& il mio amico Woody
e la sua futura sposa
sulla rampa di lancio
Il
volto inaspettato ed ancor più oscuro dei nuovi e più organizzati ‘esorcisti’
al servizio del rinnovato èvo nominato moderno, detengono il monopolio
assolutistico ed altrettanto ‘ortodosso’ inaspettato e raccapricciante al pari di
chi, in verità e per il vero, li ha preceduti.
L’esorcismo fu una caratteristica distintiva del cristianesimo
primitivo. Peter Brown descrisse l’esorcismo, senza esagerare, come ‘probabilmente
l’attività più apprezzata della chiesa cristiana primitiva’. Sebbene l’esorcismo non fosse esclusivo del
cristianesimo, trovò una fioritura senza precedenti nella nuova fede. Tuttavia,
quando la chiesa si affermò come istituzione legittima e potente della società
romana e post-romana tra il IV e il IX secolo, l’esorcismo nella chiesa
latina subì una trasformazione complessa e multistrato. La negligenza della
storia dell’esorcismo dal III secolo in poi ha oscurato questo
cambiamento e ha creato l'impressione che il modello dell’esorcismo fu
stabilito nei primi due secoli del cristianesimo. Dal IV secolo in poi,
gli autori cristiani latini (in particolare Agostino) iniziarono a
minimizzare o reinterpretare in termini non esorcistici i rituali drammatici
dell’esorcismo prebattesimale, istituiti come parte della liturgia nel III
secolo. Nel frattempo, l’esorcismo degli indemoniati al di fuori dei riti
battesimali si trasformò gradualmente da carisma laico e forma di guarigione
spirituale in un miracolo riservato a individui santi, vivi o defunti. Fu anche
durante questo periodo che l’‘esorcismo indiretto’, attraverso l’uso di oggetti
esorcizzati come sale, olio e acqua, pose le basi delle pratiche esorcistiche
medievali.
La teologia dell’esorcismo cristiano primitivo era sostenuta dalla convinzione che Dio avesse impartito ai credenti il carisma di scacciare i ‘demoni’, sia per dimostrare l’assimilazione del credente a Gesù attraverso il battesimo, sia per dimostrare la vittoria di Cristo sul diavolo. Sebbene i ‘demoni’ rimanessero nel mondo, la vittoria di Cristo era comunque completa e Dio permise loro di continuare la loro opera almeno in parte, affinché i cristiani potessero dimostrare la loro adesione alla vera fede esorcizzandoli. Tra la metà del II e la metà del III secolo, l’esorcismo divenne un meccanismo fondamentale dell’autodefinizione cristiana. La demonologia cristiana trasformò gli dei del mondo antico in esseri malvagi e ne richiese la sistematica rinuncia come prerequisito per il battesimo; i credenti che ricadevano nel paganesimo venivano descritti come soggetti al dominio di questi demoni, e spesso ne erano posseduti.
Dal IV secolo in poi, la Chiesa estese la sua autorità sull’esorcismo e si preoccupò di differenziarlo dalla magia, attingendo a testi precedenti come il classico resoconto di Origene sulla differenza tra esorcismo cristiano e magia nel ‘Contra Celsum’. Così il miracolo dell’esorcismo, compiuto dai credenti, trasformava qualsiasi prodigio compiuto da credenti rivali in magia compiuta dall’azione dei ‘demoni’. Qualsiasi attività che implicasse una ‘tecnica’ di cattura del divino era magia: ‘I maghi lanciavano incantesimi di natura illusoria o effimera in cooperazione con forze diaboliche schiavizzate attraverso formule materiali’, a differenza dei fedeli che potevano usare semplici preghiere e petizioni per invocare l’aiuto divino.
(F. Young)
Ne tracceremo una breve e più approfondita parentesi ad uso della Storia, taluni la detengono con monopolio interpretativo in giga-byte di Memoria ‘attribuendo’ alla stessa ‘ruoli’ e ‘personaggi’ indossare costumi e maschere (del loro e nostro comune tempo) abdicando alla regia la miglior Scena dalla prima all’ultimo Atto, dalla prima all’ultima ‘comparsa’ (per chi scomparso e seduto in platea si prega un caloroso applauso…).
