giuliano

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IL TOMO

sabato 13 aprile 2013

BILLY THE KID (il ragazzo nato nella metropoli) (83)


























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Negli stessi anni: pedalando verso la ferrovia... (81/82)

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Billy the Kid (il ragazzo nato nella metropoli) (84)








L'immagine delle terre dell'Arizona, prima di qualsiasi altra
immagine: l'immagine delle terre dell'Arizona e del Nuovo
Messico, terre delle illustri viscere d'oro e d'argento, terre
vertiginose e aeree, terre di monumentali altipiani e delica-
ti colori, terre dal bianco splendore di scheletro scarnifica-
to dagli uccelli.
In queste terre, un'altra immagine, quella di Billy the Kid,
il cavaliere inchiodato alla sella, il giovane dai secchi spari
che assordano il deserto, il giovane dalla mano lesta, il gio-
vane con scaltrezza mai l'intelligenza ...nel cuore, il giova-
ne dispensatore di pallottole invisibili che uccidono a distan-
za, come ...una magia.....




Il deserto venato di metalli, arido e lucente.
Il bandito bambino (sponsorizzato ed amato dai grandi),
a ventun anni era debitore, nei confronti della giustizia de-
gli uomini, di .. ventun morti (ammazzati) - senza contare
i messicani -.
L'uomo che per il terrore e la gloria sarebbe divenuto Billy
the Kid nacque intorno al 1859 in un tugurio sotterraneo di
di New York.
Dicono che lo partorì uno stremato ventre irlandese, ma
crebbe in mezzo ai negri.
In quel caos di afrori e di capelli crespi godette del vantag-
gio che conferiscono le lentiggini e una zazzera rossiccia.




Sperimentava l'orgoglio di essere bianco; era inoltre graci-
le, selvatico, sboccato. A dodici anni militò nella banda de-
gli 'Swamp Angels' (non era una banda musicale parrocchia-
le), gli Angeli del Pantano, divinità che operavano nelle ...
cloache.
Nelle notti odorose di nebbia bruciata emergevano da quel
fedito labirinto, seguivano i passi di qualche marinaio tede-
sco, lo abbattevano con una randellata, un colpo secco di
fuoco, lo spogliavano persino della biancheria, e tornavano
poi alle loro fogne....




Li comandava un negro incanutito, Gas Houser Jonas, famo-
so anche come allevatore di cavalli.
A volte dalla soffitta di una casupola gibbosa vicina all'acqua,
una donna vuotava un secchio di cenere in testa a un passan-
te. L'uomo si dibatteva e soffocava. Allora gli Angeli del Pan-
tano sciamavano contenti su di lui, lo trascinavano in uno scan-
tinato e lo depredavano.
Tali furono gli anni di apprendistato di Bill Harrigan, il futuro
Billy the Kid. Non disdegnava la finzione teatrale (forse sen-
za neppure presentire che erano simboli e lettere del suo de-
stino) i melodrammi di cow-boy.




Se negli affollati teatri della Bowery abbandonavano quei
melodrammi di cavalieri e sparatorie, la ragione era sempli-
cissima: l'America subiva allora il fascino dell'Ovest.  Al di
là dei tramonti c'era l'oro delle miniere del Nevada e della
California.. e alla malora gli Indiani. 
Al di là dei tramonti c'era la scure che abbatte i cedri, l'enor-
me faccia babilonica del bisonte, il cappello a larghe tese e
il trafficato letto di Brigham Young, i riti e l'ira dell'uomo ros-
so, l'aria limpida dei deserti, la sconfinata prateria, la terra
essenziale la cui vicinanza accellera il battito del cuore come
la vicinanza del mare.




L'Ovest chiamava.
Un rumore continuo e cadenzato popolò quegli anni: erano
le migliaia di americani che occupavano l'Ovest. In mezzo
a loro, intorno al 1872, c'era il sempre allampanato Bill Har-
rigan, era sempre presente..., in fuga da una cella rettan-
golare.
La Storia ci offre adesso quella di una insidiosa taverna,
che sta nel mezzo dell'onnipotente deserto come in alto
mare.
Il momento: un'inquieta notte dell'anno 1873; il luogo preci-
so: il Llano Estacado (Nuovo Messico). La terra è quasi so-
vrannaturalmente liscia, ma il cielo di nuvole a strati, con
squarci di tempesta e di luna, è gremito di pozzi che si a-
prano come crepe e di montagne.......
(Prosegue....)














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