CHI DELLA FOLLA, INVECE,

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30 MAGGIO 1924

lunedì 10 febbraio 2014

SONO SANTO DI SPIRITO
















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Sono sano di Spirito












Sermone di Vincent.

       Sono uno straniero sulla terra, non nascondono i Tuoi comandamenti 
da me. Si tratta di una vecchia fede ed è una buona fede che la nostra vita 
è il progresso del pellegrino - che siamo stranieri sulla terra, ma che se 
questo sia ancora così noi non siamo soli perché il nostro Padre è con noi.
Noi siamo pellegrini, la nostra vita è una lunga passeggiata o viaggio dalla 
terra al cielo. L'inizio di questa vita è questa: c'è solo uno che non si ricor-
da più il suo dolore e la sua angoscia per la gioia che un uomo è venuto al 
mondo. 
Lei è nostra Madre. 




La fine del nostro pellegrinaggio è l'ingresso nella casa del Padre Nostro 
sono molte dimore dove, dove si è recato davanti a noi per preparare un 
posto per noi. 
La fine di questa vita è ciò che chiamiamo morte - è un'ora in tutto, che le 
parole vengono pronunciate, le cose sono viste e sentite che sono conser-
vate nelle stanze segrete dei cuori di coloro che stanno accanto – è così che 
tutti noi....
Queste cose hanno nei nostri cuori o presentimenti o cose del genere. 
C'è il dolore nell'ora in cui un uomo è venuto al mondo, ma la gioia utile, pro-
fondo e indicibile, gratitudine così grande che giungeva più alto dei cieli.
Sì, gli Angeli di Dio, sorridono, sperano e si rallegrano quando un uomo è ve-
nuto al mondo. 




C'è il dolore nell'ora della morte, ma c'è gioia indicibile e utile quando è l'ora 
della morte, per uno che ha combattuto una buona Battaglia. C'è uno che ha 
detto: Io sono la risurrezione e la vita, se uno crede in me, anche se muoia vi-
vrà. 
Ci fu un apostolo che ha sentito una voce dal cielo che diceva: Beati quelli che 
sono nel Signore perché riposano dalle loro fatiche e le loro opere li seguono.
C'è gioia quando un uomo è venuto al mondo, ma non c'è gioia più grande quan-
do lo spirito è passato attraverso grande tribolazione, quando un angelo è nato
in Cielo. 
Il dolore è meglio che la gioia - e anche nella gioia del cuore è triste - ed è me-
glio andare alla casa del lutto che la casa delle feste, dalla tristezza del volto del 
cuore è fatto meglio. 




La nostra natura è triste, ma per coloro che hanno imparato e stanno imparan-
do a guardare a Gesù Cristo c'è sempre motivo di gioire. E' una buona parola 
quella di St. Paolo: come doloroso essere eppur sempre allegri. Per coloro che 
credono in Gesù Cristo, non c'è la morte e nessun dolore, con  la speranza - non 
disperate - c'è solo una costante rinascita, una costante via dalle tenebre alla luce. 
Essi non piangono come coloro che non hanno speranza - la fede cristiana rende 
la vita alla vita sempreverde.
Noi siamo pellegrini e forestieri sulla terra - veniamo da lontano e andiamo lontano. 
– Il viaggio della nostra vita passa dal seno amorevole della nostra Madre sulla ter-
ra tra le braccia del nostro Padre celeste.
Tutto cambia sulla terra - non abbiamo una cittadinanza stabile qui - è l'esperien-
za di tutti. Che è volontà di Dio che noi parte con quello che abbiamo più caro sul-
la terra - ci siamo, cambiamo sotto molti aspetti, non siamo quello che eravamo un 
tempo….

(Prosegue....)
















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