Precedenti capitoli:
Il viaggio dell'Anima
[& il Capitolo completo]
Prosegue con...:
La Spirale (14)
Prosegue ancora...:
Con il 'Giallo' del cieco armato
& Il racconto della Domenica,
ovvero ECOMAFIE RIUNITE
Ora andiamo al concetto di spirale: Spirale una linea retta avente la sua origine
nel polo e ruotante intorno ad esso, è detta vettore radiale; un punto che
viaggi lungo il vettore radiale in definite condizioni di velocità viene a
descrivere la curva spirale (definiamo la forma innanzitutto).
Abbiamo due differenti spirali: la prima o Spirale di Archimede
- se una semi retta gira uniformemente intorno alla sua estremità, un punto che
allo stesso modo si muove di moto uniforme lungo di essa descriverà una spirale
uniforme …o anche se, mentre il vettore radiale ruota uniformemente intorno al
polo, un punto P si muove di moto uniforme lungo di esso, questo punto
descriverà una Spirale Uniforme o di Archimede, è chiaro che una Spirale di
Archimede può essere paragonata ad un lungo cilindro avvolto su se stesso.
La seconda invece e al contrario, non viaggiando a velocità
uniforme, ma aumentando la velocità man mano che si muove lungo il vettore
radiale allontanandosi dal polo, creerà una Spirale Equiangolare o Logaritmica.
Scoperta da Cartesio nel 1638, dimostrò che la caratteristica di suddetta
spirale è che raggi ad angoli uguali rispetto al polo risultano in proporzione
continua, e inoltre dimostrò che le distanze misurate lungo la curva, partendo
dalla sua origine nei punti di intersezione di un qualsiasi raggio sono
proporzionali alla lunghezza dei raggi stessi, ne segue che i settori tagliati
da raggi successivi a uguali angoli vettoriali sono simili l’uno all’altro
sotto ogni riguardo, e ne segue ancora che tale curva può essere considerata
una figura che cresce continuamente senza mutare la sua forma.
Inoltre: nelle strutture la curvatura è essenzialmente un
fenomeno meccanico e la osserviamo nelle strutture flessibili quale risultato
di un piegamento ...ma né le conchiglie, né i denti, né gli artigli, sono
strutture flessibili, essi non sono stati piegati per accudire la loro
particolare curvatura, ma sono cresciuti ricurvi.
Nell’accrescimento di una conchiglia non possiamo concepire
nessuna legge più semplice di questa, che cioè il suo allargamento e il suo
allungamento devono avvenire secondo una proporzione invariata: ed è questa
semplice legge che la natura tende a seguire. La conchiglia, come l’organismo
in essa contenuto, cresce in grandezza ma non cambia di forma, e l’esistenza di
questa costante relatività di accrescimento o costante similitudine di forma è
essenziale e può essere presa come base della definizione della Spirale Equiangolare.
E’ caratteristica peculiare delle conchiglie a spirale, che
esse non alterano la loro forma mentre crescono. Ogni incremento è simile al
precedente e ogni ciclo di accrescimento rimane della forma primitiva.
(D’Arcy W. Thompson, Crescita e forma)
Tutta questa lunga ed
interessante disquisizione di Thompson per aver ben chiari i parametri dei
ragionamenti a venire (e spiegare i precedenti). Il nostro viaggiatore in rete,
o il cliente dell’agenzia di viaggio, o il semplice uomo comune che si adegua
ai ritmi sociali a cui sottoposto, compone una costante crescita simmetrica al
mondo e alla natura a lui circostante, e quindi un equivalente danno ambientale
nel momento in cui si crea una proporzione fra la fattibilità del desiderio…
(Volontario, manifesto o
innestato, grazie a nuovi e sofisticati procedimenti psicologici che non
muovono sui bisogni effettivi e naturali alla base del ‘polo’ della spirale, ma
ne creano di nuovi, a cui l’uomo successivamente si adegua, convinto di
aumentare le sue potenzialità di moto e accrescimento naturali,variando
condizione e premessa matematica alla base di essa.
Passando da una forma
all’altra di spirale.
