giuliano

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IL TOMO

sabato 17 dicembre 2016

AGLI IPOCRITI SCRIBI E FARISEI







































Prosegue in:

Agli ipocriti scribi & farisei....(2)......&


















Ma senza per questo dimenticare la 'Grande Notizia' 

la quale poco gioco fa nel loro e nostro Principio in 

quanto la minoranza urla e sbraita il movimento di cui non

certo specchio 'della e nella' Verità della vita a cui la

Grande Notizia suona falsa ed ipocrita dottrina di chi

corrotto per sua decennale natura.....
























....Dimenticavo:

il resto della combriccola o allegra banda

che sia...

possono intrattenersi in questa nuova portata

o pietanza che sia...:

L'incredibile parlamento italiano...














             
              Indagati e condannati ANNO 2016

                          Partito   Democratico




1 gennaio: nuovo avviso di garanzia per Crisafulli (PD)
Enna
5 gennaio: indagato Fabozzi (PD) Caserta
8 gennaio: indagato Ferro Quarto
7 gennaio: condannato Ozzimo per corruzione
Roma
11 gennaio: indagato Lucini
Como
12 gennaio: indagato Cimiotta
Marsala
13 gennaio: Operazione della Gdf, Ballardin ai domiciliari Luino
14 genaio: indagato eurodeputato Caputo
Campania
15 gennaio: consiglieri maggioranza legati alla mafia
Catania
22 gennaio: condannato ex sindaco per corruzione
Gallipoli
23 gennaio: sindaco Vecchi compra casa da un mafioso
Reggio




25 gennaio: condannato Abaterusso
Puglia
26 gennaio: avviso di garanzia a Montino
Fiumicino
27 gennaio: indagati tre assessori giunta Marino
Roma
28 gennaio: avviso di garanzia a De Luca
Salerno
28 gennaio: a processo il presidente di seggio che aggiunse voti al PD
Reggio Emilia
2 febbraio: carabinieri perquisiscono comune per presunte infiltrazioni camorra
Pozzuoli
7 febbraio: richiesta custodia cautelare per assessore
Catanzaro
8 febbraio: nipote boss ‘ndrangheta eletto segretario dei Giovani Democratici’
La Spezia




9 febbraio: parte il processo “firme false” lista Chiamparino
9 febbraio: sen. Esposito condannato per diffamazione
Torino
10 febbraio: rinviato a giudizio Ignazio Marino
Roma
11 febbraio: presunti brogli tesseramenti PD
Basilicata
15 febbraio: condannato ed deputato Bollomo
Palermo
16 febbraio: scoppia il caso primarie truccate a Salerno
16 febbraio: indagato assessore Pieroni
Marche
17 febbraio: la Corte dei conti condanna Fiorenza
Palermo
17 febbraio: condannato Gaetani per bancarotta
Salerno
18 febbraio: il PD salva dall’arresto il senatore De Siano
Roma
23 febbraio: On. Nicotra condannato per danno erariale
Palermo
26 febbraio: indagato Alfano, ministro del governo Renzi
27 febbraio: rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Moteriggioni
1 marzo: ex sindaco Rusconi condannato
Valmadrera




2 marzo: indagato sindaco Capizzo
Monreale
4 marzo: udienza per la Paita al processo alluvione 2014
Genova
4 marzo: rinvio a giudizio per Cacciarella
Ceprano
5 marzo: indagato sindaco e assessori
Barletta
6 marzo: indagato il sindaco De Rosa
Capasenna
7 marzo: indagato sindaco Broglia
Crevalcore
11 marzo: scoppia il caso primarie a Napoli
12 marzo: scoppia il caso primarie a Roma
12 marzo: consigliere Caviano patteggia per firme false
12 marzo: a giudizio sindaco Piazza
Beinasco




13 marzo: indagati Viviani e Novelli
Follonica
14 marzo: iscritti ai Giovani PD denunciano brogli per la scelta del segretario giovanile
Roma
14 marzo: indagati di dx e sx per la gettonopoli a Siracusa
15 marzo: indagata la deputata Bragantini
15 marzo: il PD nomina il cugino del boss come garante della legalità
a Moncalieri (TO)
16 marzo: Ministero Istruzione condannato a risarcire 22 docenti per discriminazione
16 marzo: rinviati a giudizio tre sindaci
Basilicata
16 marzo: confermata la condanna per Lorenzetti
Umbria
16 marzo: clinica dei Vip scuote la Regione
Lazio
17 marzo: rinviato a giudizio ex sindaco di Ascoli
17 marzo: Denis Verdini condannato a 2 anni per corruzione
17 marzo: cocaina in municipio sindaco Censi nei guai - PR




17 marzo: scoperte 1150 tessere false del PD su 1200 iscritti a Ercolan
20 marzo: gli inquirenti indagano sul padre del Ministro Boschi
22 marzo: indagati sindaco e vicesindaco PD di Pescara
22 marzo: rinviato a giudizio l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino
23 marzo: il governo non ha ancora sbloccato i fondi per le vittime di mafia
24 marzo: De Luca (PD) conferma come consigliere personale il sindaco di Agropoli indagato
25 marzo: Ministero dei Trasporti indagato per inquinamento
29 marzo: Torre del Greco: scrutatori scelti tra figli e parenti dei consiglieri comunali
30 marzo: alluvione Nuoro: indagato l’ex presidente della Provincia Deriu (PD)
30 marzo: Ignazio Marino in conferenza stampa: ‘Se avessi seguito il Pd ora sarei in cella’
30 marzo: Novara, il sindaco Ballarè (PD) nomina il cugino nel Cda della Fondazione
30 marzo: Banca Etruria, a rischio pignoramento i beni di Boschi
31 marzo: Beni Comunali ceduti ad una Fondazione: 10 indagati nel centrosinistra Vibonese
31 marzo: Milano Elezioni, fra gli uomini di Sala ci sono ex democristiani e un condannato




