giuliano

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IL TOMO

sabato 23 ottobre 2021

LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, ovvero, IL LINGUAGGIO POLITICO (6)

 





















Precedenti capitoli:


Circa la Terza Rivoluzione [1/5]


Prosegue con il capitolo...:







Quasi al completo  [7/6]








& La prima vera Grande Rivoluzione!  [8]









Negli innumerevoli  discorsi nonché dibattiti presidenziali, qualcuno ha piuttosto sottolineato l’esistenza e persino l’opportunità di una barriera tra Scienza e Filosofia, tra scienza economica e l’esigenza che tale dottrina comporta nelle varie applicazioni da cui la Vita; ma abbiamo anche espresso circa i diversi  linguaggi incompatibili tra loro, escludendosi l’un con l’altro.

 

Ovvero, là ove la materia postula la propria teoria evolutiva concernente la crescita quindi evolutiva anch’essa; la Natura intera e chi si fa cantore della sua muta voce, viene sottomesso e annullato all’inarrestabile processo delle false finalità dello stesso progresso (evolutivo) attraverso gli innumerevoli attori che impropriamente ne giocano, o peggio interpretano, per superiori false ragioni di Stato, un ruolo determinante quasi irreversibile, con tutto ciò che comporta con il conseguente Linguaggio adoperato a noi estraneo.




Ed ove la rimossa Verità creatrice diverge completamente dai principi regolatori da cui le finalità ‘in cui e per cui’ scritta e scissa medesima Vita, non permettendo (pur palesando diverso intento) nessun tipo, sembrerebbe, di graduale ‘riconversione’ scritta nei suoi discussi parametri e giudizi in merito.

 

Da ciò bisogna risolvere anche il nodo stesso di dottrina evolutiva circa la Natura in seno alla medesima creazione, quando il dibattito non tanto si frammenta, ma prende graduale Coscienza del suo Essere ed appartenere al Mondo, da cui sarà presto coniata l’araldo dell’Ecologia da un noto scienziato che andremo ad evidenziare con gli indiscussi meriti.



   

Così da poter, oltre l’osservare anche palesare, le false dottrine di cui si armano, non tanto filosi o scienziati, ma piuttosto governanti in ‘uso’ o disuso’ di qual si voglia Superiore Ragione, nel presunto bene della società apostrofata e di cui si fanno portatori di valori, non conoscendo né principi né ideali né i valori stessi (talvolta anche pronunziati con dotti citazioni), in quanto questi scritti da Geni congiunti in diversi fini; e oltremodo privi di ogni forma di cultura riflessa nel vasto dibattito di cui si armano con dotti proclami congiunti a false promesse scritte nelle finalità del bene d’ognuno; conosciamo bene la proverbiale ignoranza mascherata da dotta presunta intelligenza (da ciò i due Linguaggi non più si comprendono), nonché i padroni che - in verità e per il vero - servono in difesa della propria riserva aurea.




Ma sappiamo altrettanto bene che i veri valori genetici d’ognuno scritti dalla Natura o non certo nella loro falsa moneta, così ci appare altrettanto ovvio, non comprendendone più il secolare dotto linguaggio sin qui ‘offerto’, o peggio inscenato o interpretato dall’attore nel proprio ed altrui palcoscenico (farsa o tragedia di ciò postuleremo dopo), e oltremodo avendone un più che comprensibile rigetto quasi una nausea, come qualcosa di disgustoso non conforme con l’evoluzione cui dovrebbero farsi carico, ovvero come un corpo alieno innestato ad un più vasto dibattito in seno a Madre Natura, la quale in sé genera o dovrebbe motivare più profonde finalità, rispetto alla stessa ricchezza (discussa sin dall’inizio dei Tempi) nei principi della stessa (finalità) in cui scritto l’Ideale di ciascuno, tra cui il più importante, direi il più Elevato, la Verità, a dispetto e rispetto la moneta, quindi la ricchezza, e di cui nell’improprio utilizzo se ne fa conio quanto summa, rovesciando così i termini detti di benessere e ricchezza con il contrario di quanto postulato e coniato, andando ancor peggio, a confondere Ideale e Ragione, con le false prospettive di cui ogni giovane dovrebbe farsi carico per uguali medesime finalità a propria indiscussa somiglianza con Madre Natura.




