CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

domenica 8 luglio 2012

IL DRAGO















































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Dopo l'incidente..... o l'omicidio.....
la magistratura del Potere non tenne alcun conto della perizia fatta dagli
esperti italiani e dalla quale risultava, inequivocabile, che eri stato colpi-
to dalla Peugeot con una manovra di testa coda, così...per ammazzarti.
Non tenne conto e anzi liquidò con notevole fretta la storia di un certo
Giorgio Leonardos, pregiudicato di Salonicco, secondo la quale la not-
te fra il 16 e il 17 aprile, in piazza Omonia ad Atene, s'erano incontrati
quattro membri del gruppo fascista Aracni, Ragno, il medesimo di cui
m'avevi parlato dopo la lettura dei documenti....
Non tenne conto di tutte le volte che tentarono di bloccare tutti gli ar-
chivi, oggi moderni sistemi informatici.......



















Non tenne conto di quel Basilio Kaselas, medico, estremista di destra,
e i suoi strani inquilini. Agente della CIA a Salonicco, poi quello di
Antonio Mikalopulos, altro pregiudicato di Salonicco, già coinvolto nel
un precedente assassinio del deputato Lambrakis, nonché proprietario
di una Bmw rossa.
Nella sua testimonianza al giudice istruttore, Leonardos ne disse di co-
se.
Sottolineò perfino che qualche giorno dopo la tua morte Kaselas s'era
trasferito a Londra, a quel tempo rifugio di molti fascisti. Consegnò
perfino una delle rivoltelle a gas che i picchiatori dell'Aracni usavano
per stordire le loro vittime.
Appunto la rivoltella made in West Germany, numero di matricola
158789.





















...Eppure alcuni giornalisti avevano ben accertato che Leonardos non
era poi tanto pazzo, come volevano farlo credere: l'Aracni esisteva dav-
vero, a Londra Kaselas c'era andato davvero, e passando da Monaco
di Baviera dove aveva incontrato Sdrakas, l'ex ministro fuggito dalla
frontiera di Ezvonis con Kurkulakos.
E così, mentre accadevano altre cose leggiadre, mentre il giudice Giu-
velos diventava l'apostolo del coraggio e della democrazia e della liber-
tà divulgando gli archivi che t'aveva proibito di pubblicare, naturalmente
gli archivi che non toccavano il drago o i compari del drago, nessun ac-
cenno al memoriale da lui inviato a Ghizikis, nessun accenno alla scheda
col numero 23; mentre il drago restava ministro della Difesa, indisturba-
to e indisturbabile, invulnerabile; mentre il tuo partito si rifaceva una ver-
ginità espellendo Tsatsos, cioè accogliendo post mortem la tua richiesta;
mentre Papandreu adottava il tuo cadavere come si adotta un orfanello


























indifeso e lo sbandierava come un cencio in comizi mentre i tuoi amici
e compagni finivano in blocco con lui in cambio d'una bella poltroncina
in Parlamento; mentre i fascisti picchiavano Fazis con furia selvaggia
rompendogli il cranio e la memoria (i loro metodi....); mentre anch'io
venivo minacciata con lettere e telefonate, prova a scrivere-certe-cose-
e-vedrai, stampa il-tuo-libro-e-vedrai-te-li-manderemo-fin-sotto-casa.
Mentre il popolo accettava questo, di nuovo, subiva questo, di nuovo,
cieco e sordo e zitto, anche quando ti minacciavano sotto casa per tut-
ta la notte, piegato di nuovo all'obbedienza o alla convenienza o all'im-
potenza; mentre nessuno osava dire assassini tutti, a destra a sinistra
al centro, lo avete ammazzato tutti insieme, lerci assassini che vivete
sugli alibi dell'Ordine e della Legge, della Moderazione e dell'Equilibrio,
della Giustizia e della Libertà.





Il Potere vinse ancora una volta.
L'eterno Potere che non muore mai, che cade solo per risorgere, che
si beffa dell'altrui libertà, che può tutto, e ....diverso solo nella tinta.
Lo vedi si veste ora di nero ora di rosso....
Ma tu lo avevi ben capito che sarebbe finita a quel modo e, se mai a-
vesti un dubbio, esso svanì nell'attimo in cui tirasti il respiro profondo
che ti succhiava dall'altra parte del tunnel: nel pozzo dove vengono
puntualmente gettati coloro che vorrebbero cambiare il mondo, abbat-
tere la Montagna, dare voce e dignità al gregge che bela dentro il suo
fiume di lana.
I solitari incompresi.
I poeti!
Gli eredi delle fiabe insensate ma senza le quali la vita non avrebbe alcun
senso, e battersi sapendo di perdere sarebbe pura follia. Tuttavia per
un giorno quel giorno che conta, che riscatta, che viene magari quando
non si spera più, e venendo lascia nell'aria un microscopico seme da cui
sboccerà un fiore, lo capì anche il gregge che bela pensando di urlare,
...dentro il suo fiume di lana......
Li vedi Alekos sono ancora lì, spiare pensando di vedere....o di posse-
dere il mondo.....
(O. Fallaci, Un Uomo)











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