31 marzo: indagato il compagno della Ministra Guidi (che si dimette)
31 marzo: Campania: condannato a sei anni consigliere regionale Iannace, già candidato con De Luca
1 aprile: condannato anche in appello Luigi Lusi (PD), appropriazione indebita
1 aprile: Viggiano, arrestata l'ex sindaca Rosaria Vicino (PD)
1 aprile: spese pazze all'ARS, conclusione indagini per Gianni Gennuso, Marziano e Bonomo
1 aprile: la viceministro Teresa Bellanova (PD), denunciata in Procura.Due gli articoli di legge violati: il n. 98 del DPR 361/1957 sulle elezioni e l'articolo 51 comma 2 della legge n. 352 del 25/05/1970 che disciplina i referendum.
1 aprile: L’assessore all’Agricoltura ed ex capogruppo del Pd all’Ars, Antonello Cracolici, è stato condannato in primo grado dalla Corte dei conti
1 aprile: Colazioni istituzionali da 800 euro ‘a botta’. Dopo Ignazio Marino, anche Matteo Renzi rischia di ‘scivolare’ sulle spese di rappresentanza pagate con i soldi del Comune di Firenze




4 aprile: scandalo petrolio, indagato il capo della Marina, Gabriele De Giorgi, già nella segreteria del Sottosegretario Manzione (governo Renzi)
4 aprile: Fiumicino, il consiglio comunale boccia l’Odg che chiedeva le dimissioni del sindaco PD indagato con la giunta e vari consiglieri
4 aprile: Monreale, indagato l’assessore alla Polizia Municipale, Sandro Russo (PD)
5 aprile: referendum trivelle, il presidente della Puglia Emiliano (PD) denuncia Intimidazioni dei capetti del PD’
6 aprile: chiesti 4 anni di galera per l’europarlamentare PD, Renato Soruv evasione fiscale
7 aprile: Guidi e le telefonate di favore per l’aeroporto di Firenze. Pastena: Usciranno foto di Delrio con i mafiosi
7 aprile: Ex cava di Vaglia: indagato l’ex Sindaco (PD) 7 aprile: L’ordine dei giornalisti condanna le offese alle giornaliste da parte del sindaco PD di Brindisi
7 aprile: L’Asl di Brindisi si è costituita parte civile contro Mauro Vizzino (consigliere regionale eletto nella lista Emiliano) accusato di peculato
7 aprile: L’ex ministra Guidi intercettata: Padoan lha messo li la cricca del petrolio
7 aprile: Alluvione 2014: concesso a Paita (PD) il rito abbreviato così la Regione non sarà più responsabile civile. Accuse per omicidio e disastro colposi
8 aprile: il Tar conferma lo sgombero della sede storica del PD in via Giubbonari (100mila euro la morosità nel pagamento dellaffitto al Comune)
8 aprile: Sala, candidato sindaco del PD-centrosinistra a Milano dichiara: L'omissione della casa in Svizzera nella dichiarazione delle imposte? Una dimenticanza























lunedì 12 dicembre 2016

FU' NOSTRA TERRA







































Prosegue in:

Forma ed immagine: Vera & Falsa (1)  (2)  (3)  (4)













I muli, gli animali da soma che trasportavano armi e vettovaglie, erano inquieti.
Un giorno, ed era una fine di giornata sbavata di fumo, avanzavano e indietrag-
giavano, tiravano le funi.
I barbari avevano teso un agguato (per giunta erano ubriachi di quella loro be-
vanda fermentata con il luppolo...), nascosti in una selva che costeggia il Reno.
Erano balzati fuori al tramonto da nascondigli fra radici e tronchi crollati, porta-
vano capelli lunghi come le donne, saettavano dardi, e parlavano o urlavano
una lingua a noi incomprensibile.
Per non essere colpiti i soldati si erano dispersi lungo sentieri di foglie scivolo-
se. Ogni azione pare si svolga come rallentata, energie che da noi escono: ten-
dersi, spezzare, andare allo sbando, ed è una perdita, un'emoraggia al calar
del sole.
In quell'ondeggiare, avanzare a tentoni e ricercarsi, era trascorsa tutta la notte!
- Ma per Dio ed in nome dei nostri grandi Dèi è la nostra terra, il nostro sapere
che tornino alle palafitte.... da dove sono venuti.....
urlava qualcuno....
Fatto giorno, i nostri avevano ripreso le forze, ciascuno s'era riunito al proprio
reparto, venendo fuori dal fitto delle ramaglie, come rivoli d'acqua dopo la piog-
gia...
Ma gli Alemanni avanzavano, i barbari urlavano, ondate di cavalli, talmente fitte
che s'impicciarono a vicenda nello stretto corridoio tra una foresta e l'altra dove
questi selvaggi ci avevano costretto.....