Rovesciando i termini disquisiti, o peggio confusi nei propri rispettivi incompresi Linguaggi, di due opposte lingue che divergono fra Spirito e Materia, fra bisogno e necessità, fra interesse e ideale, e  soprattutto andando ad abdicare responsabilità innestate nei futuri doveri delle prossime generazioni, si tradisce quanto detto circa il loro ‘tutelato’* benessere (*quando questo e lo stesso, in verità e per il vero, ci appare ‘vigilato’ e non più ‘tutelato’, affinché la dipendenza con l’inganno non muti l’impropria equivalenza di prenderne dovuto Stato di coscienza, contrastando altri e assommati diversi interessi interpretati da ‘attori’ ben tutelati così come ben protetti nel beneficio della moneta nell’impropria corrotta dottrina economica innestata sinonimo di ricchezza e futura povertà per ugual mondo condiviso da altre mute comparse dalla regia dispensata; il Film in ultimo apparirà di scadente qualità, soprattutto quando ogni singolo ‘fotogramma’ sarà posto in una successiva sequenza storica in cui la Scena avrà mutato completamente prospettiva, e per quanto ogni singolo dialogo interpretato e posto dalla regia con maestria, il direttore della fotografia potrebbe avere dei contraccolpi per le falsate prospettive nell’icona posta; si dovrà cambiare direttore della fotografia e osservare attentamente ogni singolo fotogramma non più del Film recitato, ma della Natura in cui posto siffatto virtuale cinema ex teatro ideato…) nel falso utilizzo pubblicamente proclamato circa gli investimenti a tutela del loro futuro.




Ma se il presente dovere viene abdicato al prossimo futuro senza il dovuto coraggio che contraddistingue ogni buona conquista sociale, così la più valida impresa diversa da una effimera momentanea conquista economica (come fino ad oggi è stato e continua ad essere), come stiamo quotidianamente osservando come monitorando; si commette, oltre un grave difetto politico scritto nell’inganno, anche una grande mancanza posta nella stessa logica che contraddistingue l’‘investimento’, non di conquista ma conforme alla dovuta ‘creazione’ evolutiva confacente non più all’urgenza economica, ma semmai al giudizio sancito dal libero arbitrio dell’uomo e della specie in cui questa iscritta, ovvero Madre Natura.

 

Perché se ugual medesima specie converge su una diversa spirale per evolvere la propria Natura, l’Evoluzione ci insegna che è giunta l’ora di rimuovere non certo la specie più forte, ma i parassiti che inquinano e minano la Spirale della Natura nella propria opera creativa!




I mostri e parassiti di diversi statura così come il loro veleno ha saturato il nostro linguaggio espressivo, l’intera specie abbisogna di meglio per evolvere la sua Natura.

 

Giacché sappiamo altrettanto bene che la formula del miglior investimento iscritto nella lunga scadenza in cui questo viene contratto e seminato; ovvero senza la  ‘semina’ della dovuta rimossa Coscienza così come la Verità che al meglio la rappresenta e presenzia, non otterremmo valori morali compatibili con la dovuta moneta corrisposta nel beneficio offerto della futura ricchezza (scritta per l’appunto sull’investimento, l’unica soggetto investito da questa auto in perenne corsa è il giovane, il quale adopera la propria volontà prossima allo zero per non far più da numero, ma soggetto prima dello stesso su cui il numero verrà successivamente coniato quale valore ottenuto da una più confacente ‘materia’, e non più mantenuto come fino ad oggi è stato, ovvero con tutti quei falsi soggetti che nel male compongono indesiderato industrioso numero).




Otterremo solo un’ottima cassaforte di Stato in cui conservato il bottino o il tesoro così ottenuto nel beneficio di singoli soggetti, i quali soggetti per loro impropria disgraziata ingannevole compromessa bassa statura e natura, li conosciamo bene, sono tutti quei vasti ‘agglomerati’ più o meno recitanti i quali proclamano interessi di brevissima durata, i quali immancabilmente corrono quando il loro piccolo feudo accatastato e oltre le mura conservato (nei benefici dei singoli in merito alla ricchezza così ottenuta o predata), può essere messo in gioco da diversi e più elevati ideali.

 

Apportiamo un valido esempio.

 

Di comune accordo tra le parti recentemente si è discusso circa il danno rilevato e apportato dalla plastica, quindi il rigore in cui questo danno successivamente rivelato e legiferato in ugual contesto comunitario. Ma se nella stessa comunità la dovuta presa di coscienza con rigida morale per il bene delle generazioni a venire, viene rimossa e posta nell’oblio dell’ignorata incoscienza, allora avremmo tradito ogni più elevato principio.




Di certo sappiamo che le future generazioni dovranno farsi carico di un danno ben maggiore del presente rivelato. Le future generazioni in questa impropria economia privata di qual si voglia Idea a lunga scadenza, dovranno farsi carico di un invisibile indiscriminato genocidio senza alcuna responsabilità, anzi ed ancor peggio, rimossa responsabilità, ovvero rimossa Verità beneficiata nell’interesse di pochi circoscritti soggetti industriali, per i quali giovane sinonimo di ‘consumatore’, e come tale nel formicaio in cui scritto il proprio codice etico, equivalente ad un codice a barre sul corpo tatuato che lo rende ‘uguale’ nel Linguaggio così dispensato ad uso e consumo societario (snc spa responsabilità limitata e così via), composto di Diritto e Legge data in subappalto all’amministratore delegato di turno, giacché i benefici di codesti singoli soggetti industriali con i loro amministratori delegati, vorrebbero scriverne un proprio esclusivo Linguaggio.

 

E per i quali soggetti la Legge non certo uguale, ma semmai posta in un più vasto ripiano di libera concorrenza ed uguaglianza equamente consumata ed altresì avvelenata, ed ove la stessa possa saziare la sfamata Ragione scritta nell’impropria ricchezza ottenuta da codesto falsato bilancio d’ogni amministratore delegato! 



