giuliano

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IL TOMO

giovedì 7 gennaio 2021

LA NATURA DELLE 'MASSE' (4)

 










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Circa la bellezza delle forme in Natura... (3/1)


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La natura delle 'masse' (5)  (& l'intero capitolo [1/5] )







 

George Wesley Bellows è nato e cresciuto a Columbus, Ohio. Era l’unico figlio di George Bellows e Anna Wilhelmina Smith Bellows. È nato quattro anni dopo il matrimonio dei suoi genitori, all’età di cinquanta (George) e quaranta (Anna). Sua madre era la figlia di un capitano di caccia alle balene con sede a Sag Harbor, Long Island, e la sua famiglia vi tornò per le vacanze estive. Iniziò a disegnare molto prima dell’asilo, e i suoi insegnanti di scuola elementare spesso gli chiedevano di decorare le lavagne della loro classe al Ringraziamento e a Natale.

 

All’età di 10 anni, George iniziò l’atletica e si allenò per diventare un giocatore di baseball e basket.  Divenne abbastanza bravo in entrambi gli sport da giocare da professionista per anni. Durante il suo ultimo anno, un giocatore di baseball della squadra di Indianapolis gli fece un’offerta. Rifiutò, scegliendo di iscriversi alla Ohio State University (1901-1904). Lì giocò per le squadre di baseball e basket e fornì illustrazioni per il Makio, l’annuario degli studenti della scuola. Fu incoraggiato a diventare un giocatore di baseball professionista, e  lavorò come illustratore commerciale mentre era studente e ha continuò ad accettare incarichi di riviste per tutta la vita.




Nonostante queste opportunità nell’atletica e nell’arte commerciale, Bellows desiderava il successo come pittore. Lasciò lo stato dell’Ohio nel 1904, poco prima di laurearsi, e si trasferì a New York per studiare arte.

 

Bellows fu presto allievo di Robert Henri, che all’epoca insegnava alla New York School of Art. Mentre studiava in quella scuola, Bellows divenne associato a The Eight di Henri e alla Ashcan School, un gruppo di artisti che sosteneva la pittura della società americana contemporanea in tutte le sue forme. Nel 1906, Bellows e il collega studente d’arte Edward Keefe aprirono uno studio a Broadway nel 1947.

 

Il crescente prestigio come pittore apportò cambiamenti nella sua vita e nel suo lavoro. Sebbene continuasse i suoi temi precedenti, Bellows iniziò anche a ricevere commissioni per ritratti, oltre a inviti sociali dalla ricca élite di New York. Inoltre, ha seguito dell’esempio di Henri trascorse l’estate nel Maine, dipingendo paesaggi marini sulle isole Monhegan e Matinicus.




 Allo stesso tempo, Bellows, sempre socialmente attivo, si associò ad un gruppo di artisti e attivisti radicali chiamati ‘la sinistra lirica’, che tendeva all’anarchismo nell’estrema difesa della tutela dei diritti individuali a quel tempo molto spesso violati.

 

Insegnò alla Modern School di New York City (come ha fatto il suo mentore, Henri), e aderì al comitato editoriale della rivista socialista, The Masses*, con cui contribuì con molti disegni e stampe a partire dal 1911.

 

Tuttavia, fu spesso in contrasto con altri collaboratori a causa della sua convinzione che la libertà artistica debba prevalere su qualsiasi politica editoriale ideologica.




Nel 1918, creò una serie di litografie e dipinti che raffiguravano graficamente atrocità che gli alleati dicevano fossero state commesse dalla Germania durante l’invasione del Belgio. Notevole tra questi era The Germans Arrive, che illustra in modo raccapricciante un soldato tedesco che trattiene un adolescente belga le cui mani erano state appena tagliate.

 

Tuttavia, il suo lavoro fu molto critico nei confronti della censura interna e della persecuzione dei dissidenti contro la guerra condotta dal governo degli Stati Uniti ai sensi dell’Espionage Act. 




THE MASSES* 

 

Forse la rivista più vivace e innovativa del suo tempo, The Masses fu fondata nel 1911 come mensile  illustrato e presto sponsorizzò un’inebriante miscela di politica radicale ed estetica artistica che le valse il famoso soprannome di ‘la rivista più pericolosa d’America’.