Il turbine di una
ossessione che nasce da una patologia, da uno stress, da una schizofrenia, da
un disagio, e anche da una sopravvivenza, danno forma e contenuto al primo
gruppo di Spirale descritta. Il mutamento, la crescita (industriale non
compatibile), lo sfruttamento petrolifero, e molti altri esempi di
accrescimento li possiamo visualizzare nella forma e movimento di una Spirale
di Archimede. Ciò sotto certi aspetti è normale, se compatibile con l’ambiente
per cui il motivo di tale innesto matematico, ma quando questo tende a
modificare l’armonia di ciò che lo precede, e da cui è nato e per cui si
sviluppa, si crea quella disarmonia totale che ci porta a convergere su questa
ed altre disquisizioni, cui spesso, nostro malgrado, siamo costretti ad
intervenire, per non dissociare la nostra forma ed il calco di essa, in una
condizione molto simile a quella dei moderni ed antichi Creazionisti.
La lenta progressione
dall’origine del creato, fino alla semplice forma di una conchiglia, fino alle
cose cui ci appartengono e che forse molto spesso non abbiamo notato hanno una
uguale simmetria di crescita e moto. Questa l’abbiamo evidenziata nel calco e
nella forma di una Spirale Equiangolare. Distaccarci da tal forma e contenuto,
disconoscere queste proporzioni, trascurare queste simmetrie, ignorare tali
verità nascoste, non porta molto lontano l’intuizione di Archimede. La sua
inventiva rispetto alla natura, rimarrebbe, oltre che riduttiva, anche
deleteria. L’uomo non può far altro che apprendere, osservare, imitare, e per
quanto possibile, attenersi e conformarsi all’originale. Questa semplice regola
è alla base non solo dell’Ecologia, ma della reciproca armonia che possiamo
migliorare, nella coabitazione evolutiva con l’intero Creato.)

…del viaggio e la sua
moderna e veloce immediatezza con tutte le possibilità economiche che ci
permettono di realizzare tale intento. Inoltre i mezzi e le strutture di cui
necessitiamo per soddisfare tali bisogni.
Infatti mi accorgo sempre
più spesso che l’ambiente viene modellato per le esigenze dell’uomo, questa
frattura fra due diversi spirali porta alle catastrofiche conseguenze a cui
nostro malgrado siamo costretti ad assistere.
Proseguendo, ora, il
Viaggio nel Viaggio, torniamo sui luoghi abbandonati - cui Ulisse con la sua Vela coprire le velate membra di Sara - mi fanno
compagnia ispirando Pensiero e dedotto
Elemento, e dove questa ed altre considerazioni occupano i miei
ragionamenti, mentre altri privi di pensiero sfrecciano in (e con) cilindri di
moto e forma. Fra una sgomitata ed una smorfia (il progresso conosce e si
riconosce nelle sue ‘espressioni’ di accrescimento che lo caratterizzano quale
‘verbo’ di una sola lingua di un sol ‘abito distinto’ e possibilmente marcato,
di una sola ‘volontà’, di una sola ‘certezza’ scritta nella ‘smorfia’ della
ricchezza… quale moneta della più assoluta volgarità rispetto alla bellezza
della Natura…) ho considerato tali proporzioni:
Fra l’immutato e il
mutato.
Fra il nuovo e l’antico.
Fra il vecchio e il
giovane.
Fra il torrente ed il suo
letto.
Fra la valle (montana) ed
il resto che la circonda.
Fra la casa e lo spazio
da essa occupato.
Fra il loro divertimento
ed il mio.
Fra il loro pensare ed il
mio.
Fra la mia Chiesa e la
loro.
Fra il piccolo e il
grande.
Fra il compatibile ed il
lusso gratuito.
Fra il rispetto ed il
danno.
Fra la ricchezza e la
povertà.
Fra la natura e l’uomo.
Fra il bene ed il male.
...Ed infine… fra la vita e la morte.
E’ chiaro che una Spirale
di Archimede può essere paragonata ad un lungo cilindro avvolto su se stesso, è
anche chiaro che il raggio che si accresce in maniera uguale nel succedersi
delle volute aumenterà in progressione aritmetica e sarà uguale a una certa
quantità costante moltiplicata per l’intero numero di giri, o, in termini più precisi,
moltiplicata per l’intero angolo di cui ha compiuto la rivoluzione, ed è anche
chiaro che il raggio incontrerà la curva con un angolo che cambierà lentamente
ma continuamente tendendo a diventare un angolo retto man mano che le volute
aumentano di numero e diventano sempre più circolari.