Per
chi mai comparso su medesimo ripiano pur avendo un elevato profilo con un ruolo
storicamente definito e saggio nonché miglior ‘interprete’ in quanto non
indossa maschere da teatro, offriamo la miglior stima e gli affidiamo un senso
di rivalsa nel leggere il suo Tomo proibito per ciò di cui la Storia giammai
compreso opponendo la ‘censura’ al libero arbitrio qual limite dell’unanime
comprensione di chi pensando di detenere il diritto del sapere...
...in verità e per il vero, poco o nulla comprende circa un più
saggio ed elevato Intelletto, essendo il suo valore coniato e attribuito su un
povero denaro, abdicando alla riserva aurea sul (va de) retro opposto della
medaglia per ciò che viene premiato nel verso dell’ingiuria di Stato...
…So ben quel a Loro dico transitato su quella ‘calunniosa calunnia’ in cui lo Stato di apparente diritto offre per sempre esilio non mutando i costumi di ugual medesima Scena in favore di un diverso e più proficuo sistema di scambio…
Lo abbiamo poco sopra detto fors’anche ripetuto; altri la interpreteranno per una maggior comprensione della stessa, nella differenza che fra il ‘conservare’ e 'manipolare' (oppure, ed ancor meglio: ‘calunniare’) corre distanza come fra il più nobile pluridecorato ciarlatano e il santo Profeta… non nominando il pagano il quale come ben sappiamo… odiava… balli mimi commedie e danze da avanspettacolo...
Con
sorpresa dell’intero Teatro comprensivo della gettonata replica da botteghino,
fui incaricato di informare la sala règia circa l’ultima puntata di Beutiful
- il più bel papero dell’impero (con diritto di secolar replica circa
l’ennesima puntata al casino senza stato) - nel miglior intrattenimento
conferito nel ruolo del vulcanico Costanzo…
Altro
non più diciamo…per ciò che Giorgia merita… e non più spera!
E
se per questo neppure la medaglia gli concediamo, attribuendogli un valore da ciarlatano su ogni lato della stessa per l’intera Compagnia
da avanspettacolo!
La
Tragedia è una cosa seria, la demenza assolutistica un valore senza replica!
(Preferiamo
la nostra amata e censurata radio!)
Giacché nella paradossale condizione della stessa (‘puntata’) pochi si accorgono cosa armi il nuovo esorcista ‘iper-tecnologico’ al servizio della ‘materia’ (tanto amato dalla bionda…), e come e quando la stessa ‘materia’ virtualmente differenziandosi nella ‘sostanza’ ‘teologica-divina’ si incarica della medesima ‘sentenza’ partecipando all’esorcismo di ugual e ancor più confusa Storia.
(A questo punto qualcuno potrebbe attribuire un valore dato dal
noto e più confuso ZAPPING avendo cambiato canale in quanto la trama serale
appar ancor più intricata e da saltimbanco… presenta un malessere da quando
venne acceso, o meglio attivato, il cristallo parlante ultrapiatto
digitalizzato da parete esposto allo spigolo nord della Cima qual trama serale
della più corretta via o eterna salita; ovvero, allorquando Ognuno, Nessuno
escluso, in quanto dedito alla sua frequenza da radio libera e mai in vincolata
discesa, osserva la sfera di cristallo e medita e ancor più intende la sua vita
appesa ad un chiodo parlante, ma che dico, un tele comando ancor più distante: ‘chi
comanda in questa casa?’ chiese il vecchio padre al proprio Io; ma lui non più
rispondeva perché aveva intuito che la sfera l’osservava come una luna piena
colto da un satellite in lontananza… mentre arrampicava lo scosceso periglioso
Sentiero…)
La qual Storia (di questa stessa puntata libera) se incarna i ‘demoni’ della Natura i quali reclamano la loro reale discendenza per ogni Elemento profanato, andando così a seminare medesimo ‘peccato’ demonizzato realizzando l’odierna ed ancor più paradossale antica controversia; la quale appare ancor più evidente ogni qual volta Ognuno, Nessuno escluso, ne apostrofa l’immateriale genealogia a cui l’Anima, sia del povero Ulisse come del braccato Profeta, tende a dissolversi prefigurando la reale condizione a cui non volendo partecipiamo alla parabola d’un Teschio d’un’innominato ‘ponte del diavolo’.
