CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

sabato 13 ottobre 2012

CONTRA GALILAEOS































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Paragona a questi la dottrina giudaica, il giardino piantato da Dio,
Adamo da lui plasmato e quella era la sua donna.
Dio dice:

Non è bene che l'uomo sia solo; creiamogli un aiuto che gli as-
somigli

che non l'aiutò affatto, ma lo ingannò e fu causa per lei stessa e per
lui della cacciata dalle delizie del giardino.
Questa è pura favola.
Come può infatti essere logico che dio ignori che l'essere che egli fa
nascere come aiuto sarà un male piuttosto che un bene per chi lo ri-
ceve?
Ma perché insomma ha anche dato una legge ed ha proibito qualche
cibo?
Ha infatti permesso di mangiare da ogni albero, eccetto solo che da
quello che stava al centro del giardino. Se non ci fosse stata una pre-
cisa prescrizione, non ci sarebbe stato peccato.
E se Dio è buono, perché ha punito?
Infatti il serpente che parlava ad Eva in quale lingua diremo che si e-
sprimesse, umana forse?
Qual'è dunque la differenza che separa tale tipo di dottrina dai miti
inventati dai Greci?
E il fatto anche che Dio neghi agli uomini, sue creature, la capacità
di distinguere il bene e il male non è il colmo della stranezza?
Quale essere più sprovveduto potrebbe infatti esistere di chi non è
in grado di distinguere il bene dal male?
E' chiaro che non eviterebbe l'uno, cioè il male, e non cercherebbe
di avere l'altro, cioè il bene.
Insomma, Dio ha impedito all'uomo di gustare dell'intelligenza, di cui
non può esistere bene più prezioso per l'uomo. Che infatti la capacità
di distinguere il bene e il male è prerogativa dell'intelligenza è chiaro
anche per gli stolti.


























...Dio è inoltre presentato come malvagio...
Infatti quando vide che l'uomo era dotato di intelligenza, perché non
gustasse, dice, l'albero della vita, lo cacciò via dal giardino, dicendo
testualmente:

Ecco, Adamo è divenuto come uno di noi, nel distinguere il bene 
e il male. Che non stenda più ora la mano e colga dall'albero del-
la vita e ne mangi e vivrà in eterno. E lo cacciò il signore Dio dal 
giardino delle delizie.

Ora ciascuno di questi racconti, nel caso che non sia, come è mia
convinzione, un mito dal significato, è una vera offesa per la divinità.
Infatti l'ignorare che colei che veniva fatta nascere come aiuto avreb-
be provocato la caduta, il negare la conoscenza del bene e del male,
unico fondamento, a quanto sembra, della vita umana ed infine l'esse-
re geloso che l'uomo partecipe della vita divenisse da mortale immor-
tale sono tutte caratteristiche di un essere estremamente invidioso e
malvagio!
(Giuliano Imperatore, Contra Galilaeos)









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