CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

lunedì 5 ottobre 2020

L'ORIENTAMENTO DEL BRANCO (& relativo capo-branco) (8)

 

























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L'Orientamento  (1/7)


Prosegue in un...:


Clima 'contraffatto' (9)


& con opposte correnti (di orientamento) [ovvero capitolo completo] (10)








Per specificare ed intendere ancor meglio le parole dell’esule, e chi con lui alleato avversare un comune nemico o cancro sociale ben consolidato quale comune veleno respirato, provo a figurare il teatro sceneggiato di chi si orienta, e di conseguenza qual capo-branco, orienta l’altrui istinto o atroce innominato pandemico destino…

 

…Dalla valle del Virus vi apostrofo e scrivo!

 

Immaginate la delirante scena delle Alpi Orobie e una grande bufera d’autunno per la Natura anch’essa e di conseguenza avvelenata:

 

torrenti straripare e pioggia precipitare senza tregua come chi urla ed impreca la propria disperazione, chiedendo la dovuta cura; certo una grande balena non ancora spiaggiata nella costa della perenne umana deriva, nuota e scalcia ferita come per ricordarci che il capitano, dal fumo della propria ed altrui stiva, le da la caccia, solo per rimembrare quanto ‘piccina’ sia la propria statura proporzionata all’intera sciagura in cui riuscirà sconfitto.

 

Il capitano urla ed impreca dalla scialuppa di continuare la caccia, in premio un ‘doblone’ e l’onore dell’intera ‘ciurma’ o baleniera non ancora affondata (il cemento la giusta ‘cura’ giacché il buon legno o Genio con cui costruito il fragile veliero al rogo dell’eterno ‘focolare’ sembra anch’esso ribellarsi al suo ‘padrone’ e tornare alle rive fracassandone ogni principio, quando cioè, teneva ben salde le redini del potere nel segreto d’un Bosco ben cinto quale principio della ‘parola’, ed in cui le radici ove si ispirano e nutrono trattenendo e prevenendo il male antico in cui Achab ben si distingue nei propri deliranti vulnerabili fragili edil sogni o panorami disgiunti dalla Natura: “guarda Omar quant’è bello ispira atroce tormento!”…) accompagnato dalle dovute bevute di coraggio in cui i solidali reietti marinai si distinguono in nome e per conto della patria (quale patria questo il dilemma non del tutto approfondito) unita; più ubriachi che orientati, più ciucchi che sani, più disperati che ben alloggiati, più confusi che ben informati.   

 

La ciurma, l’intera ciurma, combatte contro l’impavida Natura, il veleno con cui l’ha ben nutrita ogni tanto emerge dall’onda ed urlando la propria disperazione affoga qualche prode di un’epoca che pensavamo affogata.

 

Qualcuno addetto alla stiva legato ed incaricato al legno marcio di siffatta mareggiata, all’orecchio aggiornato dell’ultima ‘ondata’ (o puntata telecomandata) mi rimprovera di aver spostato un ‘vaso’, ove un tempo aveva seminato il fiore del proprio desiderio non del tutto cresciuto solo naufragato come un amore perso:

 

appassito in primavera e resuscitato in inverno, poi raccolto d’estate lungo una costa, là ove l’intera riviera non ne rimembra il nome, solo un amore perso partorito in Sicilia e battezzato a Rimini… senza più onore e stagione…

 

…Mi rimprovera per proprio altrui nome in serra coltivato - alla stiva ed ombra del capitano - di non toccare i ‘vasi’ così ben ornati in onore e motto della Ragione (o striscione), giacché l’occhio pretende la propria parte, è bene ornare la piazzola del condominio là ove il popolo medita l’universale pandemico unanime destino…

 

Nella Valle del Virus!

 

E si faccia attenzione a non appropriarsi dell’altrui bottino, giacché il contabile non ancora commercialista o amministratore delegato, qual prestanome… dell’intero condominio, non si è ancora affacciato con le tavole della Legge cementate nel fiero Legno… anche lui fuggito a miglior Genio o partito, il buon legno s’intende non certo l’idiota innominato dell’eterno Giardino cementato!  




