& il Capitolo completo (per le stelle della notte)
Da un precedente editto (ma non certo delirio...)
Abbiamo detto ‘Eresia’, quindi se attingiamo a ‘due diversi ed
opposti Principi’ circa la Creazione, non possiamo che attenerci all’odierna e
sicuramente più moderna creazione circa il miracolo dei fratelli Lumière, i
quali inventarono il Cinema sopraggiungendo alla nostra vista per ricomporre il
misfatto della Scena conclusiva.
Almeno così vien detto e sentenzia la Storia, ma potrebbe anche
essere che il Fotogramma di medesima sequenza o Visione, senza ancora il suo
Cinema, sia stato intuito ancor prima, pur rimanendo confinato anch’esso ad un
eretico oblio una nuova arte che ridurrà la vecchia Natura entro un fotogramma
di cellulosa in movimento.
Ma in questi due diversi ‘Principi’ circa il ‘movimento’, che
instaura l’eterno finito ‘movimento’ con la sua asimmetria e successiva
simmetrica deriva storica che sgorga dalla ‘sua e nostra’ Natura, ovvero: un dio
e un più oscuro regista che scimmiotta la stessa pur essendo un singolo
fotogramma e la sua finita sequenza evolutiva…
Cerchiamo di delineare la Storia detta; per taluni solo una sceneggiatura, dipende appunto dai due diversi ed opposti Principi adottati; delineata ed osservata fotogramma per fotogramma, o a presa diretta, secondo la logica del video e conseguente ‘delirio’ contrapposto al tomo del giorno, posta nel contesto della Natura, non men della cellula divenuta nuova e più potente cellulosa con una nuova e più prodigiosa vita.
Posta fra il ‘vero’ e il ‘falso’.
Giacché mio l’intento di smascherare, ed ancor meglio ubicare, le
false ragioni del ‘male’, il quale seppur da Ognuno indicato (associato
con il più noto capro… di cui ogni Società va fiera all’ora del mostro…) eppure
da Nessuno ben delineato nei suoi molteplici aspetti, per come
costantemente adoperato, spacciandolo per il miglior medicamento dal vero
ciarlatano di Stato.
Di ciarlatani infermi ed deambulanti, i quali curano i pazzi seppur immobili ma in apparente movimento opposto, dacché anche loro hanno un ruolo da comparse con cui l’economia ascende all’Oscar del giorno (con la pretesa del futuro Nobel della pace destinata alla bellica infrastruttura), in attesa del vero Manicomio a cielo aperto e coltivato nell’orto; occupando un ruolo di tutto e più che degno rispetto, confuso fra operai agricoltori e manovali associati, pur dissociati dal reddito di più validi professionisti, fornendo pretesto e motivo dell’erba e il fascio destino di cui Benito, compreso il proprio cavallo, potrà andar ancor più fiero e ben nutrito…
Il Somaro non nominiamo!
Indistintamente e alternativamente ubicati e predisposti alle grandi
platee del Parlamento, con loro il Teatro ha subito un vero dramma nel dramma
stesso, siamo solo in attesa del fantasma dell’opera intera e il colpo di
Scena; in quanto questi odierni attori da spettacolo allietano le masse con
maggior ruolo e ampio successo al botteghino del Tempio; per grazia ricevuta
del ‘produttore’ medesimo, il quale, qual miglior regista, ne ravviva l’effetto
scenico così da ottenere applaudite repliche per ogni piazza e Fiera di paese.
Nell’estate del 1892, mentre l’autore si trovava in California per preparare un tour di conferenze in Australia e India, ricevette un invito dalla Commissione per le Belle Arti dell’Esposizione Mondiale per tenere una serie di conferenze sulla zoopraxografia in concomitanza con l’Esposizione che si teneva a Chicago.
Poiché queste lezioni, dal titolo più familiare ‘La scienza della
locomozione animale nella sua relazione con il design nell’arte’, erano già
state tenute in quasi tutte le principali istituzioni artistiche, scientifiche
ed educative in Europa e negli Stati Uniti, l’autore fu indotto a credere che
potessero essere ripetute in modo popolare all’Esposizione, con una certa
consapevolezza dell’importanza dei fatti che la sua indagine aveva rivelato,
non solo da parte degli studiosi della natura o dell’arte, ma da quella vasta e
importante classe di studenti, nota come pubblico generale.
Con questa impressione, rinviò la sua spedizione nel lontano Occidente e tornò a Chicago per trovare un comodo teatro eretto per questo scopo specifico sul terreno dell’Esposizione, a cui era stato dato il nome di Zoöpraxographical Hall; la scienza della zoopraxografia aveva avuto origine dai primi esperimenti dell’autore nel 1872.
