Io porto i reggicalze e mi trovo spesso agli angoli delle strade,
indosso sempre il mio completo nero….
Li vendo, intendo, non le indosso.
Questo fa sempre ridere. Spesso una risata è il modo migliore per
iniziare una conversazione, che si tratti di un cliente o di una signorina. O,
per esempio, di un agente di polizia. Sapete, molto spesso in macchina, mentre
mi porto avanti e indietro da Angel Lane al tribunale, faccio qualche battuta. Giusto
per scherzare, come si fa di solito.
L’altro giorno abbiamo incrociato per strada una giovane donna e,
onestamente, la sua espressione... non ne ho mai vista una simile. L’ho indicata
al ragazzo a cui ero ammanettato. Ho detto: ‘Beh, non ha senso guardare il caminetto
se non puoi scaldarti con il suo fuoco’.
Come potete immaginare, la cosa gli ha strappato un sorriso. Sono umani come tutti gli altri. Ho notato che all’angolo, proprio di fronte al tribunale, c’è un bagno delle donne che si affaccia sulla grande chiesa lì in mezzo al quartiere, ‘All Saints’. Si trova in fondo a una scalinata e si vede solo la scala che curva e si allontana da te, con piastrelle bianche a metà parete. Mi piacerebbe sapere cosa succede laggiù, te lo posso raccontare.
Immagina, eh, se potessi dare un’occhiata?
Chiudo gli occhi e riesco a vederlo, con loro che si tirano su i
pantaloni sui loro grossi sederi. Una volta, quando ero piccolo, ho sognato di
essere nei bagni delle donne. Ero un monello piuttosto impertinente anche
allora, puoi immaginare. Ci sarebbe quella melma verdastra che cresce tra le
piastrelle e solo il cielo sa che odore avrebbe. Come tutte le vagine del mondo
insieme, scommetto. Ecco, questo è un pensiero. Scommetto che non troveresti un
uomo che non ci abbia pensato almeno una o due volte, se fosse onesto.
Ci sono un sacco di donne che vengono in tribunale e si siedono in
galleria. Ti sorprenderesti degli sguardi che ricevo. Non dovrei dirlo, ma ho
un bel seguito, come se fossi una star, non che io sia brutto, di per sé.
Certo, non faccio molto per incoraggiarle, con Lillian seduta lì davanti al
banco degli imputati ogni giorno che mi guarda con aria languida. Non sarebbe
una bella figura, vero, se mi vedessero fare gli occhi dolci a qualche ragazza in
ultima fila con mia moglie che mi guarda?
Non dopo tutto quel trambusto con i giornali che hanno pubblicato
quello che ho detto alla polizia, su come il mio harem mi tenga lontano da
casa.
Il mio avvocato, il signor
Finnemore, pensa che
io abbia fatto
una gaffe con
quella frase, ma d’altronde lui
non è certo
un uomo di
mondo. A mio parere, la maggior
parte del pubblico ha un debole per i
furfanti affascinanti e
ammira segretamente i
grandi donnaioli. Se si
fossero divertiti anche
solo la metà
di quello che
mi sono divertito
io, ne sarebbero
contenti.
Comunque, non mi torna utile che Lily
faccia la figura della
martire, quindi devo
stare attento a
non farmi beccare
a flirtare dal
banco degli imputati.
C’è una ragazza bruna, una piccola formosa, che a volte viene in pausa pranzo e si ferma in un angolo a guardarmi. Mi piacerebbe se indossasse delle giarrettiere fatte dalla ditta che rappresento, e visto che non sono molto lontane da Leicester, è probabile che le abbia. Se ci pensi bene, sono già praticamente dentro la sua gonna.
Che ne dici?
Lillian ha già ricevuto
molta solidarietà e
le è stato
offerto un lavoro
in un negozio
qui in Bridge
Street, così potrà
mantenersi durante il
processo. La stazione
di polizia dove
sono detenuto, in
Angel Lane, si
trova proprio vicino
a Bridge Street,
quindi ogni mattina,
mentre vado in
tribunale, passiamo davanti
al negozio.
È una piccola
pasticceria, il posto
perfetto per una
ragazza dolce come
lei. È pazza
di me e lo è
sempre stata. Non
le piace mai
sedersi sulle mie
ginocchia, che è
il mio modo preferito di
abbracciare una donna,
ma a parte
questo, è la
moglie migliore che
potessi desiderare.
