giuliano

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IL TOMO

domenica 10 febbraio 2013

NEGLI STESSI ANNI (gli Stati da fare)











Precedenti capitoli:

1) il predicatore

2) ribelli

3) il clan o ku klux klan

4) Mark Twain

Prosegue in:

due orologi &

due orologi (2) &

due orologi (3)








Nel frattempo (dall'altra parte del globo...) una vasta percentuale della
popolazione oscillava fra unionismo e secessione combattuta fra il pa-
triottismo, l'affinità con il Sud e il timore delle conseguenze.
Ma questo settore non era inerte: si spostava di qua e di là a seconda
che le correnti della guerra spingessero la vittoria verso una parte o l'-
altra.




Nelle contee in cui la schiavitù era irrilevante molta gente nutriva senti-
menti sudisti piuttosto tiepidi e la lealtà all'Unione regnava più o meno
indiscussa.
Queste zone contribuivano a fare del Missouri nel suo insieme uno sta-
to prevalentemente lealista. Ma a Clay e in altre roccaforti della socie-
tà schiavista la situazione era molto più instabile.




In un primo tempo la gente elesse l'unionista James H. Moss come rap-
presentante alla convenzione sulla secessione; in seguito quando Price
marciò verso nord, accettò che i ribelli scacciassero Moss fuori da Li-
berty con le canne dei fucili.
E c'era anche un altro filo di questo tessuto sociale che si stava laceran-
do: gli schiavi.




Mentre il caos della guerra divampava intorno a loro, i proprietari li os-
servavano con inquietudine, mentre gli schiavi si preparavano a cogliere
ogni opportunità per riconquistare la libertà.
Mentre il generale Price ordinava di scavare trincee intorno alle forze
dell'Unione a Lexington, il 4 settembre 1861, queste opportunità sem-
bravano molto lontane.




La causa federale era nel caos.
Il grosso dell'esercito statunitense era stato duramente sconfitto a Ma-
nassas, in Virginia. La guardia statale aveva già riconquistato quasi me-
tà del Missouri.
Conquistando Lexington, poco più a valle della contea di Clay, Price
avrebbe controllato la città fluviale più importante tra Jefferson City e
la frontiera occidentale.




Al tramonto del 16 settembre, mentre le nubi di tempesta si dissipavano
nel cielo, Jesse James, appena quattordicenne, ebbe l'occasione di vede-
re per la prima volta il nemico: 500 reclute del terzo reggimento di fante-
ria dello Iowa, fradice di pioggia, che entravano con passo pesante a ...
Centerville e si accampavano per la notte.




Al sorgere del sole non c'erano più.
Qualche ora dopo, a sud di Liberty, ebbero un breve scontro con alcu-
ni reggimenti della guardia statale che stavano attraversando il fiume
per aiutare il generale Price.
Il 21 settembre se ne andarono, abbandonando ancora una volta la co-
tea di Clay a se stessa.




La famiglia di Jesse attendeva notizie della battaglia in corso a Lexington.
Se Price riusciva nel suo intento, l'intero stato del Missouri poteva cade-
re nelle mani della Confederazione.
A quanto ne sapevano, Linconl sarebbe stato costretto ad accettare l'in-
dipendenza del Sud alla luce delle precedenti vittorie dei ribelli.




Dopo tutto nessuno si aspettava che la guerra durasse ancora a lungo.
Poi giunse la magnifica notizia: Lexington era caduta il 20 settembre, il
giorno prima che le truppe dell'Unione abbandonassero Liberty.
Ma senza alcuna battaglia la situazione cambiò bruscamente.
Il 26 settembre il comandante federale, generale John C. Frémont, pun-
tò verso ovest da St. Louis con 38.000 uomini.




Raggiunse rapidamente Sedalia, a sudest di Lexington, minacciando d'in-
trappolare i ribelli sulla riva del fiume.
Price fu costretto ad abbandonare la sua preda e il 29 settembre si dires-
se verso l'angolo sudoccidentale dello stato.
I giorni delle grandi marce e delle battaglie nel Missouri erano finiti; sareb-
bero tornati solo tre anni dopo, quando Price avrebbe potuto di nuovo
spaziare con lo sguardo dalle rocce a picco su Lexington.




Mentre le speranze della famiglia Samuel seguivano le alterne fortune di
Price, la loro vita mutava profandamente. Poiché i campi di cotone del
Sud erano isolati dalla guerra, il mercato della canapa crollò; se Reuben
e  Zeralda non erano già passati alla coltivazione del tabacco prima del-
l'attacco a Fort Sumter, lo fecero certamente dopo.




Uno schiavo adulto si occupava della fattoria.
Il suo acquisto era stato sicuramente un affare: dopo aver raggiunto una
punta massima nel 1860, i prezzi degli esseri umani erano precipitati do-
po lo scoppio della guerra.
Anche le notizie che giungevano ogni settimana da St. Louis con il 'Liber-
ty Tribune' rispecchiavano un cambiamento.




Con il governatore Jackson in esilio e l'assemblea legislativa sciolta, l'uni-
co corpo elettivo ancora esistente era la convenzione sulla secessione.
Si era riunita di nuovo nel luglio 1861 e aveva assunto il potere come
governo provvisorio, eleggendo il proprio presidente, Hamilton R. Gam-
ble, alla carica di governatore.




Unionista convinto, vecchio whig e unico membro della corte suprema
dello stato ad aver votato per la liberazione di Dred Scott, Gamble ave-
va la statura necessaria per conquistare la fiducia della gente in quelle
condizioni strane e difficile.
Sebbene una forte minoranza di cittadini rimanesse fedele a Jackson,
la maggioranza accettò il governo provvisorio e il suo illustre capo.




Linconl riconobbe prontamente Gamble e il suo regime, ben lieto di ave-
re un governo a lui fedele in quello stato.
Tuttavia, come conservatore alle prese con una situazione rivoluzionaria,
Gamble dovette lottare per temperare la collera crescente dei cittadini
lealisti contro i loro vicini secessionisti.




'Trattare, temporeggiare', o 'parlare gentilmente con i traditori', sostene-
vano gli unionisti nella città di Mexico, 'è come tentare di convincere l'-
acqua a scorrere in salita'.




Ancora più preoccupato per Gamble erano i provvedimenti del coman-
do militare.
Il 30 agosto Frémont proclamò la legge marziale nel Missouri.
Dichiarò che i civili che aiutavano la ribellione sarebbero stati fucilati e
annunciò l'emancipazione di tutti gli schiavi dei militanti ribelli nello stato.




Era un provvedimento sconvolgente: mai prima di allora uno stato era
stato sotto il controllo delle forze armate; l'idea era talmente nuova che
lo stesso Lincoln si sbagliò e fece riferimento alla 'legge militare' anziché
alla 'legge marziale'.
Il Missouri era un caso complicato, la scena di una ribellione aperta e
di un grande fervore unionista, con un governo fedele all'Unione ma no-
minato in condizioni di emergenza.




Il presidente si limitò a insistere che nessun civile venisse fucilato senza
che il suo caso fosse esaminato dalla Casa Bianca, e sconsigliò il ricor-
so alla pena capitale per evitare che i ribelli usassero lo stesso metodo
come ritorsione.
(T.J. Stiles, Jesse James storia del bandito ribelle)












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