giuliano

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IL TOMO

lunedì 12 maggio 2014

VIAGGI ONIRICI

















Prosegue in:

Tumo Reskian












Il sonno Rem è noto sotto molti altri nomi - sonno onirico, sonno paradosso
e sonno attivo - ma per comodità userò l'espressione sonno Rem per descri-
vere questo tipo di sonno negli esseri umani e sonno paradosso in riferimen-
to agli animali.




All'incirca un'ora e mezzo dopo l'addormentamanento, avvengono i cambia-
menti fisiologici che indicano la comparsa del primo sonno Rem.
Le onde cerebrali presentano variazioni caratteristiche: onde teta - questa
volta senza complessi K né fusi del sonno - e brevi squarci di attività alfa che,




 quando compaiono durante il sonno, indicano un elevato livello di vigilanza.
Di fatto, nel sonno Rem le onde cerebrali sono quasi del tutto identiche a quel-
le che si hanno nello stadio I, o mezzo sonno o stadio di transizione.
Se ne potrebbe concludere che il sonno Rem è leggero e che il risveglio da
questo stadio è piuttosto facile.




Ma le cose stanno altrimenti, e infatti il sonno Rem è profondo, sebbene in
alcune condizioni particolari il risveglio possa essere molto facile.
La combinazione dell'attività elettrica cerebrale, che indica un sonno legge-
ro, e del sonno profondo, ha fornito a questo genere di sonno uno dei suoi
molti nomi: sonno paradosso.




In questo stesso stadio, compaiono anche i movimenti oculari rapidi che
attrassero l'attenzione di Aserinsky, rendendo in tal modo possibile la sco-
perta del sonno Rem.
Quando iniziai le mie prime ricerche sul sonno, la grande somiglianza tra
i movimenti oculari caratteristici del sonno Rem e quelli che si hanno nello
stato di veglia mi disorientò.




Il mio gruppo effettuò le prime registrazioni con l'obiettivo di identificare
  il sonno Rem nel 1969, quando studiavo per la laurea in Psicologia all'-
Università di Tel Aviv.
Con mia grande fortuna e per puro caso, mi fu data la possibilità di gua-
dagnare un po' di denaro extra come tecnico del sonno, adibito alle regi-
strazioni notturne.




Con il senno di poi, ora posso dire che fu quell'opportunità a segnare il
mio destino come ricercatore.
Dopo qualche notte, una volta riusciti a ottenere alcune chiare registra-
zioni in cui era facile identificare ciascuno stadio del sonno, compreso
quello dei sogni, decidemmo di invitare il direttore del dipartimento di




Psicologia, il professore Ron Shoval, a dare un'occhiata ai nostri ecla-
tanti risultati.
La notte della visita di Shoval arrivai tardi al lavoro e, quando entrai
nella stanza degli strumenti, Shoval e i tecnici miei colleghi erano già
accanto agli strumenti ed esaminavano le onde cerebrali e i movimen-
ti oculari con grande interesse.




Guardai il foglio di registrazione; i movimenti oculari erano davvero
chiari e impressionanti.
Con aria da grande erudito e con malcelato orgoglio nella voce dissi:
- Che esempio strabiliante di sonno Rem!
e andai avanti per un po' a glorificare quello strordinario caso di son-
no.




Mi ci volle un po' per rendermi conto che intorno a me stavano tut-
ti ridacchiando.
Quando alzai gli occhi dal foglio di registrazione e guardai nella ca-
mera da letto attraverso il vetro, vidi con mia enorme sorpresa che
il nostro soggetto, sdraiato a letto e pieno di elettrodi, era immerso
nella lettura di un libro.....




Le apparecchiature di registrazione avevano fedelmente delineato
il grafico dei movimenti degli occhi........

(Dedicato a tutti gli oppressi e perseguitati, che il loro sogno di
libertà si possa avverare perché il loro sogno è più forte ed eterno
immortale e onnipresente di ogni macchina ...per controllarlo.....)

(P. Lavie)











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