(D’Arcy W. Thompson,
Crescita e forma)
E’ scontato che gli uomini di fronte ai loro
bisogni, alle loro economie, alle loro urgenze, alle loro ambizioni, alle loro
necessità, difficilmente seguono il corso della natura. Non certo quello che è
l’interesse specifico di una natura che non conosce ambizioni, eccetto quelle
individuabili nel motivo e significato della vita stessa. Ma unicamente il
lento progredire della propria evoluzione che si misura, non nella corretta
applicazione di essa nella consequenzialità degli eventi, ma, un evolversi di
‘progresso’ nel completo regresso nell’ambito del concetto mal definito e mal
interpretato di sopravvivenza.
Il capobranco all’interno
di un gruppo di lupi si deve certamente distinguere per le sue doti,
difficilmente è in grado di maturare un comportamento a danno di altri, a meno
che non intervengono specifici fattori. La sopravvivenza detta la maggior parte
delle regole compresa la riproduzione. Il concetto di benessere, inteso come
ricchezza o lusso, è termine e condizione disconosciuta nel regno della natura.
I lussi sono tutti quei fattori primari affinché l’essere vivente è in grado di
soddisfare i suoi bisogni, e la natura in questo contesto possiede una
autoregolamentazione nella quale è in grado di mantenere integri i propri
equilibri entro i termini specifici dell’evoluzione (segue la costante della
Spirale Equiangolare, muta forma ed aspetto secondo tale accrescimento
naturale).

Le scoperte e gli studi
di Darwin sono serviti a lungo per determinati settori produttivi
dell’economia, per applicare logiche estranee, sia alle scoperte derivate dagli
studi, sia alla stessa natura dell’uomo. E’ un miracolo evolutivo l’intero
nostro meccanismo neurologico, ma dobbiamo imparare a non dimenticare.
Innanzitutto ad avere chiari i gradi di evoluzione che ci hanno permesso tutto
questo, fin dove ora poggiamo le nostre civiltà. Esse non sono nate in maniera
autonoma rispetto all’uomo che pian piano le ha concepite. Ma pur avendo aspetti
uguali o simmetrici in ogni luogo, sono il frutto di un grado di evoluzione
nato dal rapporto continuo con la terra di appartenenza. Terra che dona il
sostentamento per la necessaria affermazione e la pretesa di ogni presunta
superiorità misurata con il metro della cosiddetta evoluzione.
Proprio questo rapporto e
il conseguente mutare delle condizioni primarie hanno portato ad uno specifico
grado di civiltà. Mutando determinati equilibri, mutano le condizioni di vita.
Nella storia questo comportamento ha creato le premesse per delle mutazioni
irreversibili, recidendo di fatto quel cordone ombelicale che alcune civiltà
cosiddette primitive instaurarono con la terra di appartenenza. Questa
evoluzione dell’uomo, che è alla base del principio di conquista con fini più o
meno validi, ha convalidato anche il cambiamento di costumi della civiltà
sottomessa. Il cattolicesimo fu esportato in ogni terra ‘incivile’, dove gli
indigeni privi di un’anima vivevano in comunione con gli elementi, così in ogni
luogo vennero studiati indottrinati e poi distrutti (nei legami di appartenenza con Madre Terra i loro
miti vennero mutati a beneficio di una religione di salvezza che troppo spesso
era sinonimo di Croce nello stesso motivo non accettato e condiviso, del
medesimo patimento di cui gli artefici si facevano, (e fanno) portatori e
missionari di un messaggio di pace).

Conserviamo ricordi in
ogni luogo, dal nord al sud del mondo. Ma questo ‘modus operandi’, di fatto
oggi sostituito, con un simmetrico sistema di indottrinamento rivolto al suo
opposto: cancellazione di principi teologici per una completa conversione a
principi consumistici. Sia nel primo che nel secondo caso, il fine è
l’annientamento e assoggettamento ad un sistema civile ed economico che
avvantaggia gli Imperi che si fanno carico di tale missione. Gli Spagnoli e
Portoghesi prima, gli Americani poi, in nome degli stessi principi, hanno
conseguito i medesimi risultati.
Annientamento e
distruzione.
