CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

martedì 23 ottobre 2018

IL SOMARO BOCCIATO (48)































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Il varo della corrazzata Potemkin (49)














Ciò di cui si compone, o meglio, mi correggo: compongono le grandi odierne Notizie, raccolgono l’Anima e lo Spirito del fiero popolo italico da Eretico ammirato; giacché se pur si legge che il padano accompagnato dal clown bocciato, in verità e per il vero, bisogna saper leggere il velato senso della Rima così da poter tradurre:

Il somaro bocciato non ancor cavallo.

Mi spiego meglio.

Se pensiamo la politica una Arena uno Stadio, ebbene vediamo con i nostri occhi il macello di cui più lieto spettacolo per l’altrui diletto ed appetito correre e precipitare dai ponti e dalle scale, in quanto né il somaro né il cavallo hanno ben compreso ove il precipizio trae origine e linfa nella propria (geo)logica consistenza in quanto economica evoluzione della Terra.

Ciò che in realtà possiamo ben dedurre e leggere non regnare alcuna politica unitaria come una mente degna o eccelsa… in questo Grande Paese ove ognun pensa solo al nutrimento della propria ‘pansa’ - sottratto alla dovuta ‘sostanza’ - che di quella ognun fa bella mostra per ogni convento e poltrona qual motto di buona tavola non mostrando lo manico della detta e sottintesa medesima (pansa) che il popolo con la bocca… allieta… qual fame reclamata…

Nell’antica orgia derivata mentre pensa di reclamare il piatto ordinato e non ancor servito giù da basso alla mensa.

Così non ha pur certo ragione il napoletano qual cameriere della famosa osteria nutrire bisognosi e poveri del suo gregge dal mezzodì della selva Regno divenuto, neppur, se per questo, il somaro che democraticamente convenuto si oppone con nitrita fermezza sostenuta ad ogni politica di assistenza carico e principio della sua ed altrui ‘somarile’ ‘servil’ dottrina.

Come ebbe a dire un Eretico arso al rogo d’una serva coscienza…

Ed allora fiero italico popolo che con la ‘mora’ futura ‘bionda’ brindata ma quantunque offesa e inappagata in questa Oktober non ancor Monaca  urlare e sbraitare nell’elevata Salute e Spirito d’una fogna pensandosi già in paradiso, abbiam scoperto indistintamente che l’intero popolo raggirato dal politico santo nonché padano quanto dal somaro, e l’urlo, non ancor nitrito d’avversa ispirazione contrario moto della politica donde nato il principio della ‘democrazia’ acclamato…

In realtà se si osserva e medita bene con cagione ciò di cui possiamo assistere oltre alla corsa dal Ponte al Colosseo precipitata, l’inutile senso della patria d’ognun reclamata, ma in verità, in cerca di potere come disse un più famoso onorevole, logorare chi non lo possiede.

Un po’ come la donna inappagata urlare la propria voglia.

È proprio ciò che ognun brama e cerca elevando la pansa nella sostanza della propria ed altrui inconsistenza con tutto ciò che ne deriva, per il resto la Patria divisa da quando ogni Impero ebbe la pretesa di soddisfare la dama in trepida insoddisfatta attesa per ogni osteria e bottega da quando Dante Poeta, servir due padroni uno davanti e l’altro.. de retro…

Non regna, infatti, lo Spirito d’una diversa dottrina che rende unita la Patria detta per ogni divorzio o scenata alla mensa, in ciò di cui il principio sottratto dalla somma d’ogni singolo che al freddo precipitare in caverna come ogni povero Cristo combattere la povertà antica, giacché ad ogni politico e nessuno interessa la sorte non men del destino anche se salvato in mezzo lo grande mare o dentro ad un cesso di stamberga, fa’ solo gran lume e titolo qual motto araldo e insegna accompagnare il colore come lo scheletro dal politico difeso assiso alla bottega come un santo non ancora Cristo intento chino alla formula non ben recitata resuscitare ogni morto dalla tomba, ed aprir… bottega…

Non meno del terremotato per più alto ‘sisma’ convenuto dalla segreta schiera e calva intelligenza  pestato nell’elevata promessa indistintamente dal maggiore quanto dal minorato clown convenuto meccanicamente in quanto pur sempre connesso e taluni dicono anche… celebro-leso, ed ancor più disastrati di pria dopo tanti miracoli acclamati e di nuovi defunti a medesima tomba.