La Gallia ha una natura indomita. I suoi abitanti un'indole serrata e al tempo stes-
so ardente. Affiora in essi un selvaggio ordine che ossequia la tradizione traman-
data, segue con rispetto magico il bestiame e nelle capanne, nelle case di pietra,
si rintana e si difende dalla vastità dello spazio, dal disordine del vento che porta
semi di altre terre.
Ho vietato alla mia tavola si serva carne di fagiano, vulva di scrofa; spesso ho vo-
luto solo cibo di legumi...
La notte l'ho divisa in tre parti, una dedicata al sonno, la seconda agli affari della
cultura, la terza alle Muse. Sotto la tenda il mio letto da campo non ha coltri di
piume ma ruvide coperte di lana.
Il mio precettore Mardonio, nella sua austerità, negli inverni rigidi di Macellum mi
aveva insegnato a usare coperte, doni della terra non ricercatezza. Nel risveglio
notturno prego in segreto Hermes, la veloce intelligenza del mondo che stimola l'-
attività della mente. Ma non tralascio nelle pause del giorno di esercitarmi nella
lingua latina, in modo che l'essere di cultura greca non interferisca nel mio dialo-
go coi capi tribù....




Costanzo mi fa spiare.
Vedo circospetti movimenti e sguardi, sopracciglia inarcate, quei sorrisi che vor-
rebbero nascondere e non sanno, quelle smorfie che fanno ribrezzo, quella falsi-
tà eredità da chissà quale Dio che circonda le nostre ore, il nostro sapere, i no-
stri Dèi. I loro gesti meschini fanno ribrezzo: un misto di pena e povertà di inten-
ti.......
Ed orecchie attente ascoltano per carpire il segreto dell'anima, poveri meschini;
messaggi e delatori riferiscono la mia arroganza, l'adeguarmi voglioso alle azio-
ni che la nostra cultura impone....
Ogni mio movimento deve venir misurato, ogni parola pesata perché il sospetto
possa alimentare le auguste paure. Gira voce che non sono stato eletto Cesare
per liberare la Gallia dai suoi mali, ma perché trovi la morte in questa guerra... 
L'inverno è nella sua maturanza. Nell'aria trasparente il sudore asprigno dei ca-
valli si mescola a quello dolciastro degli escrementi. Preoccupato per la minac-
cia dei Germani che rumoreggiano come ubriachi tutt'intorno, lascio a Ursicino
il comando dell'esercito e, preparate truppe scelte, cerco un'azione, studio un
piano per distruggere le speranze di questi Alemanni le cui scorrerie riguardano
una regione ampia accanto al Reno.....
La mossa vincente sarebbe chiuderli in una morsa con le nostre forze disposte
a tenaglia. Ma sanno come districarsi in territori che da parecchi anni sono loro,
pesci nel loro elemento...

(Prosegue....)














  

giovedì 8 dicembre 2016

THE MOON HOAX (Seconda parte) (18)









































Precedenti capitoli:

Gli occhi del padre suo in sé stesso (17/1)

Prosegue in:

The moon Hoax (Seconda parte) (19)
















UNA NOTIZIA SENSAZIONALE PER ESPRESSO VIA NORFOLK! L’ATLANTICO ATTRAVERSATO IN TRE GIORNI! ECCEZIONALE TRIONFO DELLA MACCHINA VOLANTE DEL SIGNOR MONCK MASON! L’ARRIVO ALL’ISOLA DI SULLIVAN, IN PROSSIMITÀ DI CHARLESTON, NELLA CAROLINA DEL SUD, DEI SIGNORI MASON, ROBERT HOLLAND, HENSON, HARRISON AINSWORTH, E ALTRI QUATTRO, A BORDO DEL PALLONE DIRIGIBILE ‘VICTORIA’ DOPO UNA TRASVOLATA DI SETTANTACINQUE ORE DA UN CONTINENTE ALL’ALTRO! TUTTI I PARTICOLARI DEL VIAGGIO!

Il grande problema è finalmente risolto!
L’aria, come la terra e l’oceano, è stata dominata dalla scienza e diventerà una familiare e comoda strada di transito per l‟umanità. L’Atlantico è stato attraversato con un Pallone! E senza eccessive difficoltà – senza, apparentemente, grossi pericoli – con assoluto controllo del mezzo di trasporto – nell’inconcepibilmente breve periodo di 75 ore da sponda a sponda!
Grazie alla solerzia di un corrispondente di Charleston, S. C., siamo in grado di fornire per primi ai lettori un resoconto dettagliato di questo viaggio straordinario, compiuto fra le 11 a.m. di sabato, 6 corr., e le 2 p.m. di martedì, 9 corr. da Sir Everard Bringhurst e dai signori Osborne, nipote di Lord Bentinck, Monck Mason e Robert Holland, i famosi aeronauti; e da Henson, progettista dell’ultima, sfortunata macchina volante – accompagnati da due marinai di Woodwich – in tutto, otto persone. I particolari qui appresso riportati possono ritenersi assolutamente autentici e accurati sotto ogni punto di vista poiché, tranne una trascurabile eccezione, sono stati copiati verbatim dai diari congiunti dei signori Monck Mason e Harrison Ainsworth, alla cui cortesia il nostro corrispondente deve anche numerose informazioni verbali circa il pallone in sé e per sé, la sua costruzione, e altri temi di interesse. L‟unica modifica apportata al manoscritto ricevuto è stata quella di trascrivere in forma coerente e intellegibile il frettoloso resoconto del nostro corrispondente, signor Forsyth.





