CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

sabato 13 dicembre 2014

IL TEMPO & LA MEMORIA (11)




















Precedente capitolo:

Il Tempo & la Memoria (10)

Prosegue in:

Il Tempo e la Memoria (12)














…. O direte voi che c’è sotto la magia o qualche altro inganno?
Ma, via, che cosa si può obiettare contro ciò che è dimostrato fino all’evidenza? Se costoro sono veramente iddii, perché mentono, dicendo che sono Dèmoni?
Per far piacere a noi?
Ma, dicendo questo, voi confessate che ciò che tra voi si chiama ‘dio’ è soggetto ai cristiani, e voi ben capite allora che ciò che soggiace agli uomini, cessa, per questo solo fatto, di esser divino… Non è, dunque, un’assenza divina quella a cui state attaccati, perocché se fosse tale non potrebbe essere simulata dai Dèmoni, allorché ci tengono fronte, né rinnegata da iddii… Riconoscete, dunque, che si ha da fare con una sola ed unica razza, cioè, dei Dèmoni; i vostri dèi non hanno nulla che li distingua da questi Spiriti perversi. Orsù, cercatevi altri dèi! Coloro che credevate tali, li avete riconosciuti per Dèmoni!”.

Tertulliano dice in seguito che i Dèmoni, interrogati dai Cristiani, non solo danno a conoscere sé stessi come Dèmoni, ma confessano anche il Dio dei Cristiani come vero Dio.

“Essi temono Cristo in Dio, e Dio nel Cristo, e, per questo si assoggettano ai servi di Dio e del Cristo. Il nostro contatto, il nostro soffio, suscitando in essi l’immagine e il presentimento del fuoco (che li attende), li riempe di confusione, e, ad un nostro comando, abbandonano i corpi (dei malati) con dispetto e dolore, e – se voi siete presenti – pieni di vergogna. Credete a loro quando dicono di sé stessi la verità, voi che loro credete quando mentiscono. Nessuno mentisce per sua propria confusione, ma soltanto per sua glorificazione… Siffatte testimonianze dei vostri ‘dèi’ hanno per ordinaria conseguenza delle conversioni al Cristianesimo”.

(A. V. Harnack, Missione e propagazione del Cristianesimo)




