giuliano

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IL TOMO

domenica 6 dicembre 2015

I PELLEGRINI DI DIO (33)



















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ogni infamia sarà cancellata (e donata a chi neppur l'ha pensata) (32)

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I pellegrini di Dio (34)














...Non è necessario lavorare a lungo sul campo per intuire che per la
maggior parte degli animali la scala del tempo e delle distanze è diver-
sa dalla nostra.
Le loro dimensioni, i loro metodi di locomozione, la natura degli ostacoli
che devono affrontare, il mezzo in cui si muovono e la lunghezza dell'inte-
ra vita sono tutti diversi...
In precedenza, a causa della facile analogia con la migrazione umana e del-
la tendenza a pensare soltanto su scala umana, i biologi trattano il compor-
tamento migratorio come un evento speciale nelle vite degli animali.
Esaltavano le grandi distanze e le straordinarie capacità di orientamento.




Oggi si tende invece a differenziare meno nettamente la migrazione dalle
altre forme di movimento degli animali (e delle piante). Il seme dell'acero
che discende a spirale verso il fondo della foresta, la farfalla che vola zig-
zando in un prato estivo, e la Sterna paradisiaca lanciata nel suo viaggio
autunnale di quasi 20.000 chilometri cercano in fondo la stessa cosa: un
ambiente più favorevole alla loro crescita e alla sopravvivenza.
Inoltre, oggi gli scienziati intendono i movimenti degli animali in termini
di sensi dell'orientamento che ancora non conosciamo, come la capacità di
individuare un campo elettromagnetico o di usare come guida gli echi dei
suoni o le differenze nella pressione atmosferica.




Quando discutono le migrazioni su vasta scala come quelle delle oche
delle nevi, i biologi postulano un''area familiare' per ogni animale e quin-
di parlano del suo 'home-range' all'interno di quell'area, che include i ter-
ritori dell'inverno e dell'estate, il territorio per la riproduzione e tutti i cor-
ridoi migratorii.
L'area familiare include l'intero paesaggio di cui un animale ha qualche
nozione, una conoscenza che acquisisce principalmente tramite l'esplora-
zione del territorio adiacente al 'home-range' durante l'adolescenza.




L'intensa esplorazione nell'adolescenza, a quanto ne sappiamo, è comune
a tutti gli animali. La scienza ipotizza che questa esplorazione assicuri la
sopravvivenza di un gruppo di animali familiarizzandoli con le alternative al
loro 'home-range' dove possono cercare un rifugio nei casi di emergenza.
Un interrogativo che insorge a proposito dell'utilizzo di un 'home-range' è
questo: in che modo gli animali trovano la strada per raggiungere le parrti
del loro alterno pellegrinaggio dell''home-range' che non hanno mai visto?
e quando vi giungono, come fanno a sapere che per loro saranno benefiche?




Le risposte a questi quesiti ci sfuggono tuttora; ma la reazione è ciò che
chiamiamo pellegrinaggio-migrazione, e abbiamo qualche idea del modo in
cui gli animali riescono a compiere tali viaggi.
Molti esseri viventi, incluse certe creature primitive come gli anemoni di ma-
re possiedono una sorta di memoria spaziale e la usano per trovare la loro
strada nel mondo.
In parte questa memoria, sembra, possedere una base genetica, e in parte
viene appresa durante i viaggi con i genitori e le esplorazioni. Sappiamo che
gli animali usano una considerevole gamma di sensi per orientarsi da un luo-
go all'altro, per localizzare se stessi nello spazio e per 'imparare' un ambien-




te: ma quali siano i sensi (naturali) che vengono usati, e in quali combinazio-
ni, e quali informazioni vengono immagazzinate... finora a questo proposito
possiamo soltanto formulare qualche ipotesi. Molti di noi hanno della migra-
zione-pellegrinaggio la visione di movimenti su larga scala, di uccelli che ar-
rivano nelle zone dove svernano, di salmoni che risalgono i fiumi, di 'wilde-
beest', zebre e gazzelle che si spostano sulle pianure dell'Africa Orientale.
I movimenti di questi ultimi animali coincidono con la caduta delle piogge
nell'ecosistema Serengeti-Mara; e la loro migrazione annuale, approssima-




 tivamente circolare nella scia delle piogge, rivela una meravigliosa, com-
plessa rete di benefici per tutti gli organismi interessati: erbivori, erbe e
predatori.
Il tempismo di questi eventi, la produzione dei semi delle erbe, la deposi-
zione del letame, l'arrivo delle piogge, la nascita dei piccoli, sembra perfet-
tamente fortuito, una fusione di esigenze e di soddisfazioni che indusse....
quanti esaminarono per primi gli eventi a parlare d'un DISEGNO DIVINO....

(Prosegue...)
















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