giuliano

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IL TOMO

sabato 9 febbraio 2013

UNA EUROPA DA FARE (4)













































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con Pietro Autier sulle orme del Payer

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una Europa da fare (5) &

una Europa da fare (6)







Prima della metà del IXI secolo, il mito di una 'Europa delle nazioni'
era visto in una luce per lo più ottimistica.
Le due idee che ne costituivano l'essenza, almeno fino al 1848, fu-
rono quella della 'missione' spettante a ciascun popolo una volta
riunito a formare una nazione e quella dell''armonia' che sarebbe
derivata dalla creazione dell'Europa delle nazioni.




già prima del 1830, numerosissime sono le prove dell'esistenza di
questo stato d'animo, seppure in forma ancora imprecisa, dal mo-
mento che i concetti di stato e di nazione non di rado erano confu-
si.
Il poeta francese Béranger espresse lo stato d'animo in questione,
in maniera un po' rozza ma con estrema chiarezza nel poema ....
'Santa Alleanza dei popoli', scritto nel 1818, in cui compare la Pa-
ce che si rivolge agli uomini:




'Ah voi uguali in valore francesi, inglesi, russi o tedeschi, popoli
formate una Santa Alleanza e datevi la mano'




Il grande filosofo tedesco Hegel applicò ai concetti di stato e di
Europa il suo idealismo dialettico.
Lo stato era ai suoi occhi la personalità vera, l'assoluto, la realiz-
zazione dello spirito del popolo.




'Lo Stato è l'Idea dello Spirito nella manifestazione esteriore del-
la Volontà umana e della sua Libertà'.




Ma, nella fase fino a quel momento raggiunta dall'umanità, lo sta-
to era un'espressione dello spirito universale:
'La storia universale procede dall'est all'ovest, e quindi l'Europa
costituisce la fine della storia, .....di cui l'Asia è l'inizio'.




Sicché, l'evoluzione della Storia è un'evoluzione dello spirito, e
il suo completamento è l'Europa, l'essenza della quale è la Ger-
mania.
La quarta parte dell'opera di Hegel si intitola: 'Il mondo tedesco',
vi si legge che 'le nazioni tedesche, per influenza del cristianesi-
mo, furono le prime ad assumere coscienza del fatto che l'uomo
in quanto tale è libero, e che è la libertà dello spirito a costituir-
ne l'essenza'.




Hegel era un teorico dello stato, non delle nazioni.
Jouffroy, come Hegel spiritualista e liberale, nel suo 'Etata actuel
de l'Humanité', scritto nel 1826, affermava che 'le guerre civili del-
l'Europa sono finite, la rivalità dei popoli che la compongono sta
esaurendosi, così come scomparve, sotto il dominio di Alessandro
Magno, la rivalità delle città greche..., e l'Europa comincia a non




essere più che una nazione da quando ci sono un'America, un'A-
sia e un'Africa.
L'uomo deve oggi preoccuparsi dell'unità dell'Europa contro que-
ste masse e dell'equilibrio delle masse stesse tra loro'.












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