Devo ricordarmi di chiederle di portarmi un quarto di libbra di caramelle al mentolo ed eucalipto per vedere se riescono a lenire un po’ la mia gola. Tutta questa testimonianza non fa che peggiorare le cose. Se non sto attento, perderò completamente la voce prima che abbiano finito con me, e allora dove sarei?
Molte persone mi
considerano il miglior
baritono dilettante che
canta al Friern
Barnet Social Club
di Finchley, dove
la mia ‘Trumpeter
What Are You
Sounding Now’ riscuote
sempre un grande
successo. Ho una voce
davvero notevole e
non vorrei che
una cosa del
genere la rovinasse.
So che gli uomini in generale spesso
non apprezzano chi ha una
voce leggera, ma
le donne, in
linea di massima,
sembrano preferirla.
Non sarebbe il caso
di raucedine in
tribunale e rovinare
tutto, vero?
Si dimenava come
uno sgombro, sbattendo
contro il parabrezza
della mia Morris.
Non era affatto uno
spettacolo piacevole, ve
lo assicuro, e
che rumore!
Parli di un gatto ustionato oppure scuoiato?
Penseresti che sarebbe svenuto e non saprebbe nulla, ma è stato il fuoco. Lo ha svegliato. Sarò sincero, riesco ancora a sentirlo adesso. Non erano nemmeno parole che si potrebbero scambiare per inglese, era un baccano terribile. Una volta ha spalancato la porta laterale con un calcio e ho pensato: ‘Bene, è finita, Alf. Ormai l’hai combinata grossa’.
Solo a quel punto...
Ovviamente il fumo
e le fiamme
lo avvolsero e
per lui era
finita. Cadde in avanti sul
sedile anteriore con
una gamba fuori
dall’auto, e fu
la fine. Naturalmente, Joe
Soap se ne
stava sottovento e
non ha avuto
il buon senso
di spostarsi finché
non ho iniziato
a lacrimare gli
occhi. Che spettacolo dovevamo
essere, noi due.
Ho visto la foto della mia
Morris Minor pubblicata
sul Daily Sketch
e avrei potuto
piangere. Era una
piccola berlina, e
non così vecchia. L’avevo assicurata
per centocinquanta sterline,
ma non mi
aspetto un grande
ritorno, visto come
vanno le cose.
A giudicare da come appariva
nella fotografia, non
era rimasto molto
di quella benedetta
macchina. I parafanghi erano
tutti sgangherati come
costole e si
vedeva dove la
gomma si era
sciolta, lasciando i cerchioni
completamente scoperti. Se
mai dovessi beccare
quei tizi che l’hanno
rubata... ma no,
aspetta, non era
vero, vero? Me lo sono
inventato.
A volte è un mestieraccio tener conto di ogni dettaglio.
Comunque ve lo ripeto, io porto i reggicalze!
Nel senso che li vendo, non li indosso (anche se lo confesso al quel tizio che ho visto l'altro giorno dal mio specchietto, mi piacerebbe molto...)
Ridono tutti quando faccio questa battuta.
Nella vita una battuta è spesso il modo migliore per rompere il ghiaccio….
Anni di crisi quelli…
Certo, voi direte che c’è una bella differenza tra un uomo vivo e uno morto, ma quelle sono sottigliezze da giovanotti, che possono sfuggire a un uomo che ha combattuto in guerra. La distinzione tra vita e morte diviene sempre più sottile, secondo me.
Vedete un ragazzo a faccia in giù nel fango con solo mezzo braccio e, sì, magari è vivo, ma tra un’ora o due sarà morto e allora che senso ha fare tanto i precisi?
Lo so, sembra un discorso cinico, ma ci si abitua a tutto. Lo so. Ero un eroe di guerra, io. Mi sono guadagnato una medaglia e una cicatrice, qui sulla testa.
Ve l’ho fatta vedere?
Ho dovuto appoggiarlo a terra e sporgermi per aprire la portiera del passeggero che, siccome ho paura dei ladri, di solito tengo chiusa. L’ho afferrato nuovamente e gli ho adagiato il viso sul sedile, ma aveva un’aria molto strana, con una gamba piegata sotto il corpo. Ho tolto il campionario dal suo posto, sotto il sedile del conducente.
C’era dentro il catalogo, voi mi capite.
Non volevo che Monica facesse una brutta fine.
