giuliano

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IL TOMO

lunedì 22 giugno 2015

IL TEMPO E LA MEMORIA (l'invisibile impero) (22)

































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Sapete tutti’ continuò Falco Notturno ‘che la zona su cui si estende la nostra autorità viene chiamata l’Invisibile Impero, il cui governo è affidato all'Imperatore assistito da quindici Geni. L'Impero si divide in vari Regni, retti da un Gran Dragone, il Regno in Province, guidate da un Gran Titano, e la Provincia in Kantoni affidati a un Eminente Ciclope. Inoltre ci sono il Kaliffo o vicepresidente, il Klokard o il predicatore, il Kudd o cappellano, il Kligrapp o segretario, il Klabee o tesoriere, il Kadd o comandante, il Klarogo o guardia, il Klexter o guardia esterna, il Klokann che fa parte dei nostri comitati d'investigazione e infine Falco Notturno, che sarei io, il cui compito consiste nel proteggere la santità della Kaverna, nel custodire la Croce e nell’insegnare ai nuovi membri le frasi da spargere nella sacra piazza, o piazzale, assieme ai regolamenti della Kaverna. Il Keagle è un organizzatore, mentre i Kavalieri sono i nostri soldati. Ora, prima di entrare nella Kaverna voglio assicurarmi che conosciate tutti la nostra stretta di mano. Sempre con la sinistra, mi raccomando. Tutti i segni del Klan devono essere eseguiti con la sinistra quando, naturalmente, non sono necessarie entrambe le mani. E, attenzione, non stringete, limitatevi a sfregare il palmo della vostra mano contro quello di chi intendete salutare’.
Ci demmo la mano secondo queste istruzioni e subito dopo Falco Notturno disse: ‘Dovete anche sapere come si vota. Noi del Klan non votiamo molto, in genere il presidente di una riunione agisce come meglio crede o espone senza discutere le decisioni dei suoi superiori. Ma ad ogni modo si fa così: quando si richiede una votazione chi presiede batte un colpo di martello e a questo segnale ognuno posa il gomito sinistro sul ginocchio lasciando cadere perpendicolarmente il resto del braccio. Il pollice deve essere piegato sul palmo, così, e le quattro dita allargate a simboleggiare le quattro regole basilari del Klan. Allora il presidente batte un altro colpo e tutti alzano la mano sinistra in un gesto di saluto che noi chiamiamo ‘segno di riconoscimento’ e che va fatto con le dita nella posizione di cui parlavo prima. Al terzo colpo di martello quelli che votano ‘sì’ devono riabbassare il braccio come prima, in modo da formare con la gamba un ‘K’. Chi non è d'accordo tiene invece il braccio sollevato....’.




Il Falco Notturno ammiccò, facendoci capire che non era consigliabile votare contro una proposta della gerarchia. ‘Credo non ci sia altro’ disse rimettendosi in tasca il Korano.
‘Ascolteremo ora un rapporto del nostro stimato Kudd, il Reverendo Tom Harrison, che è appena tornato da un viaggio d'affari a Washington’. (.....) Ogni Klansman dovrà scrivere ai Senatori del Congresso e ai membri dello stesso, chiedendo di boicottare e di respingere tutte le proposte di legge sui cosiddetti diritti civili che i comunisti o altri pacifisti, uomini di cultura, scrittori..., possono inventare, come quella sul pieno impiego o quella contro il linciaggio.  ‘Al cospetto di Dio non è peccato uccidere un negro perché i negri sono soltanto dei cani’, declamò piamente il Kudd dal suo altare. ‘Voglio qui ringraziare’, concluse un altro ‘il comandante dei vigili urbani, e lo sceriffo della contea, per il lavoro svolto, ed inoltre per avermi assegnato al turno di giorno permettendomi di dedicare le mie notti alle spedizioni del Klan’.
‘Passiamo ora ai reclami’, riprese il Mago. Seguì un autentico boato mentre parecchi Klansmen si alzavano per chiedere la parola. ‘Calma, ragazzi!’, disse il Mago. ‘Parla tu... e che tutti abbiano un cellulare per comunicare con il Mago Imperiale’. ‘Guarda cosa mi ha fatto uno schifosissimo cane negro!’, disse. ‘Mi ha tagliato il pollice, e ha sporcato il mio cortile, ....ecco cosa mi ha fatto!’. ‘Conosciamo già nome e indirizzo, grande fratello Titano ha consultato il camerata Acciaio di fuoco’, intervenne Falco Notturno ‘e andremo presto a sistemarlo’. 
‘Avanti il prossimo!’, riprese il Mago con un ennesimo colpo di martello. ‘Che ne è stato di quel negro che all'Hotel Henry Grady si è comportato nel modo che vi ho detto la settimana scorsa?’, domandò un Klansman. ‘Abbiamo esaminato attentamente la questione e abbiamo deciso che la cosa migliore era di chiedere a un nostro Fratello vice-sceriffo di condannarlo a due anni di lavori forzati’. ‘Ho anch'io qualcosa da dire’, intervenne un altro. ‘Mi è stato detto che una famiglia di negri, e uno sporco frocio bianco che li aiuta, è andata ad abitare in una casa per bianchi di fronte alla nostra scuola ariana, al 300 di Pulliam Street’. Subito il Mago si alzò in piedi. ‘Nash’, ordinò,




