CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

domenica 19 agosto 2018

IL FIGLIO DEI LUPI (con il permesso della 'lupara') (26)











































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Relatività Spirituale (1/25)

Prosegue in:

L'inferno dei monaci (27) &

Il tempestoso ponte del XXI secolo (28)














Una giornata ventilata e un paesaggio assolato.
Aperta campagna a destra, a sinistra e davanti; una foresta, dietro. Ai margini di questa foresta, di fronte all’aperta campagna, ma senza avventurarsi in essa, lunghe schiere di truppe, ferme….

Accorrete gente!

Accorrete!

S’ode non troppo distante dallo stesso… Tomo…




Così ‘recita’ lungo l’affollata via giacché il Sentiero abdicato per altra ‘dottrina’, solo una strana mulattiera e una Natura profanata dall’astuto cacciatore, non certo trovatore dell’onesta Parola, solo un idiota e la strana sua mania di perseguitare la Vita….

…Allora come vi dicevo, non lontano dalla ‘cabina’ del vecchio Jack, in compagnia della sua Lupa, rimembravamo tempi andati passati quando lungo il torrente meditavano il senso di questa Vita e con essa il giusto Sentiero non certo per profanarne cima e bellezza solo  decantarne la segreta ‘potenza’ e prima statura…

…E Bellezza braccare ciò di cui sprovvista la misera  bassa sua natura…

…Bellezza si arma in cammino (eterno cammino) nella perenne propria ed altrui guerra…. incisa sulla pietra non ancora scrittura…




…Così se pensate i tempi passati da quella lunga corsa da quella caccia, cari miei lettori ed uditori (uniti associati e/o a delinquere bivaccati) vi state sbagliando di grosso…

Vi state sbagliando di certo…!

Taluni personaggi e non certo Elementi non sono frutto della fantasia esistono in ogni via (una volta al tempo antico di questo o altro èvo Sentiero di Vita) e ricordarne la bassa e vile natura così come le indelebili gesta non è diletto o opera di Trovatori (antichi segreti rimatori) ma un dovere che supera l’impropria falsa (farsa) cronaca… Un dovere per ogni Elemento quanto da loro ammirato ma non certo mai posseduto….

…E divenire Epica Strofa….

Voi ciechi cantori…

Considerate la fiera corsa di un lupo…

Ammirate il volo solitario di un gheppio o da un aquila accompagnato…

Ammirate l’eleganza di un cervo…

Scrutate la compostezza di una gazzella…

O solo l’agilità di uno scoiattolo….

L’amicizia di un cane immerso nella propria Natura…

Il volo d’una farfalla accompagnata al suo fiore…

La fatica d’un Salmone e le difficili gesta… (giacché anche lui medita chi il vero pesce in questo torrente in questo fluire da cui la vita….)…




Poi di contro osservate la semplice andatura - dicono camminata retta e sicura - di quella scimmia evoluta: grossa malferma zoppicante sulle proprie gambe pelose giacché uomo e donna…

…Non imprechereste in nome di Troia le antiche mura e Odisseo - il povero Odisseo - sfrattato dalla propria alcova rinnovare il lamento per ogni nuovo nido o riparo profanato…

…E numerate - non dico disquisite (giacché in ogni retta e sana democrazia apostrofare l’insana corrotta natura dicono consumarsi reato e offesa non gradita) - circa sostanza differenza e vera bellezza…  Poi immaginate il tutto accompagnato dal dono della 'glutterata' parola non ancora intelligenza non ancora strofa giacché appena uscita dalla propria caverna con in mano il nuovo strumento litico e poi… misurate la vera invisibile differenza e di certo non andrete mai più in una Chiesa giacché lì dimora una’antica discendenza di cui la strana Genesi ci tramanda una ancor più triste Storia…

…Qual favola nuova…!!

Ma questa è già un’altra Storia (per l’appunto) e noi in onor della Natura resuscitiamo da questo strano loro Crocevia al Teschio ove ogni Dio inchiodato dalla bassa e vil natura…




E ad ogni Stagione pur la grande puzza pur il grande loro fumo, pur il grande fuoco dell’innominata civiltà, pur questa strana nebbia alcolica sollevarsi e divenire sterco risorgiamo alla Vita Infinita…

Giacché codesto ‘concime’ ci nobilita…

Di loro come dicevo e rimavo tanto fumo puzzo e zolfo dal buon diavolo benedetto…..

…Certo questo vuol essere un racconto Eretico braccato dall’‘uomo eletto’ (o donna…? il dubbio rimane amletico…) dicono padrone del Creato e poi da un viadotto precipitato in osservanza del proprio Dio che la Natura divora… Giacché così si compone l’Eretica preghiera per ogni Verità e con essa la vera bellezza la quale nell’Abisso così come nell’Anima e nello Spirito dimora all’Infinito  ricomporsi alla vista nel diletto (e non solo da quando frate Francesco…) e in lode in nome e per conto di quanto Creato… e successivamente edificato… Giacché i Secondi dell’inutile tempo rincorrere Minuti Ore Giorni e Secoli (compiuti) prevedono comporre materia al meccanismo del Tempo conquistato ed ogni tanto qualche ‘rotella’ qualche ‘molla’ qualche ‘corda’ taglia il nastro del traguardo e l’orologio così ben assemblato con tutti i distinti Signori goderne promesse e benefici del dovuto ‘secondo’ osservato precipitare o vomitare condannato o fors’anche raccomandato all’Inferno di uno strano incompreso Peccato….

