giuliano

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IL TOMO

mercoledì 9 dicembre 2015

CARL SAGAN (& l'infinito inverno nucleare) (3)





































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....Ispirato impone sano principio, giacché in essa, oltre al mito si cela ben più profondo e concreto motivo nella superficie della Terra contemplata. Perché l’Ecologia è cosa seria anche nel travasarla in otri antiche di moderno sapere avversa ad ogni materiale e più ‘divino’ cantiere dallo sterco nutrito: moneta di uno strano e paradossale principio elevato Dio nel Tempio custodito. E nel solare avvento ed evento, giacché il calendario preannuncia mitica porta dal ‘capricorno’ gestita ad annunciare la salita e/o discesa dall’intrepida grotta la quale fu riparo non solo del profeta, dell’anno zero dal calendario annunciato, ma ugual porto di altrettanti illustri colleghi filosofi eretici riuniti, i quali trassero nobile respiro dalla linfa della Terra figlia dell’Universo cui  custode e destino… nell’invisibile porta alla volta celeste affissa. I quali svelarono tutelarono e celarono, arbitrio e superiore saggezza, visione legge decoro giustizia, Anima Spirito e sogno, entro l’oscurità di un diverso destino avverso ad ogni materiale principio, ove l’immagine è pur sempre riflesso apparente quale più certa illusione nominata vita. E la favola cui ho nutrito l’arbitrio e lo Spirito accompagnata dal mito è parsa cosa poco gradita al mondo così seminato e concimato il quale affoga radici e inganni in più atroci e violenti frutti maturati al sole di un sicuro domani: rami e foglie divenute tralicci cavi cemento parabole guerre in oscuri nuovi ed antichi miracoli, ornare il progresso al cantiere di una solida dimora nominata mammona, nella certezza che la differenza sociale fra il ‘povero idiota’ ed il ‘ricco evoluto’ di ogni bene privato di Dio, in ragione di ogni sana rivoluzione industriale… mai esistito. E l’arbitrio accompagnato da una più certa e sicura quanto degna verità è pur sempre difficile traguardo, soprattutto quando umiliato e perseguitato nell’inganno divenuto violenza in nome e per conto delle armi che armano l’eterno destino nominato guerra… Ed anche, se per questo, ragione e decoro le quali ornano, oggi come ieri, l’apparente facciata della storia: evoluta e compiuta ‘parola’ affissa e benedetta alla casta della memoria; artista ammirato soprattutto quando compie devotamente l’inchino all’eterno spettacolo regale allestito & globalizzato del regno riunito cui servo assistito e profumatamente pagato, qui per il vero e in verità non rimembro penna calamaio & ‘parabola’…, sfera di ogni storia: i loro denari sono sudati e sofferti e dalla casta promessi in ragione del dovuto potere cui l’arte della parola è così compromessa e la verità per sempre offesa nella difficile salita: la piramide par cosa antica alla casta di ogni salita e discesa cui affidata l’anima della vita al faraone occhio e padrone della verità e custode di ogni mistero; misericordia per ogni borgo e via nella falsa ragion di stato il quale in satellitare visione mostra il saluto romano accordando perdono accoglienza & clemenza, e con l’altra…, ruba la misera elemosina cui affidata la povera sua via; fasti & denari per allietare il pellegrino alla soglia del Pontificio dando mostra dello spettacolo regale, quando in verità e per il vero, sappiamo che si muore per un soffio di vento di nero cemento, quando sappiamo, in verità e per il vero, che si muore per nero fumo che la moneta impone per il dovuto e superiore consumo, ed il profeta o l’ecologista braccati per superiore ragion di stato, di quale! qui non dico e mai maledico!; mio nonno di nuovo crocefisso con le forchette della ricca cena alla porta di un più nordico dio alla scala dell’Opera…, ed ora sì, per il vero ed in verità ricordo: al dio della Scala non affidare mai credo e Spirito…; il trovatore di verde vestito è braccato mentre parla e cerca Dio urla al mercato che l’hanno di nuovo crocefisso, ed un altro, trovatore dall’oste assistito e nutrito, vende la moneta del suo piatto antico… perseguitando la Rima in nome di dio; nella predica della festa o della domenica rimembrano e raccomandano la solitudine e la compostezza conferite dall’umiltà del solitario cammino che accompagna ogni profeta e Dio, nel bagno di folla si prega  inneggia ‘visione’ ‘fasto’ e ‘ricchezza’ in nome del povero (Cristo) che non riesce bene a far di conto alla porta cui costretto: quanta la differenza e il tornaconto divide passo e credo dal profitto divenuti sentiero del pellegrino: il bilancio l’utile e la convenienza dei costi sottratti alla dovuta ‘misericordia’: ci dicono dio azionista di una  banca ed una borsa nonché castelli terre e vaste ricchezze cui i custodi della preghiera e del mito cifrano e litigano circa i conti di un diverso profitto: quando bussai alle porte di dio non mi fu risposto, questo sì per il vero ed in verità ricordo; non si è consegnati più al rigore della paura antica almeno così allestiscono e predicano: cella buia al pari di una camera oscura ove il Primo sviluppa e traduce fotosintesi divenuti Parola: incontrai l’immagine accompagnata all’ombra dell’apparenza divenuta fotografia in quanto la pittura è arte complessa o incompiuta scienza all’alba di una diversa ora, perseguitò il Sentiero di Dio in nome e per conto di mammona, questo sì per il vero ed in verità ricordo; camera oscura cui la libertà non ha valore cui il diritto offeso e crocefisso mentre dall’alto del cielo vegliano prosa poesia Rima e miracolo, hanno anche incaricato, in verità e per il vero, un boia strano che colpisce e veglia dall’alto della torre antica passo e Sentiero cui Dio affida parola, mentre fuori il monarca urla bestemmia…; fra Michele rimembro e veglio il passo tuo in quell’evo antico del comune tuo e mio mattino, mi dona forza e coraggio di una più certa immagine quale vera icona, questo sì per il vero ed in verità ricordo, quando ti avviasti in solitario cammino e martirio verso il rogo della vita accompagnato dalla sola colpa di credere in un diverso e più umile Dio, i Calci accompagnano il mio e tuo Spirito mentre ad ogni persona dono la Rima quale solo risposta avversa alla falsità della vita… …Per il vero… urlano imprecano pregano e affannano, giacché ad ogni profeta è suggellata l’eterna promessa nominata sfortuna: Inverno cui destino della Prima Natura… è nobile e certo Autunno: premessa ed apparente morte della stagione nominata vita. Simmetrico gas scomposto nell’universale evoluzione cui ogni stella che muore rinascerà a nuova vita per ogni cometa ad indicare la via. In cui l’Infinito conosce altro invisibile e più certo miracolo nell’ateo paradosso cui dèmoni compongono ed infestano la Terra, ma nella certezza di ogni inganno dallo scienziato rilevato nascondersi un diavolo dalla materia gestito cui il principio avverso al destino nominato vita, anche senza l’Anima o lo Spirito gestita cui l’ateo affida il credo della via. Ma il libero arbitrio insegna prega ogni intelligenza e speranza e altrui certezza, giacché nel confronto e nella dialettica nonché nella libertà si misura e conia più certa e sicura moneta…)



