio non esiste, pensa l’abile cittadino del tempo nostro; però l’Opinione Pubblica, pur troppo, esiste; tuttavia, se saprò manovrare accortamente, potrò fare il diavolo di notte e di giorno il santo. E si prova, e splendidamente riesce.

 



Abisso 

 

Dice il Signore: l’Abisso invoca l’abisso. Difatti l’infinita furfanteria dei politicanti invoca l’infinita imbecillità dei governati; la profonda ignoranza dei maestri postula la profondissima ottusità dei discepoli; e l’abisso dei nostri peccati chiama l’abisso della misericordia divina. Il dottor Enteroclismi gridava un giorno così: ‘Badate bene: tra la scienza e la fede c’è un’abisso, tra l’esperienza e la rivelazione c’è un abisso, tra il pensiero moderno e i dogmi della chiesa c’è un abisso, tra le tenebre del medioevo e lo splendore del secolo ventesimo c’è un abisso.... Ma in quel momento, non accorgendosi che la botola d’una fogna era stata aperta proprio allora sul marciapiede, vi cascò dentro tutto quanto e si udì la sua voce cavernosa che gridava dal fondo melmoso della chiavica: Abisso... Abisso...


(Prosegue....)