giuliano

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IL TOMO

sabato 2 maggio 2015

IL TEMPO E LA MEMORIA (14)











































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Il Tempo & la Memoria (13)

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Il Tempo & la Memoria (15)














… Ora debbo di nuovo fuggire, chi mi perseguita è un Diavolo da santo vestito il suo inganno è pari all’ingegno di cui pensa ottenere il favore del suo Dio. Debbo fuggire da questo dire, da questo rigo scrutato, da questo pensiero adoperato e controllato dalla materia di un falso Creato. Debbo fuggire, e le ali di Jonathan non bastano a placare il tormento di questa cella, di questo inganno, di questo agguato, di questo paese convinto della ragione scritta nel bene è un male antico da romano vestito, fustiga e tortura la schiena di Dio.
Dono a te il perdono del Primo Dio nell’inganno consumato!
Debbo fuggire perché ora l’inganno dopo averti privato della vita e del diritto troverà nuova scusa al porto antico, incaricherà il nuovo inquisitore per illudersi di un barlume di ragione nel terreno dei secoli così coltivato stratigrafia di una Terra immune dalla coscienza nel peccato consumato. La sua minaccia è il tuo mattino, la sua falsa parola la morte cui destina la verità rubata e braccata. Debbo fuggire per poi tornare a volare con le ali di un sogno mai smarrito in questo martirio.













Debbo fuggire e dipingere il quadro antico per ricordare il compito di cui si investono braccando la Parola non gradita al guerriero paladino di Dio. Il Tempo e la Memoria rinnovano il terrore del gesto antico di cui il popolo caccia in nome e per conto di Dio… Secondo al Primo di questa Rima cui ho affidato la preghiera per sempre inquisita e tradita… Debbo fuggire perché ora il secolare compito investe come un Tempo l’inquisitore di Dio e priverà quanto è tuo per confiscarlo in nome di Dio, la ricchezza è la sua chiesa pur indossando povera parola alla piazza ove il pellegrino reclama il perdono per ogni peccato ed inganno consumato in nome di… Dio. Debbo fuggire fra le risate e le minacce, occhi indemoniati che braccano la Poesia la Rima con la maschera viso di una eterna smorfia a cui mai destinano il peggiore delinquente Barabba del popolo per il quale implorano perdono. Dopo consumano l’agnello nel rito che giustifica il linciaggio. Chi la bestia? Chi il lupo in questa Rima? Eppure il buon pastore ha profondo terrore incaricò il magistrato ed inquisì l’oltraggio. Lupo rinacque alla mia ora, mi dettò la Verità inquisita e arsa dall’intolleranza antica, mi narrò la Vita così consumata in nome della Dottrina…
Il Tempo e la Memoria compagni del mio cammino, ogni volta che scorgo ugual volti e gesti lungo lo stesso ghigno, ogni volta che scorgo gli occhi dell’odio che muove Parola senza nessun motivo, odio antico più antico del loro Dio, il Dio prima di Dio mi conceda la forza di questo antico martirio…




E l’Eretica Parola mi scruta e mi vede e comanda la Via, ricordare il male subito in nome del loro Dio… Rima inquisita Anima braccata….      

Povero Eretico,
son io che ti osservo
nell’angolo nascosto
accanto alla brocca,
dove non sapendo,
stai bevendo l’antico tormento
confuso con lieto piacere.
Dona segreta parola
nell’infinita ora:
stai creando nuove stelle
in questo Universo
dove ti sei appena perso.
Fiumi di parole e tanti pianeti,
eterni prigionieri di una strana materia,
perché sempre avanza per questa cella
specchio di una diversa creanza…




 A parte… il quaderno (ed alcune lettere…) (ora divenuto nuovo strumento certamente più evoluto cui affidare il numero compiuto il formato e la grandezza ai miei occhi smarriti è sempre un quaderno cui affidare il gesto per Eretici perseguitati…) approdato presso la Biblioteca non è possibile dire con precisione il motivo della sua compilazione, visto l’imparzialità e inconsistenza dei fatti addebitati ai perseguitati. L’interesse seicentesco per gli Eretici non si è consolidato in opere manoscritte, né a stampa (ed io che ho rimato e scritto conosco il Tempo della persecuzione subita…), ciònonostante, altro ancora si può aggiungere circa i perseguitati protagonisti della repressione inquisitoriale. La sutura documentaria fa emergere un orizzonte devozionale che gli inquisitori collegano ai buoni cristiani dualisti – coloro che comunemente vengono definiti catari – e colpiscono individui quasi sempre isolati e raramente difesi in difetto negato dei loro diritti…
Questo particolare non è trascurabile…




… Gerolamo Biscaro per primo fece la scelta coraggiosa di pubblicare Frammenti esemplari - veri e propri exempla del lavoro dell’inquisitore - estratti dai quaterni racionum degli inquisitori. Il suo impegno scaturiva da un clima di entusiastiche e sistematiche campagne di scavi documentari appartenenti alla Geologia stratigrafica della Storia e della Memoria… Tutti i suoi scritti ripropongono il binomio inquisitori-eretici, privilegiando il quaternus del frate Predicatore Lanfranco da Bergamo figlio del fu Giovanni da Grumello del monte… ‘inquisitor haereticae pravitatis’ dell’officium… dal settembre-novembre 1292 al giugno 1305. Funzionalmente elegante, il ‘quaderno’ pergamenaceo rappresenta un unicum in un contesto conservativo omogeneo tipologicamente, ma non altrettanto uniforme per materiale, dimensioni, qualità e quantità informativa, oltre che per modalità di redazione. 
In primo luogo, esso rende conto di un mandato individuale (universale) continuativo, permettendo di seguire e contestualizzare in coordinate ampie l’attività del ‘frate’ inquisitore. La dilatazione temporale delinea vicende nel loro divenire e suggerisce lo sviluppo della logica redazionale. Il mero dato contabile introduce....














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