CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

domenica 3 febbraio 2019

IL TERZO GIORNO














Prosegue nel:

Sesto Giorno















Rimetto agli atti il verbale dell’assemblea riunita per la creazione dell’homo-novo modello pre-marcato alla Genesi del dovuto mercato convenuto. Circa il ‘chi’ il ‘come’ e il ‘quando’ preferiamo tacere in onore dell’intelletto del medesimo homo (ri)creato e offeso; giacché qui disposto ed esposto il Verbale dell’assemblea cui ogni difettevole compromesso taciuto… Così ci sia concesso superiore Verbo [o  Giusto Intelletto] rispetto a chi pensa creare  paradossale compromesso - in difetto per l’appunto - del dovuto Ingegno necessario e sufficiente con cui si è soliti Creare uno Stato - in ciò che è Stato e divenuto Golem taciuto - dalla zolla cresciuto in difetto però del dovuto seme con cui si è soliti concimare la Terra alla serra della nuova Genesi convocata ed anco rimata. Non sia d’offesa alcuna per il Golem e l’alchimista che l’ha così mal concepito pensando di creare l’oro della futura ricchezza malmente partorita ed equamente (ri)distribuita dalla melma risorta concepire la vita. Dall’alto del nostro cielo ammiriamo siffatto futuro mostro pensare cogitare e inciampare ancor prima di imparare a camminare o solo respirare, giacché chi l’ha concepito un inutile politico accompagnato dal ridicolo in ciò che Stato e Golem divenuto… 

  











    
Dramatis

Personae

Arimane

Ormuz

Segretario

Consigliere anatomista

Economo

Ministro delle Acque

Consigliere psicologo

Consigliere termodinamico

Messaggero

Consigliere chimico

Consigliere meccanico


Scena, per quanto è possibile, aperta e profonda. Un tavolo molto massiccio e rozzo, sedie ricavate da blocchi di pietra. Un enorme orologio dal battito molto lento e rumoroso, il cui quadrante porta, invece delle ore, geroglifici, simboli algebrici, segni dello zodiaco. Una porta in fondo.






ARIMANE (tiene in mano, aperta, una lettera dai molti sigilli; ha l’aria di continuare un discorso già iniziato) Venerabili signori, si tratta dunque di concludere, direi coronare, il nostro ormai lungo lavoro. Come ho avuto l’onore di esporvi, la Direzione, pur con qualche minore riserva, e ripromettendosi di apportare qualche non essenziale modifica al nostro operato, è in linea di massima soddisfatta sia dell’organizzazione da noi attuata, sia della sua attuale gestione. È stata encomiata particolarmente la elegante e pratica soluzione del problema della rigenerazione dell’ossigeno [accenna al consigliere termodinamico], il felice procedimento proposto e realizzato dal consigliere chimico (cenno e inchino c. s.) perla chiusura del ciclo dell’azoto; ed in  altro campo, non meno importante, la messa a punto del volo battente, per cui sono lieto di trasmettere al consigliere meccanico (cenno e inchino c. s.) l’alto elogio della Direzione, insieme con l’incarico di renderne partecipi il preposto agli uccelli ed il preposto agli insetti che lo hanno coadiuvato. Devo infine lodare la solerzia e la perizia delle maestranze, grazie a cui, quantunque l’esperienza di fabbricazione non possa dirsi lunga, lo sfrido, gli esemplari bocciati al collaudo e gli scarti di produzione possono dirsi ridotti a limiti più che soddisfacenti. Nella sua odierna comunicazione, la Direzione (mostra la lettera) rinnova, in forma più esplicita, le sue pressioni affinché i lavori di progettazione relativi al modello Uomo trovino sollecita conclusione. Allo scopo di adeguarci per il meglio alle superiori disposizioni, sarà quindi opportuno addentrarsi risolutamente nei particolari del progetto.






ORMUZ (è un personaggio triste e dimesso. Durante tutto il discorso di Arimane ha dato segni di inquietudine e disapprovazione; a varie riprese ha accennato a prendere la parola, poi, come se non osasse, si è riseduto. Parla con voce timida, con esitazioni e pause, come se trovasse a stento le parole) Vorrei pregare il mio venerabile collega e fratello di dare pubblica lettura alla mozione a suo tempo approvata dal Consiglio direttoriale esecutivo, relativa alla questione Uomo. È passato parecchio tempo, e temo che alcuni degli interessati non l’abbiano più presente.


