giuliano

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IL TOMO

mercoledì 5 febbraio 2020

ANTENATI (3) (Racconti d'Archivio) [5]














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Ed Cawood: '(il mio antenato) Berry Cawood aveva combattuto
nella rivoluzione.
Aveva fatto parte della spedizione di George Rogers Clark per
un anno o due, si era guadagnato la pensione e tornò e si siste-
mò a Harlan County.
Coltivava la terra, andava a caccia, faceva legname; allora non
si estraeva il carbone, eccetto per l'uso domestico. Avevano
paura degli indiani, ma gli indiani in questi posti ci passano e
basta, non ci venivano ad abitare.
Un mio antenato, dicono si comprò per moglie una ragazza in-
diana pagandola cinque bushel di granturco. Ma è solo per sen-
tito dire.
Comunque, c'è sangue indiano nei Cawood, credo'.




'Mia bisnonna era una Cherokee purosangue'(Chester Clem).
Uno dei pochi tratti positivi che gli scrittori di colore locale, i
missionari, gli educatori di fine Ottocento e primo Novecen-
to erano disposti a riconoscere ai montanari degli Appalachi
era il loro 'puro sangue anglosassone'.
Harlan, tuttavia, aggiunge un ironico paradosso - se di qualco-
sa si vantano, i suoi abitanti, è invece di avere 'sangue misto'
e antenati 'purosangue' indiani:
'Ho un po' di sangue indiano nelle vene - vedi mia bisnonna e-
ra indiana. Indiana americana, cioè' (Chester Napier).




Martha Napier: 'Mia nonna materna era un'indiana Cherokee
purosangue. Non l'ho mai vista, ma era un'indiana Cherokee.
Mia madre ci raccontava di come lavorava e tirava su la fa-
miglia, otto o nove figli. Mio nonno non lo conosco.
Dev'essere stato Cherokee, perché mia madre era indiana
Cherokee. La madre di lei, purosangue. Mia madre non era
purosangue'.
'Il Kentucky, tradizionalmente era un terreno di caccia degli
indiani; avevano deciso di non abitare qui, di farne solo un
territorio di caccia comune' (Arthur Johnson).




Nel Settecento, la nazione Cherokee controllava la maggior
parte della regione appalachiana. Gli insediamenti principali
erano in Georgia e Carolina; il Kentucky faceva parte delle
loro terre; anche se era usato soprattutto come territorio di
caccia.
Quando i Cherokee cominciarono a commerciare in pelli e
altre merci con i coloni e i pionieri bianchi, entrarono a far
parte, sia pure marginalmente, di un mercato globale che li
rese dipendenti dalle esportazioni e non più autosufficienti.
A mano a mano cominciarono così a cedere parti delle loro
terre (o a vedersele usurpate).




'Dopo la cessione delle terre dell'attuale Kentucky - (nel
1775)  - scrive W. A. Dunaway - su cui non tutte le nazio-
ni Cherokee erano d'accordo, il dissidente Dragging Ca-
noe ammonì i bianchi: 'Avete comprato una bella terra,
ma c'è una nuvola che la sovrasta. Scoprirete che colo-
nizzarla sarà una cosa cupa e sanguinosa'.
In gran parte della sua storia, il Kentucky è stato davve-
ro una 'dark and bloody ground', tato che molti credono
che Kentucky significhi appunto 'terra cupa e sanguinosa'
in Cherokee.




Debbie Spicer: 'Allora, ho sentito dire che il mio bisnon-
no era venuto dalle Smoky Mountains quando aveva di-
ciassette anni.
Mio nonno. Cherokee. Era il mio trisnonno, il bisnonno
di mia madre. Dicono che quando gli indiani sono stati
cacciati via, forse i miei antenati sono andati via con
loro e in modo o nell'altro sono arrivati qui.
Gli indiani sono trattati male; gli indiani sono stati trat-
tati davvero peggio della gente di colore.
I bianchi li hanno cacciati dai loro territori e gli hanno
preso la terra e tutto quello che avevano, capisci'.
(Prosegue....)












  

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