 

La rivista ebbe tre editori durante i suoi primi due anni - Thomas Seltzer, Horatio Winslow e Piet Vlag (il fondatore della rivista) presto se ne aggiungerà un altro…; ma, per il resto della sua breve vita The Masses è stata brillantemente curata da Max Eastman, che, con Floyd Dell, in qualità di caporedattore, contribuì a trasformarla nella rivista di punta del Greenwich Village, la fiorente comunità artistica bohémien di New York.




La rivista contribuì e contribuirà ancora in merito a posizioni progressiste e democratiche non meno di questioni quali l’Ecologia della Natura simmetriche a quelle della salute mentale. Oltre una ‘globale sindacalizzazione’ con i suoi ‘articoli’ sensibili verso i delicati problemi sociali dovuti ad una invisibile corrotta condizione economica avversa alla normale evoluzione umanamente accettabili della classe media e proletaria; e con la quale la cooperazione fra uomini liberi (e) nel libero pensiero uniti fu e sarà ancora possibile.

 

Libertà di parola, uguaglianza razziale, persecuzione e dittatura - certa e velata -, non meno di quella più insidiosa, ovvero l’occulta, controllo delle nascite e/o eugenetica, suffragio femminile, e resoconti investigativi uniti a dispacci di guerra dei giornalisti radicali John Reed e Louise Bryant, sono i principali argomenti che motivano gli scritti ed i resoconti troppo spesso ignorati da una opinione pubblica pilotata nelle improprie scelte, sia in campo diplomatico sia in quello economico.




 Sia per tutti o i troppi argomenti ignorati di ordine sociale ed ecologico, una ecologia che non discerne dalla Natura umana tutelata nei motivi di una continua e progressiva violazione riguardo una normale e necessaria  salute mentale - non certo inferiore al corpo - di cui coordina il corretto funzionamento. Spirito e Corpo argomentati nei motivi di qualsiasi violazione inerente al mancato rispetto delle più basilari ed elementari regole di integrità psico-fisica. Tanto nel proprio quanto in ogni luogo e nazione ove tali violazioni vengono indebitamente perpetrate ai danni del singolo specchio della ‘massa dell’intero pianeta’.

 

Prendiamo nota che in questo stesso periodo nasceranno le ‘colonne’ portanti del nuovo potere in ambito editoriale, una nuova rivoluzione dopo quella del libro a stampa, e non trascorrerà molto tempo che un ‘quinto potere’ molto più potente del ‘quarto’ (nascente) consoliderà il proprio dominio. I grandi colossi dell’editoria a stampa e i successivi ‘multimediali’ gestiranno l’indiscusso dominio sulle masse.

 

L’Impero (ogni impero) nascerà ed evolverà secondo le rigide regole in cui il potere  certificherà il proprio consolidamento per e nelle masse, con le colonne portanti su cui reggere l’impalcatura dell’intero edificio non più castello, bensì grattacielo su cui si innalzerà l’indiscusso dominio dei media costruito sulle fondamenta delle masse. Ogni evento o personaggio, ogni singolo fatto o pensiero nel potere nato e crollato per ugual mano, sarà certificato entro i termini graduali - e non certo disgiunti - facenti parte del potere stesso che consolida ed afferma se medesimo in identico meccanismo quotato alla borsa del più vasto mercato dell’intero pianeta.




Il capitalismo ha posto le condizioni dei metodi del proprio ed altrui trionfo proiettati nei nuovi sistemi di comunicazione e dominio, certamente là ove si consumano e celebrano presunte ‘nuove’ o ‘vecchie’ rivoluzione del popolo, e pur la notizia adeguata ai sistemi del regime consolidato (ad uso delle masse che purtroppo ed illusoriamente pensano di aver trionfato), sia questo ‘rosso’ o ‘nero’ in monocromatico evento celebrato; non muterà le condizioni ugualmente negate circa la verità destinata e ugualmente ‘purgata’ delle più certe condizioni di fase conseguite.

 

Si procederà da un evento ad un altro con le sue caratteristiche transizioni di fase, più o meno sponsorizzate, per riconsolidarsi in ciò che apparentemente mutato, ‘geometricamente’ la massa simmetrica alla nuova fase storica, cambiando la disposizione del Disegno non muta forma e condizione.

 

Rimane un sogno mal sognato e nel sangue affogato, solo l’istinto - il più brutale istinto – riemergerà e sarà sollecitato affinché l’economico beneficio dal singolo al nuovo capitale (e mai viceversa) tragga Ragione del proprio velato demoniaco impegno!




