giuliano

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IL TOMO

giovedì 18 febbraio 2021

GLI ORRORI DELLE TENEBRE DEL (loro) PROGRESSO (12)

 










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conduttore di cani Alexander Klotz 



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& Intuisci un falso creatore... (14/5)








Ma la cosa che mi duole ancor di più circa il promettente autore esposto ai nuovi (e)venti della indubbia sua ed altrui capacità immaginativa incaricata alla matita o alla china non meno del pennello, difetti della dovuta necessaria reale prospettiva, andando a prefigurare commenti circa noti artisti del passato ampiamente fraintesi, e con loro tutta l’Arte dagli stessi interpretata e nei Secoli rappresentata.

 

Simmetricamente come avviene nell’odierno ove un improvvisato ecologo - o presunto tale - incaricato dallo Stato, quindi in paradossale condizione posto - proveniente da Marte o da qualsiasi altro ‘pianeta’ ove impera un certo tipo di falso ideale scritto ed inciso con la propria moneta in nome del progresso, legifera circa la più alta ispirazione e principio di vita d’una antica Filosofia disgiunta altresì dalla materia che premette il vasto terreno culturale abdicato all’Ecosofia.




La strada o il Sentiero lungo ed impegnativo!

 

Noi scorgiamo un marziano e non certo un ‘filosofo-ecologo’ dato dalla ‘summa’ del progresso, anche fosse dotato dei più sofisticati ‘ingegni’ mossi da complessi artificiosi apparati per scorgere il male seminato, per poi  dopo, con estremo paradossale impegno rimosso per conto del nuovo Ambiente dato; di cui non certo ispirato semmai subordinato ad una più elevata politica economica - dicono scritta nella comune ‘difesa’ - dove un Impero promuove la propria - o meglio - comanda l’altrui come la propria agenda politica incisa e quotata in medesima ‘borsa’.

 

Se prima l’Ambiente veniva depredato, ora quotato in ‘borsa’ ove una emergente ‘economia verde’ si incarica in breve tempo di rimediare al male arrecato, sappiamo bene che protratto in un lasso di tempo sproporzionato di cui l’umano ha tratto e trae beneficio per ciò cui nominato impropriamente ‘valore dell’esistenza’, e di cui l’intervento per la necessaria dovuta sussistenza crea un costante irreparabile danno non certo disgiunto dal calcolato valore economico - e paradossalmente - finanziare se medesimo: danno & beneficio!




 Al contrario di Madre Natura la quale impiega molto di più per ciò che comporta una irreversibile mutazione con la quale Gaia impone un proprio ‘adattamento’ entro e scritto nei propri codici genetici - adattati mutati - e poi disposti secondo il vero ordine sottratto alla stessa medesima Natura.

 

Ovvero Gaia tende - e per sempre tenderà - ad adattarsi per poi disporsi secondo le regole (non più quelle d’una determinata Spirale con cui possiamo leggerne l’universale codice genetico, la propria impronta, la propria moneta, ma un avversa spirale contraria alla vita) con cui nata ed evoluta ‘inversamente proporzionali’ ai mutati Tempi dell’uomo il quale - non va mai dimenticato - numera e fa’ di conto nell’ultimo Secondo da quando da Lei nato.




 Tempi e regole, ci suggeriscono che al meglio si è creata e si crea la perfezione dall’imperfezione, dopodiché sono giunti i mutati tempi evoluti dell’umano e il suo Dio. Non più il Dio della Natura! E nella graduale evoluzione, non certo in nome e per conto del progresso, regredito l’intero Ecosistema nella perfezione data all’umano ingegno in circa duecento anni di breve frammentata alterna Storia. Da ciò riconosciamo la ‘bestemmia’, da ciò indichiamo il ‘male’ della materia; da ciò riconosciamo la falsità della stessa conoscenza e nuova scienza.

 

Regole della Natura scritte nella complessa reciproca semplicità dell’Ecosistema in cui ogni Elemento evoluto, per siffatto fine ha impiegato milioni e migliaia di anni che nel contarli se ne perderebbe il conto, ovvero i tempi necessari lunghi e monitorati dall’umano, posti nella presunta propria incostante opera e letti nell’ultimo Secondo del traguardo nella dedotta superiorità d’un neonato che ancor stenta nel far di conto, oltre prendere coscienza circa la propria povertà e non certo ricchezza di mondo…




Il neonato deve prendere coscienza delle dovute proporzioni armoniche dell’intero Universo ove nato, ed anche  se applaudito quale grande economo provvisto di ‘oculo’ in nome e per conto della scienza, è un piccolo insignificante minuscolo ‘pupo’ in confronto al Dio che su tal gradino gli ha riconosciuto l’onore della parola…

 

Il neonato non sa neppure bene far di conto, e ciò  vuol dire che se non si mantengono logiche a lunga durata i danni anche nei presunti benefici ottenuti incalcolabili.

 

L’uomo può certamente qualcosa scritto soprattutto nella volontà di non arrecare danno, ma se ciò subisce delle incostanti variabili dettate dalla politica e non più da una superiore Dottrina dettata dalla più alta e compiuta Filosofia, si rischia di far più danno di pria…



Solo con l’ausilio di una ottima formazione sociale scritta nell’ideale come valore imposto e certo non aggiunto, si possono sperare nei traguardi, e non più in un principio politico dettato da una agenda dato dai pochi anni della sua ed altrui dottrina, con il rischio di vederla sovvertita ad ogni cambio di guardia.