IL PALLONE

Due recenti, clamorosi insuccessi – quelli del signor Henson e di Sir George Cayley – avevano molto smorzato l’interesse della gente sul tema della navigazione aerea. Il progetto del signor Henson (considerato, all’inizio, perfettamente attuabile, anche dagli scienziati) si basava sul principio di un piano inclinato, lanciato da un’altura mediante una spinta estrinseca, applicata e mantenuta tramite la rivoluzione di pale propellenti simili, per forma o numero, alle pale di un mulino a vento. Ma tutti gli esperimenti condotti con i prototipi nella Adelaide Gallery, dimostrarono che il movimento di queste pale non azionava il congegno ma, anzi, ne ostacolava il volo. L’unica forza di propulsione creata era il semplice impetus acquisito dalla discesa del piano inclinato; e questo impetus portava la macchina più lontano quando le pale erano inattive che quando erano in funzione – un fatto sufficiente a dimostrarne l’inutilità; e, in assenza della spinta di propulsione, che era anche la spinta di sostegno, l’intera costruzione inevitabilmente discendeva.




Questa considerazione indusse Sir George Cayley a tentare l’applicazione di un propulsore a una macchina già fornita di una forza di sostegno autonoma – in una parola, a un pallone; idea, comunque, nuova o originale per Sir George solo per quanto riguardava la sua applicazione pratica. Egli presentò un prototipo di sua invenzione alla Polytechnic Institution.  Anche in questo caso, il principio o forza di propulsione era affidato a superfici intermittenti o pale, in movimento. Le pale erano quattro che, però, risultarono del tutto insufficienti a spostare il pallone o ad agevolarne la spinta ascendente. L’intero progetto risultò pertanto un totale insuccesso. Fu a questo punto che il signor Monck Mason (la cui trasvolata da Dover a Weilburg con la mongolfiera ‘Nassau’ suscitò tanto scalpore nel 1837) concepì l’idea di applicare il principio della spirale di Archimede alla propulsione aerea – attribuendo giustamente il fallimento dei tentativi di Henson e di Sir George Cayley all’interruzione della superficie esistente nelle pale indipendenti.




Il suo primo esperimento pubblico ebbe luogo nelle Willis’s Rooms, ma in seguito, egli trasferì il suo prototipo alla Adelaide Gallery. Come quello di Sir George Cayley, anche il suo aerostato era di forma ellissoidale. Lungo 13 piedi e 6 pollici – era alto 6 piedi e 8 pollici, conteneva circa 320 piedi cubi di gas che, nel caso di idrogeno puro, avrebbe sorretto 21 libbre appena introdotto nell’involucro, prima di deteriorarsi o volatilizzarsi. Macchina e attrezzatura pesavano complessivamente 17 libbre – con un margine, quindi, di 4 libbre. Sotto il centro del pallone c’era un’intelaiatura di legno leggero, lunga circa 9 piedi, ancorata al pallone stesso con la consueta rete. Da questa intelaiatura pendeva un cesto di vimini, la navicella…
…Questo prototipo (che, per mancanza di tempo, abbiamo dovuto descrivere molto sommariamente) venne messo in azione nella Adelaide Gallery, dove raggiunse la velocità di 5 miglia orarie; anche se, strano a dirsi, suscitò scarsissimo interesse rispetto alla precedente, complessa macchina del signor Henson – tanto il mondo è deciso a disprezzare ciò che appare semplice. Era infatti opinione diffusa che, per realizzare il sogno della navigazione aerea, occorresse applicare in qualche complicatissimo modo un altrettanto astruso principio di dinamica.
Comunque, il signor Mason restò così soddisfatto per il successo della sua invenzione che decise di costruire, se possibile, senza indugio un aerostato in grado di collaudare l’esperimento su un percorso di una certa lunghezza – per esempio, la prima idea fu quella di ripetere la traversata della Manica compiuta dalla mongolfiera ‘Nassau’. Per mettere in pratica il suo piano, egli sollecitò e ottenne il patrocinio di Sir Everard Bringhurst e del signor Osborne, due personaggi molto noti per le loro conquiste scientifiche e specialmente per l'interesse che avevano dimostrato nel progresso del volo aerostatico.


















domenica 4 dicembre 2016

IL TUO MALESSERE (sarà alleviato)











































Prosegue in:























Intermezzo con la 'Grande Notizia':       ....'Nessuno'... ha vinto...














......'Il tuo malessere Giuliano' diceva il vecchio Edesio le volte che si
lasciava visitare, attorniato da discepoli dei quali era il padrone che
riempiva d'autorità il vuoto del loro cielo.
'Il tuo malessere' ripeteva con voce nasale 'è una sfera sfuggita di ma-
no che rotola...'
Indovinava la voce di Zeus che m'echeggiava dentro.
Immagini divine venivano gettate in un pantano, a dileggio, a spreco,
esse chiedevano giustizia, dovevo fare di tutto per recuperarle.
Davanti a quelle rovine, che erano appena state templi splendenti, con
un grido della mente mi ritraevo.
Non potevo, non dovevo perdere me stesso.
Ma non solo rovine.