In questo breve Post non si intende fornire più di una sinossi del
consueto corso di lezioni sull’argomento, né riprodurre alcuna delle
rappresentazioni pittoriche o scolpite necessarie per la sua corretta
spiegazione, ma semplicemente descrivere i metodi comuni di movimento degli
arti adottati dai ‘quadrupedi’, comprese le Balene evidenziando una determinata
oscura simmetria concernente il mondo dei Mammiferi.
Infatti i Cavalli o i quadrupedi, vennero e vengono addomesticati a
beneficio dell’uomo, correndo alla conquista da un Polo all’altro con maggior
dinamica appartenenza, appuntiamo che solo C. L. R. James si dedicò con
zelo e rigore al Cricket avendo ravvisato in questa (bipolare) competizione,
divenuta frenetica corsa senza la dovuta riflessione con il beneficio della
Ragione, qualcosa di malsano adattarsi all’effetto scenico dato e conferito
dalla Genesi della Trama dell’intera sequenza, e di cui la Tirannia ne usurpava
ed usurpa ancora il finale di Scena.
Rendendoci vivi e vegeti e con maggior occhio, tanto sulla platea quanto sul Palco e ogni sua replica, ma ancor più ciechi di pria circa il Dramma non più inscenato ma da Ognuno interpretato, Nessuno escluso, in quanto condivide l’antico panorama e il primordiale naufragato intelletto d’una balena, e un mare con Lei condiviso nell’identico beneficio circa la Vista ancorata ad un ancor più antico istinto (e non solo di conservazione circa l’intera specie in fase di esenzione evolvere a quella di frammentaria decomposizione).
Quindi ‘secondo’ ma non ‘prima’ suddetta teoria evolutiva, o Frammento della stessa, ovvero, prima di evolvere in cellulosa, meglio si predisposero all’utilizzo degli uomini, Achab compreso; non accenniamo ai somari, i quali carichi e rassegnati al loro destino, spesso annotano appuntano, e per di più fanno anche sciopero; le Balene - anch’esse - pur non riuscendo alla dovuta addomesticazione non furono sottratte o risparmiate all’infausta sorte del Botteghino, o della Borsa del giorno, funsero da eterno costante serbatoio, o meglio salvadanaio al Lume della Ragione in attesa di una diversa avventura di cui Verne ci narra ancora.
Se leggete un noto Capitolo, o Frammento, colto da medesimo oracolare Fotogramma, vi accorgerete che la Groenlandia un Tempo verde, ma ora (secondo il calendario di Giuliano) scura frammentata da ancor più oscuri presagi & visioni, attendere di nuovo l’insana Regia del Capitano; quindi seduti e in poltrona che la Storia prosegue e naviga ancora…
In particolare… quella dei cavalli, nei loro vari atti di ‘movimento
progressivo’, illustrano le fasi più importanti di questi ‘movimenti’ mediante
ricalchi tratti dalle fotoincisioni originali dell’opera dell’autore; li
osserviamo e quindi meditiamo, non sottraendoli dall’Arte evolutiva or ora
evidenziata al Lume dell’Intelletto che compone la vista, associata all’umana ‘criptovaluta’
circa il valore ottenuto dal movimento del fantino che al meglio li cavalca.
Infatti non si vedono, l’immaterialità la quale compone ugual medesimo movimento circa l’Arte del progresso, andando a formare la nota sequenza tratta dal Diario del giorno, dacché i due meccanici meccanismi inerenti al movimento che mi accompagnano in questo navigare, ci rimembrano Henry e la sua pioggia, ovvero le nuove frontiere dell’intero Ecosistema e i gradi che al meglio lo asservano; ed aggiungiamo nota della Critica cellulosa…:
Nel senso che Henry uccide la gente ma è
quasi un ‘buono’ è amato dal suo pubblico.
Di poche parole, contano i fatti.
Invece il suo amico Otis è una carogna. Henry
vive una pazzesca solidarietà con le sue vittime, è un principe sangue blu
dell’annientamento e promette una morte ‘pietosa’.
Otis no!
Ci prende gusto, filma gli omicidi con la
handycam e se li ripassa a casa. E alla fine vuole stuprare anche la sorella.
E McNaughton risveglia il suo pubblico in un
incubo ancora peggiore: con una doccia finale di splatter, occhi infilzati,
carne martoriata.