ARIMANE (visibilmente contrariato: guarda con ostentazione l'orologio da polso, poi il grande orologio) Collega segretario, la prego di ricercare fra gli atti la mozione Uomo, ultima redazione. Non ne ricordo con esattezza la data, ma dovrebbe trovarsi press’a poco all’epoca dei primi verbali di collaudo relativi ai placentati. La prego di far presto: la quarta glaciazione sta per cominciare, e non vorrei che si dovesse rimandare tutto ancora una volta.





SEGRETARIO (nel frattempo ha cercato e trovato la mozione in un voluminoso incartamento; legge con voce ufficiale) ‘II Consiglio direttoriale esecutivo, persuaso che (mormorto incomprensibile)... considerando... (c. s.); nell’intento di... (c. s.); conformemente ai superiori interessi della... (c. s.); RITIENE OPPORTUNA la progettazione e creazione di una specie animale distinta da quelle finora realizzate per i requisiti seguenti: a) particolare attitudine a creare ed utilizzare strumenti; b) capacità di esprimersi articolatamente, ad esempio mediante segni, suoni, o con qualsiasi altro mezzo che i singoli signori tecnici riterranno atto allo scopo; c) idoneità alla vita sotto condizioni di servizio estreme; d) un certo grado, da stabilirsi sperimentalmente al suo valore ottimale, di tendenza alla vita associata. Sollecita dai signori tecnici e dagli uffici competenti il massimo interessamento per il suddetto problema, che riveste carattere di urgenza, e ne auspica una rapida e brillante soluzione’.





ORMUZ (si alza bruscamente in piedi e parla colla precipitazione dei timidi) Non ho mai fatto mistero della mia opposizione di principio alla creazione del cosiddetto Uomo. Già all’epoca in cui la Direzione aveva, non senza leggerezza (mormorii: Ormuz aspira profondamente, esita, poi continua) formulato la prima stesura della mozione ora letta, avevo fatto presenti i pericoli connessi con l’inserimento del cosiddetto Uomo nell’equilibrio planetario attuale. Naturalmente, conoscendo l’importanza che per ragioni fin troppo ovvie la Direzione annette al problema in questione, e la proverbiale ostinazione (mormorii, commenti) della Direzione medesima, mi rendo conto che è ormai tardi per provocare il ritiro della mozione. Mi limiterò quindi, volta per volta, ed in sede puramente consultiva, a suggerire quelle modifiche e quelle attenuazioni all’ambizioso programma del Consiglio che, secondo me, ne permetteranno l’attuazione senza eccessivi traumi a lunga o breve scadenza.





ARIMANE Sta bene, sta bene, venerabile collega. Le sue riserve sono note, noto è il suo personale scetticismo e pessimismo, e nota infine è la sua interessante relazione sul discutibile risultato di esperimenti similari da lei stesso condotti in varie epoche e su altri pianeti, al tempo in cui avevamo tutti le mani più libere. Sia detto fra noi, quei suoi conati di Superbestie tutte raziocinio ed equilibrio, piene fino dall’uovo di geometria, di musica e di saggezza, facevano ridere i polli. Sapevano di antisettico e di chimica inorganica. A chiunque avesse una certa pratica delle cose di questo mondo, o d’altronde di qualsiasi altro mondo, sarebbe stata intuitiva la loro incompatibilità con l’ambiente che le circondava, ambiente per necessità florido e putrido insieme, pullulante, confuso, mutevole. Mi permetterò di ripeterle che proprio a causa di questi insuccessi la Direzione insiste e preme ora affinché venga finalmente affrontato di petto, con serietà e competenza, (ripete con intenzione) con serietà e competenza, ho detto, questo ormai vecchio problema; ed affinché faccia la sua comparsa l’ospite atteso, (liricamente) il dominatore, il conoscitore del bene e del male; colui insomma che il Consiglio direttoriale esecutivo ebbe elegantemente a definire come l’essere costruito ad immagine e somiglianza del suo creatore. (Applausi composti ed ufficiali). Al lavoro, dunque, o signori; ed ancora una volta permettetemi di ricordarvi che il tempo stringe.


CONSIGLIERE ANATOMISTA Domando la parola.


ARIMANE La parola al collega consigliere anatomista.