Durante il giorno giravo per viuzze di templi antichi, in quel labirinto
dell'anima ero Teseo in cerca di memoria e verità: un cofanetto di sar-
doniche e diaspri incisi dove Odisseo naviga in un mare furente, o re-
siste legato all'albero alle voci delle sirene, o acceca Polifemo col lun-
go palo appuntito.
Spesso erano frammenti di opere letterarie, come quel poema di Tele-
maco che viaggia all'incontrario cercando d'incrociare la traiettoria del
Primo Dio, o pagine mutilate d'oracoli caldei. M'incalzava il tempo, la
meridiana dipinta sulla parete della casa d'affitto, dove l'ombra dello
gnomone indicava lo scorrere delle ore, il futuro che precipita nel pas-
sato.
Dovevo inebriarmi gli occhi, sapere.




Mi immergevo nel grande mercato d'Oriente, smeriglio dei sensi, l'ab-
bondanza era sfida a ogni fame e carestia, legni odorosi, cunei d'armi,
stoffe, vaselli di profumi, avori ambrati, monili di seduzione, vini spezia-
ti, uve e pomi, pani sacri, processione di figure, colori torridi, elissi dove
l'offrire e il mangiare erano forma dello stesso mistero, ché l'uomo ingur-
gita ciò che dagli Dèi si sprigiona, ed è l'abbondanza, voglia di prosecu-
zione, memoria che tiene spalancata la carne.
Scendevo, a volte in androni sotterranei dove, sotto tendoni impolvera-
ti, scoprivo, e ossequiavo, statute di dee ornate: una pensosità in quelle
fronti al lume oscillante di torcia, una dolcezza in quei profili, l'arroganza
della giovinezza nel corruccio di quelle labbra, seni che respiravano de-
siderio, fianchi che spartivano la luce dall'ombra.
Un mondo infero, espulso, che brillava ancora d'una misteriosa armonia.




Non hai anche tu incontrato, quando eri ad Atene, Aristeo, quel parti-
colare silenzio nel mezzo delle letture, di lezioni altisonanti di maestri?
Dio e Demonio, dicevano, l'indice unghiuto a indicare un invisibile punto
davanti a sé, agitando nella foga i riccioli della capellatura bianca, essi
stanno nell'universo l'uno di fronte all'altro.
Da Dio derivano gli angeli, la luce e il giorno che ne è figliato, la virtù e
la religione vera, la vita eterna. Dal Demonio i dèmoni, la notte e la cali-
gine sua primogenita, lo stagno di zolfo, il vizio, la morte.
Due condottieri, due demiurghi.
Quel racconto finiva appena iniziato e ricominciava mordendosi la co-
da. Da quale dei due condottieri emana il male, dal secondo che lo pro-
duce o dal primo che lo emette?
'La verità, è rinchiusa..... aprite, aprite!'




Così smaniavi, così ripetevi, tra un gorgogliare di parole insensate, supi-
no sul tuo letto, la notte, e non ti accorgevi, in quel sonno agitato, del rag-
gio della luna che entrava da una finestra e veniva a posarsi sul tuo petto
sudato.
Ti svegliavi all'improvviso, battevi coi talloni sul pavimento, fissavi dritto
come quel contadino che avevo visto da bambino, a Macellum, mietere
il campo d'orzo sotto la grande terrazza e s'era fermato, appena arrivato
a una lastra di pietra che spartiva la messe da quella mietitura.
Temevi di risalire là dove eri caduto.
Negli ultimi tempi della mia permanenza a Nicomedia non avevo mietuto
abbastanza. Avevo ancora fame, paura delle decisioni sanguinarie di Gal-
lo, della vendetta dell'Augusto Costanzo che sarebbe saettata su entrambi.
Se dentro di me giudicavo con la ragione, e non mi stupivo delle ingiustizie,
anzi le vedevo come prova di un mondo consumato, al di fuori soffrivo la
vicinanza degli altri: la vitalità ottusa del branco che avanza calpestando la
sua porzione di terra, ed era la folla pettegola dei portici, quella moltitudi-
ne vociante che va per le strade della metropoli, gente di malanimo, difen-
sori accaniti del proprio sogno di fortuna, era lo schiavo dal servire sciatto,
il compagno di studi dalla curiosità annacquata, il notabile di corte dalla
lingua doppia.....
(L. Desiato, Giuliano L'Apostata)














 

sabato 3 dicembre 2016

GLI OCCHI DEL PADRE SUO (in sé stesso) (16)



















Precedenti capitoli:

Domani verrà (15/1)

Prosegue in:

...In sé stesso  (17/1)
















….O sovrano, mi dicono, sommariamente vicino a Dio e amante di Cristo?
Mi spiego sino a rimproverarti come se tu fossi presente e mi ascoltassi,anche se so bene che sei molto al di sopra delle nostre critiche, posto accanto a Dio e partecipe della gloria di lassù dopo essere dipartito per passare da un regno ad un altro: che è mai questa decisione che hai preso, tu che per intelligenza e perspicacia hai superato di molto tutti i re, non solo tuoi contemporanei, ma anche delle età anteriori?
Tu che hai ripulito dai barbari tutto intorno e vedevi foreste (e quali foreste che non siano gli altari delle nostre chiese uomo stolto con tutta la Natura dei tuoi Dèi!) e all’interno hai sottomesso gli usurpatori, alcuni con la forza delle parole, altri con le armi, compiendo ciascuna di queste cose come se non fossi per niente turbato dall’altra; tu hai riportato grandi trionfi con le armi in battaglia, ma ancora più grandi e gloriosi senza spargimento di sangue; verso di te da ogni parte si dirigevano ambascerie e suppliche; a te ciò che non era sottomesso stava per sottomettersi e tutto quel che si sperava era come se l’avessi già in pugno; tu eri guidato dalla mano di Dio in ogni decisione e in ogni azione; di te non si sapeva se ammirare più la forza o l’intelligenza, ma più ancora della buona reputazione in entrambe, la pietà.