(Cosa centra il ‘ponte del diavolo’? domanda il padre allibito, ma
la sfera di cristallo non più rispondea dell’altrui Coscienza hor hora vilipesa
all’ora di cena, c’è la partita cosa ancor più seria osserva e medita quella
per ogni campo seminato…)
L’odierna
‘parabola’ comporta un reale ricongiungimento non più con il Sacro Monte ove
ogni Profeta o demone di questa Terra ne contemplava la Cima nell’immateriale
bellezza ispirare la Natura di medesimo ugual Dio, ma un ‘ponte del diavolo’ in
persona irradiato e indottrinato da un più vistoso dio pur rassomigliando ad un
luciferino personaggio da avanspettacolo.
Il
quale risplende e sporge come un diamante antico; ed ove la nuova e più
aggiornata ‘parabola’ ne materializza ogni improvvisata onda o particella che
sia non ben delineata, o meglio che dico, decifrata, dall’esorcista della
materia, il quale ne rivendica il ‘canone’ della reale e più concreta dottrina
del profilo a cui Ognuno, Nessuno escluso ovviamente, rivolge preghiera ed
eterna connessione per la Terra Promessa d’ogni dove…
Dove
andremo non si sa con precisione!
(al padre gli sembra di udire una strana ‘voce’, osserva la sfera di cristallo e rimembra un tempo antico, guarda la parabola come un miracolo ma rimpiange l’ululato del cane appena fuori l’uscio…)
Comunque
proseguiamo!
E
se pur proseguiamo per Ogni e Dove procederemo?, in verità e per il vero,
prigionieri di questa dottrina e del suo artificioso dio!
Quindi
abbiamo detto ‘sacra dottrina’ connessa con una determinata cultura di medesima
ugual Storia, sia questa ‘orientale’ o ‘occidentale’ circa l’interpretazione
dei ‘demoni’ della terra che attentano l’Anima più o meno Infinita, e come ‘cacciarli’
o al contrario ‘divinizzarli’ dalla sfera dell’Intelletto.
(hor hora digitalizzato e conferito nonché distribuito al canone
di stato e/o dal santo di Mediolanum… Tutto il resto ciarlame e pazzia il
cristallo una cosa seria…).
Per
chi viaggia in più alto cielo sino allo stratosferico elemento contempla la
sola possibilità di avvistare un demone verde a forma di disco volante (replica
la parabola di un più ricco viandante); se il disco viene lanciato da un più
valido elemento della Compagnia otterrà il primo posto in classifica; per tutti
gli altri seduti in platea o in una comoda poltrona (senza lo straniero
distribuire la puntata da botteghino) si
prega di seguire le istruzioni dello spartito e ripetere in coro la medesima
rima della Maga sulla rampa di lancio proprio sopra il tetto ove un tempo mai
detto fu avvistata la strega accompagnata dal Lupo suo compagno!
(‘Ci sono i Lupi?’ chiese il padre allibito! Allorquando fu
annunziato del tetto crollato nel villaggio vicino, fu proclamata veglia e
feroce caccia del colpevole con solenne promessa di appenderlo alla forca
d’ogni uscio. E che dio benedica l’intuito di questa antica coscienza appesa ad
un filo…)
Questo un procedimento - e non più e solo interpretativo – antico -, il quale si finalizza nella moderna alchimia della nuova dottrina d’una paradossale condizione di credo collettivo pregato ‘cum magno gaudio’ (ovvero, magno cum molto appetito) da ogni credente ben connesso con il suo spirito; ogni diversa ispirazione o presa di maggior ‘consapevole consapevolezza’, ovvero, una spina difettosa sullo stesso circuito pre-stampato su medesima rampa di lancio del grande spettacolo offerto dal botteghino della borsa, curata (per non dire riparata… giacché i noti rifugi sono condizione di più elevata appartenenza a cui il periglioso sentiero promette ristoro e stratosferica vista sino ai campi di Marte ove l’acqua scorre non vista e la pietra fonda nuova vita…) nonché esorcizzata dal profeta del Dominio collettivo, affinché il ‘demone’ non più si impossessi della vera e sana artificiosa Coscienza (talvolta impropriamente nominata anche ‘cultura’ in una nota di delirante delirio collettivo) libera di vagare sui vasti terreni privati di questa effimera Terra, ma sia esorcizzata nel più profondo dell’anima aspirare al Nulla del non-Essere ed Essere sempre connesso!