CONSIGLIERE ANATOMISTA Dirò in breve quanto la mia competenza specifica mi suggerisce circa l’impostazione del problema. In primo luogo, sarebbe illogico partire da zero, trascurando tutto il buon lavoro svolto finora sulla terra. Già possediamo un mondo animale e vegetale approssimativamente in equilibrio; raccomando perciò ai colleghi progettisti di astenersi da scarti troppo arditi e da troppo audaci innovazioni sui modelli già attuati. Il campo è già fin troppo vasto. Se mi fossero concesse indiscrezioni che sfiorano i limiti del riserbo professionale, potrei intrattenervi a lungo sui numerosissimi progetti che vanno accumulandosi sul mio scrittoio (per non dire di quelli cui si addice il cestino). Notate bene, si tratta di materiale spesso assai interessante, e comunque originale: organismi progettati per temperature varianti da - 270 a + 300° C, studi su sistemi colloidali in anidride carbonica liquida, metabolismi senza azoto o senza carbonio, e cosi via. Un bel tipo mi ha addirittura proposto una linea di modelli vitali esclusivamente metallici; un altro, un ingegnosissimo organismo vescicolare quasi perfettamente autarchico, più leggero dell’aria perché gonfio di idrogeno che esso ricava dall’acqua mediante un sistema enzimatico teoricamente ineccepibile, e destinato a navigare col vento per tutta la superficie terrestre, senza sensibile spesa di energia. Accenno a queste curiosità essenzialmente per darvi un’idea dell’aspetto, dirò cosi, negativo delle mie mansioni. Si tratta, in vari casi, di temi potenzialmente fecondi: ma sarebbe a mio parere un errore lasciarsi distrarre dal loro indiscutibile fascino. Mi pare indubbio, se non altro per ragioni di tempo e di semplicità, che nel progetto in esame il punto di partenza vada cercato in uno dei campi in cui la nostra esperienza sia stata meglio e più a lungo collaudata. Questa volta non ci possiamo permettere tentativi, rifacimenti, correzioni: ci sia di ammonimento il disastroso insuccesso dei grandi sauri, che pure sulla carta promettevano tanto bene, e che, in fondo, non si scostavano gran che dagli schemi tradizionali. Scartando per ovvie ragioni il regno vegetale, addito pertanto all’attenzione dei progettisti i mammiferi e gli artropodi (brusio prolungato, commenti); né vi nasconderò che la mia personale predilezione va a questi ultimi.





ECONOMO Come è mia abitudine e mio dovere, intervengo non interpellato. Collega anatomista, mi dica: quali, secondo lei, dovrebbero essere le dimensioni dell’Uomo?


CONSIGLIERE ANATOMISTA (preso alla sprovvista) Ma... veramente...(calcola a mezza voce, scarabocchiando cifre e schizzi davanti a sé su un foglio) vediamo...  ecco, da una sessantina di centimetri a quindici o venti metri lineari. Compatibilmente con il prezzo unitario e con le esigenze della locomozione, io opterei per le dimensioni maggiori: mi sembrano garantire un più facile successo nell’inevitabile competizione con altre specie. 


ECONOMO Data la sua preferenza per gli artropodi, lei pensa dunque ad un Uomo lungo una ventina di metri ed a scheletro esterno?


CONSIGLIERE ANATOMISTA Certo: mi permetto di ricordarle, modestamente, la eleganza di questa mia innovazione. Collo scheletro esterno portante si soddisfa con un’unica struttura alle esigenze del sostegno, della locomozione e della difesa; le difficoltà dell’accrescimento, come è noto, si possono facilmente aggirare con Partifizio delle mute, da me recentemente messo a punto. L’introduzione della chitina come materiale di costruzione...





ECONOMO (gelido) ... Lei conosce il costo della chitina?


CONSIGLIERE ANATOMISTA No, ma in ogni modo...


ECONOMO Basta. Ho elementi sufficienti per oppormi recisamente alla sua proposta di un uomo artropodo di venti metri. E, meglio pensando, neppure di cinque, e neppure di un metro. Se lo vorrete fare artropodo, affar vostro; ma se sarà più grosso di un cervo volante, io non rispondo più di nulla, e col bilancio ve la vedrete voi.


ARIMANE Collega anatomista, il parere dell’economo (oltre che, a mio parere, giustificatissimo) è purtroppo inappellabile. Mi pare d’altronde che, oltre ai mammiferi, a cui lei accennava poc’anzi, l’ordine dei vertebrati presenti ancora interessanti possibilità fra i rettili, gli uccelli, i pesci...