 Com’è dunque che solo in questo caso sei apparso stolto e imprevidente (nel difendere questa bestia pagana signore del demonio)?
Perché quella fretta della tua ‘disumana filantropia’ (cosa vuol dirmi nel segreto di quei brevi accenni, quella bestia ....che marcirà all’inferno!)?
Come hai potuto in così poco tempo, in breve volgere di avvenimenti,consegnare senz’altro all’assassino di noi tutti la grande eredità, vanto di tuo padre, voglio dire coloro che prendono il nome da Cristo, il popolo che ha diffuso la sua luce in ogni parte del mondo abitato, il sacerdozio regale, cresciuto con grandi sforzi e grandi fatiche?
Forse vi sembra, o fratelli, che io manchi di rispetto e mi comporti da ingrato con questi miei discorsi, perché non aggiungo subito alle parole dell’accusa quelle della verità.
Tuttavia l’ho difeso abbastanza e per mezzo delle stesse espressioni con cui l’ho accusato, se prestate attenzione all’accusa, e solo in questo caso la requisitoria porta con sé l’assoluzione: parlando della sua bontà, ho già mostrato la difesa.
Chi ignora, infatti, anche tra coloro che lo hanno conosciuto mediocremente, che per la pietà e per l’amore verso di noi e la volontà di farci tutto il bene possibile, non solo avrebbe messo da parte quell’uomo, ma anche l’onore dell’intera famiglia o la crescita dell’impero e avrebbe dato senza difficoltà perfino il trono stesso e tutti i beni e la vita stessa, della quale niente è più prezioso per nessuno, in cambio della nostra salvezza e sicurezza?  




Ma, come ho detto, la semplicità è mancanza di difese, la filantropia comporta debolezza, e ciò che è libero dal male non sospetta mai il male. Per questo non fu previsto quello che sarebbe successo, la finzione non fu scoperta, a poco si fece strada l’empietà e due buone disposizioni d’animo si scontrarono: quella verso il popolo dei fedeli e quella verso l’uomo fra tutti più empio e nemico di Dio. E lui, che cosa rimproverò ai cristiani, che cosa non poté approvare delle nostre dottrine, che cosa di quelle dei Greci considerò eccellente e inconfutabile con la ragione, seguendo quale esempio se rese famosissimo per l’empietà e gareggiò in modo davvero insolito con colui che l’aveva elevato al trono?
Poiché non gli era possibile superarlo nella virtù e nelle buone azioni, cercò di apparire superiore per il contrario, una smisurata empietà e un’ambizione verso il peggio. 




Per quanto riguarda i cristiani e davanti ai cristiani tale è dunque la difesa di Costanzo, e così giusta per coloro che hanno intelligenza. Ma dato che ci sono alcuni che, se anche ci liberano da questa accusa non lo assolvono dall’altra, ma lo incolpano di ingenuità per avere affidato il potere all’uomo più malevolo e nemico e di averlo prima ostile e poi potente, avendo posto le basi dell’inimicizia con l’uccisione del fratello e creata poi la potenza con l’assunzione al trono, è necessario discorrere in breve anche di questo e mostrare che la sua filantropia non fu affatto irragionevole, né estranea alla grandezza d’animo e alla previdenza di un re.
Io in realtà mi vergognerei se, avendo noi ricevuto da lui tanti onori ed essendo convinti della sua straordinaria pietà, non lo difendessimo giustamente. E questo noi, servitori del Logos e della Verità, conviene che lo facciamo anche per coloro che in nulla ci hanno beneficiato; e ciò tanto più dopo la sua dipartita, quando non corriamo il rischio di sembrare degli adulatorie il discorso è libero da ogni cattivo sospetto.
(Gregorio di Nazianzo)




 Quando Giuliano prese in mano le redini dell’impero, egli trovava questa situazione di cose, una pace imposta sulla base dell’opportunismo. Era chiaro che questa pace non aveva la condizione della durata. Ma Giuliano, nell’interesse della sua causa, ne precipitò la rottura.
Egli, come vedremo meglio a suo luogo, dichiarava di essere affatto estraneo ai partiti ed alle dispute teologiche dei Cristiani, e permetteva, quindi, il ritorno nelle loro sedi ai vescovi esiliati da Costanzo, che erano, appunto, i malcontenti e dell’una parte e dell’altra. Le previsioni di Giuliano si avverarono; la ricomparsa di quegli uomini battaglieri sulla scena teologica riaccese le discordie e le dispute. Ma non ne venne la conseguenza ch’egli aveva sperata, cioè, lo sfacelo dell’odiato Cristianesimo.
Atanasio, ritornato ad Alessandria, per esserne ricacciato da Giuliano col solo atto di aperta intolleranza di cui si era macchiato, risollevava tosto, con la sua indomabile energia e col suo spirito agitatore, il suo partito, e riponeva in difficili condizioni il vittorioso Arianesimo. Durante i tre anni passati in esilio, il vecchio difensore dell’ortodossia nicena, sebbene lontano dal campo di battaglia, aveva partecipato alle emozioni della lotta, e con una serie di scritti ardenti, dogmatici, storici, apologetici, aveva tenuto alto il coraggio egli amici e ricordato ai nemici ch’egli ancor viveva. Già in questi scritti del vecchio ma non stanco atleta si rivela la tendenza ad offrire mano agli sconfitti partigiani della somiglianza fra la sostanza del Padre e quella del Figlio e ad attenuare le differenze che li distinguevano dai partigiani della identità fra le due sostanze. 