 

Anche in questo caso le nuove Idee in merito non mancano, giacché se il problema si pone nel contesto del ‘monouso’ (come nel caso della plastica iscritta nell’ortodossa iconoclastica dottrina economica), l’imprenditore a lunga scadenza, ovvero nel merito e coraggio che questo ruolo lo differenzia dal produttore di veleni della casta a tutela della ricchezza, dallo scaffale sino al parlamento tutelata per ogni veleno seminato, avrebbe fondato una convergente catena innovativa nei principi della stessa distribuzione, andando a fondare una strategia e simmetrico linguaggio completamente diverso.

 

Un mutatis-mutandis.

 

Ciò è del tutto possibile, se solo si adotti una strategia completamente diversa. La plastica e il suo utilizzo può essere drasticamente ridotta anche nella grande giornaliera distribuzione, è molto più facile  di quanto si possa immaginare. Non è certo una fantascienza Leonardesca facente parte di un ministero creato per ingannare i bisogni della gente. Per illuderla presenziando e mantenendo fondi per il privilegio esclusivo del proprio mantenimento interpretativo  inerenti alla politica fin qui adottata scritta nello scellerato patto d’una insana dottrina economica,  prevenendo ogni diversa forma di Linguaggio.




Il problema della plastica da un coraggioso o più coraggiosi imprenditori più Ecologisti che geeen può essere risolto con una grande vera Rivoluzione, e da calcoli da me compiuti, la plastica quotidianamente offerta allo scaffale può essere ridotta circa del 40%, rispetto all’odierno. Per far ciò occorre un nuovo linguaggio e degli imprenditori i quali sappiano creare la vera alternativa del mercato, non tanto nel conflitto che lo stesso genera nella concorrenza, quindi nell’impropria iniqua distribuzione della stessa (giacché sappiamo che questi dinosauri hanno conservato con la pandemica evoluzione un più che solido ineguagliato profitto distribuendo quotidiano veleno, e al contrario, non investendo nel dovuto sostentamento così come nella dovuta ricerca, solo l’inalterata arte predatoria che al meglio li contraddistingue come specie involutiva in atto nelle fallaci conquiste del progresso), ma le specifiche competenze unite alle dovute conoscenze circa materiali in uso, e tutti quelli da ridurre nel proprio utilizzo e ciclo di vita, circa l’offerta, la vera offerta per il principio trascurato del vero bene consumato conseguente alla vita non certo in offerta!

 

Da qui la concorrenza, se si escludono i principi di libera concorrenza, si esclude di conseguenza il libero mercato, e il principio politico che lo dispensa o dovrebbe, promuovendo una democrazia in offerta ad ogni dittatura del libero mercato in mano ad interessi e monopoli più simmetrici alla dittatura sovietica, che ai principi della dismessa rivenduta democrazia.  




 Il ciò detto non certo una utopia assoggettata dal vincolo approssimativo del figlio ribelle al padre in una stonata nota interpretativa ad uso d’una fallace psicologia, in quanto non siamo certo noi i pazzi esiliati o da esiliare, una nuova economia anche per abbattere questo specifico esempio scritto nel plastico veleno offerto ogni giorno è possibile, fin tanto che si creano le condizioni affinché questi soggetti possano e debbano operare conformi al Linguaggio confacente con  il futuro proclamato proprio all’evoluzione e Rivoluzione sancita,  simmetrica ai bisogni tanto dell’uomo quanto della  Natura.   

 

Se invece e all’opposto, si tutelano gli interessi di singoli soggetti non facenti parte di quel patrimonio su cui investire, ma solo integri nei privilegi ottenuti, ignorando o peggio illudendo oltremodo i diversi ‘giovani soggetti’ trattandoli da passivi strumenti di consumo e arbitrio d’una stessa impropria falsa Ragione proclamata, si cade nell’inciampo dell’insegnate, ovvero ciò chi a nulla capace è solito insegnare (con abile indiscussa maestria), e nulla ha mai fondato di quanto trattato.




Ridurre la plastica così come beneficiare di diversi riconversione nel ciclo della stessa, così come provvedere a diversi materiali nel loro utilizzo e ciclo, è possibile in quanto la tecnologia, l’avanzata tecnologia ci fornisce dettaglio e merito circa ugual progresso reclamato. Ma se all’opposto nulla si vuol investire per uscire dall’oblio del petrolio e chi al peggio investe sul nostro appestato futuro, si diviene i peggiori servi del paradosso.  

 

Avrebbero solo espresso l’artifizio dell’inganno, il quale inganno per sua fallace Natura come ogni falsa moneta, non ha il giusto corso nel beneficio di ugual medesima Storia.  

 

Andando tra l’altro a sollevare più aspri e infuocati dibattiti non più sulla vera Natura dell’uomo e la propria presa di Coscienza, ma semmai come stravolgerne l’intera Ragione che questa presenzia.

 

(Giuliano)


[Prosegue con il capitolo quasi al completo...]







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