Purtroppo il padano dal popolo acclamato qual salvatore della patria difetta di comprendonio e più sana intelligenza ma con questo non crediamo o speriamo che il somaro impuntato che lo avversa  sia più sano e colmo di ciò in cui difetta. Se l’uno e l’altro lo fossero avrebbero previsto nel calcolato millesimo del pil qual traguardo nell’avvento dell’imperator taciuto nella calata verso l’impero di cui coronato… appagare il retro cui esiliato…

Ed allora se solo avessimo un miglior ministro a partito capace di far di conto e non raccomandato dalla maestra non perseguitare chi addita l’incompetenza, avremmo scoperto che il bilancio dell’intero ‘ammanco’ non può esser falsato dacché le statistiche parlano e non certo ciarlano: il somaro assieme al cavallo hanno contratto un debito elevato alla stalla cui ben custoditi nel peso dello stato servito e tutelato nei falsi denari e pesi restituiti  nella corruzione e correzione di cui misura e lavoro se solo lo stalliere più accorto… allevatore…

Non men del ciuco padano che ogni somaro avversa alla stessa fattoria o elevata stalla convinto di proclamare il contrario, giacché dalla  somma non ancor mortadella raggirato medesimo stato cui suo malgrado divenuto come l’Ulisse proclamato per l’equivalente di un mutuo da rendere nelle dovute rate… qual macellato porco grugnire l’offessa…

Ed il clown direte voi?

Il clown regna ove c’è uno spettacolo da allietare per lui - come abbiam visto - cantare e dolersi dal ridere nella ugual medesima distanza che lo unisce e divide con il principio che lo acclama non sussistere differenza (fra elevata idiozia abdicata alla falsa intelligenza) fra il nero o il rosso indossato, l’importante lo spettacolo da offrire nel diletto difetto per l’impedito che bene non ha compreso l’intera Rima che pur lo allieta… ridere di ugual gusto quanto l’acrobata erra il numero…

Ora, caro italico e fiero popolo che urla  sbraita alla dovuta somma ed ogni cosa divora divorato, se ancora capace di quella visto che la maestra difetta anche lei di sana coscienza, sottraiamo benefici e costi del malloppo sottratto da quando l’uno e l’altro: il somaro ed il padano non ancor cavallo reclamare e lo stallone taciuto montato da diverso… ‘messin denaro’, noteremo e ricaveremo ogni fattoria così accudita impossibilita nella tutela principio della fiducia riposta nel dovuto macello corrisposto qual vegetariana democrazia reclamata ed all’uncino appesa, almeno non essere merce da ugual macello trattata ed esposta dal bottegaio allorché distinti clienti qual ricchi possidenti quanto rifugiati o evasi si accorgeranno come simili esposti divorati possano esser ben tutelati nei falsi bilanci qual obbligo atteso non meno del malloppo sottratto alla dovuta somma… comporre l’appettito… alla bottega esposto…

Formare prefisso al ‘pil’ convenuto…

Ed allora, cara Italia che urli e grida la pena inappagata al letto di una nuova bocciatura non solo il padano futuro cavallo ma anche il somaro il qual pensa aver seminato vendetta presto assiso alla stalla silente in diletta futura ‘pugna’ dai tempi della Rossa Commedia regnere nel circo non più teatro ove solo rimembrerà nel ‘membro’ elevato potere inappagato non meglio della moglie insoddisfatta nelle voglie attendere medesima antica pugna dell’imperator taciuto, di cui applauso immenso dell’intero teatro comunitario orgoglio della politica recitata ma anche da ognun nessun escluso derubata…

A cotal donna fiera italica divisa e condivisa assisa vicino alla frontiera con troppi padroni e clienti inappagata ripeto senza offesa la Rima chiedendo clemenza al marito cornuto nell’eterna ‘pugna’ della propria ed altrui Lega… quanto al somaro anche lui bocciato in medesima pugna… qual spettacolo dell’intera scena…   










           
  

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