Nel preveduto, possibile accordo fra l’ortodossia e la frazione origenista dell’antico Arianesimo, oramai in aperta ostilità con la frazione intransigente, egli sentiva trovarsi la condizione della vittoria sull’eresia trionfante nella Corte di Costanzo e nel mondo ufficiale.
Morto Giuliano, l’eroico vescovo, rimasto padrone del campo, con una temperanza di giudizio e di condotta, che mostra quanta e quanto vera fosse la sua grandezza, piegò apertamente alla conciliazione.
In Occidente il movimento conciliativo era promosso da due scrittori di grande ingegno, Ilario, detto l’Atanasio dell’Occidente e Mario Vittorino, il filosofo neoplatonico di cui Agostino ci narra la commovente conversione.
In Oriente il movimento ebbe un prezioso aiuto in quei tre insigni personaggi della Chiesa che si chiamavano i tre Cappadoci, Basilio il grande, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo, il nemico acerrimo di Giuliano.




 Quell’uomo – per dirne una, la prima – salvato dal grande Costanzo che era appena succeduto al padre nel potere quando l’esercito prese le armi contro i capi, rivoltandosi per paura di una loro sollevazione, e gli affari del regno erano gestiti da nuovi governanti, salvato dunque con il fratello in un modo insperato e sorprendente, non fu grato a Dio per la salvezza né all’imperatore per mezzo del quale era stato salvato, ma si mostrò malvagio con entrambi, fermentando contro l’uno l’apostasia, contro l’altro la ribellione.
 ...Che c’è dunque da meravigliarsi se lui, muovendo da simili principi e diretto da guide di questo genere, si è mostrato così malvagio nei confronti di chi aveva fiducia in lui e l’aveva onorato?
 Infatti, se bisogna cercare qualche motivo di difesa tra le pieghe di un atto d’accusa, mi sembra che non tanto per il dolore del fratello, che sapeva nemico a causa della religione, quanto per l’insofferenza verso i progressi dei cristiani e per la rabbia contro la pietà si sia ribellato all’ordine costituito e abbia cercato libero sfogo per la sua follia. Bisognava proprio che la filosofia e la regalità si riunissero insieme, secondo la loro dottrina, ma non perché cessassero i mali della città, bensì perché arrivassero al colmo!




Tu, con le tue sozzure, contro il sacrificio di Cristo?
Tu, col sangue dei tuoi sacrifici contro il sangue che ha purificato il mondo?  
Tu, fai la guerra alla pace?
Tu, levi la mano contro la mano che per te a causa tua fu trafitta?
Contro il fiele il tuo giusto?
Contro la croce un trofeo?
Contro la morte la dissoluzione?
Contro la resurrezione l’insurrezione ?
Contro il martire neppure dei martiri?
Tu, persecutore sull’esempio di Erode e traditore sull’esempio di Giuda (tranne che non hai mostrato come quello il pentimento con il laccio), uccisore di Cristo dopo Pilato e odiatore di Dio dopo i Giudei?
Non hai provato vergogna davanti alle vittime per Cristo, non hai avuto paura di quei grandi combattenti: Giovanni, Pietro, Paolo, Giacomo, Stefano, Luca, Andrea, Tecla e quelli che dopo di loro e prima di loro si sono esposti al pericolo per la verità e hanno restituito coraggiosamente al fuoco, al ferro, alle belve e ai tiranni e ai mali presenti o che venivano loro minacciati, come se si trattasse del corpo di altri o non avessero affatto corpo?




E questo perché?
Per non tradire neppure con una parola la pietà.
A loro spettano grandi onori e feste, da loro i demoni scacciati e le malattie sono guarite; loro sono le apparizioni e le profezie; i loro corpi anche da soli possono quanto le loro anime sante, se vengono toccati o onorati, e anche solo delle gocce del sangue e piccole reliquie del loro supplizio hanno la stessa efficacia dei loro corpi.
…Ma i miracoli che accadono ora “venite e ve li racconterò, voi tutti che temete Dio”, “affinché conosca la prossima generazione” e le successive generazioni i prodigi della potenza di Dio.
…E poiché non si possono illustrare queste cose senza aver presentato la grandezza del pericolo, e questa a sua volta non si capisce se non si esamina la malvagità del suo modo di agire e da quali principi e semi di male sia caduto in questa malvagia follia, avendo aumentato a poco a poco l’empietà come il veleno dei serpenti e delle belve più feroci, affideremo ai libri di - STORIA - il compito di rappresentare tutte le sue vicende.
Non abbiamo infatti la possibilità di diffonderci nel racconto oltre i limiti del tema che ci siamo proposti – mentre noi, DETTE POCHE COSE FRA LE TANTE, LASCEREMO AI POSTERI QUASI UNA STELE D’INFAMIA, LIMITANDOCI NEL DISCORSO AI FATTI PIU’ IMPORTANTI ED EVIDENTI TRA QUELLI CHE LO RIGUARDANO….
(Gregorio di Nazianzo)

(PROSEGUE....)


















lunedì 28 novembre 2016

DAL MAR BALTICO ALLA LUNA (11)



















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L'umanità corrotta (1/10)  &
















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....Alla Luna.... (12)














Era l’estate di 175 anni fa; il 21 agosto 1835 il New York Sun avvertì i propri lettori che avrebbe presto ripubblicato un estratto dell’Edinburgh Scientific Journal, con le ultime scoperte dell’astronomo più famoso dell’epoca, John Herschel (a sua volta figlio di un altro grandissimo astronomo, lo scopritore di Urano William Herschel). L’annuncio non destò particolare clamore, ma una settimana dopo, quando iniziarono a susseguirsi gli articoli, scoppiò un vero e proprio putiferio.




