giuliano

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IL TOMO

domenica 12 gennaio 2020

I NOSTRI PASSI (dal Campo per la Valle dei Lazzari al Brunone) (15)





















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La Valle Seriana.

Sono montanaro ed il caso mi inchioda ammalato alla pianura. La mente però sana, almeno io lo credo, non può resistere dal correre di galoppo su per monti e valli, boschi, pascoli, ghiacciai.

Ed il veicolo?




Passo ore ed ore leggendo di ascensioni, gite di piacere pii o meno riuscite, più o meno difficili. Provo le emozioni di un passo scabroso, le apprensioni cagionate dal veder Arditi giovani addentrarsi in una cortina di nebbie su una costa larga poche decine di centimetri, fiancheggiata da burroni spaventevoli. Provo la gioia del venire a galla in quella specie di mare, ravvisando poco lungi la meta della faticosa salita e per confessare il mio debole chiudo gli occhi e mi par di vedere aprire una certa cesta dalla quale sorte sia quel che si vuole, tutto è squisito per chi ha fatto sei o sette ore di viaggio sui monti.

E fin qui tutto va bene…




 Ma leggi, rileggi, finito un anno passa all’altro siamo sempre lì Parrotspitze, Gran Paradiso, Saint-Théodule, Ambin, Tetterhorn, lungfrau, Grandes lorasses, Eiffel, Felik'Ioch, Dent-Blanche, Cervino ecc.

E perché no!

A nessuno viene in mente di venirsi a cacciare un po’ nella mia valle?

Vediamo se ne vale la pena prima di tutto e come convenga dirigersi; e per incominciare mettiamo un po’ di nominativo. La Valle Seriana.




Chi parte da Bergamo volgendo a nord-est per la magnifica strada provinciale di Valle Seriana trova a cinque chilometri da Bergamo il ricco paese di Alzano, dico ricco per l’industria della seta che vi è sviluppatissima. L’amatore d’arte può visitarvi nella chiesa parrocchiale un antico coro scolpito in legno dal celebre Fantoni, opera assai stimata.

A tre chilometri da Alzano trovasi Nembro, grossa borgata dove il geologo può utilizzare mezza giornata a visitare le antichissime e recenti cave di pietre coti. Da Nembro ad Albino tre chilometri, e da Albino a Gazzaniga cinque chilometri e mezzo. In quest’ultima tratta a pochi metri dalla strada emergono gli strati dell’oramai conosciuto cemento idraulico della Società Italiana delle calci e cementi in Bergamo.




A Gazzaniga si dirama la strada per Leffe paese interessantissimo per le cave di lignite. Fino a pochi anni or sono la lignite veniva estratta per mezzo di profondi pozzi e gallerie, ma in seguito a disastri prodotti da franamenti, e lesioni che si constatavano nelle case ed edifici del paese precisamente soprastante alle cave, per cedimento del terreno prodotto dalle stesse, si venne nella decisione di aprire gli escavi a giorno. Conseguenza naturale ne fu la scoperta in perfetta conservazione di scheletri quasi completi di alcuni di quei colossali pachidermi di cui è perduta la specie.

Da Leffe una passeggiata di due chilometri conduce a Gandino, grosso borgo già famoso per le sue manifatture di lana.

Ma ritorniamo sulla retta via.




Due chilometri di strada separano Gazzaniga da Verteva. Quindi innanzi la valle ristringendosi cambia aspetto, diventa più stretta. Gli stabilimenti industriali che da Bergamo si succedevano a brevi distanze cessano, ed i paesi diventano molto più radi.

In compenso le cose interessanti a vedersi aumentano.

A circa due chilometri oltre Verteva zampilla ignorata una magnifica fontana intermittente coll’intervallo quasi costante di cinque minuti, prima passando dal quasi assoluto asciutto a tal quantità d’acqua da dar moto al vicino molino. Dista dalla strada circa 200 metri. Di qui con cinque chilometri s’arriva a Ponte di Nossa donde si dirama la strada per Valle di Gorno ed Oneta. In questa valle ad una distanza di cinque chilometri circa furono riaperte antiche miniere di calamina che da pochi anni si escavano con molta attività.




Meritano pure d’esser vedute le sorgenti del torrente Nossa a circa 500 metri dal paese; si presentano sotto forma di un enorme polla in un grande anfiteatro di rocce a picco ed affatto asciutte. È una veduta che ha del fantastico. Un chilometro e mezzo oltre Ponte di Nossa la strada provinciale si biforca volgendo il ramo destro a Clusone capoluogo dell’alta valle, sede di sotto-prefettura, il sinistro seguendo il fondo della valle passa sotto i piccoli paesi di Ogna, Villa d’Ogna, Ardesio e riesce dopo dodici chilometri circa a Gromo.

Da questo paese la strada provinciale continua a risalire per dodici chilometri il fondo della valle tagliando il paese di Fiumenero e facendo capo a Bondione.