Pensiamo l’uomo ed il suo
comportamento istintuale immutato, rispetto all’animale quale era e da cui
evoluto che potrebbero giustificare tale istinto, scopriamo invece l’evoluzione
contraddire tale volontà annientatrice. La guerra è il fine per il
raggiungimento di tale scopo. Cercherò di esaminare gli aspetti di questi vari
comportamenti connessi fra loro. Mai scissi dal principio regolatore di una
Spirale che tende a creare (anche con la catastrofe o la forza) e mai mutare
radicalmente gente e paesaggi (in un arco di tempo inversamente proporzionale
allo stato evolutivo raggiunto).
Questo per il vero parmi
un ‘passo’ difficile e di cui forse non gradita manifesta o velata concretezza,
certamente non dal nobile con cui divido tale intento, e la signora che con me
dimorano al finestrino della carrozza, ove il Viaggio giammai smarrito, ragione
della mia Parola ora che si affaccia questa Spirale dal cielo evoluta. Forma un
Tempo incerto a tratti indeciso, un quadro certamente diverso quanto abituati figurare e narrare la bellezza di un
Sogno che pare d’incanto smarrito. Una poesia con cui tracciavamo Passo e
Parola, sentieri della nobile lingua evoluta ma ora all’improvviso smarrita
(forse perché ne hanno ‘inventato’ una
nuova che esula dal dono della retta Poesia al bosco ove la via apparmi, per il
vero smarrita, oggi più di pria, assieme alla fedele compagna Rima, cosicché
privati della linfa nello sconcerto e stupore di codesta vita, il verso fuggito
e riparato alla caverna del Primo Dio…).

Potrebbe nascere bufera
dal calore torrido del primo mattino, è stato inseparabile compagno per le
ricche terre attraversate forgiate nel nome di un Inferno cui il girone abbiamo
dimenticato dal troppo sudore patito come mai, per il ricordo seminato e nel
fuoco raccolto del visibile panorama narrato. Cui noi, eterni nello Spirito,
perimmo e patimmo, ora riflesso nel loro misero ingegno e diletto mentre
vediamo perire la crosta su cui evoluta la misera ‘serra’ nella Spirale… febbre
di un incubo cresciuto e nutrito.
E nella fretta di
proseguire l’avventura, ragione del nostro esilio, sperare che il ‘passo’ detto
possa concedere un po’ del refrigerio cui le vette, di alte difficili e
inesplorate vie, sanno affidare quali avventure ed Eresie accompagnate dalla
volontà di scoprire e governare antiche e nuove regioni… agli Dèi sconfitti…

(Il ‘dotto’ accademico
potrebbe contestare l’azzardo di tale ‘enunciazione’, giacché il suo regno,
specchio dell’ingegno giammai eretico, sempre al servizio di un monarca
progredito cui servo e signore. Cui araldo e custode nell’ortodosso sermone
servito alla mensa della Storia, piatto saporito il quale popolo bracca e
divora. La (sua) ‘materia’ potrebbe, come solo giudizio dell’infelice (sua)
natura, contestare nel motivo del progresso dominato principio del vero creato.
Del resto era scritto fin dall’inizio: ‘verbo’ del Dio saggiamente condiviso
all’accademico comandato nel principio del visibile viaggio… rivelato. Nel
quale l’uomo, fra l’altro, può godere dei traguardi raggiunti… Nel virtuale di
ogni immagine riflessa, in quanto calco e forma, godono ora, nell’inferno ove
regna la ‘materia’ dominata, il fuoco di un apocalisse specchio di un inferno
di cui solo un Dio (Straniero alla ‘mensa’) potrà opporre giusto giudizio.
Giusta sentenza a cui altro ‘verbo’ inutile e inferiore alla Spirale ora contemplata
nel rogo quale grido di un ogni elemento perito. Immagine del supplizio cui
condannarono il martirio dell’eretica Verità dettata di chi preferì altra
conoscenza. Potrebbero, uniti, nel visibile viaggio da ognuno consumato e
goduto, tacitato e privato però, del retto nutrimento e arbitrio ragione dello
Spirito, contestare anche la pretesa di chi ‘Nulla’ alla ‘materia’ da loro per
sempre detta. Da quando, cioè, l’Universo nella Spirale evoluto, Sogno
inquisito e braccato immagine del Primo Dio… e nella Spirale perito e taciuto
nel Secondo… destino di un diverso ingegno!
(Prosegue...)