giuliano

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IL TOMO

lunedì 7 maggio 2018

ANIME UNIVERSALI ovvero: GEOGRAFIA COSMOLOGICA (28)



















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Un Universo nel 'Multiverso' (27)

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Anime Universali (29)














…La vera svolta, rispetto alle posizioni espresse da Wolff sulla natura dell’Anima è rappresentata dall’infittirsi delle ricerche sulla fisiologia del corpo umano, che ormai lo assorbono interamente e che si configurano come la tappa successiva del programma delineato nei ‘Principia’. Partendo dalle analisi sulle prime particelle elementari della materia e passando per indagini sul regno animale, che avevano caratterizzato gli esordi della sua carriera, Swedenborg, dirige il suo interesse sul mondo organico, secondo un piano di lavoro sistematico e coerente che, dal 1745 in poi, sfocerà nello studio del mondo spirituale.

Un mondo questo che avrà modo di conoscere e descrivere grazie ad una serie di esperienze visionarie e che gli consentiranno di ‘vedere’ e ‘udire’ le forme del cielo e ciò che in esso vi accade, secondo una modalità esperienziale diversa da quella invocata dai suoi contemporanei, fra cui Hume e poi Kant. Ed il richiamo all’esperienza è continuo, a giustificazione di un percorso in cui le cause vengono indagate a partire dagli effetti, così che la natura si mostra senza più veli, in tutta la sua potenza, derivata e dipendente dalla Prima causa Infinita.

…L’Anima o fluidum spiritousum è la forma delle forme ed è anche la forza che fa emergere, dirige e organizza, da un nucleo iniziale di materia fluida, contenuta nel feto o nell’uovo, le successive strutture dell’essere vivente. Essa è anche preposta ad una conoscenza intuitiva, non discorsiva e non esprimibile… Swedenborg si riferisce qui a una scienza delle scienze, a una’ mathesis universalis’ generalissima, non riferita – come indicato Cartesio nelle ‘Regulae’ – a una speciale materia, in grado di spiegare ciò che attiene all’ordine e alla misura e di trattare tutte le cose in quanto conoscibili.
L’Anima è la sede preposta a tali operazioni di raffinata concettualizzazione che richiedono l’utilizzo di un linguaggio stilizzato diverso da quello comune, capace di rappresentare gli universali, cioè quelle nature superiori, di cui Wolff aveva parlato nell’‘Ontologia’, che a stento possono essere espresse attraverso un linguaggio analogo a quello usato dai matematici nell’analisi infinitesimale.

…Nel ‘De Anima’, chiarisce ciò che intende per ‘correspondentia’ attraverso un’esemplificazione in cui sono richiamate tutte le fasi del processo di comunicazione verbale, dalla percezione, alla rappresentazione mentale degli oggetti nelle immagini e all’espressione delle idee attraverso il linguaggio. In proposito Swedenborg afferma che la descrizione di una casa, di un campo, di un dipinto o di un qualunque altro oggetto attraverso il linguaggio produce immediatamente e senza difficoltà l’idea di tali oggetti. Eppure in realtà, le parole non sono altro che ‘tremolazioni’, vibrazioni, movimenti che si producono negli organi fonatori e, propagandosi nell’ambiente, raggiungono gli organi di senso e le membrane del soggetto ricevente per mutarsi, nell’Anima, in immagini o idee. Il rapporto che esiste, in ambito linguistico, tra la parola, che certamente ha anche un substrato fisico, ed il suo significato è chiamato in causa da Swedenborg per rendere conto di quel complesso sistema di interazione che egli presume esista tra Anima e corpo, un rapporto naturale e spontaneo, ben diverso da quello dell’armonia prestabilita.

…Per comprendere la natura del rapporto Anima-corpo, diventa necessario, una volta chiarito cosa sia l’Anima e quale sia la sua origine e struttura, definire il concetto di ‘influsso’, grazie al quale, secondo Swedenborg, la potenza e l’energia di Dio-Infinito (dal testo continua con Sole-celeste, e, contraddicendo il nome mio pongo asterisco [*] e vado oltre quanto rilevato e rivelato aggiungendo o solo attribuendo all’Infinito detto una duale appartenenza…) fluisce, attraverso la serie dei gradi e delle mediazioni naturali, fino all’Anima e da questa al corpo.


Se qualcuno cercasse l’influsso spirituale in un altro modo, è come se otturasse il rubinetto di una fonte e lì cercasse l’origine dell’acqua; oppure, come uno che ricerca l’origine di un Albero dalle radici e non dal seme; o ancora, come uno che esamina le cose derivate senza andare al loro cominciamento. L’Anima, in se stessa, non è la vita, ma la riceve da Dio, che è veramente la vita; tutto l’influsso della vita come tale la intendiamo proviene perciò da Dio…















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