giuliano

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IL TOMO

giovedì 28 ottobre 2021

INTERMEZZO CON I CESARI

 
























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Una breve premessa ad uso di ogni buon Ecologista, il quale come la Storia insegna, abdica il passo incompiuto, a chi con la stessa senza merito alcuno, eccetto quello dell’incompiuta saccenza politica ad uso del governante di turno (e siccome sono nominati governanti, superiore il Nobile Signore che ne riconosce l’indiscusso giusto merito con cui ogni governante, equivalente ad una buona cameriera, nell’esercizio del proprio ed altrui governata funzione per cui incaricato/a, si distingue e adopera per il proprio ‘assente’ padrone; dacché ne deriva, maggiore la riconosciuta grandezza della suddetta governante quando commisurata alla casa la quale deve governare; ovvero; maggiore la proporzione della maestà in rappresentanza dei padrini assenti, quindi abdicata, ed in cui esplicitata la funzione per ogni metro quadrato giustamente ed in proporzione ‘governato’; quindi ed ancora, la diplomazia si manifesta quando suddetti grandi, con altrettanta grandezza, esprimono al meglio i valori della casa così ben rappresentata e governata, nell’inalterata volontà degli assenti, così da mantenere l’invisibile proprio secolare dominio nell’esercizio delegato ad una governante per conto dell’altrettanto inalterato Stato delle cose così saggiamente governate…), ne riveste ed incarna Memoria vilipesa tradita e da tradire ancora.

 

Ave a te Costanzo nobile romano!

 

La Storia di ogni Stato e Impero, che al meglio o al peggio si evidenzia, si riconosce compone edifica e maschera, con questa nobile caratteristica - o bassa morale civica - con cui ed altresì si contraddistingue, l’esiliato Idealista dal governante di turno, il pagano dal buon cristiano, la cosa o l’oggetto comune di medesimo interesse, al meglio o al peggio governato.

 

Ogni Profeta non è mai Re nella propria patria, in genere perseguitato in attesa dell’alta onorificenza Roma caput mundi, ovvero la meritata Croce al merito.

 

Visibile l’alta collina del Golgota, si sconsiglia ad ogni buon Governante in esercizio della propria ed altrui funzione la vista, in quanto l’alta ambita onorificenza, un fine e merito dalla cui casa si viene abdicati all’uso della più modesta grotta, o peggio, esiliata fredda dimora, ed ove il/la governante non può certo adempiere alla ricchezza cui destinata la santa casata, o meglio che diciamo, incaricata.

 

La povertà dell’immobile, il freddo, la non precisata domiciliata dimora, affine all’Elemento non governato, non si addice certo all’incarico per ciò cui ogni governante destinato, per più alta funzione…. di Stato!    

 

Tutto ciò ci sembra ovvio!

 

Il popolo (assieme agli scribi e farisei per ogni stato regione piccolo o grande paesino) compia la parte rimanente del rito, adegui ogni idealista profeta alla bassezza della volgarità con cui ogni Stato di cose, legate all’odierno esercizio del Verbo, si contraddistingue nell’apostrofarne e confonderne la Memoria vilipesa, circa medesimo Ideale (di Verità e Ricchezza) così mal governato nonché interpretato!

 

Così, se pur vengono nominati grandi, in verità e per vero, i loro meriti non certo altrettanto (maggiori o più) grandi di chi ignorato, o peggio, calunniato, e preso in ostaggio dal furore del popolo civilizzato, così di nuovo istruito secondo rigidi piani quinquennali telecomandati come iper-controllati. Abdicando in cotal concordato governo, suddetto sgradito Elemento incarnato morto soffocato e/o appestato, convertito alla elevata emissione della calunnia, di chi nell’Ambiente prospera e compie la propria ed altrui innominata fortuna scritta nella ricchezza ben ‘governata’, nel preservarne ogni nociva solfurea emissione.  

 

L’industriosa Ragione in cotal paradigma prospera previene & purga ogni emissione sgradita, nell’uso del buon Governo.

 

Così come amministrato il contraddistinto esercizio della badante incaricata qual ottima governante. Infatti, si evidenzia anche nella corretta funzione della ‘casa’ ben mantenuta al meglio della solida ricchezza nella sfortunata assenza dei padri fondatori, o legittimi proprietari riparati nell’esiliata Selva.

 

Al momento assenti, e/o, solitamente confinati per altri destini e lunghi Viaggi.

 

Alla buona Penelope si raccomanda di non interferire, per quanto possibile, con la governante di turno, neppure, nel corretto esercizio del suddetto domicilio (come solitamente viene interpretato il concetto dello stesso riflesso e albergato nel vasto mondo di cui un Tempo fu oggetto la Natura intera e il Pensiero da Lei ispirato).

 

Ai proci, al contrario, si rammenta l’esercizio del corretto uso della grammatica, e per quanto possibile di riscriverne l’immutata Storia compiuta!

 

Da costoro ogni buona calunnia edificata prospera nel Regno della Memoria così ben governata, dacché ogni accento un vero complimento annoverato nei registri della Memoria esiliata.

 

Per il resto a codesti grandi raccomandiamo di rendere, per quanto possibile, assieme a tutti i proci con cui si compone la vasta corte e platea con cui accompagnati nobilitata dell’esercizio della libera Parola, di mantenere la cosa governata, casata villa palazzo & residenza, il più decorosamente in ordine nel corretto esercizio del paesaggio ornamentale - o arredamento - così edificato e disquisito, nonché  ben spolverato e protetto, onde evitare che l’impropria sporcizia (così schifosamente nominata alla sola vista), possa insinuare e depositare il vero suo principio - o diverso Elemento sgradito -, nel corretto esercizio della comune grammatica disquisita del buon governo in uso nelle tradotte dovute (carenti) capacità interpretative, in medesimo esercizio di ugual Ragione circa la dovuta confusione nell’uso della propria ed altrui funzione (condivisa fra sporco e pulito), e da cui gli incaricati mantengono l’inalterato Stato del vero secolare ordine - architettonico e/o ornamentale - da cui il principio per cui comandati nella suddetta capacità di ‘governare’.

 

Sottratta al (lo ‘sporco’) Principio d’un diverso ordine e esercizio della Ragione si rischierebbe di perdere il mestiere!   

 

(Giuliano)   


(Prosegue...)    







 

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