Il
profilo del nuovo ‘esorcista’, come dicevo, al servizio collettivo dell’uso
estensivo mai sia detto abusivismo, qual benefico beneficio di ‘mammona’ si adopera
nella esclusivistica finalità della ‘materia’ senza opporre differenza di sorta
circa lo strato di cultura ‘geologica’, sia questa provenire dall’Alto Tibet, o
al contrario, dai marmi di un pulpito greco-romano a forma di futura Abbazia
(ove in silenzio si bestemmia e prega la porca puttana Giorgia in dialetto ‘celtico-russo-padano-salviniano’).
Se dovessimo fare una attenta analisi dell’Albero stratigrafico inerente l’odierna iperconnessa Vita e i suoi molteplici sacri frutti con la vastità di oracoli e santi, fuori o dentro un più vasto Giardino, ci accorgiamo che questi hanno un sapore sì diverso circa la natura interpretativa del medesimo Divino, e la divinità per come si innesta e manifesta nel miracolo della vita, con gli eccessi e gli abusi (e non solo edilizi di cui il più noto padre padrino) della Storia che ne traccia un confino più o meno marcato, e di cui gli archivi (comunali) abbondano di documentazione per gli innumerevoli processi instaurati circa il maleficio del Diavolo e come lo stesso abbia - e ancor peggio abusa ancora - dell’intelletto umano.
(asterisco per l’àncora della maestra al servigio dell’esorcistica
censura e il suo doppio, ma c’era anche Dionisio alla stessa tavola, eppure
àncora ed ancora con rancore è ripetuta due volte… perBacco cosa dice questo
somaro?)
Ma
sappiamo anche che il ‘Diavolo’ il male, e la malvagità dell’atto umano detiene
una capacità ‘mimetica’ (per ogni replicata Scena) che supera ogni aspettativa
interpretativa della Natura d’un muto Dio; dicono che sia stato creato sin da
principio ed opposto al ‘bene’ di questo stesso Creato.
Tutti
noi Eretici (irradiati ad una libera radio con diritto di replica) pensiamo, infatti, che sia nato da una costola
di un dio infermo e ulcerato, e troppo spesso irato; andandosi a consolidare
non più o solo sulla ‘materia’ qual solo fine contrario ad ogni avversa visione
circa l’immateriale ricchezza e la purezza di cui l’Anima si ricongiunge
all’Infinito da cui il Dio e il Sacro; ma anche e purtroppo, al principio
creativo affine all’evoluzione della Storia nata come poco sopra detto, da un
Giardino o da un più vasto elevato panorama con una strana bestia che striscia
come un oracolo che la purga (o meglio ‘vaccina’) del veleno di medesimo male
di cui abbonda.
Seppur ‘diverso’ e nei Secoli interpretato con altrettanti e opposti argomenti, presiedendone il conio o il marchio di fabbrica nonché principiando quella universale spiritualità che il ‘male’ tende a veicolare su una artificiosa e più aliena velenosa materia, andando ad innestare una serie di simmetriche esorcistiche argomentazioni in cui la sacralità a Lui riconducibile, viene abdicata all’odierna materia del Nulla.
Eppure
questa nuovo ‘esorcismo’ nel beneficio (non più o solo di Cristo) del Tutto di
cui la ‘materia’ del Nulla abbonda, si può e deve coniugare con la storia da
cui i demoni di questa terra, con la capacità del rovesciamento dell’originaria
condizione umana, possono ancora.
