giuliano

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IL TOMO

martedì 10 dicembre 2013

AMMAZZARE IL TEMPO: la via di mezzo (26)















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La via di mezzo (27)











Godel ha dichiarato che il suo interesse per la prova ontologica dell’esistenza di Dio è puramente logico e gli si può credere. Anche logici atei si sono cimentati con il problema (che non è solo di … Tommaso…).
Ma Godel non era ateo.
Godel è una figura preminente nel panorama culturale del ventesimo secolo, un personaggio che si può affiancare a Einstein, sia per l’importanza scientifica, sia per il fascino che emana dai suoi risultati. E’ quindi legittima nel pubblico la curiosità di conoscere le sue convinzioni personali; queste non sono generalmente note, per la ritrosia di Godel a manifestarle per iscritto.
Nonostante la sincera amicizia che li legava, il suo carattere era profondamente diverso da quello di Einstein, che si è spesso pronunciato apertamente su diverse questioni etiche e politiche.




Un termine che ricorre frequentemente nei giudizi di Godel è lo ‘lo spirito del Tempo’ o ‘il pregiudizio del Tempo’, con il quale egli non si sente per nulla in sintonia e dal quale prende spesso le distanze condannandosi all’isolamento (e concordo pienamente nel suo punto di vista….).
Una citazione ci avvicina subito al personaggio.
Il logico Abraham Robinson fu colpito da una malattia terminale proprio quando Godel cercava di organizzare la sua chiamata all’Institute for Advanced Study di Princeton. Godel gli disse, o meglio gli scrisse, il 20 marzo 1970: 

Come sa, io ho opinioni non ortodosse su molti argomenti. Due di esse sono pertinenti alla sua situazione attuale: 1) non credo che alcuna diagnosi medica sia certa al cento per cento; 2) l’affermazione che il nostro ego consiste di molecole di proteine mi sembra una delle più ridicole mai sentite. Spero che lei condivida almeno la mia seconda opinione.




 Un esempio molto più sorprendente è il seguente. Nel ‘Nachlass’ sono stati ritrovati fogli sparsi, scritti intorno al 1960, uno dei quali contiene 14 proposizioni sotto il titolo ‘La mia visione filosofica’. La quarta proposizione recita: 

Esistono altri mondi e esseri razionali di una specie diversa e superiore…

Ma Godel non viveva male la propria singolarità alla quale attribuiva al contrario gran parte del merito dei suoi successi. Lo spirito del Tempo è costituito per lui da esagerazioni che offuscano una parte della realtà e impediscono una ricerca libera da pregiudizi, dai quali invece egli non è stato vincolato.




Godel è stato sempre convinto che proprio il suo non seguire lo spirito del Tempo gli abbia permesso di ottenere i risultati più importanti, dal teorema di incompletezza del modello per la non contraddittorietà dell’ipotesi del continuo. Si riferisce, a questo proposito, al pregiudizio prevalente negli studi sui fondamenti della matematica di considerare ammissibili solo tecniche sintattiche e di diffidare del contenuto del pensiero. In una classificazione delle possibili visioni filosofiche, nella quale inserire gli studi fondamentali della matematica, egli propone come criterio di caratterizzare le filosofie ‘secondo il grado e il modo della loro affinità con la metafisica (o religione) o, al contrario, della loro distanza da essa’. 




Si ottiene uno spettro nel quale a destra si collocano spiritualismo, idealismo e teologia, a sinistra scetticismo, materialismo e positivismo. Dal Rinascimento in avanti, la tendenza, non lineare è stata per uno spostamento da destra a sinistra. 
Godel si collocava decisamente nell’ala destra. Non ha mai condiviso le posizioni del circolo di Vienna, dalla cui......

(Prosegue.....)













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