Solo The Masses scoprirà l’inadeguatezza storica di questo ciclico ‘processo’ e quanto la miopia delle stesse masse non riesce a cogliere e distinguere. Il daltonismo una caratteristica irreversibile di qualsiasi processo storico, a fatica possiamo distinguerne i colori dei futuri alleati, indistintamente asserviti del capitalismo (che pur contrastano) il quale distribuisce loro quanto abbisognano, comprese tutte quelle armi di cui la rivoluzione necessita, e paradossalmente, le stesse per la difesa controrivoluzionaria.

 

Che sia condizione dislessica o potere del capitalismo unito allo spirito del commercio conseguente alla propria ricchezza The Masses farà luce idealistica (senza alcuna ideologia imposta, senza nessun marchio di fabbrica!) riflessa nell’ideale mancato, del sogno mai sognato, senza per questo cadere nel ruolo che il dominio (armato di presunta Intelligenza) ci destina, additando l’anarchico e la sua bomba, o meglio la bomba di stato… 



  

L’illusoria rinascita di un sogno mal sognato, o peggio emigrato e naufragato al presunto porto della Libertà mal consumata e da consumare, nonché ampiamente pubblicizzata nonché vigilato ed illuminato dal fuoco della incoronata fiaccola (con il proprio monumento o copia dello stesso in ogni luogo ove l’atto della storia viene consumata e sacrificata nell’opposto dell’ideale in cui ogni uomo aspira…), comporta l’improprio rapporto di consolidamento del potere entro i termini in cui lo stesso si unisce prendendo reale ‘coscienza’ del proprio corpo. Prendendone ed assumendone coscienza propria o impropria, giacché le condizioni di Libertà vigilata ed accatastata (come merci approdate) delle nuove masse emigrate alla banchina, fanno assumere un aspetto diverso al concetto circa la libertà platealmente distribuita e conquistata e da conquistare ancora. Si procede da un brutto sogno ad un incubo, tanto per i popoli approdati quanto per i nuovi coloni che gradualmente prendono coscienza circa i termini ed i valori della libertà adottati non possono e devono essere condizione valida ed uguale per tutti, tanto per i nuovi coloni quanto per i nuovi arrivati.




La mente apparentemente facente parte del libero intelletto (distribuita nei nuovi piani dei vari gradi di potere), incerta, e paradossalmente in evidente dislessia consolida e certifica il proprio incontrastato dominio.

 

In medesimi giornali del ‘potere’ sarà possibile leggere dell’avvento non gradito di un dittatore, ma in qual tempo gli attenti o distratti lettori non assumono coscienza che lo stesso potere il quale titola ed incarica i giornali, procaccia le armi con cui la dittatura consolida il proprio avversato dominio. La dislessia e/o imperialistica (ex colonica) pretesa del capitalismo non informa circa il vero sul governo (o tentacoli dello stesso in privata segreta iniziativa quotata in borsa, uguale e non diversa al giornale che disinforma) incaricato di porre in essere lo stesso ‘progetto’ avversato e titolato al lettore ignaro di una o più verità disgiunte dalla realtà.

 

L’economica certezza dell’industriosa vittoria della moneta certifica il proprio trionfo. Chi si assume il compito di ‘informare’ secondo le stesse regole del ‘potere’ ma fuori da questo, viene perseguitato né più né meno del novello dittatore titolato a piene pagine.

 

Questo processo di inscenamento della Grande Notizia ricorre in tutte le sue forme occulte ove dimora.




La massa viene virtualmente dispensata della libertà, ed in medesimo ugual tempo viene sacrificata all’altare della patria (anche questo evento possiamo riconoscere ciclico, quando cioè in un futuro non molto lontano assisteremo alla invenzione architettonica dell’edifico della guerra con i propri capri espiatori immolati e da immolare ancora…).

 

Le masse grazie ad un potere economico ben esercitato vengono invitate a riconoscere il colpevole, il dittatore, il capro espiatorio, poi in seconda fase sono invitate a prendere coscienza di come sacrificate allo stesso altare dalle stesse votato. Il processo della Ragione assume toni grotteschi e paradossali da farsa. Solo l’economica pretesa vigila ogni possibile verità circa l’atto consumato… a dispetto delle masse! 

 

L’agnello secondo un demoniaco concetto attende che venga sacrificato!  


(Prosegue...)







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