 Cosa c’entra un movimento autonomista come la Lega con uno Stato centralista quale la Russia, che dall’epoca degli zar conduce campagne di sopraffazione linguistica, culturale e religiosa contro le sue minoranze nazionali?

 

Sulla carta non c’entra proprio nulla.

 

Eppure Matteo Salvini si presenta come il governante occidentale più in sintonia con il Cremlino. Così come lo è stato Umberto Bossi vent’anni fa. Conoscendo quella che il cofondatore della Lega, Giuseppe Leoni, ha definito la ‘confusione’ dottrinale del movimento, qualcuno potrebbe essere tentato di alzare le spalle e ritenerla una delle sue inspiegabili contraddizioni.

 

Una spiegazione invece c’è.

 

L’illogico allineamento politico della Lega al Cremlino è infatti uno dei risultati della campagna d’infiltrazione politica e contaminazione ideologica condotta da quelli che chiamo ‘i postnazisti di Saluzzo’. I primi a scoprire Mosca dopo il crollo dell’Unione Sovietica sono proprio i redattori di ‘Orion’, che, in seguito all’uscita di scena di Michail Gorbačëv, assieme ai loro confratelli francesi e belgi aprono un canale di comunicazione con chi in Russia si oppone al processo di occidentalizzazione.



La più evidente dimostrazione del sincretismo tra postnazisti e leghisti la trovo ancora una volta su ‘Orion’ che pubblica, sparata su due intere pagine, una foto di uno striscione visto a Pontida. Lo slogan, a grandi lettere, dice:

 

CENTO BANDIERE, CENTO NAZIONI, CENTO LIBERTÀ, LEGA NORD, SEZ. SALUZZO.

 

E nella didascalia che accompagna la foto si legge:

 

‘All’interno della Lega sono riscontrabili presenze e tendenze sicuramente antimondialiste come dimostrato dallo striscione esposto sulla collina che dominava la valle e che qui riproduciamo’.




È ora di presentare il terzo infiltrato postnazista nella Lega, dopo Alberto Sciandra e Mario Borghezio. L’agente postnazista la cui copertura è rimasta più segreta, quello che si è incuneato nei gangli vitali del movimento raggiungendo il massimo potere di influenza nel modo più efficace: senza farsi notare. Mi riferisco all’ispiratore occulto della prima svolta postnazista della Lega nell’era di Bossi e al manovratore della seconda, ancora più drammatica, nell’era di Salvini, di cui è diventato ‘uno dei fedelissimi’ (classificazione dello stesso ministro). Il suo nome è Gianluca Savoini, fa il giornalista e da decenni è in contatto con Maurizio Murelli, la migliore rappresentazione del soggetto in questione l’ho trovata nel motto di un blogger che si firma con lo pseudonimo di Der Wehrwolf:

 

‘Sarà qualcun altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica’.

 

 Con l’avvento di Matteo Salvini alla guida del Carroccio, Gianluca Savoini e Andrea Mascetti, che hanno iniziato la propria carriera a fianco del consigliere regionale leghista Attilio Fontana, acquisiscono ruoli in importanti posizioni di potere in campo finanziario. Nel giro di poco, Mascetti, viene nominato membro della Commissione di beneficenza della Fondazione Cariplo (che guarda caso finanzia la sua stessa associazione), del cda di Intesa San Paolo Private Bank di Lugano e del cda della controllata di Banca Intesa a Mosca, istituto presieduto da uno dei pochissimi occidentali che si possa ritenere veramente ‘vicino’ a Putin, l’ex collaboratore di Berlusconi Antonio Fallico.




Apro qui una brevissima parentesi per dare un’idea precisa della natura di quel regime, facendo un elenco sommario di critici o oppositori che si sospetta siano stati assassinati per ordine del Cremlino:

 

il politico democratico Sergej Jušenkov, assassinato a Mosca il 17 aprile 2003;

 

il direttore dell’edizione russa della rivista ‘Forbes’ Paul Klebnikov, assassinato a Mosca il 9 luglio 2004;

 

la giornalista d’inchiesta Anna Politkovskaja, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006;

 

l’ex agente segreto Aleksandr Litvinenko, avvelenato con il polonio il 23 novembre 2006 a Londra;

 

la giornalista Anastasija Baburova, uccisa il 19 gennaio 2009 a Mosca;

 

l’avvocato difensore dei diritti umani Stanislav Markelov, ucciso lo stesso giorno anche lui a Mosca;

 

l’attivista dei diritti umani Natalja Ėstemirova, rapita e uccisa il 15 luglio 2009 a Groznyj, in Cecenia;

 

l’avvocato e paladino anticorruzione Sergej Magnitskij, morto il 16 novembre 2009, otto giorni prima della prevista scarcerazione dopo un anno passato in galera senza processo.