Il Sun del 25 agosto raccontava infatti di come John Herschel fosse riuscito a montare un gigantesco telescopio al Capo di Buona Speranza, con il quale aveva potuto “stabilire una nuova teoria per le traiettorie delle comete e osservare nuovi pianeti al di fuori del sistema solare”; ma, soprattutto, scandagliare con precisione la superficie lunare, sulla quale aveva trovato segni di vita intelligente!
Dopo l’annuncio di un fatto così sconcertante, l’articolo proseguiva con una serie di spiegazioni tecniche sulla costruzione del telescopio, di come si fosse riusciti a fare in modo che gli oggetti ingranditi fossero comunque luminosi tramite l’inserimento di una seconda lente, e di come l’impresa avesse avuto tra i finanziatori lo stesso principe d’Inghilterra. Il tutto si concludeva promettendo, per i giorni successivi, ulteriori novità.




Nelle edizioni seguenti le rivelazioni si succedettero, sempre più strabilianti. 
Il secondo articolo raccontava dei mari e delle praterie lunari, con la loro flora. 
Nel terzo si descriveva la fauna, fra cui alcune specie di bisonti, e degli strani unicorni azzurri. Nel quarto fecero la comparsa gli uomini intelligenti, dal pelo arancio come quello degli oranghi, che vivevano in palafitte e conoscevano l’uso del fuoco. A fianco di questi si descriveva una specie più evoluta di “uomini pipistrello”, denominata “Vespertillo Homo”, dai modi più raffinati e dalle alte costruzioni. 
Nel quinto e nel sesto articolo si analizzava ulteriormente la civiltà degli uomini pipistrello, descrivendo un anfiteatro color zaffiro abbandonato, e il loro stile di vita, decisamente “bucolico”. Tutti gli articoli erano firmati dal Dr. Andrew Grant, sedicente assistente dell’illustre astronomo. Inutile dire che non esisteva nessun Dr. Grant, e che John Herschel – che in effetti all’epoca si trovava davvero al capo di Buona Speranza, per osservare il transito di Mercurio sul disco solare – era all’oscuro di tutta la vicenda.




 I lettori però ci credettero, e l’impressione e i dibattiti suscitati dagli articoli furono enormi. La notizia travalicò persino i confini nazionali, arrivando in Europa: fra le vittime illustri ci fu François Arago, presidente dell’Accademia delle Scienze francese. Anche in Italia uscì un opuscolo con le traduzioni degli articoli del Sun; la cosa interessante è che, nella migliore tradizione delle leggende metropolitane, il libello italiano aggiungeva dettagli e particolari originali. Fra i “debunkers” che cercarono di smontare la notizia ci fu anche Edgar Allan Poe, all’epoca giornalista, che pubblicò un’analisi punto per punto delle affermazioni del Sun, accusandoli di aver copiato un suo precedente racconto di fantascienza.




Ma – cosa che forse dovrebbe fare riflettere – sembra che i cittadini di New York preferissero ascoltare le improbabili storie del Sun piuttosto che dare retta ai ragionevoli argomenti esposti da Poe. Il diretto concorrente del Sun, il New York Herald, accusò Richard Adams Locke, un giornalista appassionato di ottica e di astronomia, di aver orchestrato la bufala con il solo scopo di aumentare la tiratura del suo giornale; e in effetti il Sun, che allora era solo un piccolo giornale, aumentò a dismisura la propria tiratura, rimanendo stabilmente a un numero maggiore di copie vendute anche quando divenne evidente la natura “bufalina” degli articoli.




Insomma, tutta l’operazione potrebbe essere definita come un esempio di “marketing virale” ante litteram. Lo stesso Herschel si dimostrò dapprima divertito dalla vicenda, quindi contrariato, infine decisamente scocciato di dover ripetere in ogni occasione pubblica la sua estraneità ai fatti. A poco a poco la storia si sgonfiò, e la ‘Great Mon Hoax’  rimase a lungo la più riuscita burla mediatica della storia giornalistica. Probabilmente il suo successo si deve anche al fatto che la possibilità di vita sulla Luna era, a quei tempi, un tema molto dibattuto: se da un lato la chiarezza della forma lunare durante le eclissi faceva pensare al fatto che non ci fosse atmosfera, e quindi neanche la vita, dall’altro schiere di astronomi e filosofi erano più che convinti dell’esistenza di abitanti sul nostro satellite. 




Lo stesso matematico Fredrich Gauss aveva proposto la costruzione di un enorme triangolo nella tundra, in modo da segnalare ai lunari la nostra presenza. La verifica di ciò che c’era effettivamente sulla Luna sembrava allora una sfida lontana e impraticabile: una sfida che però l’umanità, con l’epoca eroica della conquista spaziale, ha vinto, permettendoci finalmente di sapere molte cose sulla natura del nostro satellite, che 175 anni fa, all’epoca degli “uomini pipistrello”, ancora ignoravamo.