IL GRASSO LEGNAIUOLO

IL GRASSO LEGNAIUOLO
& UN MONDO PERDUTO

giovedì 7 agosto 2014

IL CLIMA CHE CAMBIA: intrappolati in mezzo ai (moderni) ghiacci 7/3


















Precedenti capitoli:

Il clima che cambia (6)  &

Intermezzo venatorio

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Il clima che cambia: intrappolati in mezzo ai ghiacci (8)













La foschia artica, uno strato di smog in continua crescita sopra la parte settentrionale del mar polare, composta da ossidi di azoto, microelementi gassosi e piccole particelle di fuliggine, rappresentava forse uno svantaggio per noi?
Da un lato lasciava passare meno calore solare, dall’altro, però, anche meno radiazioni ultraviolette: le quali nel frattempo, visto che lo strato di ozono è ormai seriamente danneggiato, erano diventate un serio pericolo per ogni forma di vita.
E lo strato di ghiaccio sull’acqua?
Si sarebbe ispessito o assottigliato?
Lo scioglimento temporaneo della coltre di pack porterebbe troppa acqua dolce nel mare e quest’acqua dolce, povera di sali e quindi più leggera, rimarrebbe in superficie, invece di scendere, come la fredda acqua salina, sul fondo dell’oceano e venir spinta dalle correnti in profondità in direzione dell’equatore, per poi riconfluire, con la corrente del Golfo, nel Mar di Groenlandia sotto forma di acqua riscaldata.
Se questo fenomeno venisse inibito, e la corrente del Golfo smettesse di esercitare la sua azione benefica, si assisterebbe a nuove glaciazioni e l’atmosfera sull’Europa si raffredderebbe. Quindi l’effetto serra, alla fine, invece di riscaldare l’aria la raffredderebbe?
Le correnti marine influiscono inoltre anche sulla direzione e sulla velocità della deriva, sulle precipitazioni, e quindi sulle modalità della nostra marcia. Negli ultimi anni, le precipitazioni e le tormente nell’estremo nord della Terra sono notevolmente aumentate. Purtroppo, data la mia età, non potevo decidere di aspettare un periodo climaticamente più stabile per compiere questa …. nuova avventura….




Una prima spedizione tedesca al polo nord, tentata nel 1867, non aveva avuto il successo che s’era sperato, e quindi la seconda storica spedizione partì il 7 giugno 1869, cui partecipò l’allora giovanissimo Giulio Payer…
La Germania e la Hansa partirono dal porto di Brema il 15 giugno 1869….




Il 2 marzo del 1995 saliamo sull’aereo che da Monaco di Baviera ci porta a San Pietroburgo. Da lì, due giorni dopo, dovremmo raggiungere con un volo charter la nostra base di partenza, a Srednij, nell’estremo nord siberiano.
Abbiamo fretta, perché le condizioni del ghiaccio ci appaiono estremamente favorevoli. Il giorno seguente siamo pronti con le nostre slitte: le nostre barbe sono gelate, le ciglia diventano croste congelate. Un orso polare ci ha fiutati e tenta di aggredirci uscendo allo scoperto dalle maestose barriere glaciali….
E’ il 7 marzo del 1995, nella Siberia settentrionale il termometro segna 45° sotto zero. Camminiamo sul ghiaccio sottile e fragile…. In questo camminare ci domandiamo…: ma per quale motivo lasciamo le nostre case per condurre un’esistenza da nomadi?
Forse perché cerchiamo il caos?
No: semplicemente perché la stupidità è nata e cresciuta in mezzo al mondo ben ordinato….




Dall’epoca dell’illuminismo, la riflessione sulla rovina della natura occupa la mente dei cittadini. Un’immagine della natura, che rimuove i pericoli a beneficio dell’idillio e della nostalgia del passato paradiso perduto, rende inoffensivi i rischi insiti nel rapporto tra l’uomo e gli elementi.