MINISTRO DELLE ACQUE (vecchietto arzillo, con la barba azzurra ed in mano un piccolo tridente) Eccola, eccola, la parola giusta. È inconcepibile, a mio avviso, che in quest'aula non si sia ancora fatto cenno della soluzione acquatica. Ma già, si tratta di un’aula disperatamente asciutta: pietra, cemento, legno, non una pozzanghera, che dico? nemmeno un rubinetto. Roba da sentirsi coagulare! Eppure tutti sanno che le acque coprono i tre quarti della superficie terrestre; ed inoltre, la terra emersa è una superficie, non ha che due dimensioni, due coordinate, quattro punti cardinali; mentre l’oceano, signori, l’oceano...


ARIMANE Non avrei obiezioni di principio contro un Uomo in tutto o in parte acquatico; ma il comma a) della mozione Uomo parla di strumenti, e mi domando con quale materiale un uomo galleggiante o subacqueo potrebbe foggiarseli.


MINISTRO DELLE ACQUE Non vedo la difficoltà. Un Uomo acquatico, specie se con abitudini costiere, avrebbe a sua disposizione gusci di molluschi, ossa e denti di ogni specie, minerali vari di cui molti facilmente lavorabili, alghe con fibre tenaci; anzi, a questo proposito, basterebbe una mia parolina al mio amico preposto ai vegetali, e nel giro di qualche migliaio di generazioni potremmo disporre in abbondanza di qualsiasi materiale simile ad esempio al legno, o alla canapa, o al sughero, di cui gli proponessimo i requisiti: entro i limiti, beninteso, del buon senso e della tecnica attuale.




CONSIGLIERE PSICOLOGO (è equipaggiato da ‘marziano’, con casco, occhiali enormi, antenne, fili ecc) Signori, siamo, anzi siete, fuori strada. Ho sentito or ora parlare come se niente fosse di un uomo costiero, senza che alcuno si sia alzato per far rilevare l’estrema precarietà di vita a cui sono sottoposte le creature che vivono fra la terra e l’acqua, esposte all’insidia di entrambi gli elementi. Si pensi ai guai delle foche! Ma c’è ben altro: mi pare chiaro, da almeno tre dei quattro commi della mozione direttoriale, che l’uomo viene tacitamente inteso come ragionevole.


MINISTRO DELLE ACQUE Si capisce! E con questo? Vuole forse insinuare che non si può ragionare stando sott’acqua? E io allora che ci starei a fare, io che trascorro in acqua la quasi totalità delle mie ore lavorative?


CONSIGLIERE PSICOLOGO La prego, venerabile collega, si calmi e mi lasci dire. Non c’è niente di più facile che tirar giù un bel rotolo di disegni, in pianta e spaccato, con tutti i particolari costruttivi, di un bel bestione o bestiola, colle ali o senza, colle unghie o colle corna, con due occhi o otto occhi o centottanta occhi, o magari con mille zampe, come quella volta che mi avete fatto sudar sangue per mettere in ordine il sistema nervoso del millepiedi. Poi si fa un circolino vuoto dentro la testa, con scritto accanto col normografo: ‘Cavità cranica per sistemazione encefalo’, e il capo psicologo deve cavarsela. E finora me la sono cavata, nessuno può negarlo, ma, dico io, non vi siete resi conto che se qualcuno deve dire la sua, sul tema dell’uomo acquatico, o terrestre, o volante, quello sono io? Gli strumenti, e il linguaggio articolato, e la vita associata, tutto in un colpo solo, e subito, e (ci scommetto) magari qualcuno troverà ancora a ridire perché il senso d’orientamento è un po’ scarso, o qualcun altro (guarda l'economo con intenzione) protesterà perché al chilo viene a costare di più di una talpa o di un caimano! (Mormorii,  approvazioni, qualche dissenso, il consigliere psicologo si toglie il casco da marziano per grattarsi la testa ed asciugarsi il sudore, poi lo rimette e continua) Insomma, ascoltatemi bene, e se qualcuno vorrà riferire a quelli di lassù, tanto meglio. Di tre cose l’una: o mi si prenderà d’ora in avanti sul serio, e non mi si presenteranno più i progetti già belli e pronti e firmati; o mi si lascerà un tempo ragionevole per uscire dai pasticci; o io mi dimetto, e allora, invece del circolino vuoto, il collega anatomista potrà mettere, nella testa delle sue più ingegnose creazioni, un pacchetto di connettivo, o uno stomaco di emergenza, o, meglio che tutto, un bel gnocco di grasso di riserva.















1 commento:

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