giuliano

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IL TOMO

giovedì 12 marzo 2020

LA PESTE GIALLA (breve commentario) (7)





















Precedenti capitoli:

Circa la Pandemia (6/1)

E "vedere" l'articolo incompleto circa la stessa...


Prosegue...:
























Per quanto detto (9)














Come possiamo ben leggere nessuno immune al contagio anche nella Società del Progresso ove questo pensa di aver addomesticato e sottomesso ogni Natura… così come comanda la Sacra Scrittura!

Però, permettetemi cotal immonda Eresia peggio del morbo additato giacché in questa Pasqua non vedremo l’agnello sacrificato…

Bensì l’uomo che ne fa impropriamente Sacrificio, dacché ne possiamo dedurre Infinite le Vie di codesto Agnello immolato…




Abdichiamo l’Eresia all’argomento altrettanto serio né più né meno del morbo contrastato nella differenza di medesima ‘hora’ dove Morte e Vita sembrano unite - se pur apparentemente contese ed avverse - da una sottile invisibile strategia con delle finalità le quali forse ignoriamo nei termini propri di un domani migliore e non solo tradotto nei probabili principi evolutivi.

Giacché Filosofia Scienza e Teologia debbono convenire ad una futura globale presa di coscienza per tutto ciò che sta accadendo. 

La qual Vita ci fa meditare, oltre l’agnello e con lui ogni animale evoluto e sacrificato: ‘chi sull’altare chi al mercato’, il senso del secolare celato peccato consumato, e porre di conseguenza, dovuto retto accento ed attenzione in ciò che per il meglio ci domandiamo o dovremmo…

Domandarci!




Giacché come già detto la peste nera o gialla approda in ogni Terra Promessa promettendo ed evidenziando distinguo sul come e perché della taciuta differenza.

Mi spiego!

Il nostro sistema sanitario, e non solo italiano ma anche Europeo, al meglio sta operando per il bene di ogni singolo appestato sino al collasso. Con rilevamenti accompagnati dalle dovute prevenzioni circa l’analisi per ciascun paziente monitorato (in nome dello stesso progresso che ci regalava - così come regala ancora - cotal frutto seminato per conto del commercio per ogni via e non solo della più nota seta…), senza, mi par comprendere distinguo alcuno circa lo stato patrimoniale e/o economico dello sventurato.

Ne possiamo ben dedurre e quantunque convenire come la Salute così come la dovuta pubblica Sanità sia un Diritto alla Vita d’ognuno senza distinguo di polizza preventivamente sottoscritta per coperture di ‘eventuali sinistri’ della suddetta pesta, giacché sembra provenire nel sinistro senso di marcia da cui la nobile via transitata color seta…

Purpurea!




Al contrario, invece, dacché questa vuol essere una premessa di indistinta valutazione la quale tende a superare la ‘limitante limitata’ barriera politica, per  coniugarla ad un più elevato senso morale e valore tradotto nell’indistinto principio d’approdo, giammai deriva, affine alla Vita garantita ad ognuno in nome del progresso partecipato e unanimemente condiviso.

Il che, per nostra disgrazia Teologica-Filosofica incamminata può apparire sia utopistico quanto impraticabile in una società scritta che percorsa, da sinistra alla destra per un unico comune senso di marcia transitato nell’immancabile principio del progresso coniugato affine al ‘vaporoso’ capitalismo, sfoceremmo in una delirante farsa d’antico perseguitato socialismo disquisito e/o pensato nonché avversato disgiunto e per giunta contromano.




Giacché la pubblica o privata sanità d’Oltremare (Unita) avendo decretato e confermato quanto nelle precedenti democratiche promesse legiferato, anche con possibili probabili errori nell’intento comune - di promuovere quanto seminare - Diritto ed Uguaglianza - per ognuno senza distinguo alcuno, e soprattutto senza favorire il Privato aveva ragguagliato, pur entro e non oltre i limiti di ciò che viene specificato e dedotto e non ancor tradotto in unanime senso di Stato.

Stato in cui il cittadino può sperare - e non certo pretendere - quale specchio o reparto di assistenza che per sua natura rappresenta non tanto un traguardo di una sinistra o all’opposto destra, in cui riporre strategie logiche e dubbi canali di strategica finanziaria compartecipata politica influenza nonché dubbia partecipazione su un dibattito molto più vasto dell’economica appartenenza oppure ingerenza.




La quale detta sanità per propria natura appartiene alla vita, premettendo  disquisizioni ben diverse sia dalla sfera politica quanto dalla sfera economica, semmai inerenti alla Scienza e i principi regolatori dell’etica morale quanto del Diritto facenti tutti indistintamente parte della Democrazia partecipata e mai naufragata.   

Veniamo al dunque!

Siamo informati con ugual medesimo orrore sia della peste quanto dei termini preventivi fin qui raggiunti circa le semplici analisi del singolo paziente, sia esso ‘appestato’ e/o affetto dal più noto cancro (o da altre innumerevoli patologie contratte), nei dovuti duplici rilevamenti qual malcapitato assoggettato (moltiplicato e continuamente monitorato nel numero aggiornato) alle vicissitudini del progresso.