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lunedì 4 agosto 2014

IL CLIMA CHE CAMBIA (la tempestosa nuvola del XX secolo 1891-1981) (5)



















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Il clima che cambia (4) &

Il Primo pensiero &

Lezioni di vita

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Il clima che cambia (la tempestosa....) (6)














Nonostante la lena con cui lavora, Ruskin è continuamente perseguitato dalle condizioni del Tempo, tempeste e nuvole psicologiche più che effettive perturbazioni.
Per tutto il viaggio lo scrittore si sente inseguito da plague-wind e plague-cloud, ‘vento e nuvole di peste’, manifestazioni atmosferiche che aveva notato per la prima volta nel 1871, a Matlock, all’epoca della prima crisi mentale…
Fin da ragazzo Ruskin è sempre stato attento al cielo ed ai suoi colori, alle nuvole e in generale a tutti i fenomeni atmosferici, per i quali ha sviluppato una sensibilità estrema….




Le opere che vengono dopo quelle ispirate alla visione di san Paolo, le cui illustrazioni conosciute provengono già dalla periferia Nord-ovest, sono di ispirazione ancor più nettamente insulare, ravvisabile anche nelle ultime presentazioni della serie dei supplizi infernali, corrispondenti ai Peccati Capitali.
La parola viene data a Lazzaro che durante i quattro giorni della sua morte esplorò i misteri dell’altro mondo, ma che riferisce, connettendoli, i racconti greci e irlandesi. Di Owein vi sono i tini colmi di piombo fuso per gli avari e il ‘fleuve engelé’ per gli invidiosi; quest’ultimo figura anche in Tundal, dove il macello è destinato agli iracondi. Le ruote con i superbi e i serpenti che mordono accidiosi sono comuni a Owein e a san Paolo.
Il pozzo dei lussuriosi è pieno di zolfo e di fuoco come in Owein e Tundal, e non chiuso con sette sigilli come nell’apostolo… anche qui sembra dominare l’Estremo Oriente….




Il principale gas serra soggetto alla diretta influenza dell’uomo è ovviamente l’anidride carbonica. Essa viene prodotta nella combustione dei combustibili fossili e nella decomposizione della materia organica, e viene invece consumata dalla fotosintesi. A modulare il ciclo sono gli interscambi del carbonato nelle rocce e nell’acqua, ove l’assunzione di CO(2) da parte dell’oceano costituisce un ‘pozzo’ di accumulo di primaria importanza per tempi che vanno dagli anni ai secoli, mentre su scala geologica a dominare è il ciclo delle rocce….
Vi è una considerevole incertezza a proposito di quale sia il ‘pozzo’ ove può accumularsi la CO(2) di fonte industriale, ed anche a proposito delle fonti di tipo biologico, cioè la deforestazione, conversione del territorio ad usi agricoli ed effetti dei mutamenti del clima. Considerevoli sono anche le incertezze sul modo in cui potrà funzionare in futuro il ciclo globale del carbonio se la concentrazione atmosferica di CO(2) ed il clima varieranno rispetto al presente.
Il mutare dell’ambiente globale modificherà il modo in cui funziona il ciclo del carbonio. La più alta concentrazione di CO(2) incrementerà, in certe condizioni, la fotosintesi – un effetto detto fertilizzante atmosferico, o da CO(2)….




… Nelle pagine del diario e in tutte le sue opere, le osservazioni meteorologiche sono sempre puntuali. Perciò, mentre la sua salute mentale si deteriora, egli ha l’impressione che anche la qualità del clima sia peggiorata in tutta Europa rispetto a quando in gioventù viaggiava con i genitori.
Egli tenta di definire il plague-wind come un vento che porta l’oscurità, di qualità maligna, tremolante e intermittente, che fa seccare erba e alberi. Per Ruskin il plague-wind ‘non soffia da un punto cardinale preciso, ma rende il cielo sporco invece di portare le sane nuvole di pioggia delle estati normali; ed i veri temporali sembrano vengano modificati e ridotti ad aborti di tempeste ripugnanti senza forza o all’opposto con troppa forza come un battito cardiaco accelerato dovuto da un’improvvisa ‘interferenza non-umana e nella sua stupida ed ossessiva ripetitività meccanica’.
Nel corso del Viaggio, fumo ed inquinamento sembrano essere dappertutto: ad Annency come a Sallanches, dove l’11 settembre annota sul diario….