Condizione
necessaria e sufficiente intervenire sull’Anima privandola della ‘forma’ di cui
originariamente inscritto l’Albero della vita e ogni Ramo evolutivo a Lui
riconducibile dalla radice sino alla più luminosa foglia alla cui ombra il
profeta scorse e si dissetò nella luce; andando ad ‘innestare’ una serie di ‘desideri’,
più o meno ‘sacri’ (‘un tempo esisteva sempre e solo Carosello, èra bello
vederlo e desiderarlo, ma hora c’è troppa confusione sul pubblico mercato
troppe giostre e giostranti e fiere parlanti con tre teste e sei mani e più
nulla si vende del nostro articolato artigianato’… contestò il padre hor
hora vigilato e nell’orgoglio ferito nel peccato pensato a cielo aperto…) quantunque avversi e contrari alla vera
sacralità di cui la vita, conditi con una mitologia simmetrica ed inerente la
materia ed ogni sogno che al meglio nel peggior modo la caratterizza; quindi
una diversa sacralità innestata nel bel mezzo di questo deserto con la sola
convinzione d’una folta foresta di cui nel tempo senza il tempo che al meglio
la coltiva, immaginare, o ancor meglio, sognare la vita.
Questo deserto di morte seppur ben distribuito per ogni oasi dell’iper mercato collettivo ed hora attraversato, o meglio che dico sponsorizzato nonché predicato, dal profeta della morte, con solo l’illusione di una grande foresta ove incontriamo i segni inconfondibili della Genesi che lo caratterizza privando ognuno della vita con l’illusione del contrario, si consolida ed ispira alla parabola del nuovo ‘verso’ posto nella condizione sociale di cui ogni essere animato vittima inconsapevole della rinnovata mitologia con un suo esorcista al perenne servigio di Mammona, per poi così procedere inanimato sino alla pietra della più profonda miniera ove reclamare il vero elemento… oro della nuova èra alchemica.
Apporto
un Eretico esempio nel profondo della stessa, se sia un Abisso o un miniato
cunicolo solo il pregiato oro e la sua antica èra, conierà vera e più sana
moneta decidendo il valore della più sana ricchezza scavata dalle viscere sino
alla più alta Cima dello stesso monte.
Al
Teschio - e ad ogni Teschio - di questa martoriata terra riconosciamo il valore
del credo su cui si fonda la nostra comune preghiera, se sia offerta da un
pagano o da un teologo poca la differenza circa il valore dell’offerta che
possa far risorgere ciò di cui abusato e profanato per ogni croce uncinata
lungo medesimo cammino…
Un tempo, infatti, ai piedi del Sentiero ed osservando nonché meditando il ‘liquido’ divino Elemento dell’acqua di cui ortodosso battesimo sconfiggere il demone del male, mutare la sua Natura per divenire neve e ghiaccio quando precipitato principiare la vita di questa Terra; almeno così si narra a proposito del suo fondamento nonché ruolo costitutivo (pur essendo la miglior Compagnia del mio modesto e più che umile Teatro).
Rivelo
e scorgo, infatti, una ‘simmetria’ affine al Dio che così perfetto l’aveva
donato al fine di ogni opposto mutamento; se questo stesso Dio sieda su una
nuvola come un antico dio del pagano, o sia un dio cattolico con una più solida
pietra, di certo possiamo dedurne che cotal uguale medesimo divino architetto
vede irrimediabilmente mutare il proprio originario disegno creativo; e con il
medesimo ‘mutare’ apostrofare il muto Linguaggio di chi ispira miracolo e sacra
profezia per ogni Elemento incarnato per ogni demone crocefisso e profanato
reclamare ed ululare preghiera alla parabola di un nuovo dio nonché costretta
dall’esorcismo d’una ancor più deleteria dottrina.
La
neve e il ghiaccio e il principio primo che li sovrintende nel perenne divenire
di cui ogni Elemento circa la vita muta, mantenendo integra l’originaria forma,
grida e rovescia il proprio risentimento in ciò di cui ogni struttura e disegno
circa medesima evoluzione evolve verso il caos dell’assoluto disordine
‘ricreativo’, andando ad abbattere quell’Albero ove scorgevamo l’originario
disegno inscritto nella folta foresta di cui il principio della vita.
