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IL TOMO

mercoledì 25 agosto 2021

NEGLI STESSI ANNI (8)

 










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I frutti degli alberi 


(dedicato al mio amico Coda di Lupo)








Il famosissimo Buffalo Bill era nato con il nome proprio di William Frederick Cody. Nacque a Le Claire il 26 febbraio 1846 e morì a Denver il 10 gennaio 1917.

 

Buffalo Bill è stato un attore e cacciatore statunitense, ma anche soldato, esploratore e impresario teatrale. Divenne un eroe nazionale dopo un breve corpo a corpo con il capo indiano Mano Gialla nel 1876 nel quale gridò

 

“Ecco il primo scalpo per Custer!”.




William Frederick Cody nacque in una fattoria dell’Iowa nel 1846. In seguito alla morte del fratello maggiore, nel 1853 la sua famiglia si trasferì nel Kansas, dove però fu vittima di un pesante clima persecutorio a causa delle posizioni anti-schiaviste del padre. Questi, infatti, morì nel 1857 per le conseguenze di un colpo di pugnale subito dopo aver tenuto un discorso contro lo schiavismo. All’età di quattordici anni il giovane William divenne uno dei corrieri a avallo del Pony Express.

 

Nel 1863, dopo la morte della madre, si arruolò nel 7º Cavalleggeri del Kansas e prese parte alla Guerra di secessione americana con gli Stati dell’Unione. Durante una sosta al campo militare di St. Louis conobbe l’italo-americana Louisa Frederici, che diventò sua moglie nel 1866 e dalla quale ebbe quattro figli.




Dopo la fine della guerra e fino al 1872, William Cody venne impiegato come guida civile dall’esercito statunitense e dalla Pacific Railway. Ricevette la Medaglia d’Onore del Congresso, la più alta onorificenza militare degli Stati Uniti, per aver dimostrato “coraggio in azione” (nel 1917, ventiquattro giorni dopo la sua morte, la medaglia gli venne revocata, in quanto civile al momento dell’azione, ma nel 1989 gli fu definitivamente riassegnata).

 

Fu in questo periodo che diventò Buffalo Bill, dopo aver vinto una gara di caccia al bisonte con William Comstock, a cui apparteneva in precedenza il famoso soprannome. Sembra, inoltre, che fra il 1868 ed il 1872, per rifornire di carne gli operai addetti alla costruzione della ferrovia, abbia ucciso circa 4.000 bisonti. Si sottolinea il fatto che lo sterminio dei bisonti fosse dovuto anche a questioni logistiche per velocizzare le attività di sgombero dei binari in costruzione.




Nel 1876, al Warbonnet Creek, egli affermò di avere preso lo scalpo di un guerriero Cheyenne, secondo la sua stessa dichiarazione per vendicare la morte di George Armstrong Custer al Little Big Horn. Il suo nome in lingua dakota era Pahaska.

 

Nel 1873 Ned Buntline, uno scrittore popolare che aveva scritto diversi racconti che narravano le gesta di Buffalo Bill, gli chiese di interpretare una versione teatrale delle sue novelle. Accettò di fare l’attore per undici stagioni consecutive.




Nel 1883 creò il Buffalo Bill Wild West Show, uno spettacolo circense in cui venivano ricreate rappresentazioni western, fra cui la battaglia di Little Bighorn, dove perse la vita il Generale Custer, della compagnia circense facevano parte anche cavalieri cosacchi ed arabi che arricchivano l’esotismo dello spettacolo.

 

Fra i protagonisti dello spettacolo, a cui partecipavano veri cowboy e pellerossa, ci furono il leggendario capo Sioux Toro Seduto, Calamity Jane e Alce Nero. Fu un successo negli Stati Uniti ed in Europa per più di vent’anni e fu una delle attrazioni principali a Londra durante il Giubileo d’Oro della Regina Vittoria nel 1889 e all’Esposizione Mondiale di Chicago del 1893.




 Fece spettacoli anche in alcune città italiane, tra cui Torino, Genova, Alessandria, Trieste, Udine, Milano, Bergamo, Brescia e Roma, dove l’8 marzo 1890 perse la celebre sfida nella doma di puledri contro i butteri dell’Agro Pontino capitanati dal cisternese Augusto Imperiali.

 

Il Wild West Show di Buffalo Bill, Cody, venne in Italia due volte, rispettivamente nella seconda tournée Europea, del 1890, e nella terza tournèe, del 1906. In quest’ultima approdò a Torino all’inizio d’Aprile e vi rimase per tutto il mese. L’accampamento era situato in piazza d’armi del tempo, tra corso Siccardi e via Montevecchio, in un’area di 40.000 metri quadrati.




La troupe arrivò trasportata da cinque treni speciali, i giornali cittadini ne parlarono tutti i giorni, al tempo il giornale cittadino più importante era “La Gazzetta del Popolo”, venivano dopo “La Gazzetta Piemontese” e “La Stampa”.

 

 “Il Colonnello Cody, non ha risparmiato nulla per far conoscere ai torinesi che l’arrivo della sua troupe e le operazioni di attendamento costituivano per se stesse uno spettacolo interessante”.




“La celebrità delle pianure, il Re di tutti, riprodurrà fra noi le gesta compiute attraverso il continente americano, si mostrerà nell’abilità ad uccidere gli Siux (letteralmente scritto così), e terminerà lo spettacolo con l’apoteosi della pace e la danza delle nazioni”.

 

“Buona parte degli indiani, che seguivano la tournèe di Buffalo Bill, erano cattolici. L’istituto delle Missioni Cattoliche con sede a Roma, aveva provveduto all’amministrazione religiosa dei nativi e questo incarico era stato affidato a Padre Strikland, appartenente alla casa dei Gesuiti di Fiesole”.


(Prosegue...)







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