giuliano

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IL TOMO

domenica 8 settembre 2013

UN PAGANO RISPONDE AD UN CRISTIANO (57)















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I Diavoli della montagna (moderna geografia alpina) (56)

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Un Eretico risponde ad un Papa (58)













Dopo secoli un Pagano risponde ad un cristiano circa il problema della Pace.
Dopo secoli frettolosamente cancellati da un certo fervore religioso ed intol-
lerranza storica.
Dopo secoli di un credo mai (e) istinto nel sapere dei nostri animi.
Dopo secoli di verità troppo spesso cancellata a beneficio di altro.
Dopo secoli dal nostro Pitagora....
La pace ed il benessere cui aspirano tutti i Pagani è ugual costruzione ed u-
gual fine a cui aspirano i suoi seguaci, con la differenza sostanziale, circa il
Tempio cui mirano con ugual intento, essere una costruzione cui tutti debbo-
no e possono maturare, al di fuori di quelle motivazioni cui il confine Filoso-
fico ed Eretico, a Lei quanto a me noto, ci distingue, in tale breve disquisi-
zione.
La mia, e dei pochi scampati dalla storia, non è falsa demagogia, è un dato
di fatto: costruire la pace significa meditare al Dio della Verità e della Giu-
stizia, fondamento di ogni finalità e principio della Libertà e del Diritto.
Costruire la pace significa innnanzitutto privare le ragioni ed i motivi della
'materia' (principi di quei confini da taluni mal interpretati, poco sopra det-
ti...) cui taluni aspirano con l'abito e la maschera di una dubbia religiosità
la quale finge di disdegnare.
Significa innanzitutto scardinare taluni meccanismi che armano la guerra
e la ricchezza che da essa deriva.
Costruire la pace significa attenersi alla verità storica non meno di quella
scientifica e sottoporsi al suo giudizio senza falsare i suoi bilanci nei secoli.
Le parlo di quel Giamblico cui i natali sono individuabili in quella terra ra-
gione della sua attuale preghiera, dove Lei predica ugual motivi con secoli
di ritardo dalla Scienza (Teologica) e dalla storia, liquidando il Sapere con
poche 'battute' del suo Nazianzo, sostituendo così il vero con il principio
deleterio della calunnia.
Costruire la pace significa saper distillare acqua limpida dal Tempio di
Madre Natura non entro la facile alchimia dell'inganno o del Mito, ma co-
noscere ragioni motivi ed errori della storia.
Ragion per cui elevarla ad un probabile pulpito per la 'quaestio' che fa  for-
za sugli istinti umani, concedendo parola a coloro che furono ugual vittime
dell'inganno e dell'ingiustizia.
Secoli di fervore dogmatico-teologico sia Islamico quanto Cristiano, hanno
portato all'altare di ogni religione migliaia di morti ammazzati come l'agnel-
lo sulla croce sacrificato e poi pregato.
La storia ci insegna che dall'alto del ricco pulpito donde lei predica, per se-
coli si sono avvicendati (ancor oggi...) motivi, ingiustizie, tirannie, priva-
zioni da far impallidire qualsiasi persona con un minimo di istinto umano.
La storia ci insegna che tanto gli Spagnoli quanto i Gesuiti in nome loro e
della loro ricchezza approdarono nella Sua ricca America compiendo in po-
chi anni quanto neppure la più malvagia natura avrebbe potuto immagina-
re, quanto e per conto del più malvagio Dio ci si sarebbe potuti attendere.
La storia ci insegna di migliaia di persone perseguitate ed uccise in nome
dell'Uomo che sicuramente tante e troppe volte è sceso da quella croce co-
stretto da taluni religiosi che lo hanno esibito per i loro misfatti indegna-
mente.
La storia ci insegna che la povertà cui gli stessi pregavano ed aspiravano
come quell'Uomo, quel Dio, quell'Agnello, quel Profeta, quel Filosofo, quel
messaggero di verità predicava, è stata ugualmente umiliata derisa e cro-
cefissa in nome di una falsa e meschina religiosità. Eretici, da Voi furono
perseguitati, e con tal pretesto privati non solo della vita e della loro di-
gnità, ma anche di ogni loro avere, nelle alterne vicende monarchiche-re-
ligiose che non cambiano le finalità di quella storia..., straniera alla veri-
tà, per questo il Dio Straniero per essa troppe volte fu umiliato e poi sa-
crificato.
La storia ci insegna che per parlare e disquisire di pace è importante non
tanto una Crociata, un Pellegrinaggio, un Giubileo, ma saper indirizzare
quei principi fondamento dello Spirito Umano rimossi e cancellati dall'in-
tolleranza religiosa, nella costanza non di una falsa preghiera, ma di una
retta e giusta educazione. Anche se questa va a contrastare quella 'mate-
ria' cui la vostra Chiesa non ha mai rinunziato.
La demagogia della salvezza, di un credo, non abbisogna di un 'falso' con-
fessore Gesuita che lava piedi e gambe a reietti di una società corrotta,
ma motivare con un analisi introspettiva la verità di quel Profeta troppe
volte tradita dalla vostra religiosità.
L'amore non si costruisce nelle arene o negli stadi, ma nella corretta, giu-
sta ed imparziale libera motivazione pedagogica fondamento della liber-
tà di ogni giovane. Anche attraverso quella matematica teologica cui
Giamblico aspirava, non certo quella cui i moderni operatori della comu-
nicazione (e non solo...) mirano.
Attraverso la verità cui il suo Nazianzo ha gettato il falso seme della
prima discordia parente stretta della calunnia su cui ugual principi hanno
perseguitato e poi ucciso il vostro Profeta quanto un Pagano ispirato al-
lo stesso Dio.
Costruire la pace significa adoperarsi al conseguimento di quella retta
fede gnostica della coscienza e dello spirito a cui ognuno può e deve
aspirare, fuggendo ed impedendo innanzitutto, tutti quei principi mate-
riali che armano la guerra e calunniano e confondono la verità, motivan-
do uno spettacolo teatrale ben esibito per le stesse ragioni di una ma-
terialità ben celata e nascosta. Non è moralmente né giuridicamente
vero né onesto verso qualsiasi credente, digiunare dopo un ricco ban-
chetto, cui né Lei né la sua banca si sono risparmiati i segreti proventi
e dividendi (della storia).
(un Pagano)
(Prosegue...)














    

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