(Prosegue....)

















lunedì 28 luglio 2014

IL CLIMA CHE CAMBIA









































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Le 'Prime'  &  'Seconde Piogge'

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Il clima che cambia (2)














Di per sé, non sarebbe una sostanza molto inquinante: non è dannosa per la nostra salute e, in generale, è chimicamente poco reattiva.
Ma si accumula nell’atmosfera e nell’Antropocene sarà il più importante gas da effetto serra, dato che, per decenni ancora, noi ed i nostri figli continueremo a dipendere dai combustibili fossili.
L’anidride carbonica proviene non soltanto dall’utilizzo di questi ultimi, ma anche da fonti naturali come il metabolismo degli esseri viventi (piante, batteri, animali). Le emissioni naturali di anidride carbonica sono addirittura dieci volte più abbondanti di quelle antropiche, ma la natura è in grado di assorbirle. Le piante la ‘riciclano’, perché la assumono nell’aria, la usano per crescere (grazie alla fotosintesi) e la riemettono nell’atmosfera.
Gli oceani si comportano in un modo simile: la assorbono, la ‘immagazzinano’, trasformandola anche in altri composti chimici, e la riemettono. Per tutto l’Olocene e fino a due secoli fa, i flussi di anidride carbonica fra l’atmosfera e i serbatoi naturali costituiti dalle piante e dagli oceani si compensavano con buona approssimazione e la quantità di questo gas nell’atmosfera rimaneva pressoché costante.
Nell’Antropocene non è più così.




L’ambiente è soltanto parzialmente in grado di assorbire le emissioni antropiche, di cui metà rimane nell’atmosfera mentre l’altra metà viene assorbita da piante e oceani in maniera soltanto provvisoria: in futuro, potrebbe essere nuovamente rilasciata e contribuire ai cambiamenti climatici.
L’anidride carbonica assorbita dalla superficie degli oceani è trasportata in profondità da una corrente che funge da cinghia di trasmissione, la cosiddetta ‘circolazione termoalina’. Quella attuale tornerà nell’atmosfera quando la corrente riaffiorerà in superficie, tra un migliaio di anni circa.
Anche la vegetazione potrebbe rilasciare in futuro l’anidride carbonica antropogenica che oggi sta assorbendo e che, secondo le stime, ha accresciuto del 6% nell’ultimo ventennio l’energia prodotta dalle piante per mezzo della fotosintesi, al netto dell’energia che usano per respirare. Paradossalmente, la Terra sta diventando più verde. Ma non è detto che in futuro sarà sempre così.
Si sa pochissimo di come le piante, nel complesso, reagiscono ai cambiamenti del clima o della composizione dell’atmosfera. Non è nemmeno noto il motivo per cui la vegetazione stia attualmente assorbendo anidride carbonica: forse per un naturale opportunismo, perché le piante ne sfruttano la maggiore disponibilità nell’aria per crescere. O forse crescono e l’assorbono perché stimolate dai fertilizzanti. 




Il risultato dei Cfc, del protossido d’azoto, dell’ozono, del metano e, soprattutto, dell’anidride carbonica, che le nostre attività emettono è il cosiddetto ‘forcing’, cioè un fattore antropico che modifica il bilancio energetico dell’atmosfera. In parole povere, è il contributo dell’uomo all’effetto serra.
L’effetto serra di per sé è un vantaggio: avvolge il pianeta come una calda coperta e ci salva dal congelamento globale. Se non ci fosse, sulla superficie terrestre la temperatura media scenderebbe a -18°, invece dei 15° attuali.
Funziona in questo modo: tutta l’energia che alimenta la superfice terrestre arriva dal Sole. Il pianeta ne assorbe una parte e la riemette sotto forma di raggi infrarossi. In media, la radiazione che ci raggiunge ha una potenza di 342 watt per metro quadro di cui 168 sono assorbiti da quello stesso metro quadrato, il 31% è riflesso nello spazio e il resto è assorbito da vari gas, particelle e nuvole presenti nell’atmosfera.