 ‘prendi con te altri tre poliziotti e andate subito in quella casa a vedere cosa succede. Poi tornate qui a riferire’. Anche quest'ordine fu eseguito subito. ‘Sono il Gran Titano Krupp’, intervenne un uomo prendendo la parola ‘e voglio affrontare un problema piuttosto grave. I miei bambini tornati a casa da scuola, mi hanno detto che uno che scrive robaccia in rima gli insegna a essere tolleranti con i negri, ed altra gentaglia del genere. Noi sappiamo che abita anche davanti alla scuola, quello schifoso, lurido... bastardo. Scrive e diffonde queste cacate... Per di più qualche giorno fa, contrariamente i precetti del nostro sacro Korano, ha parlato male del Klan, ha scritto delle cose strane (beve un sorso di birra). Secondo me scrittori di merda del genere costituiscono una seria minaccia alla supremazia del Grande Dragone della razza bianca’. ‘E’ vero’ rispose il Mago. ‘Fratello Kligrapp... e anche te, Krupp, preparate un editto per tutte le Kaverne, pronti i telefoni.... Bisogna che i Klansmen educhino i propri figli a raccontare come si comportano i loro schifosi eretici. I nomi di questi pazzi devono essere riferiti a me per gli opportuni provvedimenti. Il Klan ha molti amici nelle direzioni scolastiche....’.
‘Sono il Klansman Silvi Wallace, presidente del comitato edilizio del Klan’, disse un altro del pubblico. ‘Voglio dirvi che un figlio di puttana che non nomino, è andato giù al Sud, per pubblicare un libro, parla del nostro Korano, capite già abbiamo troppi affari lì, ci manca anche questo lurido cane bastardo, lurido figlio di una pazza....’… (S. Kennedy, Sono stato nel KKK)






  
 Ieri, Serenissimo Principe, promessi a Vostra Altezza Serenissima di raccontarli il modo di negoziare che tenemmo nell'isola di Capo Verde, dove sbarcati che fummo in terra pigliammo una casa, e cominciammo a dar voce di voler comprare schiavi: onde quelli portughesi, che li tengono alla campagna nelle loro ville, a branchi come il bestiame ordinorno che fossero condotti alla città per farceli vedere.
Vistone alcuni, e domandando de' prezzi, trovammo che non ci riusciva l'incetta di tanto guadagno, quanto con la penna stando in Spagna avevamo calculato, e ciò avveniva perché ne chiedevamo molto più del solito per causa della quantità delle nave che erano venute quivi, e tutte volevano caricare schiavi per le Indie, il che causò tanta alterazione né prezzi, che dove si voleva vendere un schiavo per cinquanta scudi, al più sessanta, fu forza comprarli per cento scudi l'uno e beato a chi ne poteva avere per spedirsi, essendo un gran cimento il dire conviene bere o affogare; al qual prezzo ne comprammo settantacinque, li dua maschi e l'altro terzo femmine, mescolatamente vecchi e giovani, grandi e piccoli tutti insieme, secondo l'uso di quel paese, in un branco come tra di noi si compra un armento di pecore, con tutte quelle avertenze e circostanze di vedere se siano sani e ben disposti e senza difetto alcuno della persona loro.
Poi ciascun padrone li fa segnare o, per dire più propriamente, marcare della sua marca che si fa fare d'argento e poi infocata al lume della candela di sego, con il quale si unge la scottatura e segno che si fa loro sopra il petto overo sopra un braccio o dietro le spalle per riconoscerli. Cosa veramente, ch'a ricordarmi di averla fatta per comandamento di chi poteva in me, mi causa una certa tristezza e confusione di coscienza, perché veritieramente, Serenissimo Signore, questo mi parve sempre un traffico inumano e indegno della professione e pietà cristiana; non è dubbio alcuno, che si viene a fare inceta d' uomini o, per dire più propriamente, di carne e sangue umano, e tanto più vergogna, essendo battezzati, che se bene sono differenti nel colore e nella fortuna del mondo, nulladimeno hanno quella medesima anima formatali dall'istesso Fattore che formò le nostre.
Io me ne scuso appresso a Sua Divina Maestà, non stante che io sappia molto bene che, sapendo quella la mia intenzione e volontà esser stata sempre repugnante a questo negozio, non occorra. Ma sappialo ogn'uno e sìane Vostra Altezza Serenissima certificata, che a me questo negozio non piacque mai: pure, come si sia, noi lo facemmo e forse ancora per questo, insieme la penitenza.
(Francesco Carletti, Ragionamenti del mio viaggio intorno al Mondo)