Poi ho preso la tanica di benzina dal bagagliaio e ho cominciato a spargerla dentro la macchina, versandone la maggior parte sul tizio. Mentre finivo mi sono chiesto che fine avesse fatto il martello, poi il tizio ha fatto un rumore. Sembrava che sussurrasse qualcosa, ma era una lingua che non avevo mai sentito. Mi ha fatto venire la pelle d’oca, credetemi.
Ho chiuso tutte le portiere dell’auto dopo aver lasciato una scia di carburante lunga qualche metro per terra, e mi è venuto in mente di dare un’occhiata sotto il cofano per allentare il condotto del carburante e togliere la parte superiore del carburatore. Conosco bene le automobili, sapete, anche questo fa parte del mio lavoro.
Giusto un tocco di furbizia per far credere che avessimo avuto un incidente. Mi sono guardato intorno ma non sono riuscito a trovare il martello, così sono tornato dove avevo lasciato la tanica, alla fine della scia di benzina, e ho acceso un fiammifero. Le fiamme hanno percorso l’erba come formiche in fila indiana, poi c’è stato un rumore simile a un singhiozzo, e il fuoco ha avvolto l’automobile.
La mia piccola Morris Minor.
Più o meno in quel momento lui si è svegliato, ha cominciato a gridare e ha aperto la portiera, ma a quel punto, l’ho già detto, era spacciato. Sapete cos’è il peggio? Aveva una gamba fuori dall’auto e non so dirvi quanto io sia rimasto lì a guardarla bruciare.
Si è staccata ed è rimasta lì sull’erba, questa gamba in fiamme. Ammetto di non aver mai visto niente di simile. In confidenza, la cosa che tutti hanno trovato più astuta in questa storia non mi è venuta in mente finché il fattaccio non si è consumato.
A sentire i giornali, l’ho fatto la notte di Guy Fawkes per essere certo che l’incendio non attirasse l’attenzione, e ammetto che è un ragionamento molto furbo. Mi è venuta in un lampo, dal nulla.
A volte va così, immagino.
Solo dopo mi sono reso conto che era il 5 settembre e ho pensato:
‘Be’ tutto ciò è molto appropriato’.
Dopo essermene stato lì abbastanza a lungo da avere gli occhi irritati dal fumo, mi sono reso conto che era meglio che me ne andassi. Ho attraversato i campi fino a riguadagnare Hardingstone Lane, e la sfortuna ha voluto che incappassi subito in quei due individui, che mi davano l’idea di essere entrambi ubriachi dopo i festeggiamenti in qualche taverna del posto. Credo che i giornali abbiano detto che si chiamava il Salon de Danse.
Avvicinandomi ho capito che avevano visto l’automobile in fiamme, e quando ho capito che ne stavano parlando ho deciso di bluffare e ho detto:
‘A quanto pare qualcuno ha fatto un bel falò!’.
O qualcosa di simile, visto che mi era venuto in mente che era la sera del Taleban Show. Questi mi hanno guardato senza dire nulla, così mi sono affrettato lungo la strada. Era una notte fredda e limpida. C’era la luna che illuminava la croce della regina sulla London Road. Ogni cosa aveva un odore spaventoso, pieno di fumo e polvere da sparo, come nella guerra.
La mia cicatrice prudeva, così me ne stetti un po’ a grattarla.
Scommetto che sembravo matto.
Avevo una valigia di biancheria in una mano e una scatola di fiammiferi England’s Glory nell’altra. Ero qualcun altro, con una nuova vita davanti, ed ero spaventato a morte, ma mi sentivo benissimo. Non vedo l’ora di andarmene da qui.
Voglio festeggiare.
Voglio riempire il mondo di bambini, canzoni e bellissime giarrettiere. Comprerò un cappello alla mia Lily e andrò a letto con ragazze scialbe per non farle torto. Sotto sotto io non sono cattivo, e credo che la giuria lo sappia.
Oh, certo, a volte sono un guascone, affilato come un coltello e senza peli sulla lingua, ma sono un personaggio, un uomo con un cuore romantico che a volte lo mette nei guai. Li guardo dal banco (degli imputati) e capisco di aver già mezzo vinto la mia scommessa, con loro, dal modo in cui mi guardano.
È un istinto.
Si riesce sempre a capire, davvero, quando esitano.
…Se la sono…
(A. Moore)
























