giuliano

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IL TOMO

sabato 3 ottobre 2015

CARLOS CASTANEDA












































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Carlos Castaneda (2)













Domenica, 15 aprile 1962


Mentre mi preparavo per partire, decisi di chiedere ancora una
volta a don Juan chi fossero i quattro nemici dell'uomo di sape-
re, e lo avvertii che non sarei tornato per qualche tempo, perciò
sarebbe stata una buona idea trascrivere quello che aveva da
dirmi perché riflettessi mentro ero via.
Dopo una breve esitazione, iniziò a parlare.




- "Quando un uomo comincia a parlare, non ha mai obiettivi
chiari.
Il suo scopo è impreciso, il suo intento vago.
Spera di ricevere compensi che non si materializzeranno mai,
perché non sa ancora nulla delle difficoltà che bisogna affron-
tare per imparare.
Piano piano inizia a imparare, all'inizio un poco alla volta, poi
più velocemente. Presto i suoi pensieri cozzano, perché quello
che imparerà è diverso da ciò che si era immaginato, o su cui
aveva fantasticato, e così inizia ad avere paura.
Imparare non è mai come uno se lo aspetta.
Ogni fase rappresenta un nuovo compito, e la paura provata
dall'uomo comincia ad aumentare senza pietà, inesorabilmen-
te.
Il suo scopo diventa un campo di battaglia. 
Ecco che si imbatte nel primo dei suoi nemici naturali:
la Paura!




Un nemico terribile, insidioso e difficile da sconfiggere.
Si nasconde dietro ogni angolo, vaga in cerca di una preda
e aspetta.
Se l'uomo, terrorizzato dalla sua presenza, fugge via, la
sua ricerca sarà compromessa per sempre".
- Che cosa succede all'uomo che fugge in preda al panico?
- "Niente, a parte il fatto che non imparerà mai.
Non diventerà mai un uomo di sapere. Forse sarà un pre-
potente, o un innocuo vigliacco; in ogni caso sarà un uomo
sconfitto.
Il suo nemico avrà messo fine ai suoi desideri".
- Che cosa può fare per superare la paura?
- "La risposta è molto semplice: non deve scappare.
Deve sconfiggere la paura e andare avanti suo malgrado
lungo la via verso la conoscenza.
Non deve fermarsi neppure quando è sopraffatto dal ter-
rore.
E' questa la regola!




Verrà il momento in cui il suo nemico batterà in ritirata.
A quel punto l'uomo inizia ad avere fiducia in se stesso, il
suo intento si rafforza e imparare non gli farà più paura.
Quando arriva questo momento felice, l'uomo può afferma-
re senza ombra di dubbio di aver sconfitto il suo primo ne-
mico naturale".
- Succede all'improvviso, don Juan, o un poco alla volta?
- "Un poco alla volta, ma la paura scompare all'improvviso,
in un baleno".
- L'uomo non avrà mai più paura, nemmeno se gli capita
qualcosa di nuovo?
- "No. una volta sconfitta la paura, l'uomo è libero per il re-
sto della vita perché al suo posto, ha ottenuto la chiarezza,
una chiarezza mentale che cancella la paura.
Ormai l'uomo conosce i propri desideri e sa cosa fare per
esaudirli. Riesce a prevedere le nuove fasi del suo percor-
so verso la conoscenza, e una estrema chiarezza circonda
tutto.
Sembra che nulla possa essergli celato.




E così ha incontrato il suo secondo nemico: la Chiarezza!
Quello stato mentale, così difficile da ottenere, dissolve la
paura, ma allo stesso tempo acceca.
Consente all'uomo di non mettersi mai in discussione. Gli
fa credere di poter fare tutto ciò che desidera, perché ve-
de le cose con chiarezza.
L'uomo è coraggioso perché è lucido, e non si ferma da-
vanti a niente.
Ma è un errore, manca qualcosa.
Se l'uomo cede a questo finto potere, soccomberà al suo
secondo nemico e brancolerà sulla via verso la conoscen-
za.




Si affretterà quando dovrà invece essere paziente, o sarà
paziente quando dovrà affrettarsi, e andrà avanti così fin-
ché non sarà più in grado di imparare nulla".
- Che cosa accade a un uomo che viene sconfitto in quel
modo, don Juan? Muore?
- "No. Il secondo nemico blocca qualsiasi tentativo che
egli possa fare per diventare un uomo di sapere; potrà so-
lo diventare un guerriero vivace, o un pagliaccio. Tuttavia,
la chiarezza che ha ottenuto a un prezzo tanto alto non si
tramuterà mai più in oscurità e paura. Conserverà quella
lucidità per il resto della vita, ma non imparerà, né deside-
rerà, più nulla".
(C. Castaneda, Gli insegnamenti di don Juan)
















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