giuliano

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IL TOMO

venerdì 13 dicembre 2019

COSA E' IL TEMPO? (14)




















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Cos'è il Tempo?














Pur l’argomento da ‘Tempo’ sollevato, ed apparentemente replicato in tutte le sue sfumature nelle tinte e note dell’urgenza e non solo della Natura che l’uomo in lei regolamenta (o vorrebbe), con ugual ‘Tempo’ nelle ‘linee portanti’ e successive applicazioni nello spazio Geo-politico occupato legiferando in merito; ci sembra però doveroso, con tutta la Verità nello stesso (Tempo) contenuta, riportarlo al vasto pubblico (se ve ne fosse in codesto ugual Tempo irrimediabilmente ed apparentemente perso, grado e giudizio di come vissuto e/o percepito), o Teatro dal ‘politico’ coniugato (medesimamente percepito pur diluito nella clessidra a ‘polvere’ accumulata e spesso rigirata nel medesimo ‘contesto’ evidenziato formare identica ‘dottrina’ tutte le volte che pur mossa, non distillando il ‘Tempo’ ivi contenuto, semmai formare improprio secolare contenitore di quanto per sua Natura scorre ed evolve e mai immobile, o peggio, soprammobile!).




Sicché vista, la paradossale situazione italiana in cui lo Stato si trova, sia per i vasti impegni e obblighi economici, accompagnati da crescenti e pressanti preoccupazioni industriali per i traguardi ottenuti e pattuiti e in qual tempo ‘mantenuti’ e/o da ‘mantenere’, non ci dispensa e priva dell’urgenza detta nella capacità, ugual medesima capacità economica di saperli, oltre che al meglio intenderli e coniugarli con il ‘Tempo’ detto, anche accoglierli nell’urgenza degli impegni che detto ‘Tempo’ pretende per meglio valutarli ed altresì dar corretta manifestazione nello svolgimento che suddetti traguardi abbisognano per l’inarrestabile ‘conquista’ che per sempre ‘differenzia’ l’uomo, oppure nobilita e/o squalifica del tutto, nella vasta corsa così come la rimembriamo in tutte le sfumature che la contraddistinguono dal grande Fiume nel Congo belga, al mare ghiacciato ed incamminato da prodi e coraggiosi pionieri accompagnati e trainati da cani, oppure, morti da eroi motorizzati. 




Quindi credo che per ogni reale, quanto duratura Rivoluzione (e non più industriale quando la corsa detta compresa la polare iniziava…), le condizioni del ‘Tempo’ siano imprescindibili per poter solo sperare o maturare la volontà con la corretta Morale da adottare.




Giacché, se pur Greta giovane, non dobbiamo o possiamo dimenticare che una determinata Evoluzione culturale e sociale ben radicata nelle motivazioni che la contraddistingue - evolve e matura - nei Principi difesi, i quali Principi formano un (comune) ‘Tempo’ di reciproca appartenenza, oltre che ‘atmosferico’, anche e soprattutto, se pur apparentemente scisso e non più derivato da questo (come il vero sano ‘Tempo’ pretende), ‘sociale’ e ‘psicologico’ nel qual ‘Tempo’ ne determina l’urgenza e simmetrica pretesa nella medesima volontà morale tradotta nei nuovi (forse antichi difesi) Principi persi; accompagnati dalle dovute pretese di esser ‘riformulati’ e ‘ripensati’ nell’efficacia della primordiale, e non più antica cultura, essenza tradotta nell’immutabilità dell’Elemento primario soffocato, cioè morto ancor prima d’esser nato, quindi ben venga la giovane ed appena nata Greta…




Principi, come più volte espresso, anche e soprattutto nel contesto ‘pedagogico’ nella ‘morale’ in cui evidenziati, che per l’appunto, li ‘principia’ e contraddistingue (o dovrebbe), dalla Società vilipesa e soffocata che impara a leggere e scrivere come  correttamente camminare; se così non fosse si creerebbe una Frattura e divario fra i reali desideri umani e quindi dalla Natura derivati, e quelli carponi ‘innestati’ ed alieni frutto d’una e più errate interpretazioni così come applicazioni nella caverna del nuovo Progresso; quantunque tutti indistintamente frutto del ‘Tempo’ nella relativa globale Materia il quale lo coniuga e crea nel Primo Principio da cui la Vita nata e difesa, oppure e al contrario, offesa.  