Infatti, l’intera Opera la puoi osservare nel micro cosmo di una sola goccia, la quale abbonda e affoga ogni desiderio terreno circa il nuovo disegno di cui i novelli e più pericolosi demoni di questo Universo ne alterano il progetto divino.
Questi
demoni mascherati da santi vanno combattuti, sia dal buon Filosofo pagano che
dal credente cristiano, e oltre a loro, invisibili e ancor più pericolosi del
male dell’irreversibile loro ma non certo nostra Natura, i nuovi ‘esorcisti’
loro inseparabili apostoli circa i canoni della confusa dottrina, i quali
convivendo nella deleteria e ancor più confusa mitologia del Nulla, tendono a
perseguitare ogni forma di apparente virtuale ‘Eresia’ inscritta nella
paradossale condizione in cui la Luce, componendo, o al contrario dissolvendo
ogni cosa viva, compone la ‘vista’ passando attraverso il cunicolo dell’occhio
artificiale di Mammona donando e promettendo miopia prossima alla cecità
assolutistica (di cui in un antico Viaggio fu colto anche il loro strano
Polifemo… narrata da un genio cieco con maggior veduta…).
Ovvero, data nel beneficio dell’oscurità della più profonda tenebra conferita dall’energia di cui la scintilla, l’anima, scorre, e attraverso un determinato circuito il cui ‘chip’ li coltiva assembla e crea (in parti ed arti distinti dal primordiale intelletto creativo di cui riconoscono solo un cervello che pulsa e naviga come un motore di ‘ricerca’ in perenne ‘ricerca’ dell’argonauta di ogni giorno, infatti, nel Dominio creativo donato da una macchina scissa e privata dall’atto di medesimo Viaggio, formano la conquista del nuovo impero ricreativo….) nella nuova foresta di cui scorgiamo il deserto che avanza come la peggiore onda.
La
loro vista il loro fine, la ‘meccanica’ di questo ‘esorcista’ che interviene a
correggere ogni forma originaria, non più e solo dell’Intelletto, e quindi del
Pensiero, in quanto lo attribuiamo anche a chi pensiamo non averlo, tende a
rimuovere gli antichi ‘geni’ di cui l’intero Universo abbonda (potevano esseri
Dei di tanti Elementi assisi nel loro Cielo, come credenti di un solitario
profeta sacrificato da un diverso Tempio…),
andando ad instaurare in loro vece, l’assolutismo dell’idiozia spacciata
per Intelligenza arguta, dicono artificiale ove dimorano gli dei del Nulla
spacciati e rivenduti per il Tutto al fine di Mammona.
I loro ‘esorcisti’, acrobati al servigio del ciarlatano di turno, si alternano e abbattano con un ‘colpo’ preciso (avverso e contrario dal big-bang originario da cui l’Universo dell’Idea nata dalla Cima dell’Albero maestro, e con lei di un più probabile dio, da cui successivamente ogni forma di Vita) per ogni tortura che li accomuna all’antico esorcista; con un attento esame clinico dell’Anima (Mundi) del prodigioso avversario, possono e sanno colpire la sacralità di cui la vita abbonda in ogni luogo ove presiede la Natura di Dio, in ogni luogo ove si manifesta la superiorità di Pensiero o muta parola inscritta nella Sua Natura, di questa disconosciuta superiorità ne hanno una antica paura, un timore antico, una avversione su cui rimodellare la materia del divenire nel beneficio del ‘progresso’ per ogni futuro discepolo e futuro apostolo di Mammona (in nome e per conto dell’Anticristo ancor oggi confermiamo ed affermiamo quando fora le mura il fuoco risplende e acceca la loro vista…).
Non
ne conoscono il Principio agiscono nella presunta efficacia di una forma
meccanica di un diverso dio, sono una componentistica su cui si disegna la
civiltà iper-tecnologica del domani, giacché disconoscendo il passato di ogni
Elemento a loro avverso promettono solo un insano artificioso futuro da
laboratorio alchemico.