La superficie terrestre, a sua volta, trasferisce all’atmosfera l’energia necessaria a creare i movimenti convettivi d’aria e a far evaporare l’acqua dei mari e rilascia il resto sotto forma di calore.
Gran parte di questo calore, costituito da raggi infrarossi, non si libera nello spazio: è assorbito dai gas serra e dalle nubi. Queste ultime, a loro volta, si scaldano e riemettono raggi infrarossi. Prende forma così il ciclo che intrappola energia tra l’atmosfera e la superficie terrestre, riscaldandole entrambe.
Nel complesso, si crea un flusso di 350 watt per metro quadrato che va dalla superficie all’atmosfera e un flusso contrario, di 324 watt per metro quadrato, che va dall’atmosfera alla superficie terrestre. I gas serra e le nuvole sono un ‘motore’ termico molto efficiente che ‘ricicla’ cinque o sei volte il calore rilasciato dalla Terra (amplificandolo), prima di disperderlo nello spazio.
Questo è l’effetto serra!

(Prosegue...)


















venerdì 18 luglio 2014

L'APOCALISSE



















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L'Apocalisse (2)













Abbiamo visto in questi giorni
o forse da sempre
la violenza e la morte sua inseperabile 'compagna'
dettare le sue Ore
la sua voce
la sua nuova stagione all'albero ove tutti...
indistintamente ne raccogliamo dagli albori dell'umanità...
i frutti velenosi....




Abbiamo visto la violenza
e l'Angelo della Morte
costringerci a contare i passi di una straziante litania
e con non curanza nell'economia di tutti i giorni...
voi popolo di Roma
proporre pace benessere e prosperità....
per un futuro più luminoso
nascondendo la mano sporca di sangue...
e vile denaro...




Abbiamo visto l'Angelo della Morte
deturpare le nostre umili passioni
mentre in questa nuova Apocalisse
al Colosseo del secolare divertimento:
gioca a palla con le teste dei 'sacrificati'...
ed i tifosi scimmiottano la pantomima di una guerra
nel teatro dei burattini per la gioia degli Scribi




Abbiamo visto l'immancabile zio Tobia
emulare una delle tante sue guerre...
nel giardino preferito
mentre i trafficanti di 'saponette'
allestiscono il palco per un Tristrano di nuovo distrutto
.. ed affranto....
senza più né rimorso né coraggio
... né sarcasmo e ricordo
in codesto suo eterno Viaggio...




Abbiamo visto madri piangere i figli
e 'Carafa' chinare l'occhio allenato
fra un'onda e una spiaggia
di un nuovo mare
e rimproverare la disattenzione di una fragilità...
figlia di una pessima.... distrazione
in questo mondo che corre veloce.....




Abbiamo visto i 'buffoni' chinarsi ai Principi
ed il popolo aspettare l'ultimo atto di un dramma
recitato da secoli...
e tenuto in cartellone per il successo
nominato 'Potere'
al capezzale del quinto o quarto...
tanto è la stessa identica mano
che muove sempre il falso spettacolo...
da secoli recitato in codesto meschino teatro....
del suolo Italico.....




Abbiamo visto le vittime (di un tempo)
divenire carnefici
ed in nome del loro Dio
uccidere per ciò che il Profeta nominò Giustizia...
... ed il Cristo di Roma vendere e coniare nuova moneta...
fornendo la 'bega' al posto del Principio Divino
così che l'Anticristo possa essere servito....




Abbiamo visto Dio annegare
.. e poi morire...
e la gente ridere compiaciuta all'ultima battuta
della serva pietosa che recita la pantomima
al porto dell'ultimo naufragio
ove anche il suo sposo all'ultimo abbraccio
disse che in fondo anche lui era morto in codesto disastro
senza neppure il rimpianto di un sogno consumato
in questo mondo affogato e sempre peggiore...
che vorrebbe essere il migliore in codesto....
... scellerato patto.... con il Diavolo....

(Prosegue....)