Da qui la storia della Cascata ammirata….

E di cui lo strano inizio…

In medesimo Tempo dal principio derivato…

In effetti se prestate la dovuta attenzione vi accorgete di medesimo fragore di ugual bellezza semplicemente che - differenza tempo statura - variare in modo incomprensibile – incomprensibile per chi presiede codesto malfermo (cor)rotto Tempo - camminare correre e poi di nuovo zoppicare e alla grotta precipitare come se neppure un Secondo un nano-secondo fosse mai passato e lui (o lei) camminare curvi offuscati nella propria delirante nebbia…





Ciao Bellezza…

Un segreto antico non del tutto rilevato neppure se per questo ben compreso giacché l’uomo peloso e con lui il suo orango non certo hanno mai ‘afferrato’ la Rima muta di un Dio silente nella superiore statura…   

Queste tutte le doti di cui abbiamo perso principio e genetica odiate solo perché di Superiore Perfetto Ingegno…

Nella perfetta simmetria scorta di cui questa Natura ammirata muta, osservate nel contesto del quadro contemplato come i Principi si equivalgono e il progressivo della bellezza ammirata e braccata cantare le segrete note d’una cascata una ‘seria cascata’ che il tutto eleva ad una superiore discreta solitaria prima altezza precipitata…

Ma Bellezza la loro strana incompresa bellezza ovvero la peggiore stonatura e dissonanza presiedere il giudizio e con questo la pretesa di governare ciò che superiore alla piccola statura rilevata.




…Allora come vi dicevo… il cartello e la voce dell’umano insediato reclamare la grande cascata rivenduta e abdicata ad un fiasco ed il salto di questa ad un ‘grado’ più elevato: uno spettacolo da tutti gradito soprattutto se annebbiato e accompagnato da un buon fiasco di tavernello ma che dico dello spirito alcolico del diavolo il miglior whiskey reclamato per i 40° gradi rilevati nello spirito incamminato e anco un poco affaticato…

Questo il vero misurato ‘cambiamento climatico’ rivelato il resto tutta una diceria e una caccia braccata una Verità non detta e taciuta…

La vecchia e giovane Lupa ululare allo strano destino alla non gradita 'Compagnia' giacché proprio questa principiare la festa da quando Kurtz confessò la propria ed altrui statura divenire segreta colpa; ululare non solo alla Natura ma anche quanto da loro braccato giacché lei che nel torrente si disseta(va) ora deve godere la 'Compagnia' malferma di una limitata alcolica Brezza…




…Lei che nel torrente precipitata da un Inverno fragoroso scrisse le più belle preghiere… le più belle Poesie… nel ‘doppio’ Elemento misurato ghiacciaio divorato…

Ghiaccio al fuoco dell’aperitivo accompagnato o forse solo ingurgitato… atroce destino!

Lei che dissetata dal nettare di Dio precipitarsi a similar Natura giù per la valle per narrare la propria e Sua statura, il suo Elemento, che dal ghiaccio di un duro Inverno ove Bellezza la bracca e perseguita divenire neve poi acqua  principio dell’Universo (Gaia Natura) per ogni roccia e calco di una conchiglia mai udita in questo Sentiero  divenire spirale di morte in nome e per conto della Vita perseguitata…

Jack e non certo il whiskey da loro ingurgitato come il vero petrolio della vita, mi raccomanda prudenza giacché qui è in gioco tutta la Foresta…

Caro Jack bisogna svelare la forza arcana d’ogni Elemento poi in ultimo nel segreto Paradiso godremo i favori del suo Spirito…   




Dunque rimembro la bellezza di questa Natura ma per doverla meglio svelare dirò che questa pari ad ogni Elemento braccato cacciato e divorato, non che il Lupo sia da meno in questa Arte, anzi proprio lui il vero maestro da quando l’uomo assiso presso la propria o altrui caverna, ma il Lupo come sempre braccato rimane il più grande cacciatore del creato lui che in primo divora la ‘pecunia’ del vostro vile recinto così mal custodita, così mal allevata… così mal edificata fino all’altezza di un diverso Olimpo profanato….

Tutto il villaggio (nessuno escluso) annebbiato e offeso pur ammirando la grande Cascata del Creato braccare l’acqua che da questa deriva… loro che dal falso doppio principio odiano proprio quella nella limitata preghiera divenuta falsa Eresia…

Tutti braccare l’ululato la voce della Natura precipitata dalla propria altezza…


Nei successivi secoli raccoglierne i resti lungo il torrente di una strana fossa nominata...















lezza… 

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