Ed anche e di rimando, nella pluralità di intenti raccolti dallo stesso ed in cui simmetricamente ugual morbo agisce ed opera rivelato come viralità di medesime pandemiche finalità, a cui ci sembra giusto sottrarre cotal disgraziato e/o futuro malato assoggettato ai duplici cancri del già citato progresso, non divenendo - di conseguenza - l’esiliato ‘lebbroso’ circoscritto ad un più escluso isolato destino conteso fra la corsia di sinistra centrale o di destra per l’unico senso di marcia che conduce irrimediabilmente… alla prematura fossa!

Il ‘solitario’ suo campanellino, infatti, mi fa risuonare e scorgere meditazione pur non essendo medico - ma semmai richiamandomi ad una più elevata e nobile compagnia ove un più noto ‘curatore delle anime’ svolse il proprio ed altrui apprendistato.




Una setta - se non sbaglio - ove lo stesso ‘Agnello’ dissetò e approfondì la propria feconda forza nella cura dello Spirito quanto della Salute specchio e riflesso dell’Universo…

Certo fu nobile Terapeuta pur avendo consumato per il bene di tutti una fine peggiore dell’Agnello ugualmente imputato quanto reo in similar mercato…

Così ora come allora, nell’odierno ove ogni Dio morto in nome e per conto di diverso principio e/o unguento, ed in cui l’intera collettività precipitare nella ‘paradossale’ condizione favorevole al propagarsi della malattia come detto, medito ‘elevato pensiero’ per il bene d’ogni odierno e futuro ‘ammalato’ non ancor trapassato.

Perché?

Direte voi!

Che bisogno abbiamo di un miracolo? Giacché siamo tutti più o meno miracolati in nome e per conto del Progresso alla Parabola digitato!




Rispondo a voi:

Le Vie di quel Dio d’ogni Dio nella Natura scritto come in ogni Legno e Pietra creata vanno rimembrate quanto indicate e non solo per sottomettere quanto impropriamente divenuto e raccolto, ma quanto da Principio correttamente apostrofato nella Genesi d’una Natura irrimediabilmente corrotta dal cancro umano…

Salvando l’Agnello del vostro peccato…

Veniamo al dunque!




Se la sanità così come oltre mare - ogni mare incamminato e non solo commerciale a vela o motore ed in crociera transitato, come solitamente leggiamo e leggevamo, gestita chiede, previo accertamento assicurativo obbligato e delegato, la singola capacità nell’immunità detta e non solo del corpo quanto dello spirito per quanto ‘simmetricamente’ sottoscritto tradotta e misurata nel valore economico ‘calcolato’, circa spesa da sostenere come previsto in determinate sanità pubbliche e/o private, diviso e moltiplicato in analisi e costi per i dovuti accertamenti tradotti in futuri benefici, o al contrario, in singoli campanellini d’antichi lebbrosari; la stessa (sanità) tenderà al mancato compimento e provvedimento specchio e riflesso dello Stato, si badi bene, sia se rappresenta l’obbligato traguardo sociale dal democratico votato e legiferato; sia se avversato dal noto repubblicano; in ambedue i casi a cui mi appello e così rappresentati avrebbero fallito i veri compiti in cui uno Stato riconosce la propria capacità delegandola al politico nella pretesa di consolidata presunta democrazia ed in ogni caso mal rappresentata quanto legiferata.




 Giacché non tutti, e di questo sono più che certo, possono e potranno provvedere circa oneri e/o prevenzioni d’un eventuale pandemico contagio o similar cancro.

La paradossale condizione in cui versa non solo l’economia specchio della Democrazia così rappresentata in bianco & nero almeno non avendo provveduto ad una più che sollecito aggiornamento del retto Pensiero e non solo circa la Legge, appare evidente!

Ed allora dovremmo riflettere, o almeno, dovreste riflettere con più attenzione circa Diritti ed Uguaglianza d’ognuno, non solo nel precludere e chiudersi entro e non oltre un muro economico composto da virtuale ma non concreta ricchezza,  meditare e quindi al meglio legiferare quanto confermato e/o abolito circa l’errato esercizio della stessa riguardante il medesimo Diritto alla Vita quindi alla salute d’ognuno.    




Mi indigna non solo la differenza, ma altresì, come questa possa prosperare nel ‘male’ seminato e acquisito, speso in una vita intera di lavoro e uguale partecipazione nello stato detto democratico da ognuno votato, foraggiando interessi economici di grandi società private e non solo assicurativi, le quali tra l’altro, non tutelano la Vita e/o uguale prospettiva nel Diritto violato; semmai tenderanno ad evidenziare privilegi interessi e divari nella bipolare scissione su un muro scritta, ed in cui ogni malcapitato e/o futuro appestato potrà non certo pregare, ma dirigersi impropriamente alla destra quanto alla sinistra d’una invisibile invalicabile linea di confine.  

Da tutto ciò deriva il Continente - il nuovo Continente formato - non certo simmetrico all’Evoluzione cui dal fuoco successivamente alla crosta solidificata, poi ancora, alla nascita della Vita approdato, in ciò che dovrebbe migliorare quindi derivare, secondo Regole e Precetti di un più probabile Universale Creatore (e come detto Agnello immolato), antica armonia di Elementi (fin qui letti e ancora da leggere) nella dovuta crescita per l’ultimo, e non certo primo approdato.




