giuliano

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IL TOMO

martedì 21 maggio 2013

ALCATRAZ ISLAND (5)














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Gli operai conobbero presto il motivo del segreto. Il sindacato di Guggenheim
profondeva capitali per la costruzione di una ferrovia di grande traffico, dall'-
interno di Katalla a Chitina.
Esercitando il controllo sulla favolosa miniera di rame di Kennecott, si lavora-
va a spron battuto e con interesse concorrente, per uno sbocco al mare. Nel
porto di Katalla era stata costruita una enorme diga.
Il giovane Stroud sostenne una fatica massacrante, ma l'opera ebbe una ina-
spettata sorte. Una violenta tempesta sconvolse la diga, dimostrando al Sin-
dacato che la scelta era stata errata; il progetto fu poi abbandonato.























La squadra degli operai emigrò verso il nord, dove un ingegnere, Mike He-
ney, favolosamente audace per interessi rivali, stava gettando un pilastro di
rinforzo nell'interno di Chitina, per renderlo il porto più difeso di Cordova.
Stroud era del gruppo che sudava per immergere i cassoni alla profondità
di oltre cinque metri sotto il letto delle acque rumoreggianti, e che gettò un
ponte di quattro arcate sull'altra parte di un banco di ghiaccio galleggiante.
Là, l'alto e smilzo giovane incontrò un certo Rex Beach; uno dei tipi di quei
libri che Stroud più tardi leggerà, nella più grande umiliazione dell'isolamen-
to Costui assicurò il giovane Stroud che il salmone dell'Alasca lo interessava
più dell'oro.
In Cordova la vita di Stroud ebbe una piega fatale.























La sua fibra sottilmente logorata da un lavoro incessante, fu di nuovo prova-
ta da una polmonite. Rimessosi in salute, passava la convalescenza in una
sala da ballo gestita da una ragazza, Kitty O'Brien. In Alasca dove l'elemen-
to femminile difettava, si può dire che qualsiasi donna al di sotto dei 50
anni, e con l'occupazione di Kitty, veniva ritenuta giovane.
Kitty aveva 36 anni; gli occhi cielo cupo, dal portamento di autentica irlan-
dese, energica ed onesta all'aspetto. Nei movimenti rapidi dei suo vestito
di raso da sala da ballo, era uno dei tipi avvenenti dell'Alasca; sul suo con-
to correvano molte dicerie.

























Il sereno Stroud probabilmente non avrà mai conosciuto quello che Kitty
sentiva possibile. Può darsi che egli non abbia conosciuto il fascino di una
donna molto gentile che intuisse l'integrità del suo cuore?
Nessuna donna era entrata nel campo dominato da sua madre.
Kitty vide Stroud certamente a fine estate del 908; ed il giovane conobbe
a 18 anni la bellezza ed il fascino della sua prima ragazza. Kitty era lusin-
ghiera e divertiva; Stroud la trattava gentilmente e spesso, persino con
venerazione: gentilezza e venerazione che condividevano, quando erano
soli in sala.
Gentile e cercata dagli uomini, Kitty sentiva elevazione la compagnia di
questo giovane serio. L'affetto suo verso il ragazzo cresceva, e la familia-
rità che essa per prima sentì materna, sublimava il piacere degli stimoli
della sua passione.





























Nei cabaret di Cordova, Kitty era franca ed energica cassiera, ma eva-
deva dal suo ufficio durante la presenza di Stroud. Straud ne era infatu-
ato e la sua infatuazione lo agitava eccessivamente, turbando i problemi
che sorgevano.
Senza un soldo, doveva in qualche modo fare dei denari.
I giorni in Alasca si accorciavano, e la stagione piovosa per i venti di
tramontana, portava a Cordova il freddo.
Un giorno di agosto, Stroud ebbe per caso a Cordova la possibilità di
fare denaro. Con mezzi avuti in prestito da Kitty comprò un carro di
granoturco adatto per essere arrostito.
Con un largo cappello bianco, slanciato nella persona, Stroud se ne sta-
va in piedi, accanto al suo chiosco di vetro e vendeva diversi sacchi a-
romatizzati con sale e strutto, nella stessa confezione che richiamava
alla mente gli usi della lontana casa.






















Eventualmente egli avrebbe guadagnato un lingotto d'oro, valore di mol-
to superiore alla sua merce, a favore di un nostalgico nauseato dell'inver-
no dell'Alasca.
In un freddo pomeriggio di settembre, mentre pestava i piedi, si avvicinò
alla sua edicola una persona robusta, elegantemente vestita, con cappello,
giacca e cravatta neri.
- Fortuna che tu raddoppi o prendi nulla, per un sacco di questa materia.
- Carletto Dahmer!
esclamò Stroud,
- Credevo che tu fossi a Katalla.
Il vero nome di Carletto era F. K. Von Dahler. Nato da una famiglia di
origine germanica, era chiamato Carletto perché vestiva da avventurie-
ro. I lunghi mustacchi neri lo rendevano più vecchio dei suoi 28 anni.
Classificato come uomo saldo nella lotta, Carletto gestiva una liquore-
ria, quando Stroud lo conobbe a Katalla.
Carletto fece scivolare un dollaro d'argento, e Stroud perse il prezzo
di un sacco di granoturco, e poi chiacchierarono un poco.
- Dove vai?
chiese Stroud.






























- A Juneau, al bar Montana.
Carletto diede a Stroud un'occhiata significativa.
- Sento ragazzo, che frequenti Kitty O'Brien.
Stroud fu colpito vivamente dal suo tono di voce.
- La conosci bene,
aggiunse Carletto con una strizzatina d'occhi.
Stroud cambiò immediatamente discorso.
- Dimmi Berto, se voi due scendete a Juneau,
chiese Carletto. E si allontanò mettendo in bocca del granoturco.
In seguito Stroud chiese a Kitty informazione su Carletto.
- Io e tutti gli altri lo conosciamo qui,
rispose Kitty.
Poiché le notti si allungano in Alasca e gli affari cessano a Cordova,
Stroud vendette la concessione del granoturco, restituì il denaro a
Kitty e discussero i loro piani.
In novembre salirono a bordo di un battello indirizzati a Juneau; an-
darono ad abitare nel palazzo Clarke e Stroud si mise in cerca di la-
voro. Trovò occupazione in un grande bar, gestito da uno venuto dal-
l'Alasca, molti dei quali andarono in miseria per il whiski, il gioco di
azzardo e le donne, senza poter salvare i risparmi fatti prima delle
continue fortunate operazioni speculative.
(Prosegue...)













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