giuliano

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IL TOMO

domenica 26 agosto 2012

66 BUDDY BOLDEN ROUTE (blues)






































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Buddy Bolden (il temporale)

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Buddy Bolden Blues  (2)  &  (3)













Ammetto di aver, non dico vagato, ma comunque di averlo cercato
per molto tempo.
In quale anno o in quale ora, non chiedetemelo, non porto orologio.
Quello che so per certo che qualcuno mi aveva parlato di lui, ma per
rendermi conto se Dio (ma qualcuno pensa il diavolo..) esiste feci
molti chilometri.
Ho cercato fuori e dentro di me, e quando mi dissero che era rin-
chiuso in una specie di casa di cura, che era costretto entro un corpo
malato dal tanto disagio di vivere, ...ho cercato con più ossessiva
determinazione.
































Quando mi dissero che l'urlo disordinato di un primo vagito di un
big-bang che squarciava la piatta simmetria di un grande mare di
un 'nulla', aveva composto la vita nuova di una musica addormen-
tata per millenni, ho cercato quella prima luce...divenuta materia
scomposta.
Ho cercato quell'Universo prigioniero di un Secondo Dio.
Ho cercato l'origine di un pensiero nascosto e non ancora parola.



























Quando mi dissero di quel corpo malato della troppa vita, trasci-
nato da una terra ad un'altra, per solo imitare e ricomporre il suo
urlo o canto di libertà ... tornata all'origine dei tempi, capii che
il suo grido o il vagito non era null'altro che la natura originaria
che si ribella all'uomo....
Mi dissero che aveva abusato della vita, ed io capii che la vita
aveva abusato nell'atto della materia di quella 'prima parola'.....
confusa per urlo.

























Mi dissero che non riusciva a leggere né comprendere lo spirito
di ciò che tanto lo infiammava, non seguiva le giuste note, non
ne 'intuiva' il retto senso, che la sua non era musica, era altro...
Compresi l'Altro....
Mi dissero che era una sorta di 'straniero' e che era salito su un
treno impazzito di luci e musica, che correva verso tutte le desti-
nazioni della vita, tutte le fermate della 'Creazione'.
Pur amando quel mondo non riusciva a comprenderne la lingua,
a decifrarne le note, forse per questo intonò la sua musica strana.






















La Prima Musica, scomposta ed estranea di ciò che pensano
'vita'.
Mi dissero che non sarebbe più uscito da quel corpo malato, che
ora è un ospedale.
Mi dissero di pregare.
.....Quando sono arrivato di fronte a quella casa, e poi in quella
specie di 'sudario', ho capito di aver trovato un'altro Dio incate-
nato, venduto per diavolo, ...da un mondo trascinato, e confuso
fra un Primo e un Secondo Dio....non ancora arrivato....
(Pietro Autier, 66 Buddy Bolden Blues)



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Jazz basta 

la parola
















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