 

Chiusa parentesi.




 L’Associazione Lombardia Russia non ha alcun legame formale con Matteo Salvini e il suo partito, ma la sua sede legale, al civico 18 di via Colombi a Milano, è su un altro lato dello stesso palazzo in cui la Lega ha la sua sede storica, in via Bellerio. Appena venticinque metri separano un ingresso dall’altro. Oltre a essere stato scelto come portavoce di Salvini a seguito della sua elezione a segretario federale, il presidente e dominus dell’Associazione, Gianluca Savoini, è responsabile dei rapporti con la Russia.

 

Insomma, al di là della forma, i legami sono forti.

 

Ancora più forti sono quelli con la Russia di Putin.

 

Il 13 febbraio 2014, presentando la sua associazione al pubblico nella Sala eventi del Consiglio regionale della Lombardia, Gianluca Savoini si assicura di metterli bene in evidenza, sottolineando anche il fatto che il presidente onorario è Alexey Komov, membro del World Congress of Families e responsabile internazionale della Commissione per la famiglia del Patriarcato ortodosso di Mosca. I soci fondatori sono invece Irina Shcherbinina (moglie di Gianluca Savoini), Luca Bertoni e Gianmatteo Ferrari.




Passiamo al suo capo, o Capitano.

 

Il quale si cimenta subito con una serie di interventi online sulla questione spinosa (per gli altri, non per lui) del referendum in Crimea. 12 marzo 2014:

 

‘Mi domando perché per Usa e Unione europea l’indipendenza di Bosnia e Kosovo andava bene e invece quella della Crimea no’.

 

17 marzo 2014:

 

‘Crimea, Veneto, Catalogna, Scozia. Quando i popoli decidono, è sempre una buona notizia’.

 

Il 10 ottobre 2014, nel suo primo anno da segretario federale della Lega, Salvini si reca per la prima volta a Mosca. Lo comunica ai fan con un video sulla sua pagina Facebook:

 

‘Cari amici, primi due incontri importanti della Lega Nord a Mosca. Il primo con il presidente della commissione esteri [Aleksej] Pushkov. Totale sintonia per dire no alle sanzioni contro la Russia che costano a loro ma costano anche all’Italia. […] No all’immigrazione incontrollata, no al terrorismo islamico e totale collaborazione sia a Strasburgo che a Bruxelles tra la Lega e Russia Unita’.




Poi annuncia che su questo stesso fronte:

 

‘ci saranno delle sorprese’.

 

Determinato a dare prova del proprio entusiasmo per i successi del regime putiniano posta anche un breve video con il Cremlino sullo sfondo:

 

Piazza Rossa, Mosca. Città pulita. Non c‘è un mendicante, non c’è un lavavetri, non c’è un Rom, non c’è un clandestino, non c’è un rompiscatole. Di notte, alle due, le ragazze prendono la metropolitana e tornano a casa tranquillamente, senza il terrore. La polizia c’è, è discreta ma fa il suo lavoro. E se sbagli, paghi. Mi domando perché qua si può vivere con serenità mentre a casa nostra devi avere il terrore a uscire di casa. Quindi non dico che dobbiamo imparare da altri, però Mare Nostrum sicuramente qui non si sognerebbero mai di finanziarlo, di farsi invadere, di aiutare gli scafisti’.

 

(dedicato alla memoria dei caduti [E NON DALLE SCALE] martiri della libertà e del libero arbitrio vilipeso: Sergej Jušenkov, Paul Klebnikov, Anna Politkovskaja, Aleksandr Litvinenko, Anastasija Baburova, Stanislav Markelov, Natalja Ėstemirova, solo alcuni dei tanti, dei troppi, in ogni luogo…)

 

[Dalle memorie di Silvana Sacerdoti]






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