 

E l’agenda sottratta in medesimo ugual Secondo da noti oscuri mandanti del beneficio politico assommato all’economico!

 

Allora il terreno da seminare oltre che nella dovuta presa di coscienza dell’inquinamento dato dall’uomo, anche dalla capacità - ovvero - di prenderne dovuta consapevolezza e coscienza nella propria pericolosità per se quanto per il prossimo.

 

Purtroppo un certo progresso scritto nel valore non disgiunto dell’economia ci insegna questo, con l’aggravante della politica!




 Ciò cui necessita l’uomo oltre del progresso quotato in borsa di riappropriarsi del proprio cervello, ovvero come disse un ottimo poeta mentre si trovava in un ballo in maschera, restituitemi la mia capacità d’intendere e volere consegnato alle vostre luride sporche mani!    

 

I poeti hanno sempre visto molto più in là degli economisti!

 

Ed a loro ma solo a loro portiamo rispetto, a voi uomini del momentaneo progresso riconosciamo l’onore d’esser cacciati o peggio insultati dai vostri maestri e mestieranti! Questo ci dona forza e secolar Ragione!




Possiamo sostenere che molto spesso - o quasi sempre - come sappiamo dagli èvi trascorsi ed immutati non meno degli odierni, circa grandi ‘artisti’ (nella totalità che tal ‘insieme’ intende e sottintende) della ‘cultura data ad intendere’ congiunti ai ‘sacerdoti’ dispensatori del vasto cerimoniale per ciò cui intendono medesima ‘cultura’ sempre disgiunta fra l’essere e l’apparire regna l’Abisso; giacché riconosciamo (o meglio ‘constatiamo’) altrettanto chiaramente nell’esperienza d’ogni giorno l’immutabilità della Storia - e con lei l’inganno dedotto - osservando i costumi di scena indossati imporre un ampio margine d’effetto nel nuovo palcoscenico allestito.

 

In verità e per il vero, fra la parola adottata e distribuita qual antico cerimoniale di corte e la realtà corre un abisso di strofe note falsità e profitto; fra l’ingorda volontà di ricchezza mascherata con l’antica dottrina economico-politica, e la dismessa e umile opera dottrinale unita all’ideale intercorre elevata Cima inviolata in nome e per conto d’un Dio, da porre al più basso servigio del conquistatore di turno.




L’Opera di un Dio mai si piegherà all’ideale ciarlato al servizio del dio denaro il quale ha tratto profitto e beneficio da ogni guerra…

 

Fra la ‘scelta’ e ciò di cui la rigorosa ‘sceneggiatura’ in merito al consenso, regna la farsa recitata; fra la volontà di mantenere l’inalterato e il sacrificio del cambiamento, regna il consenso del raggiro economico; fra l’educazione e la pedagogia imposta per ogni futuro essere cogitante formato da una presunta scuola e la Filosofia dello Spirito, regna altrettanto abisso.

 

E se pur i migliori propositi arricchiti con altrettante belle promesse e parole, la genetica cui rivolti immune da siffatte pretese, la realtà che scorgiamo non certo affine ad un proposito e nuovo intento in cui il sacrificio dell’Ecologia demandato da una presunta Economia,  realizzabile, giacché i due termini opposti e inconiugabili, è come unire il fuoco all’acqua, e solo nel formare l’essere cogitante sarà possibile una determinante realtà e concreta scelta fra l’Essere e L’avere.   




Chi al meglio si adegua facendo il dovuto inchino,  prestandosi servizievole e capace nell’ostentata capacità del dono della parola offerta affine all’immutata civiltà immobile e ferma seppur apparentemente volta al progresso; dalla ‘servitù’ intera sarà promosso cavaliere, pur se un buon onesto ciarlatano, dal Primo fino all’ultimo cameriere o valletto sarà protetto e riverito, sino allo Stato finale della cella ove, come ebbe ad intendere il povero e per sempre tradito Mazzini, potrà scrivere le proprie lettere ed ottenere giusto ricovero oltre le dogane del Regno; ogni Ospitaliere accerterà, solo dopo aver letto e custodito le preziose reliquie incise con l’oro, le condizioni del recluso non men del falso esiliato.

 

Ma lo stato deve fondare lavoro e moneta allora ben venga l’inappellabile sterco con cui assieme all’allevatore concimano il vasto orto, alla fine come ogni politico intende la propria moneta, divideranno equamente il seminato nomineranno un geometra, e come Pitagora il filosofo ivi seppellito, costruiranno la propria villa…




 Oro il quale in codesto processo alchemico duplica e moltiplica se medesimo in nome di Lucifero!

 

Che il futuro Mago impari le doti segrete dei veri onesti Maestri - revisori contabili - circa il cerimoniale dei segreti riti offerti non meno dell’alchemico linguaggio adottato, Madre Natura non lo intende ed intenderà mai, sia chiaro!

 

Lei composta da Elementi semplici ed impareggiabili i quali per sempre hanno creato ed evoluto, con la forza modellato e imposto il proprio indiscusso dominio, anche quando gridano ‘Mamma’ alle prese con il pestifero gorilla di turno incaricato in ugual Genesi o vasto Giardino zoologico sfuggito ad ogni sollecito controllo!

 

Negli intervalli, infatti, da dietro un cespuglio per ciò cui contraccambiati gridano aiuto nominando e pregando la numerata mamma o madonna d’ognuno!

 

(Il curato(Re) non ancor del tutto ‘curato’)








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