… A proposito degli Eretici che quest’uomo nefando amava, dirò di un contadino, un certo Clemente che insieme al fratello Everardo abitava in una fattoria presso Bucy-le-Long, vicino a Soissons. Costui, si diceva, era uno dei capi dell’Eresia e quello svergognato conte pretendeva che nessuno fosse più sapiente di lui.
… Quella Eresia non è di quelle che apertamente difendono i propri dogmi, ma serpeggia clandestinamente con conversazioni mormorate a mezza bocca. Si dice che le sue dottrine in sintesi siano queste:
Sostengono che è pura favola l’incarnazione di Cristo (il Cristo in Dio e Dio nel Cristo…).
Ritengono nulli i battesimi dei bambini ancora incapaci di capire, presentati da padrini qualsiasi.
Chiamano il Verbo di Dio quel che risulta da non so quale lungo giro di discorsi.
Hanno un tale orrore del mistero del nostro altare che le bocche di tutti i sacerdoti le chiamano bocche dell’inferno; se talvolta, per nascondere la loro Eresia, ricevono insieme ad altri i nostri sacramenti, ritengono l’ostia come qualcosa che lo obbliga alla dieta e per quel giorno non mangiano più.
Non considerano i cimiteri come luoghi sacri ma alla pari di tutti gli altri luoghi.
Condannano il matrimonio e le unioni in vista di fare figli.
Essi sono sparsi qua e là per tutto il mondo latino e così capita spesso di vedere uomini e donne abitare insieme senza essere mariti e mogli, e spesso cambiare uomo; ma amano anche il dormire con uomini e donne  ciò perché presso di loro è empio che gli uomini si uniscano alle donne.
Tutti i figli nati li fanno morire di fame; tengono le loro conventicole, uomini e donne insieme, negl’ipogei o in luoghi nascosti. Qui, accese le candele, le offrono ad una donna, di cui si racconta che, alla vista di tutti, stia completamente nuda e stesa a terra. Poi le spengono tutte, dichiarando a gran voce il caos generale e ognuno si unisce alla donna che viene per prima alla mano. Se essa rimane incinta, a parto avvenuto, ritornano nello stesso luogo, accendono allora un gran fuoco e il bambino viene lanciato di mano in mano attraverso le fiamme da coloro che siedono intorno, finché non muore. Dopo che è bruciato raccolgono le ceneri con le quali fanno una specie di pane: la persona a cui ne viene offerta una particella come eucaristia, quando l’avrà presa non potrà mai allontanarsi da quell’Eresia.
Se rileggiamo le Eresie registrate da Agostino, troviamo che questa non assomiglia a ness’altra se non a quella Manichea. Essa, un tempo assunta dai più dotti, da ultimo finì in mezzo ai contadini, i quali, vantandosi di seguire una vita apostolica, accettano di leggere soltanto gli ‘Atti degli Apostoli’. Due di questi Eretici furono sottoposti a interrogatorio da Lisiardo, vescovo di Soissons, uomo di grande fama; il quale li rimproverò di riunirsi in luoghi diversi dalla chiesa e di essere chiamati Eretici da chi li conosceva da vicino.
Clemente rispose: ‘Signore, hai letto nel Vangelo il passo che dice: Beati eretis?’ Essendo incolto credeva che ‘eretis’ significasse eretici; era anche convinto che Eretici volesse dire eredi di Dio. Quando poi il discorso venne sui principi della fede, dettero risposte perfettamente cristiane, però non negarono le loro riunioni. Ma poiché sogliono sempre negare e poi, di nascosto, sedurre i cuori dei più sprovveduti, furono sottoposti al giudizio dell’acqua esorcizzata. Mentre si stavano facendo i preparativi, il vescovo mi pregò di sapere da loro, con discrezione, quale fosse il loro vero pensiero ed io gli proposi l’argomento del battesimo dei bambini. Essi risposero: ‘Chi crederà e riceverà il battesimo sarà salvo’. Avvertii che dietro le parole giuste si nascondeva in loro una grande malizia e allora chiesi cosa pensassero di loro che ricevono il battesimo sotto la garanzia di un’altra persona, e quelli risposero: ‘In nome di Dio, non vorrete sondare in profondità il nostro pensiero. Ma qualunque argomento esporrete noi crediamo a tutto quello che dite’. Mi venne allora in mente il verso riferito da S. Agostino, preso come la massima dai priscilliani: ‘Giura, spergiura, ma mantieni il segreto’. Perciò dissi al vescovo: ‘Poiché sono assenti i testimoni che udirono esprimere i loro principi di fede, sottoponeteli al giudizio per cui sono già stati iniziati i preparatevi’. Si trattava di una signora che Clemente aveva, per un anno, fatto diventare quasi folle, e di un diacono che aveva udito dalla bocca di costui delle affermazioni maligne.
Il vescovo celebrò la messa e somministrò con le sue mani la comunione ai due fratelli pronunciando le parole: ‘Il corpo e il sangue del Signore venga a voi oggi per la prova’. Quindi il devotissimo vescovo, e l’arcidiacono Pietro, uomo di fede adamantina, il quale aveva respinto tutte le promesse fatte dagli accusati per non essere sottoposti al giudizio, si recarono sul luogo. Il vescovo con molte lacrime cantò litanie, infine fece l’… esorcismo
Dopo che questi ebbero giurato di non aver mai creduto o insegnato niente di contrario alla nostra religione, Clemente, appena messo nel bacino, galleggiò come un ramoscello. A tale vista tutti furono presi da un grandissimo giubilo: infatti l’aspettativa aveva infiammato una così enorme folla di uomini e di donne quanto nessuno dei presenti ridava di avere mai visto. L’altro confessò il suo errore ma poiché rifiutò di fare penitenza, fu cacciato in prigione insieme al fratello. Altri due, chiaramente Eretici, e che erano venuti allo spettacolo dalla località di Dormans, furono anch’essi imprigionati. Intanto noi ci dirigemmo al concilio di Beauvais (anno 1114) per chiedere ai vescovi che cosa dovevano fare, ma nel medesimo tempo il popolo dei fedeli, temendo l’indulgenza del clero, assalì la prigione, prese i prigionieri e, preparato per loro un rogo fuori città, li bruciò. Affinché non si diffondesse oltre il cancro, fu il popolo di Dio a esercitare un giusto zelo contro costoro…..

(Guiberto di Nogent, De vita sua, XI secolo… circa..)




Come Tertulliano così anche Minucio Felice ha trattato questo tema nel suo ‘Ottavio’, in parte con le stesse parole di Tertulliano. L’apologista Teofilo scive: “I poeti greci parlavano ispirati non da spiriti schietti e veraci, ma al contrario da falsi e bugiardi. Ed infatti, allorché gli indemoniati vengono esorcizzati – ciò che accade talvolta anche ai nostri giorni – in nome del vero Dio, gli Spiriti da essi cacciati confessano di esser Dèmoni, e precisamente quelli stessi Dèmoni, che ispirarono anticamente i suddetti poeti’…. I Cristiani quindi hanno l’autorità su questi Spiriti immondi, che vagano in mezzo agli uomini per prenderne possesso. Con rampogne e minacce, i Cristiani possono costringerli a manifestarsi, e cacciarli via a forza, per mezzo di due parole e possono vincere la loro resistenza mettendoli alla tortura, sino a farli gemere e strillare per il crescente dolore, non risparmiando ad essi né flagelli né fuoco. Così accade veramente, sebbene non si veda; sono invisibili i colpi, ma è manifesto il supplizio. Così ciò che siamo cominciati ad essere, cioè lo Spirito che abbiamo ricevuto, afferma ed estende il proprio dominio… Il Cristiano già regna con diritto di sovrano sopra l’intero esercito dell’infuriato nemico”.

(A. V. Harnack, Missione e propagazione del Cristianesimo)








Povero Eretico,
son io che ti osservo
nell’angolo nascosto
accanto alla brocca,
dove non sapendo,
stai bevendo l’antico tormento
confuso con lieto piacere.
Dona segreta parola
nell’infinita ora:
stai creando nuove stelle
in questo Universo
dove ti sei appena perso.
Fiumi di parole e tanti pianeti,
eterni prigionieri di una strana materia,
perché sempre avanza per questa cella
specchio di una diversa creanza…  

(Giuliano Lazzari, Frammenti in Rima)    





















Nessun commento:

Posta un commento