Quantunque ultimo appestato non ancora affogato, giacché l’innumerevole schiera di ‘unti’ quanto di ‘untori’ veri e presunti, giacché è stato detto che pur l’indistinta evoluzione e non solo della legge del più forte diviene spesso oggetto di confusione, dacché stiamo pur navigando in antichi mari e taciuti commerciali sodalizi, ed in cui il vero ignorato untore quotato indistintamente in borsa tende - con premessa di ugual Agnello - abdicare all’unto il danno seminato.

Giacché il motivo della mia nei detti e nominati ultimi appartiene all’ignorata vasta schiera di povera gente: strati di Terra accumulata nella crosta, o ancor meglio, geologia di una Storia troppo antica per essere dalla materia appena compresa: indigeni eretici ignoranti ma puri entro i propri piccoli incolti futuri appestati villaggi, premiando solitamente il più colto e nobile dotto ricercatore e padrone di Terre quanto di ricchezza da tutti applaudita!

Dall’appestata lombarda sino al Continente di sì più vasta Terra!




I saccenti sacerdoti del Tempio mi perdoneranno se in questa Pasqua l’Agnello non sarà immolato, forse si è alleato con il Lupo insieme cogitano diverso Sacrificio: pregano nel Bosco bruciato vicino al legno antico, vicino alla pietra di un più naturale Dio, giacché questa non certo la prospettiva né del Bene tantomeno della presunta raggiunta democrazia così come dovrebbe, non solo essere interpretata ma anche applicata, altrimenti regna et impera diversa finalità e non solo ‘assoluto principio’ da me discusso quantunque contrastato in nome e per conto dell’Economia impropriamente adottata e partecipata.

Quantunque indistintamente precipitato nella paradossale virale condizione, come fin dall’inizio impropriamente applicato per conto del Darwin, il noto scienziato, in quanto l’Evoluzione si riconosce non solo entro i termini della selezione: ovvero prospettiva del più forte, ma anche nel grado evolutivo in cui la stessa manifesta i propri caratteri mutati e riflessi nella prospettiva del Tempo, mutati, così come le tante specie evolute nei tratti che al meglio gli hanno assicurato le migliori condizioni da cui la Vita.




Alle quali l’economia non riconosce ruolo alcuno fino a quando la Corona li unisce nel motto della paura nominata pandemia.

Tante di queste specie non ancora estinte possiamo ammirare pur non essendo ancora in borsa quotate, così come vorremmo per le stesse umane corrotte mutate involute condizioni per ogni Impero divenuto Fattoria impropriamente evoluto tradotto in assolutistico indistinto allevato capitalistico grugnito globalmente condiviso, senza distinguo alcuno, con solo il vivo commercio vivamente consumato al mercato qual secolar rotta bussola o termometro nonché taciuto motto d’ogni futuro appestato o morto ammazzato!




Ma se il morbo legifera superiore principio della stessa Via e Vita, l’umana evoluzione non ha maturato nei propri ‘geni’ i dovuti cambiamenti che al meglio lo possono far evolvere e non solo quale più ricco ma non certo più forte, nel micro-macro cosmo in cui la forza mal interpretata e quantunque tradotta in impropria ricchezza.

Semmai la ‘forza’ di ben intenderne la vera celata nascosta ricchezza così come l’interpretarla e nella specie cui ognuno appartiene - dal legno sino alla pietra evoluto, se appena vuol o vorrebbe differenziarsi da ciò cui proviene, e dicono, come fin dall’inizio comandato (con il permesso dell’Agnello come dal Lupo con cui accompagnato) e su cui disporre così come l’intero Creato.




La ‘forza’ dicevo della vera ‘ricchezza’ e non solo economica, ma anche morale facente parte del Diritto ugualmente permesso e concesso partecipato d’ognuno, ed ove, anche la Natura da dove al meglio dovremmo imparare, si adopera per codesto fine fors’anche enunciato per ogni gene offeso e vilipeso da come nato ed evoluto; dacché   analizzando come il virus agisce nel contesto della stessa Natura ove ogni elemento opera, dimenticando l’antica congiunzione di Marte ove mi dicono anche un lontano parente censito, ne intendiamo o dovremmo che se sollecitata nell’impropria ed avversa condizione contraria al bene a cui l’uomo dovrebbe protendere, reagisce, così come ogni Elemento da Principio Creato.

Ed allo stesso ugual mercato raccolto!

Le avverse condizioni climatiche ereditate cui indistintamente partecipiamo, appartengono di comune concerto alla Vita così come il dovere di poterla al meglio conservare, ne più ne meno del Virus propriamente o non evoluto il quale attacca senza pietà alcuna come per volerci dire: chi bene vuol seminare il proprio quanto l’altrui ‘campo’ deve al meglio intendere nonché applicare codesto semplice enunciato così come interpretarne il più profondo quanto duraturo significato. 

(Il curatore del blog e non solo)










        

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