Sono
i corto circuiti ripescati in fondo all’oceano ove affogati per abuso alcolico
del domani diluito nelle stringhe ipertecnologiche dei social malati del
domani. Nuotano nell’antico mare di
Tetide con il permesso del loro dio, nella futura stratificazione geologica di
questa terra del Nulla si riconoscono con segni di muta parola, pur abusandola
con brevi frammentati passaggi, o meglio, diagrammi da cui solo successivamente
coniato il Linguaggio svelare l’arcano del ciarlatano, non conosco il Verso
dell’antica poesia. La odiano e non ne comprendoni il Linguaggio per questo
abbondano e nuotano nell’artifizio.
Sono i brevi frammentati ‘psicodrammi’ di ogni giorno senza parola alcuna che li possa narrare nella caverna ove dipingono la nuova icona ed ove coniata e fondata l’illusione della civiltà privata del suo stesso principio.
Sono il Principio della Fine ove al Linguaggio si preferisce la clava dell’‘esorcista’
di turno per estirpare ogni verità da cui la forma del divenire di medesimo
Pensiero e Parola privati della loro originaria Natura.
Sono la corsa senza la capacità del cammino che per sempre ha contraddistinto
l’arte evolutiva dell’uomo, corrono e precipitano nel Nulla del loro delirio
preferito mentre estirpano ogni Sua Natura.
Sono l’arte della calunnia conferita dal dio del nulla pregato e
coltivato nell’occhio proto plasmatico del più luminoso silicio, nella terra
dell’abbondanza ove meditare ogni insana e artificiosa preghiera.
Affermano in ogni luogo che possono manipolarne e sovvertirne il principio; il Principio della Verità ove un tempo ormai sorpassato si fondava la vita, precipitata nell’abisso del Nulla; sanno che il loro ‘potere’, perché proprio del ‘potere’ non più o solo sull’interpretazione della vita, ma sulla capacità di manipolarla confondendo Ragione e Forza su cui si fonda ogni suo Principio, concede loro il privilegio - o il difetto - di un diverso ed opposto destino.
In
questo atto di ‘esorcismo’ al servizio del male e dalla malvagità che al meglio
li caratterizza, al fine di far perire la Natura del sacro, con cieco dovere di
cui la materia abbonda nell’idiozia di cui la vista data dal solo artifizio ottico
come il loro dio si rivela dispensandoli di pensiero e parola, e non più
partecipando al dono dell’originaria vista conferita dall’Intelletto, in quanto
agiscono come ciechi su un’antica grotta, per comporre la meccanica dell’atto ‘meccanicistico’
esulandolo dal fattore creativo, li osserviamo nell’atto esorcistico.
Infatti, come dalla linfa di ugual medesimo principio al fine creativo ove leggere la spirale di un diverso Dio coniata dall’intero Universo fondare ogni cosa viva dalla pietra alla foglia, ed ora piegata nell’avverso contrario disegno e più atroce destino d’una ‘vite’ conficcata nel centro della terra dettata nel tuffo a spirale precipitare nella marea del Nulla.
Di
cui ogni elemento passivo partecipa con ampio margine di deficienza
assolutistica, privandoli del principio del Pensiero o del più antico cogito
cartesiano nell’atto esorcistico.
Questi
demoni mascherati da invisibili ‘esorcisti’ anch’essi derivati da un numero, o
meglio, al loro numero preferito diluito in nuovo e più moderno èvo, sono gli
acrobati del domani nell’esercizio fraudolento dell’artificioso intelletto
prestati o abdicati al dominio del Nulla di cui la materia odierna abbonda; si
cimentano in questa sfera di vetro decifrare e correggere l’originale e più
antico Pensiero; si dilettano a confondere l’oracolo della Parola, puntano il
loro numero preferito su ciò che vola mentre strisciano invisibili nella cripta
della criptata materia come vermi usciti dal loro navigato Oceano preferito per
donarci un aria appestata e confusa e nel caos fondare il loro Dominio
preferito.
Gli
adepti del loro credo strisciando si accalcano seguiti da molti altri, formeranno
il Nulla del domani…
(Lettera di Giuliano inviata dall’isola pedonale di un altro Stato non ancora pontificato…)