giuliano

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IL TOMO

giovedì 14 marzo 2013

ANATOMIA DI UN INCONTRO (32)












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pionieri e nativi: Anatomia di un incontro (31)

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una fotografia (analisi e considerazioni...)








IL RITORNO E I RISULTATI (dal cap. XIII del diario di bordo
  del capitano A. de Gerlache comandante della 'Belgica')




Il giorno 14 di marzo, verso mezzogiorno, navighiamo
in mare assolutamente libero e drizziamo subito la prua
a nord.
Dinnanzi a noi, neppure più un frammento di ghiaccio
mentre a sud, la bianca estremità del pack si allontana
poco a poco.
...Il tempo si copre; cade la brina e non ci è possibile
determinare la nostra posizione. Però, scandagliamo,
e troviamo 2800 metri, la nostra latitudine deve esse-
re presso a poco di 70° 41' sud.




I confini del pianoro continentale flettono dunque, ma-
no a mano, verso mezzogiorno.
...Siamo ad occidente dell'arcipelago della Terra del
Fuoco e due vie ci si offrono per toccare Punta-Are-
nas. Quella dello Stretto di Magellano per il Capo Pil-
lar, e quella del canale di Cockburn.
Quantunque la esistenza di un faro sulle 'Evangelistas'
renda l'abbordaggio assai più facile al Capo Pillar, mi
fido poco di prendere questa via, poiché essa ci espo-
ne sia all'incontro di un qualsiasi piroscafo diretto al
Chilì, sia ad esser sorpassati da altra nave viaggiante
verso l'Europa e che potrebbe annunciare prima di
noi telegraficamente, il nostro ingresso nel mondo dei
'viventi'.....




26 Marzo. Da quasi tre giorni il tempo è rimasto oscu-
ro e siamo privi di osservazioni, però, tenendo conto
del percorso di due miglia all'ora verso est-nord-est,
ci si potrebbe dire prossimi all'Isola Nera.
...L'oscurità non tarda a scendere e non possiamo più
azzardare ad imboccare direttamente il canale di Cock-
burn, gli approdi del quale sono disseminati di scogli.
Decido di passar la notte all'Isola Nera.
Durante la notte il vento è rigidissimo: raffiche sempre
più violenti sbandano senza tregua la nave sotto la loro
possente influenza.
La raffiche hanno raddopiatto la loro intensità, la Belgi-
ca è in perdizione. L'anno scorso avevo creduto di non
uscire più dai canali della terra del Fuoco, ed ora, io
sento per qualche ora la certezza di non potervi entrare...
Superati gli incubi del vento e....dell'Isola Nera, gettia-
mo l'ancora nella rada di Punta-Arenas.




...Durante i quindici mesi trascorsi fuori della umanità
quanti avvenimenti già divenuti ricordi per gli altri uomi-
ni e che per noi non sono che recentissime notizie!
La guera ispano-americana; il dissidio fra Boeri ed In-
glesi; la convocazione dei popoli lanciata dallo czar per
la conferenza sulla pace; l'affare Dreyfus in Francia, e ....
Nelle sfere della scienza e delle industrie, assai più se-
rene di quelle della politica, il genio umano ha compiu-
te nuove ed importanti conquiste: l'automobilismo ha
preso una voga innata; si parla di un piccolo steamer,
il Turbinia che avrebbe filato per circa 40 miglia all'ora;
di un meraviglioso rompighiaccio; dell'aria liquefatta;




di telegrammi senza veicolo di sorta a distanze enormi...
Infine apprendiamo che mancano ancora notizie dell'e-
roico Andrée, partito in pallone verso il Polo Nord...
E noi che abbiamo fatto durante i quindici mesi di sog-
giorno nell'Antartico?
...Innumerevoli considerazioni di valore scientifico, ab-
biamo misurato, atteso, controllato e confrontato....
Il dottor Cook, infine, avrebbe completato sulla Terra
del Fuoco i suoi studi sugli Indiani prima di abbando-
narci e di ritornare negli Stati Uniti.




(I miei collaboratori hanno già esposto in conferenze
e in Note preliminari i risultati generali delle loro pa-
zienti osservazioni. Dopo il nostro ritorno in Belgio,
fu costituita una Commissione scientifica per l'esame
e la pubblicazione dei nostri lavori. La Commissione
della Belgica si è assicurata per lo studio dei nostri
materiali la collaborazione di ben 74 scienziati (?),
specialisti, tanto belgi quanto stranieri.....)




(Mi astengo da ogni commento in merito a questa
breve anatomia descritta. Credo però che sia im-
portante per la fede di ognuno di noi, intendo sia
quella spirituale che quella scientifica, prendere in
considerazione l'ecosistema Terra propriamente
detta ed il Tempo così come esso ci può apparire
forse in senso gnostico e non metafisico.
Poi possiamo trarre le dovute conclusioni della via
migliore da percorrere....ed in compagnia di quali
personaggi continuare l'ugual strada 'ciclica' sui sen-
 tieri della ....Storia....- Curatore del blog -)

.....Prosegue in.....

pionieri e nativi: anatomia di un incontro (33)














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