 …Negli scritti e nelle prediche del domenicano san Vicente Ferrer e del francescano Francrsc Eiximenis, la proposta avanzata ai detentori del potere fu quella di investire ogni energia nel compito della conversione religiosa del popolo soggetto al governo del principe cristiano. La conversione dei non battezzati, come mezzo essenziale per costruire un regime giusto e benedetto da Dio, fu l’obiettivo a cui si indirizzò il loro impegno. Nacque allora l’ideologia della missione come alternativa alla crociata e furono poste le premesse dell’espansione missionaria extraeuropea, che doveva caratterizzare l’età delle scoperte geografiche e delle navigazioni atlantiche.
Chi ha cercato le possibili fonti delle convinzioni profetiche apocalittiche di Cristoforo Colombo si è imbattuto nel filone dei commenti all’Apocalisse di ambito castigliano, un genere che aveva alle spalle la tradizione nata nel Trecento. L’impegno missionario per la conversione dei non-cristiani che rese famoso san Vicente Ferrer e il profetiamo apocalittico che condivise con Francesc Eiximenis appartenevano alla tradizione dei loro ordini religiosi: ma quella tradizione attecchì in Spagna con caratteri speciali, sia per la presenza di una forte minoranza ebraica e mussulmana, sia per il vincolo che vi si creò tra il potere politico e il mondo degli ordini religiosi….




Nella Spagna della ‘reconquista’ le casate regnanti non potevano ignorare la forza suggestiva dei miti dell’onore e della missione del potere cristiano. Ne è documento fra gli altri il ‘Libro del cristiano’ scritto da Francesc Eiximenis tra il 1379 e il 1384: un trattato che affidava al sovrano dell’Aragona il disegno di un assetto del corpo politico cristiano sotto il segno della nobiltà, della lealtà e della purezza di religione… Quanto all’Inquisizione, la parola rischia di evocare l’alone cupo dell’immagine violenta ed arbitraria di quel tribunale elaborata nei secoli moderni. In realtà, il tentativo di creare un tribunale attento alle regole e impegnato nella ricerca (inquisitio) della verità poteva significare perfino un progresso rispetto alla situazione precedente. 
Tra le regole, una in particolare limitava il ricorso alla tortura, ammessa per i casi di Eresia da papa Innocenzo IV con la bolla ‘Ad extirpanda’ (1252) ma solo in presenza di indizi importanti e a patto di limitarne la durata e di escluderne vecchi, malati, donne incinte e bambini. Ma la pratica della giustizia inquisitoriale doveva via via assumere caratteri diversi a seconda delle autorità a cui fu affidata: e il passaggio dal tribunale vescovile a quello dell’Inquisizione papale delegata ai frati fu un momento decisivo di questa (triste) storia, prima che l’intera macchina del tribunale venisse messa al servizio del potere politico… Se la nascita e la diffusione di movimenti religiosi come i catari ed i valdesi avevano offerto la materia per avviare il lavoro dell’Inquisizione fratesca, ben presto altre realtà le si offrirono. Come abbiamo poco fa detto, la penisola iberica, dove i regni mussulmani avevano creato le condizioni adatte al pluralismo religioso e culturale, fu il campo di battaglia della ‘reconquista’ guerresca da parte dei regni cristiani, ma fu anche il luogo.....












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