giuliano

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IL TOMO

lunedì 21 gennaio 2019

VIAGGIO NELLA MENTE DI JACK (il matematico) (51)




















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Viaggio verso Giove  &  verso la Luna  (49/50)

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Jack un mio amico... (52)















Non so quanti ne ho squartati - mi dice Jack il mio amico -, l’altro Pittore, Rembrandt lo abbiamo lasciato al patibolo con la serva ‘giustiziata’ anche lei per ‘degna’ mano… forse meno esperta nello scempio ritratto… forse solo un colloquio mai nato nel Dialogo rappresentato…

…Diviso e conteso fra Istinto Ragione e Diritto e la legge compiere medesimo misfatto…

Jack, come dicevo, mi confessa per altrui dire che tanti ne ha ‘letti’ e ‘sezionati’ nei tratti importanti nelle belle pose nei ‘profili’ scomposti e ricomposti in cavernose e nodose camere nutrire e saziare appetiti antichi, un qualcosa affine all’Arte come al sesso a pagamento… ‘Cultura’ nella forma del corpo smembrato in cui reciso un arto squartato un tronco sezionato le viscere per leggere, come un Tempo, gli umori degli Dèi, avvenire e remoto amplesso dai bordelli della Memoria tratti… ma quantunque sottratti alla logica del Tempo all’altare di un Dio così pregato…

…Ed anche squartato…  





 …In cui la prostituta in posa ed in attesa dell’atto da consumarsi in fretta… provando piacere e diletto nel segreto orgasmo nel tocco invisibile del cliente non sapendolo superiore artista dell’arte stessa… ammirata letta interpretata desiderata… ed infine sezionata per dovere e diritto di cronaca così rappresentata e mai nominando con il suo vero nome la ‘povera disgraziata’ in quanto non regna Anima nel corpo così denudato nella posa in attesa dell’amplesso compiere l’atto della Storia di una mente malata da squartare di fretta con il piacere ingordo e segreto di rappresentare il sangue male della Terra…

Jack il miglior ‘curatore’ della Storia così rappresentata ed anche squartata!  

Come la ‘Grande Notizia’ letta sempre uguale a se stessa con medesima tariffa oraria 20 volte al dì e sperare che la malattia quella veneria del cinismo non colga la vista di Jack in trepida fredda… eccitata attesa…





…Come la cultura quella esposta e dipinta con secolar medesimo igienico profilo socio sanitario permesso e concesso sempre uguali: mostri in mostra di se stessi 20 secoli al dì e che il sadismo di Jack non li colga e squarti in Frammentate Rime… di membra sparse… Per poi ucciderli di nuovo nei volti composti d’un Teatro affollato nello scuro adagiato bordello ove l’istinto affiora - e non quello di Jack - il silente pittore della Vita segreta… Adagiata nel letto nell’atto del coito sottratto al dovuto orgasmo dell’economica globale memoria…

…Per questo Jack ama solo le eleganti e ricche prostitute societarie giacché divise ed unite nel duplice motivo e Jack assolve il compito desiderato nell’orgia del Potere manifesto sul corpo desideroso di cotal represso peccato…

Di essere alla fine squartato!   





Solo nell’identico piacere del dipinto così come dello scritto: ritrarre e scrivere con medesimo superiore Genio di chi seziona codesto strano vivere pur all’ombra dello sguardo consumato del Teatro in cui ogni posa celebrata e ripagata con il dovuto ‘sterco’ moneta antica del Diavolo ritratta in posa di sé medesima al supermercato non più fiera…

…Sterco e concime di questa ed altrui Terra…

Jack non è il Diavolo!

Solo un Artista devoto quasi un ortodosso il suo non uno scempio solo sezionare e ricongiungere membra sparse d’un corpo malato in cui la cura un inutile Tempo sottratto ad un Dio nel dovuto compimento della Genesi della materia.

Jack artefice ed atto se pur Eretico del proprio misfatto!





…Ed appeso in alto arpionato ad un uncino come si suole esporre la testa del porco o il piede in cui inciampati Ragione Credo ed Intelletto… ed il morto Spirito alla macelleria esposto di cui Jack maestro più che degno, boia più che esperto…     
   
Sono rimasto in silenzio ascoltando il suo lamento divenuto peccato, sezionare squartare e farsi beffa dei preposti dell’ultimo allevamento  ed il boia vicino alla forca in inutile paradossale attesa.

