giuliano

giuliano
IL TOMO

martedì 3 aprile 2012

VOGLIAMO UN MONDO PIU' NUOVO











LE LUCI COMINCIANO A BRILLARE SULLE ROCCE:
IL LUNGO GIORNO DECLINA: 
LA LUNA SI ARRAMPICA LENTA:
INTORNO SI LAMENTA L'OCEANO 
CON MOLTE VOCI.
VENITE AMICI, NON E' TROPPO TARDI 
PER CERCARE UN MONDO PIU' NUOVO.
SPINGETEVI AL LARGO E IN BUON ASSETTO 
FENDETE LE ONDE SONANTI; 
PERCHE' VOGLIO NAVIGARE
OLTRE IL TRAMONTO, DOVE SI TUFFANO 
TUTTE LE STELLE D'OCCIDENTE, 
.....FINCHE' MUOIO......
(A. Tennyson)






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L'ultima ragione che dimostra l'inadeguatezza della potenza militare è che essa
non può dare speranza.
La forza è neutra; non ha programmi.
Ogni movimento insurrezionale: si fonda prima di tutto, non sulla forza, ma sulla
speranza: d'indipendenza, di giustizia, di progresso, di una vita migliore per i pro-
pri figli. Per queste speranze gli uomini sono disposti a sopportare grandi disagi
e sacrifici, così come anche noi abbiamo fatto e faremo per le nostre speranze.
Se non offre alcuna prospettiva per il futuro, un governo non può chiedere nes-
sun sacrificio, nessuna volontà di resistere al terrore o alle lusinghe dell'insurre-
zione.





















Soltanto uno spirito di sacrificio e di determinazione più forte di quello degli
insorti può vincere questo tipo di guerra.
Ciò che vale per la forza militare in generale, vale ancora di più nel caso dell'
intervento militare di una potenza straniera. Qualsiasi forza d'attrazione possa
esercitare un movimento insurrezionale con un programma di riforme, verrà e-
normemente accresciuta se potrà impossessarsi della bandiera del nazionalismo,
la forza politica più grande dei nostri tempi.
Le nazioni sottosviluppate dell'Asia e dell'Africa, salvo poche eccezioni, sono
ex colonie o ex protettorati delle potenze occidentali. La loro indipendenza po-
litica è recente e esse stanno ancora lottando per affermare la propria indipen-
denza e la propria forza anche sul piano economico, culturale e intellettuale.






















Il fatto che un governo mostri di affidarsi in modo eccessivo sull'appoggio di
una potenza straniera o che inviti eserciti occidentali a entrare in campo contro
la guerriglia di quel paese, costituisce al tempo stesso una terribile confessione
di debolezza sul piano nazionale e una minaccia diretta all'indipendenza appe-
na raggiunta; inoltre permette agli insorti di dipingere quel governo come un
fantoccio dei colonialisti.
Ma la conseguenza più grave è che ogni colpo inferto dagli insorti allo straniero
può suscitare un brivido di orgoglio nazionale anche nei sostenitori del governo,
mentre nessun uomo che ama il proprio paese può rallegrarsi nell'intimo quando
i connazionali sono sconfitti in battaglia, anche se personalmente si oppone con
decisione al loro programma politico.





















Un governo fondamentalmente solido e indipendente, che poggia sul consenso
della nazione, può sopravvivere e anzi avvantaggiarsi dell'aiuto straniero, come
accade nel Venezuela, nelle Filippine e nella Grecia. del dopoguerra.
Ma un governo debole e impopolare può soltanto essere indebolito ulterior-
mente, forse fino a un punto fatale, dall'aiuto e dall'intervento straniero.
L'aiuto esterno può rafforzare una volontà nazionale che già esiste, ma l'inter-
vento di una potenza straniera non può sostituire una volontà nazionale che
manca.





















La forza militare è l'ultima risorsa di tutti gli stati e di tutte le società e noi stessi
l'abbiamo usata parecchie volte in questi ultimi dieci anni per reprimere disordini
interni.
....Ma nessun sforzo che poggi quasi esclusivamente sulle armi può avere succes-
so contro un'insurrezione profondamente sentita e alla quale partecipi in qualche
modo il popolo. Tanto meno la forza, qualunque essa sia, può riscattare errori
politici e conquistare l'adesione del popolo a un governo che non se la sia guada-
gnata........
(Robert Kennedy, Vogliamo un mondo più nuovo)













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