giuliano

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IL TOMO

venerdì 31 agosto 2012

LE NOTTI DEL KLAN

































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....Il nuovo Klan conosce all'inizio un successo strepitoso:
tra il 7 giugno 1920 e l'ottobre 1921, quando sul Klan viene condotta
un'inchiesta parlamentare, i suoi iscritti aumentano rapidamente fino
a raggiungere la cifra di 100.000, procurando favolosi introiti agli orga-
nizzatori.
Ma le prediche, le parate, gli urli, intimidazioni, violazioni, e molto altro,
non costituiscono certo l'unica attività del risorto Ku Klux Klan.






















L'antico spirito di violenza riprende ben presto il sopravvento, anche se,
di fronte a un governo centrale assai più forte e organizzato e in una situa-
zione politica ben diversa da quella del 1870, le bande dei cavalieri incap-
pucciati hanno minore libertà di manovra.
In compenso, si è considerevolmente ampliata la schiera delle vittime:
accanto ai neri vengono presi di mira negozianti ebrei, colpevoli di 'affa-
mare la nazione', leader sindacali bollati come 'agenti del bolscevismo',
immigrati italiani o irlandesi, e uomini e donne, bianchi e neri sospettati
di relazioni sessuali inter-razziali vengono rapiti nel cuore della notte, fru-
stati, incatramati e cosparsi di piume, oppure mutilati o impiccati.























Il giornale 'New York World', promotore di una documentata inchiesta
sul Klan, da un lato contribuisce involontariamente alla sua popolarità,
dall'altro spinge il Congresso a mettere sotto inchiesta la setta.
Secondo il giornale, dall'ottobre 1920 allo stesso mese dell'anno suc-
cessivo i cavalieri incappucciati si sono resi responsabili di 4 linciaggi,
una mutilazione, 41 fustigazioni, uno sfregio con acido, 5 rapimenti di
bambini, 27 casi di uomini e donne incatramati e impiumati, 43 minac-
ce a mano armata e 14 incursioni intimidatorie in piccoli centri, oltre
ad aver preso parte a 16 parate in alta uniforme.
Nel commento che accompagna l'inchiesta, il giornale definisce il Klan
come qualcosa di estraneo alla reale vita americana, un cancro oscuro
che si sta facendo strada attraverso i gangli del paese.






















In realtà, si tratta semmai di una recrudescenza di istinti, di ideali di-
storti e di semplice irrazionalità che provengono in parte dal passato,
in parte sono frutto di fanatici ex militari, in parte dal periodo incerto
e tumultuoso.
L'inchiesta del 'World', ripubblicata da altri 18 importanti giornali ame-
ricani, smuove il Congresso ma non il paese. Il Klan seguita a cresce-
re, sia come numero di iscritti sia come forza parapolitica di pressione.
A Washington, la Commissione d'inchiesta non riesce a raccogliere
prove convincenti per nessuna delle principali accuse mosse contro il
Klan.
Non si riesce a dimostrare che esso si pone come 'un'organizzazione
alternativa a quella della giustizia statale nell'infliggere pene e sansioni',
né che Simmons 'detiene poteri di tipo imperialistico', né che la teoria
della 'supremazia della razza bianca' coinvolge una violazione del prin-
cipio costituzionale di uguaglianza.





















Simmons si rivela abilissimo (Joseph Simmons, nuovo tutore del Klan)
nel rispondere agli interrogativi della Commissione in tono ora patetico,
ora distaccato o comico, trasformando l'inchiesta in una specie di show.
Alla domanda sui poteri imperiali ribatte:

Il Klan è come un bambino appena nato. Un padre o una madre 
devono per forza esercitare la loro autorità sul figlioletto. Chia-
mereste perciò imperialisti un padre o una madre nell'esercizio 
dei loro poteri-doveri?
Io sono il padre e la madre del neonato Klan......
(F. Nencini, Storia del KKK)


Prosegue in:

http://dialoghiconpietroautier.myblog.it/archive/2012/09/20/bessie.html &

http://paginedistoria.myblog.it/archive/2012/09/20/e-i-kkk.html









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