giuliano

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IL TOMO

giovedì 2 luglio 2015

L'ARTE DELLA MENZOGNA (politica) (1)



















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L'arte della menzogna (politica...) (2)













Mi sono lasciato persuadere dall’insistenza di alcuni amici a interrompere il lavoro iniziato in uno scritto precedente per dedicarmi alla stesura di un saggio sull’arte della menzogna politica.
Ci è stato insegnato che ‘il Diavolo è il padre delle menzogne, bugiardo sin dal principio’; non v’è dubbio, quindi, che l’invenzione è antica e, quel che è peggio, il suo primo impiego fu puramente politico, volto a minare l’autorità della verità (sovrana e non) e a indurre una terza parte dei sudditi alla disobbedienza.
Per questa ragione il Diavolo venne cacciato dal Paradiso dove rivestiva la carica di vicerè di una grande provincia occidentale e fu ridotto a esercitare il proprio talento in regioni inferiori, fra spiriti caduti o poveri illusi che tenta costantemente di indurre al suo stesso peccato. E così sarà fintanto che resterà incatenato in questo abisso senza fondo.




Sebbene sia il padre della menzogna, al pari di altri grandi inventori, la sua reputazione è stata con il tempo adombrata dalle continue migliorie apportate da altri alla sua arte. Nonostante le rigorose ricerche, non ho rinvenuto nell’antichità il nome di colui che per primo elevò la menzogna al rango di arte e l’adatto alla politica; pertanto la considerò secondo il sistema moderno è così come è stata coltivata in quest’ultimo ventennio nelle regioni meridionali della nostra isola.
Raccontano i poeti che quando i giganti furono spodestati dagli Dèi, la Terra per vendicarsi produsse la sua ultimogenita, ‘Fama’. E la favola viene così interpretata: quando, all’interno di una nazione si placano i tumulti e le sedizioni, maldicenza e menzogna si diffondono in abbondanza.




Sulla base di quanto detto, la menzogna all’interno di uno stato costituisce l’ultimo appiglio di uno schieramento terreno sconfitto e ribelle. In questo i moderni hanno introdotto grandi innovazioni, servendosi di quest’arte per acquisire e mantenere potere e per attuare una vendetta in caso di perdita, agendo come fanno le bestie per procacciarsi il cibo quando sono affamate o quando azzannano chi li attacca.
Ma non si può sempre applicare questa genealogia alla ‘menzogna politica’; desidero pertanto raffinare il concetto attraverso alcune notizie sulla sua nascita e i suoi avi. Una menzogna politica è spesso il frutto della mente di uno statista licenziato e viene trasmessa per essere alimentata e vezzeggiata dalla gente.




Alle volte viene al mondo in forma di mostro e poi ‘messa a punto’, altre volte nasce completamente formata e viene deturpata nella messa a punto. Accade che venga alla luce secondo le regole e che necessiti tempo per maturare, come un neonato; accade anche che venga al mondo già nel suo pieno splendore e si sciupi con il tempo.
A volte vanta nobili natali e a volte è figlia di un agente di borsa. Da una parte strilla forte quando il grembo si apre, dall’altra viene al mondo con un sussurro appena accennato. La menzogna che in questi giorni assorda metà regno con il suo fragore, ancora troppo tronfia e grande per rivelarci il marchio dell’autore, io la ricordo quando era ancora un sussurro il vagito di un infante.
Concludendo, quando viene al mondo come un innocente neonato, senza pungiglione, questo mostro nasce morto e quando perde il pungiglione, muore. Non c’è quindi da stupirsi che un infante dalla nascita così prodigiosa venga destinato a grandi avventure elevandosi, per l’appunto, al ruolo di custode spirituale di uno schieramento con un potere ‘generazionale’.




La menzogna riesce a conquistare regni senza fare la guerra e talvolta proprio perdendone una; può dare e togliere lavoro, può ridurre una montagna a un mucchietto di terra e fare di un mucchietto di terra una montagna. Ha presieduto per molti anni ai comitati delle elezioni: riesce a fare di un moro un bianco, di un ateo un santo e di un dissoluto un patriota; può fornire informazioni segrete ai ministri stranieri e accrescere o rovinare la reputazione di una nazione.
La menzogna è una dea che si libra nell’aria con un enorme specchio per poter abbagliare le folle e mostrare, a seconda dell’inclinazione, la loro rovina nel loro interesse e il loro interesse nella loro rovina. In questo specchio si riflettono e rifletteranno i vostri più cari amici ornati di abiti cosparsi di flower-de-luces e con una tiara in capo: alle loro vesti vedrete appese catene, collane e zoccoli di legno.




I vostri peggiori nemici li vedrete con la cornucopia in mano, adornati con le insegne della libertà, della proprietà, dell’indulgenza e della moderazione. Le sue ampie ali, come quelle di un pesce volante, funzionano soltanto se tenute umide; per questo le immerge nella melma e, levandosi di nuovo in volo con rapidi colpi, getta fango negli occhi della moltitudine, per poi calarsi nuovamente nella melma e rifocillarsi.

(Prosegue....)
















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