L’abominio. Henry è forse il primo film a
violare e vilipendere con tale lucidità la filosofia criminale dei lombrosiani
di Hollywood. I buoni e non più cattivi non sono delle ombre sghignazzanti con
i coltelli e i denti che risplendono al buio; e nemmeno degli angeli del male,
guidati dalla voce dall’alto o dal basso delle fogne, o dallo spirito nel
frigorifero.
Henry personaggio e film uccidono.
Nel senso che Henry uccide la gente ma è
quasi un ‘buono’ è amato dal suo pubblico.
Di poche parole, contano i fatti.
Invece il suo amico Otis è una carogna. Henry
vive una pazzesca solidarietà con le sue vittime, è un principe sangue blu
dell’annientamento e promette una morte ‘pietosa’.
Nella presentazione di una lezione di zoopraxografia (da non confondersi con la pornografia fra il cavallo e il suo fantino che lo monta per l’intero arco del giorno), il metodo solitamente adottato consiste nel proiettare su uno schermo, in dimensioni ben più grandi di quelle reali, una serie delle fasi più importanti di un movimento animale - ad esempio, il passo di un cavallo al galoppo - che vengono descritte analiticamente. Queste fasi successive vengono poi combinate nello zoopraxiscopio, che viene messo in moto, e una riproduzione dei movimenti originali della vita risulta chiaramente visibile al pubblico.
Con questo apparato, le corse dei cavalli vengono riprodotte con tale
fedeltà che le caratteristiche individuali del movimento di ogni animale
possono essere facilmente viste; stormi di uccelli attraversano lo schermo con
ogni movimento delle loro ali chiaramente percepibile; due gladiatori si
contendono la vittoria con un’energia che farebbe risuonare l’arena di applausi
scroscianti, atleti eseguono capriole e altre azioni di uomini, donne e
bambini, cavalli, cani, gatti e animali selvatici, come correre, ballare,
saltare, trottare e scalciare, vengono illustrate allo stesso modo.
Tutto diviene ancor più vero della realtà!
Con questo metodo di analisi e sintesi, l’occhio impara a osservare e a distinguere le differenze tra un’impressione ‘vera’ e una ‘falsa’ dei movimenti degli animali. La mostra zooprassiscopica è seguita da copie miniate di dipinti e sculture, che dimostrano come il movimento sia stato interpretato dagli artisti di tutte le epoche: dai primi incisori del periodo delle caverne ai più eminenti pittori e scultori dei giorni nostri.
Addirittura ci giunge voce che vengono ‘affrescati’ con cura fino
alla cappella del sacrestano, Boccaccio permettendo! In attesa del ‘Giudizio
Universale’, il quale una volta restaurato rovescerà la Cupola ove un Tempo,
fors’anche un Secondo Tempo, ubicato e posto; con la sola certezza che regnerà
un diverso imparziale giudizio e sicuro Confino a cui il nuovo Fascismo di
Stato, associato (spa snc etc), assicurerà la nuova Chiesa & il Doppio
Principio il quale ne risalta ed evidenzia l’ipocrisia posta anch’essa fra il
‘vero’ e il ‘falso’:
Quando un dramma emozionante, o una farsa esilarante, vengono proiettati sullo schermo, le azioni sono così naturali, le situazioni si sviluppano in modo così ovvio – in effetti, il tutto procede in modo così fluido – che la persona media conclude che la produzione di un’opera teatrale sia la cosa più semplice del mondo. Ma la persona media non si è mai sbagliata di più. Una visita a un teatro-studio per seguire una produzione dall’inizio alla fine lo disinganna in modo molto rapido e completo.
La regia di un’opera teatrale prima della pellicola è molto più
impegnativa della messa in scena di un’opera teatrale dietro le luci della
ribalta. Bisogna gestire situazioni che non si sviluppano mai sul palcoscenico.
Il film è essenzialmente una pantomima e la macchina da presa è un critico
attento e inequivocabile. Produce una rappresentazione severa e concreta di ciò
che si svolge davanti a essa. Non c’è dialogo a nascondere difetti o mitigare
le carenze di attori e attrici. Le parole devono essere trasformate in azioni e
gesti. In un film ogni muscolo del corpo deve essere praticamente chiamato in
causa per trasmettere allo spettatore un’idea lucida e coerente dello
svolgimento della trama, poiché non c’è altro che l’azione a dirgli ‘di cosa si
tratta’.
Inoltre, tutto deve essere condensato al minimo indispensabile senza
perdere coerenza. La trama deve essere dipanata senza la minima interruzione
del filo conduttore della storia. Una volta che lo spettatore perde la presa
sul tema, l’interesse si perde. Come la brevità è l'anima dell'arguzia, così la
concisione è la nota fondamentale del successo in un’opera teatrale.