  

Un valido economista americano, se non ‘erro’ Rifkin, aveva già, quasi vent’anni fa’, postulato ed evidenziato divergente frattura e non certo asimmetria, fra falsi bisogni ‘innestati’, e reali concreti ‘biologici’, anzi oserei dire ‘chimici’ oltre che psicologici, di cui l’umano dalla Natura derivato necessita e abbisogna per il corretto proprio ed altrui naturale ‘ciclo evolutivo’ il quale nella psiche si snoda e pensa (o almeno dovrebbe!). Così come evidenziato nel corretto svolgimento sia dell’Elemento e ciò che da lui derivato. Giacché anche lui non solo soffocato ma altresì posto al rogo dall’urgenza del detto e già citato progresso nella necessità di esplicitare e mettere in essere l’economica pretesa (sempre al grafico posta) nello sfamare ‘soffocando’ e non solo l’uomo nella paradossale divergenza e frattura detta. 





Ma altresì vero che se tale condizione umana difettare per falso o gnostico principio seminato e dilettevolmente interpretato, fosse del tutto mutata nello svolgimento del conseguente danno nel ‘Tempo’ rilevato a beneficio di un ‘rimosso’ antico sentimento, e/o, più certo e sicuro reciproco intendimento d’una comune genetica discendenza ed appartenenza, per quanto, non solo reclamato e legiferato in questi ultimi 50 e 100 anni dall’èra della rivoluzione industriale, e quanto inerente alla nostra evolutiva capacità di, non solo ‘relativo’, ma globale intendimento e simmetrica appartenenza non meno di univoca dipendenza, per ciò di cui l’uomo accompagnato dalla Natura può e deve sviluppare quindi rimettere in Essere…, ed in cui dovremmo tutti insieme imparare - e di nuovo - non solo a camminare ma anche correttamente scrivere e pensare… e correttamente Creare!




Se pur in coro uniti e nel Parlamento divisi, e dalla ‘piccola grande’ Greta rappresentati, non possiamo e dobbiamo sminuire l’innata capacità oltre del dovuto intendimento anche del Pensiero rettamente applicato quanto cogitato nel non divenire inconsapevoli strumenti di invisibile potere di indissolvibile comune ‘materia’ di globale appartenenza evoluta e ben radicata, la quale essendo tale e dal ‘Tempo’ coniugata non meno che numerata, esprimere la propria ed altrui condizione (oltre che Fisica) e pertinenza nella progressione numerica in cui la si pone nello ‘Spazio-Tempo’ nato.




Va da Sé che lo Spirito se pur apparentemente invisibile quindi immateriale per propria Superiore (o per taluni materialisti difettevole) Natura: freddo come un sospiro o soffio di vento, e talvolta o troppo spesso riposto riproposto e codificato secondo parametri puramente materiali (esaminando freddo e vento inerenti agli Elementi esulare di Intelletto o Intelligenza da un motore unico derivata) i quali vogliono essere sempre specificati non men che quantificati dalla e nella ‘materia’; non del tutto ben compreso dedotto e (spiritualmente) codificato qual secolare principio e sacro donde proveniamo, quindi giammai potremmo correttamente intendere dovuto pedagogico futuro cammino quale beneficio dall’immateriale derivato e nell’immateriale compreso se pur ‘la materia’ dettare  universali condizioni di Spazio e Tempo da quando nata.

E dicono nell’umano essere cogitante evoluta!




Esulando ed in qual tempo sovvertendo - il chi e il come - qual Superiore Pensiero pensato e giammai ben compreso nell’invisibile immateriale Disegno per ogni Opera pensata pensante posta.

Priva di ciò in cui l’uomo abbonda o difetta!

