giuliano

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IL TOMO

lunedì 14 gennaio 2013

GIACOMO BOVE (23 aprile 1852, 9 agosto 1887)











Brevi pagine tratte da:






















Giacomo Bove, Viaggio alla Terra del Fuoco

Prosegue in:

il suicidio di un grande








Sebbene il tempo fosse minaccioso, e molti mi avessero sconsigliato
di partire, tuttavia per rompere ogni indugio ordinai alla 'San Iosé' di
porre alla vela.
Breve fu però il cammino, che sia per l'aumento del vento, sia per
dar ordine alle molteplici impedimenta che erano state cacciate alla
rinfusa nella stiva, all'imbrunire ancorammo presso la baia dell'Acqua
Fresca.




Nella notte soffiò un mezzo uragano dal SO, ma la mattina seguente
il vento si ridusse ad una leggiera brezza e noi ponemmo alla vela.
Era mia intenzione di entrare nel canale di Maddalena senza ulteriori
dilazioni, ma giunti dinanzi a Porto Fame, spinto dal desiderio di visita-
re questa famosa località ed attratto dalla presenza della goletta 'San
Pedro', ordinai di ancorare.




Gettammo l'ancora in Voces Bay, una leggiera insenatura posta al
Sud del soprannominato porto. Sbarcati fummo ricevuti cortese-
mente dal signor Haase, che aveva fatto di Voces Bay il quartier ge-
nerale dell'immensa concessione ottenuta dal governo Chileno.
L'attività che il signor Haase spiega in ogni sua intrapresa è vera-
mente sorprendente.




Benché da sol tre giorni in Voces Bay, non meno di dieci cammini
erano stati aperti nel bosco, ed uno di essi lungo quasi due miglia,
finiva ad un magnifico parco di alberi, alcuno dei quali fu da me tro-
vato da uno a due metri di circonferenza.
Il signor Haase mi assicurò che le sponde del Rio S. Juan possie-
dono alberi di maggiori dimensioni; ma io non ebbi il tempo di ac-




certarmene, desiderando ardentemente d'impiegare le poche ore
di giorno che ancora rimanevano nella visita di Porto Fame.
Quanti attraversano lo Stretto di Magellano non mancano di getta-
re una commiserevole sguardo su quella località, la quale fu teatro
di tante sciagure e di tante sofferenze.
Porto Fame venne scelto da Sarmiento come il punto più adatto




per fondazione della colonia che, per suo consiglio, Filippo II di
Spagna aveva ordinato di stabilire nello Stretto di Magellano, ad
impedire il passaggio di quelle navi straniere che potessero pregiu-
dicare il successo delle colonie spagnole del Chili e del Perù.  
Ventitre navi partirono dalla Spagna a tale scopo, ma di esse solo
cinque raggiunsero lo Stretto, dal quale pochi giorni dopo furono
scacciate da un continuo succedersi di cattivi tempi.




Sarmiento riparò colla sua flotta in Rio Janiero, per rifornirsi del
necessario e nel novembre (1584), rinforzato da quattro vascelli
pervenutigli di Spagna, rifece vela per il Sud.
Senza gravi inconvenienti raggiunse la baia Gregorio, ma quivi i
capitani delle sue navi dichiararono di non volere più oltre proce-
dere.




Sarmiento sbarcò con 300 uomini, e nella località ora conosciuta
col nome di N. S. della Valle fondò una colonia a cui pose il nome
di Gesù.
La colonia nacque sotto i più tristi auspici; però né l'avversità del
tempo, né l'ostilità dei Patagoni, né l'infame diserzione delle navi
valsero a scuotere il ferreo Sarmiento, il quale, dopo aver dato gli
ordini necessari per la costruzione di alcuni fortini sul secondo Re-
stringimento, si pose in marcia con 100 uomini verso Porto della
.....Fame.....









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