Diviso e conteso in cotal Quadro dipinto per poi incontrare il boscaiolo dal fusto alla corteccia assiso lungo la via del ritorno… Jack tuona il rumore sordo dell’accetta lo squartatore all’ombra della selva confermare la grande offesa arrecata quale ultima frontiera superata tagliando fin dalla radice non solo la testa mozzata di questa mostruosa Società così putrefatta e mutilata fin dalla prima pagina tratta  stiva d’una prostituta ingrata nel potere della corteccia non più stampata… e neppure comprata!

Forse solo l’ultima Eresia commessa in bella posa mutilata e beffata.





Jack non ama il Dialogo siede quieto alla sua stanza come un solitario attento matematico, per ogni corpo squartato suggerisce una posa nuova scritta sulla corteccia… Ama beffarsi della Legge lui che di Arte s’intende, quando poi finisce l’Opera con i ritocchi dell’accetta, il fuoco o Diavolo gli è amico o forse ha domato anche quello nell’ultimo primo folle gesto…

…Chi sia il Diavolo o Dio per Jack conta poco siede più in alto di loro, si scalda al fuoco della selva: quando la ammira in bella posa la desidera con il respiro freddo del gelo, ritratta nell’animo più segreto la seziona e divora come fosse preda, dopo il rito antico appagato nel gesto calmo e nello sguardo sicuro accompagnato dell’antico avo  rimuove ogni peccato meditando la Vita da un fuoco così saziato…    





Jack ha squartato scritto e dipinto ed anche calcolato, tante, troppe pagine, come fossero le pieghe o piaghe inutili di uno strano incompreso vivere… Su fogli sgualciti su tele evaporate al vento in contorte squartate Rime… Abdicate ad uno strano moderno alveare di cortocircuiti in difetto del costruttore: Jack nell’ultima follia ha sezionato e macellato anche quello come fosse un agnello forse proprio questo il merito segreto del taciuto maestro…  

Ed ogni Lettera postata suona come un’offesa, con la povera prostituta sgozzata e mutilata in attesa della parcella confermare il ruolo cui ogni Società misura il grado della propria incompetente competente repressa Natura…





L’animo ingordo e freddo d’una prostituta!

Così ora sono in Dialogo con Jack (anche lui squartato) un poeta stanco in contrasto con un attento matematico; un pittore assorto nell’Opera contestata in prima pagina: “Jack ha colpito di nuovo fino alle viscere sparse d’una prostituta mentre recitava la scommessa persa o forse mai pagata”… Un mostro cui la Società così squartata e descritta si ammira nella puttana la vittima prediletta e bracca l’artista e la sua arte da bassa macelleria.

Jack mi parla da lontano un uomo di poche parole anche perché accusato ingiustamente lui che ama ed amava dipingere sino al ventre molle e flaccido della gente e squartarli fino nelle viscere qual boscaiolo senza poesia alcuna accompagnare il lugubre lavoro d’un inverno duro da sezionare al fuoco amico mentre fuori s’ode solo il grugnito d’un porco e Jack in attesa… vicino al tronco…





Ora idioti leggete…    


Lo Squartatore fu il più grande giocatore di tutti.

I suoi omicidi, gli indizi da lui forniti, le sfide alla polizia e alla stampa, i suoi capricci: tutto fu per lui un grande divertimento.

La più grande delusione deve essergli giunta dalla constatazione, fin dai primi omicidi, che i suoi avversari erano persone ottuse e prive di grandi capacità nel campo investigativo. Per la maggior parte del tempo, lo Squartatore condusse da solo i suoi giochi. Non aveva avversari di intelligenza pari alla sua e si faceva avanti per pavoneggiarsi fin quasi al punto di rivelarsi.

Lo Squartatore scrisse centinaia di Lettere alla polizia e alla stampa. Una delle sue parole preferite era ‘sciocchi’, parola che era anche una delle preferite di Oswald Sickert. Le lettere dello Squartatore contengono decine di ‘ha ha’, la fastidiosa risata americana di James McNeill Whistler, che Sickert doveva avere udito ora dopo ora quando lavorava per il suo maestro. Dal 1888 a oggi, tutti coloro che si sono interessati al mistero di Jack lo Squartatore e dei suoi delitti non hanno mai capito che quell'infame assassino era, più di ogni altra cosa, un uomo beffardo, arrogante, sprezzante e sarcastico, il quale giudicava tutte le altre persone come ‘idioti’ o ‘sciocchi’.














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