Purtroppo le nostre esigenze psicologiche - quindi spirituali - appartengono ad una sfera la quale anche se appagata dalla materia divenuta improprio mito dal nuovo progresso innestato esulare dalla universale sacralità in cui ogni gene scritto, ed altresì ‘connesse’ ad una spiritualità abdicata decodificata e dedotta, ma sempre ‘dalla e nella’ materialità in cui tali innate esigenze (anche) algoritmicamente reinterpretate, difettano e pretendono come socialmente stiamo assistendo aspirare (e non solo correttamente respirare) verso quella ‘sacralità’ dismessa persa soffocata nel corretto svolgimento del Superiore Pensiero ed Elemento. Funzione d’un corpo sano divenuto malato e non solo per ciò di cui leggiamo dalla materia decodificato, ma soprattutto nello Spirito corrotto se non addirittura negato (e come detto abdicato a ben altro). 
    




Proprio ora che ci stiamo preparando a celebrare il Sacro Evento dobbiamo saper meditare l’urgenza filosofica correttamente posta, non men della Teologica evoluta con la Pedagogica, nella connessione e premessa dell’Uno esplicitato soggetto-oggetto pensato-pensante e non scisso nei successivi termini ‘analizzati’ ma ben radicato qual corpo (incarnato non men che successivamente sacrificato) unico nell’Anima-Mundi di univoca spirituale globale universale reciproca appartenenza; nella pretesa di una corretta simmetria fra gli umani bisogni, e quelli, come dicevo, derivati, o ancor peggio, innestati nell’invisibile virtualità in cui esplicitati, accorgersi dell’inganno è compiere e vincere di conseguenza l’antica lotta fra il Bene da cui derivati ed il male impropriamente nella ‘materia’ evoluto.

Per compiere questo ‘millenario’ passo bisogna saper imparare di nuovo e correttamente a camminare e percepire il dovuto ‘Tempo’ conteso, ed in qual tempo non divenirne ‘marionette’ di un invisibile teatro il quale per sua indelebile ‘tragedia’ inscena e concretizza nello svolgimento del dramma detto la propria ‘materia’ tradotta non men che interpretata con il dovuto ed astuto margine di profitto nella stessa concretizzato; bensì esulare dall’intero contesto storico nella millenaria sacralità in cui convenuti e di cui apostoli di uno spirituale, e come dicevo, superiore intendimento nella necessità a cui ogni  essere appartiene e deriva.

  


Perché chi sa intendere e ben leggere nel ‘profondo’ del Dossier Artico e non solo, intuisce l’altrettanto ‘profonda’ vastità interpretativa che l’argomento esplicita e disciplina, o vorrebbe, nella fattispecie della vecchia quanto nuova regolamentazione su, oltre il mare detto, vasto territorio polare, il quale però cela anche fini e pretese della stessa materia dedotta oggetto di nuova  conquista umana, giacché tutti gli ‘attori’ come sopra detto dell’evoluzione, si riconoscono anche in questa specifica dimensione.

Da cui taluni asseriscono povertà o ricchezza.

Lotta e Conquista sempre nel vasto campo conteso della ‘materia’.

Saper correttamente codificare questa differenza è compiere il ‘millenario’ passo e non solo oggettivare la Spiritualità di cui ogni Essere dotato, ed altresì esplicitare quella capacità di Pensiero ben derivato e motivato  indicare il teatro rappresentato, mal rappresentato tutte le volte che abbisogniamo della Verità tradotta nella consapevolezza di corretti valori morali non inscenati, ma vissuti senza differenza di sorta fra la Vita e l’impropria sua ed altrui rappresentazione anche e soprattutto nel ‘reale’ Sogno cui ognuno abbisogna.





E giammai assistere e divenire - attivi o passivi - strumenti della materia, univoca materia di cui si pensa indistintamente abbisognare in reciproca lotta e contesa, giacché qui si parla di Superiore Spirito e successivo pedagogico  intendimento nella capacità evolutiva di una nuova globale Rivoluzione superiore all’industriale nata, senza per questo rinnegarla, semmai quale nuove sacre meteore da un più profondo mare nate abbattere quei dinosauri, ovvero tutti quegli alieni ed avversi mostri divenuti. Protendersi verso una involutiva forma culturale ove non solo l’intera società fagocitata nella sacralità dei propri secolari principi mutati, ma anche divorati da esseri, dicono, viventi nel graduale disfacimento ed impropria appartenenza per i termini della loro, e dicono, altrui sopravvivenza; quindi procedere alla loro e non certo nostra (ed inconsapevole) graduale estinzione di massa.   

(Il curatore del Blog)

(Prosegue)












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