giuliano

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IL TOMO

sabato 20 settembre 2014

L'OCA (1)









































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L'oca (2) &











 

Due orologi (1/7)

Dello stesso autore...:

L'arte della menzogna (politica &...)













C’era una volta un uomo che ebbe tre figli da una stessa moglie e tutti in un solo parto, cosicché neppure la levatrice poteva dire con certezza quale fosse il primogenito.
Il padre morì quando erano ancora giovani, e, sul letto di morte, li chiamò a sé e disse loro: ‘Figli miei, poiché non ho accumulato nessuna ricchezza, e neppure ne avevo per nascita, ho a lungo considerato quale buona eredità potessi lasciarvi, e alla fine, con molta fatica spesa, ho procurato a ciascuno di voi (eccoli) un abito nuovo. Ora, dovete sapere che questi abiti posseggono due virtù: innanzi tutto, se indossati nel modo giusto dureranno sempre nuovi e integri finché vivrete; in secondo luogo cresceranno con voi, allungandosi e allargandosi così da risultare sempre della vostra taglia. Ecco qui, fatemi vedere come vi stanno prima che io muoia.
Oh, molto bene!
Pregate, figlioli, manteneteli puliti e spazzolateli spesso. Troverete nel mio testamento, eccolo, tutte le istruzioni, complete in ogni particolare, su come indossare adeguatamente questi abiti: dovete essere molto scrupolosi, onde evitare le sanzioni che ho stabilito per ogni trasgressione o negligenza. Ricordate che unicamente da questo dipende la vostra futura proprietà.
Nel mio testamento ho inoltre stabilito che viviate insieme, sotto lo stesso tetto, come fratelli e amici, poiché solo così sarete sicuri di prosperare, e non altrimenti’.
… I figlioli avendo raggiunto l’età giusta per presentarsi in società, si recarono in città e si innamorarono di alcune dame, ma soprattutto di tre, che a quel tempo godevano della massima reputazione, la Duchessa d’Ergent, Madame de Grans Titres e la Contessa d’Orgueil (… avarizia, ambizione e per ultima l’orgoglio…).




Quando si presentarono a loro la prima volta, i nostri tre giovani avventurosi fratelli ricevettero una gran brutta accoglienza, e presto, con grande sagacia, ne indovinarono la ragione, così prontamente cominciarono a perfezionarsi nei modi cittadini: presero a bere a dismisura a consumare tabacco corretto all’oppio, picchiavano le guardie notturne bighellono fino a tarda notte insultando e molestando gli altri cittadini, ma soprattutto, particolare da non trascurare per il buon futuro della nostra nobile per quanto rispettabile comunità…, partecipavano assiduamente alle riunioni di quei gruppi di Senatori che non aprono mai bocca nel Parlamento ma fanno un gran baccano negli stessi caffè, dove ogni sera aggiornano le loro sedute per rimasticare bocconi di politica, circondati da una cerchia di discepoli e ‘maddalene’ in trepidante attesa di raccogliere i loro escrementi.
I tre fratelli, inutile a dirsi in questa modesta sede non propriamente ubicata in prossimità dei loro luoghi di riunione, avevano acquisito altre notevoli abilità in disaccordo con il Codice Civile quanto quello Penale della miseranda comunità che li ospitava ed ospita tuttora, e di conseguenza erano e sono ‘giustamente’ riconosciuti come le persone più distinte nonché educate della… stessa città….




Ma tutto ciò non basta…
Le suddette dame continuavano a mostrarsi inflessibili. Per chiarire questo problema, devo, con licenza e buona pazienza del lettore, mettere sulla bilancia alcuni argomenti che gli autori di quell’epoca non hanno sufficientemente illustrato, quell’epoca specchio della nostra Epoca….
Dunque quest’Epoca ha un proliferare di Sette i cui principi hanno una vastissima diffusione, soprattutto nel ‘gran monde’ e tra tutte le persone alla moda (cosa di preciso sia la moda lo illustreremo tra breve…). Gli adepti adorano una sorta di idolo (per discrezione e per non offendere la suscettibilità di taluni lettori che hanno più dell’…. che dell’umano, per ‘idolo’ intendesi il ferro da stiro detto ‘goose’ cioè ‘oca’), come prevede la dottrina, crea, cioè, uomini tutti i giorni per mezzo di un processo manifatturiero, ed inoltre questo idolo viene ubicato o se più vi piace, collocato, ai piani alti delle case, su un altare alto circa tre piedi. E’ raffigurato nella postura di un imperatore persiano, seduto in terra a gambe incrociate. Ha un’oca come simbolo, e da qui taluni sapienti pretendono di far risalire la sua origine a Giove Capitolino….




La cosa notevole da rilevare, come altre che qui non sto a voi ad enumerare né tantomeno narrare, è che gli adoratori di questa divinità sembrano gravitare sul seguente fondamento: ritengo che l’Universo sia come un grande insieme di abiti che avvolge tutto, che la terra sia rivestita dall’aria, e l’aria dalle stelle dal ‘primum mobile’, osservate dunque il globo terrestre, troverete che esso è un insieme di abiti alla moda…
Che cosa è mai quel pezzo di terra chiamato campagna, se non una bella giacca dai risvolti verdi (dove degradare la povera natura…)? Oppure il mare, se non un pregiato panciotto di seta marezzata onde far confluire tutte gli escrementi guadagnati in quel luogo senza parola nominato Senato ubicato vicino al caffè del mercato?
Procedete, quindi, esaminando ogni particolare opera della divina ‘Creazione’… e scoprirete quale vera origine manifesta sia stata la Natura in loco della sua ‘bottega’ artigianale preferita con il suo artefice ed artigiano, per l’appunto (e consentimi questo breve appunto dedicato alla botte…): essa ha cimato i suoi vegetali abbellendoli per ogni loco del loro ‘governo’; osservate quale raffinata parrucca orni la cima del faggio, e che bel farsetto di raso bianco indossi la betulla italiana (molto scollato ed invitante…); e per concludere, che cosa è mai l’uomo (accompagnato dalla sua Eva così bella e così ben nutrita…) se non un microabito, o meglio un abito completo di vestiti ed ornamenti decorativi?

(Prosegue...)
















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