Il produttore deve essere un uomo poliedrico.
Deve avere un acuto istinto per le situazioni drammatiche, possedere una vasta capacità ed esperienza istrionica, un occhio attento ai minimi dettagli, essere dotato di un’energia illimitata e la capacità di ottenere il massimo dalla sua compagnia. Un fattore è di fondamentale importanza per lui: il tempo. Il direttore di scena lavora su una tabella di marcia, non in minuti, ma in secondi; bisogna ricordare che ogni secondo di tempo equivale a dodici pollici di pellicola. Un produttore impiegherà cinque minuti nello sforzo di condensare in cinque secondi l'azione necessaria per una determinata situazione.
In quale forma l’opera teatrale giunge nelle mani del direttore di
scena per la messa in scena?
Il drammaturgo prepara l’opera nei minimi dettagli, completa di
dialoghi e spunti narrativi, come se fosse destinata alla scena teatrale,
oppure fornisce una semplice scaletta?
La risposta varia a seconda del drammaturgo e del direttore di scena
per cui lavora. Alcuni autori non riescono a trasmettere le proprie idee in
modo coerente senza un dialogo approfondito. Altri riescono a raggiungere il
loro scopo in 200 parole. Ancora, un produttore non riesce a condividere l'idea
dell'autore se questa non viene elaborata nei minimi dettagli, mentre un altro
coglierà immediatamente l'intera situazione. Di conseguenza, è impossibile
stabilire regole ferree su come scrivere un'opera teatrale; ma, in generale,
più breve è la sceneggiatura o la storia dell'opera, maggiori sono le
probabilità che riscuota successo, a parità di altre condizioni.
Questa sequenza ci illumina circa le ‘Stelle della Notte’ e viene dedicata alla povera Andromeda, la quale ci parla e svela le sequenza dell’intero Fotogramma, e ci illumina ancor di più sulla Doppia Creazione; ed essendo l’Anima della sua Natura ancora eterna ci attraversa come una Cometa; di lei sappiamo che all’ultima sequenza fu uccisa e buttata nel bel mezzo di un giardino, quando la Scienza la rinvenne affermò “A”, c’è anche Andromeda!
Kaufumann il Regista pluri-prodotto non scorgiamo lo associamo
all’Inferno della Cupola con cui appagato!
Questa competenza deriva ugualmente dal mistero e/o Ministero della
Cultura, giacché anch’essa racchiude un mistero del tutto divino, infatti pur
la Chiesa raccogliere infermi moribondi e miliardari in attesa di poter
acquistare la grazia divina, dispensata a puntate o in diretta televisiva, non
pregiudica la differenza del noto pregiudicato il quale la stessa medesima
Grazia sembra aver ottenuto, e con la stessa aver successivamente dipinto un
Cielo colmo di stelle (così fu detto da Principio).
Questo Mistero concernente l’odierna cultura, e come la stessa proceda e naviga ancora, credendosi la più bella divinità dai Tempi della Bella Vita; e il mare che sgorga seppur alla deriva da una sua Fontana senza più l’Elemento che disseta la vera e sana cultura del Sapere, ci fa riflettere su ogni improvvisata sceneggiatura, o trama con sVista.
Una volta, quando si èra soliti dire “c’era una volta” e la favola
allietava ogni adulto bambino prima e dopo il dovuto e atteso Carosello, venivano chiamate ‘trame di stato’, ma ora con
la nuova censura per cui ogni inferma
Ragione si adopera, ci par il caso di non meglio specificare e
approfondire, giacché siamo in balia d’un più vasto sconfinato scenario a cielo
aperto (di cui Henry padrone assolutistico), ed ove la trama di ogni giorno
crea e compone, o meglio scompone e dissolve la vera Ragione e l’Intelletto che
lo accompagna per Grazia ricevuta all’officina di Otis…
L’artifizio di cui accennavamo prima, ovvero il Tomo circa i ‘Due Principi’ recitato alla più vasta platea da veri comprovati attori, giacché a tutti loro viene insegnato che il recitare rende il miglior mestiere, mentre le ‘Stelle della Notte’ ci vegliano a tutte le ore del giorno, dall’Alba fino al Tramonto, la stessa innominata Beatrice ci accompagna sino al Settimo Cielo e rileva la Verità da cui apostrofata una più profonda materia….
(Giuliano) (Prosegue con le Stelle della Notte)
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