giuliano

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IL TOMO

venerdì 2 novembre 2012

IL ..... SECONDO GRADINO


































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Dove esiste un cadavere più bello?

Prosegue in:

la grande liberazione

attraverso l'udire









Mallory e Irvine sono scomparsi, senza aver raggiunto la cima, scrissi
già nel 1980 dopo la mia prima ascensione solitaria sull'Everest da nord.
E inoltre:

So che hanno fallito sul secondo gradino. Nel profondo avvallamento 
sopra di me Mallory e Irvine giacciono sepolti nella neve monsonica.
Questo presentimento mi invade come una fiaba d'altri tempi: sotto 
il secondo gradino, delusi e sfiniti, tornano indietro. La luce del gior-
no sta svanendo e le difficoltà aumentano.
I due scalatori si sforzano di continuare la faticosa discesa.
Diventano sempre più lenti. 
Soltanto l'energia che viene dal successo potrebbe salvarli.


























Avevo compreso questo scenario già allora, perché sono uno scalato-
re, altre domande sorsero più tardi.
Oggi se ne occupa un milione e più di persone...: che cosa successe?
Come sono morti i due scalatori?
A questa domanda si potrebbe rispondere solo se qualcuno trovasse il
corpo di Mallory, si legge nel mio libro 'Orizzonti di ghiaccio', e il ritro-
vamento, avvenuto nel 1999, sembra confermare non solo molte delle
mie affermazioni di quel periodo, offre la risposta a tutte le domande
aperte.
....Né Simonson né io siamo stati i primi che tentarono di descrivere,
con qualche precisione, lo scenario del fallimento della cordata Mallory-
Irvine. Già Irving, nel 1949, era sceso nei particolari: 




















E' molto improbabile che siano morti per il freddo e la stanchezza,
perché sarebbero stati entrambi vittime dello sfinimento nello stes-
so momento, e l'unica speranza di salvezza per i due, ormai crollati,
sarebbe stata che il compagno corresse giù a cercare aiuto.
E' molto più probabile che si sia trattato di una caduta.
Mallory sapeva da Norton che si sarebbero incontrate grandi dif-
ficoltà lungo la via che porta al canalone. Questo fatto potrebbe a-
verlo spinto a continuare lungo la via della cresta, come aveva sem-
pre pensato. Che cosa successe è un mistero, che, se sono caduti 
oltre la parete nord sul ghiacciaio occidentale Rongbuk, forse un 
giorno sarà svelato.  
Se sono morti assiderati si può stabilire prima che la cresta nord
sia scalata, ed è molto probabile che questo non succederà con
la prima ascensione della cima dell'Everest e neppure con la se-
conda.



















E' passato molto tempo prima che uno dei due, Mallory, potesse
essere ritrovato.
Dal luogo del ritrovamento si deduce che può essere esclusa una
serie di scenari di morte. Per esempio l'idea di Irving:

O Mallory cadde quando tentò di scalare questo secondo gradino,
rischiando dalla parte più esterna, oppure Irvine scivolò sulle plac-
che sotto il gradino.
Uno scalatore inesperto è o troppo pauroso o troppo sicuro di sé
e non è in grado di giudicare il rischio. Un uomo come Sandy Irvi-
ne avrà tentato di tutto per accellerare il progredire del primo, 
Mallory, e non causare ritardi per non rischiare troppo.


















No, non può essere stato così!
Dopo una caduta non sarebbero riusciti a rimanere sotto il secon-
do gradino. Se la corda si fosse spezzata e Mallory fosse ritornato
indietro da solo, si sarebbe liberato dell'inutile parte finale che in-
vece, nel momento del ritrovamento, era ancora legata intorno al-
la pancia.
Se Mallory e Irvine, o anche solo uno dei due, fossero arrivati sul-
la cima attraverso il canalone Norton, non sarebbero mai ritornati
indietro nel luogo in cui fu ritrovato il cadavere di Mallory.
Sarebbero morti più in alto, per la mancanza d'ossigeno, durante
la salita e non la discesa, assiderati o precipitati.
A questo punto è tutto chiaro.















Primo: non possono aver oltrepassato il secondo gradino; nel 1924
non era possibile scalarlo.
Secondo: è possibile raggiungere da vicino il secondo gradino solo
attraverso una fessura sul versante nord; anche questo aggiramen-
to è estremamente difficile, nel 1924 impossibile.
Terzo: l'ascensione lungo il canalone Norton era troppo difficile e
troppo lunga, e non sarebbe stato possibile trovare questa via con
una cattiva visibilità.
Quindi Mallory e Irvine potrebbero aver avuto un incidente dopo
l'inversione sul secondo gradino.
Il luogo del ritrovamento del corpo consente solo questa conclusio-
ne, ammesso che siano arrivati così in alto, cosa peraltro molto
probabile.



























Per quanto tutti noi desideriamo che Mallory abbia raggiunto la
vetta del monte Everest nel 1924, il tipo di terreno vicino alla cima,
l'equipaggiamento di allora, il luogo del ritrovamento del cadavere,
tutto parla contro.
Mallory fallì e solo perché scomparve senza testimoni sulla via ver-
so la più alta di tutte le mete, è diventato per noi un vincitore:
il monte Everest come metafora dell'impossibile e Mallory la per-
sonificazione dell'aspirazione.
(R. Messner, La seconda morte di Mallory; libro consigliato:
 Giuseppe Tucci, Dei, demoni oracoli)








 

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