Noi raccontiamo ai bambini storie di Babbo Natale, di fate e di gnomi  (accompagnate da miti ed eventi divenuti storie e futuri miracoli) per ragioni che pensiamo siano emotivamente corrette, ma poi li disinganniamo (come sto facendo per l’appunto ora in questo stesso momento) su questi miti prima che diventino adulti.
Perché questo voltafaccia?
‘Perché il loro benessere come persone adulte dipende da una conoscenza del mondo com’è realmente’…(*)


(*) (…ed inversamente alla scorrere temporale del testo, cui abdico la freccia del Tempo dalla materia gestita in quanto privi del Secondo ma Primi nell’intento a cui mi sono appellato, riporterò un valido esempio cui mi servirò per dimostrare come i ruoli si possono scambiare in ragione di questa ‘apparente’ verità, giacché la ‘parabola’ del fisico come presto leggeremo, Straniero al suo Tempo, dimostra e suggella codesta irrinunciabile certezza e promessa, in quanto conoscere la vita com’è nel suo elemento seminato al progresso destinato arreca un cambiamento climatico dello stato originario. La verità, ‘in verità e per il vero’, nutre e sgorga l’Infinito dello Spirito, ed anche, se il Profeta in lui nato farà nascere rami e foglie cui l’universale destino da un diverso mondo o universo nutrito, l’ateo cui l’evento raccolto evidenzia un teorico credo nell’Infinito e Immateriale evento di un primo Oceano e/o Abisso, giacché la parola nata dallo stupore di un ‘Nulla’ divenuta incanto e primo vagito. Da un simmetrico nulla scorto nell’inganno di un’immagine dalla caverna nominata ombra o vita che sia. Questo il miracolo sottinteso ed anche trascurato. Ed anche se il notaro abilitato a certificarlo fuito come al solito in  più reale e ricco cammino, nello scienziato compagno del mio Sentiero affido la vista di questo piatto mare nella terrena e più sicura certezza della comprensione della vita… Soprattutto se lo Spirito,  l’immateriale destino, il Sé o l’Anima che compongono ragione e arbitrio ci dividono nella virtuale incertezza di una nebbia quale nuovo ed infinita alba della vita… Questa l’evoluzione che compone lingua e parola pronunciata. Questa la differenza fra noi ed l’infinito creato per ogni specie nata anche nel ‘cogito’ di un apparente meccanicismo dal cuore e dalla mente nutrito! Questa la forza e lo Spirito che dimora in quanto mai soffochiamo Pensiero e Dio!)....

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