Da Gromo però conviene partire per tutte le escursioni che si possono fare all’ingiro. Nella chiesa parrocchiale meritano d’essere veduti, degli antichissimi arredi sacri perfettamente conservati, che molto meglio e bene figurerebbero in un museo. Dissi doversi considerare Gromo centro d’escursioni essendo esso l’ultimo paese della valle dove si trovi cibo, alloggio conveniente e vetture più o meno comode per percorrere i piccoli tratti di strada carrozzabile.




E per concludere coll’itinerario accennerò alla messaggiera postale che parte da Bergamo tutti i giorni alle ore 2 e 1/2 pomeridiane e per la tenue moneta di lire 2,50 vi fa percorrere in cinque ore trentaquattro chilometri deponendovi a Clusone, di dove con altro veicolo o colle gambe si prosegue a Gromo.

Nella discesa invece è quasi necessario pernottare a Clusone, partendo la messaggiera in discesa alle 3 antimeridiane. Il cambio cavalli si fa a Verteva.

Ora vediamo da Gromo quali escursioni e gite si possano fare, e per meglio intenderci premetto che sotto il primo titolo classificherò quelle che raggiungono le prime nevi perpetue ed esigono quindi buone gambe ed anche una certa pratica dell’arrampicarsi. Sotto il titolo gite invece classificherò le più modeste corse accessibili anche alle forze del bel sesso.




Prima escursione.

Gromo-Bondione strada carrozzabile dodici chilometri. Bondione al piede della caduta del Serio, strada mulattiera, ore una e mezza. Dal piede al sommo del salto, sentiero buonissimo; ora una e mezza. Piano di Barbellino; vi è una comodissima stalla in estate abitata da pastori. Attraversamento del piano venti minuti. Dal piano al lago di Barbellino cattivo sentiero; ore una e mezza. Dal lago al passo di Cavanella, attraversando l’estremo est del gran ghiacciaio del Cagumei, tracce di sentiero: ore tre. Attraversamento del ghiacciaio circa un’ora. Discesa per la valle Cavanella al ponte della Toesenda sentiero buono; ore cinque. Massima altezza al passo di Cavanella metri 2,900 circa; non è stata sinora determinata, cosa del resto molto facile avendo certa l’altezza di Gromo metri 640 sul mare. Dal piano di Barbellino si potrebbe, dormendovi una notte, fare una diversione al ghiacciaio eminentemente pittoresco ed alla punta del monte di Glene. Al Ponte della Tresenda si prende la strada postale a chilometri 9 e mezzo a valle di Tirano e 18 a monte di Sondrio.




Seconda escursione.

Gromo Fiumenero, metri 780 sul mare, strada carrozzabile chilometri 7,00. Fiumenero al Campo sentiero buonissimo; ore tre. Sul piano del Campo, metri 1,415 sul mare, c’è una buona stalla abitata in estate. Dal Campo per la valle dei Lazzari al passo di Brunone sentiero discreto: ore tre e mezza. Sul colmo del passo c’è una buona baita abitata in estate dai minatori della vicinissima miniera di ferro, detta della Brunone. Dal passo (metri 2,800 sul mare) in due ore circa si può raggiungere la vetta della Brunone come è denominata in paese o Redorta come è segnato nelle carte, metri 3,100 circa sul mare. In questa escursione dormendo la notte alla baita della Brunone si potrebbe, invece di ritornare al passo per discendere in Valtellina per la valle d’Aqueda, si potrebbe proseguire per la cresta che corre da sud-ovest a nord-est al Pizzo di Coca e pel ghiacciaio di Coca alla punta Rodes scendendo poi per la strada descritta dal signor Andres di Sondrio (anno 1875 del Bollettino) lungo la valle di Avigna al Ponte del Castello.




Terza escursione.

Da Gromo a Valgoglio, strada mulattiera: ore una. Da Valgoglio ai sette laghi d’Aviasco sentiero buonissimo: ore quattro. Presso i laghi eccellente stalla abitata in estate. Dai laghi in un’ora e mezza si raggiunge la cresta, dalla quale discendendo per la valle di Curana per comodo sentiero si raggiunge in sei ore di marcia il paesetto di Foppolo estremo della valle Brembana e punto di partenza per la salita al Corno Stella. Volò già la fama dell’ottimo alberghetto di Foppolo perch’io ne riparli.  

Quarta escursione.

Alla Pressolana; finora chi s’accinse a calcare la vetta della Presolana, impresa non indifferente e me ne rimetto al signor A. Curò di Bergamo, partì sempre da Custiane. Non si potrebbe tentarla da Gromo per valle Sedovenio al colle di Fontana nuova, Verzola alta, Paghevola alta. Pizzo della Presolana? Sino in Verzola ci sono stato e lì il sentiero è buono.

E con ciò iniziamo la prima escursione… o…












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